L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] |
|
|
|
Un Vinitaly verso il mercato mondiale
|
|
Canelli. Alla 43ª edizione del Vinitaly a Verona (2 - 6 aprile) folta e in perfetto ordine sparso, come sempre, la partecipazione dei produttori astigiani (oltre 130), per lo più sistemati nel Padiglione 9 ('Pianeta vino', a due piani, con la nuova grafica) della Regione e Unioncamere Piemonte (oltre 600 gli espositori piemontesi), mentre il Consorzio dell'Asti era nel 7b e alcuni 'moscatisti' ospiti della Produttori al padiglione 11. Un Vinitaly, non annacquato, con oltre 160 visitatori, proiettato al mercato mondiale con 4250 espositori di 29 Paesi, con il 50% di buyer esteri e il 20% in più di italiani.
Non sono mancati io tedeschi e americani, e in più sono arrivati numerosi operatori dai nuovi mercati dai Paesi asiatici e sudamericani (3,6 miliardi di export, con una crescita del 2%). Nel solare 'salotto ovale' del padiglione 7, il Consorzio ha proposto, su uno schermo gigante, un viaggio tra le colline e i vigneti, mentre nell'area lounge si sono potuti gustare i piatti dello chef Ernest Knam. Qui, venerdì 3 aprile il presidente Emilio Barbero e il direttore Aldo Squillari hanno presentato il bilancio e il piano di rilancio 2009. Nel padiglione 9, sabato 4 aprile, s'è svolta la giornata astigiana con l'incontro "Asti: risorse e peculiarità di un grande territorio" (moderatore Vanni Cordero), durante il quale gli enti astigiani hanno presentato iniziative e manifestazioni come: le novità della Douja d'Or 2009, il punto sulla richiesta all'Unesco per i territori del vino, la presentazione della nuova Enoteca regionale della Colline Alfieri, il concorso internazionale di etichette 'L'arte in bottiglia' di Agliano Terme (vinto da Gotsh Marc Alexander, studente di merano), il progetto MU.D.A. (Museo Diffuso Astigiano) delle Comunità Tra Langa e Monferrato e Vigne e Vini e la consegna dei Tiletti dell'Assedio di Canelli. "Vini veri" al salone ?alternativo Al salone alternativo "Vino Vino Vino" di Isola della Scala (Villa Boschi) in Provincia di Verona fra i 162 vignaioli presenti (dal 2 al 4 aprile), con i loro vini naturali, c'erano anche sette aziende astigiane: Tre Poggi e Bera di Canelli, Trinchero di Agliano Terme, Forteto della Luja di Loazzolo, Reginin Lajolo di Vinchio, Giulia Gonella di San Martino Alfieri e Spaventapasseri di Montegrosso. Brachetto Gancia è d'oro Domenica scorsa, 29 marzo, sono stati resi noti i risultati del Concorso enologico internazionale del Vinitaly. Gran parte dei premi sono stati assegnati a due grandi aziende come la Gancia din Canelli e la Castello del Poggio di Asti. Tra tutti spicca la Gran medaglia d'Oro (il massimo premio del Concorso) assegnato al Brachetto d'Acqui spumante 'Scarlatto' della Gancia e, nella stessa sezione, la Medaglia d'argento andata ad un Asti docg del Castello del Poggio. Gli altri vini astigiani premiati (i piemontesi sono in tutto una trentina) che hanno ricevuto la 'Gran Menzione'. Nell'ordine: un Monferrato rosso Pepero 2007 delle Tenute Vallarino di San Marzano Oliveto, un Piemonte Barbera Buneis 2003 del Castello del Poggio di Asti, un Moscato d'Asti Baravalle di Calamandrana, un Moscato d'Asti Rocca Cerrina del Castello del Poggio. Un Alta Langa Vintage Integral 2004 della Gancia è risultato uno dei pochissimi spumanti italiani metodo classico che si è inserito tra decine di champagne premiati, Sono ancora da segnalare un Asti Modonovo 2008 della Gancia ed un Piemonte Brachetto spumante Rocca Cerrina di Castello del Poggio. Il vino a chi lo produce E' il titolo di una petizione, stilata da Claudio Rosso (presidente Consorzio del Barolo, Barbaresco, vini albesi e Roero) controfirmata da una valanga di produttori, indirizzata ai politici e al Governo che dovrebbero fare un passo indietro e lasciare spazio a chi fa il vino, per i nuovi ruoli e competenze, urgentemente richiesti dal Ocm. In pratica, i produttori chiedono di poter essere protagonisti su questioni come quelle delle certificazioni di qualità, analisi, comunicazione, promozione, vigilanza. "Bere meno bere meglio" Il vulcanico nuovo proprietario di Fontanafredda, Oscar Farinetti, uscito dal Consorzio di tutela (Emilio Barbero presidente), ben spalleggiato dal direttore Giovanni Minetti, ha eruttato lapilli e ceneri contro l'Asti spumante docg che sarebbe arrivato alla deriva, svilito nella qualità e nei prezzi, 'un vinello'! "Meno quantità, più qualità!". E si è scagliato contro la paritetica (accordo interprofessionale) che "premia chi lavora peggio e paga anche l'uva prodotta in eccesso". Ed ecco il suo Asti Docg Galarey, che arriva dalla riserva di Serralunga d'Alba dove sono banditi diserbanti e concimi chimici, venduto attorno ai 15 euro, contro "lo sputtanamento dell'Asti". D'accordo con Farinetti - Minetti è Gianluigi Bera, noto storico e vignaiolo di Sant'Antonio di Canelli, presente al salone alternativo del vino, "Io produco solo Moscato. E' chiaro che l'impostazione produttiva degli spumantieri ha dimostrato tutti i suoi limiti. Minetti non ha detto niente di strano: l'Asti è un prodotto privo di appeal. Occorre una sterzata. Ripartiamo alle vigne e dalla terra". W il coraggio della qualità, ma senza farci del male" Ovvio che molti "moscatisti" abbiano storto il naso: "In un momento di crisi, è una polemica che non serve a nessuno e non fa bene all'Asti. Per Angelo Dezzani, direttore della Produttori Moscato (2000 aziende): "Il coraggio della qualità va benissimo, ma cerchiamo di non farci del male. Diecimila euro all'ettaro meritano prudenza. Il nostro impegno è di condurre una buona trattativa sull'accordo di filiera e garantire il reddito agli agricoltori" Per Romano Dogliotti di Castiglion Tinella (35mila bottiglie di Asti): "Vendo a 7 euro la bottiglia. La qualità c'è già e si può fare anche restando nel Consorzio. Io ci sono e ci credo. Facciamo il salto di qualità, ma senza guerre!" "E' solo una speculazione" Per il presidente del Consorzio di Tutela, Emilio Barbero. "Fantanafredda è libera di fare prodotti di gamma alta, ma senza denigrare il lavoro degli altri. Il mondo dell'Asti rappresenta 6 mila aziende viticole, 9 mila ettari di vigne e un milione di quintali di uva che hanno bisogno di regole. E la qualità poi viene favorita dall'accordo interprofessionale, con i produttori di Moscato che risultano i più garantiti e protetti da speculazioni. E poi ogni azienda può premiare come vuole i suoi conferitori oltre il prezzo base che è stato nel 2008 di almeno 18 mila euro ad ettaro". Ocm vino, dal 1º agosto molte novità ancora confuseCanelli. Con il primo agosto entrerà definitivamente in vigore la nuova Ocm (Organizzazione Comune di Mercato) Vino che coinvolgerà tutti i Paesi dell'Unione Europea. Un effetto particolarmente forte per l'Italia che ha il 50% della sua produzione vinicola tutelato dalle denominazioni di origine o dalle indicazioni geografiche territoriali. A quanto pare, le Docg, Doc e Igt saranno automaticamente protette dal nuovo regolamento comunitario, ma gli Stati membri avranno l'obbligo di presentare alla Commissione, entro il 2011, i fascicoli tecnici con i disciplinari di produzione. Solo dopo la verifica conforme, le denominazioni potranno essere trascritte nel registro elettronico delle Dop/Igp. |
|
|
|
|
L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] |
|