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Maltempo: paura
poi l'allarme rientra

  Acqui Terme. La perturbazione Ulysse, che si è abbattuta soprattutto al Nord Ovest, ha interessato notevolmente la città termale ed i Comuni del suo comprensorio provocando allagamenti, smottamenti e straripamenti di rii e canali.
In Prefettura ad Alessandria era stata aperta la sala operativa della Protezione civile e il Com di Acqui Terme è stato aperto verso le 14,30 di lunedì 27 aprile. Il territorio è stato costantemente monitorato dalla Polizia municipale e dai Volontari delle associazioni di Protezione civile alla presenza del Sindaco Danilo Rapetti, anche nelle ore notturne.
Il maltempo ha provocato alcune frane che hanno comportato la chiusura della strada per Lussito, Valle Benazzo e via della Fasciana, poi riaperte. Il livello del fiume misurato presso il ponte Carlo Alberto alle 18.30 di lunedì 27 era a mt 4,70, ha raggiunto il limite di mt 5,20 poche ore dopo. Alle 9 del mattino dopo era a 1.70 e alle 12 50 circa di martedì è rientrato a mt 2.30. Nel momento in cui il fiume ha raggiunto livelli così preoccupanti, su indicazione della Prefettura sono state emesse due ordinanze: una per la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, l'altra per la chiusura delle aree mercatali.
Quella per le aree del mercato settimanale è stata in mattinata revocata per evitare problemi di ordine pubblico, in quanto gli ambulanti si sono comunque posizionati e non intendevano sgombrare.
La situazione era considerata a rischio per la popolazione da Prefettura e Provincia ed ha determinato l'ordinanza del sindaco alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. (C.R.)

In Langa e valli strade interrotte e smottamenti

Nelle popolazioni della Langa Astigiana e delle valli Bormida si è rivissuta la paura dell'alluvione del novembre 1994. E ancora al momento di andare in stampa ci sono strade di fondovalle interrotte. Soltanto a distanza di qualche giorno sarà possibile appurare l'esatto impatto, in termini di costi, dei danni dovuti all'ondata di maltempo che ha colpito le nostre zone fra sabato e lunedì.
Strade interrotte, smottamenti, non si contano i bollettini viari, specialmente quelli della provincia di Asti (molto solerti9 sembrano di guerra. L'elenco della strade provinciali, senza contare le comunali chiuse aumentano ora dopo ora. Girare in queste plaghe comporta un lungo girovagare.
La prima avvisaglia dei danni che l'acqua avrebbe causato, alle arterie primarie della valle (le fondoivalli), nel primo pomeriggio di lunedì 27, quando l'ex statale 30 veniva chiusa a Montechiaro, per uno smottamento, in regione Pianpodazzo Teneve (riaperta a sera). Dalle ore 18 veniva chiusa per esondazione della Bormida in regione Gavazzolo di Bistagno la sp 25, poi riaperta alle ore 8 di martedì. Alle sera dopo le 21 veniva chiuso anche il tratto in località Rocche di Zavatto, dal ponte di Perletto in su, in provincia di Cuneo per grosso smottamento a monte sino al bivio di Cortemilia, e ancora chiusa (mercoledì 29). Non c'è paese di Langa o di queste valli che non abbia strada chiusa.
La viabilità per la Langa e la val Bormida è cosa primaria, diversamente non c'è possibilità di presenza umana, ogni altro discorso non ha valore. O le autorità capisco ciò è stanziano finanze o altro non rimane che andarsene. La popolazione in queste terre è per lo più anziana (assistenza sanitari a gimkane per raggiungere i luoghi di chiamata), i giovani in età scolare, normalmente già costretti a levatacce per raggiungere le scuole medie superiori, costretti a casa. Genitori che non possono recarsi al lavoro. Sindaci, amministratori e volontari di queste terre che non sanno più a che santo raccomandarsi. E allora se non c'è denari per risolvere i problemi viari, si inizi a risparmiare su convegni e pubblicazioni.
Veniamo alla bassa valle Bormida, numerose esondazioni hanno allagato campi, pioppeti e colture, causato problemi alle strade e in alcuni casi obbligato alla chiusura di alcuni ponti. Scuole e asili chiusi, lunedì, a Cassine, Rivalta, Strevi e Visone, dove comunque le lezioni hanno ripreso il loro regolare svolgimento senza grossi danni agli edifici scolastici. Più ingenti i problemi che la piena ha provocato alle colture. Il Bormida ha esondato in numerose aree, uscendo dal suo corso in più punti con particolare veemenza nell'area compresa fra Strevi, Rivalta, Castelnuovo e Cassine e fino a Sezzadio dove si lamentano campi allagati, ingenti danni alle colture e in alcuni casi anche ad alcune strade.
Capitolo viabilità: si lamentano frane sulla strada che conduce a Ricaldone, provvisoriamente chiusa, a Prasco, dove nella parte alta del paese un fronte franoso molto esteso ha obbligato il sindaco alla chiusura di strada Forno. A Rivalta Bormida l'esondazione particolarmente imponente ha fatto sì che l'acqua giungesse pericolosamente vicina ad alcune case.
Chiusa e intransitabile Strada Mormorasco, e per alcune ore, nella tarda serata di lunedì, è stato necessario procedere anche alla chiusura del ponte sulla strada che congiunge Rivalta e Strevi: il Bormida aveva infatti raggiunto un'altezza e un'ampiezza tali da arrivare alla cima della grande campata. Semplicemente impossibile tenere il conto di buche, voragini, smottamenti e piccoli dissesti, che spuntano qua e là a centinaia e anche l'allerta per le frane non è ancora terminato: nei prossimi giorni, con il previsto miglioramento delle condizioni meteorologiche, potrebbero verificarsi altri assestamenti del terreno.
Nell'attesa di fare il conto, una sola cosa è certa: i danni, per agricoltura, viabilità e logistica, sono molto ingenti.

Grandi problemi alla viabilità nel Ponzonese
e nella Valle Erro per frane e smottamenti

Ponzone. Un giorno che molti ponzonesi e i residenti della valle Erro ricorderanno a lungo è il 27 aprile 2009, un lunedì di pioggia e di frane, di allagamenti, smottamenti e di interruzioni stradali che hanno interessato la già martoriata ex strada statale 334 "del Sassello" bloccata da diversi giorni al km 33+225 per il cedimento del piano stradale e la S.P. 210 che collega Acqui a Palo passando per Ponzone dove, in comune di Cavatore al km 6+200, poco dopo il bivio che porta in paese, una frana ha completamento ostruito la strada costringendo le auto ad una deviazione e bloccato il pullman dell'ARFEA, che stava raggiungendo il paese con numerosi studenti a bordo; pullman che non ha potuto utilizzare percorsi alternativi ed è stato costretto a tornare ad Acqui.
Ponzone per diverse ore è rimasto isolato anche sul versante ovadese per l'interruzione della Provinciale che collega Cassinelle a Toleto ed alla S.P. 210.
Un triangolo tra Ponzone, Cavatore, Melazzo che ha vissuto situazioni complicate e davvero preoccupanti soprattutto quando, la ex S.S. 334 "del Sassello", è stata bloccata per diverse ore al km 49+200, prima del bivio di Melazzo, poi interessata da una frana in località Giardino e da un parziale allagamento al km 47.
Per fortuna dopo alcune ore è stata riaperta al traffico in un unico senso di marcia mentre per liberare la strada Acqui - Ponzone sono dovuti intervenire i mezzi meccanici della ditta Assandri di Cartosio che, con gli uomini della Provincia ed i vigili del Fuoco di Acqui che hanno dovuto tagliare i cavi di acciaio della rete contieni-massi che si erano sganciati, hanno lavorato sino alle 24 per consentire il passaggio alle auto su di una sola carreggiata per i due sensi di marcia.
A Melazzo preoccupazione per i residenti in località Caliogna rimasti per diverse ore isolati per una frana all'intersezione di due strade, liberata dopo un lungo lavoro seguito personalmente dal sindaco Diego Caratti.
Non solo, in diversi punti sia sulla ex S.S. 344 che sulla S.P. 210 si sono verificati piccoli movimenti franosi che sono stati immediatamente segnalati ma che, potrebbero compromettere ancora di più una viabilità che è sempre più tribolata. (w.g.)

Lunedì 27 aprile dopo 48 ore di pioggia
torna l'incubo inondazione su Cairo e la Valbormida

Cairo Montenotte. Lunedì 27 aprile Cairo ha vissuto con apprensione l'inarrestabile innalzamento delle acque del fiume Bormida che, alimentato da oltre 48 ore di piogge ininterrotte, ha abbondantemente superato il livello di guardia andando quasi a sfiorare le travi portanti la passerella del cimitero e radendo pericolosamente la sommità degli argini delle due sponde del fiume.
Le condizioni meteorologiche ed il livello preoccupante delle acque hanno fatto temere il ripetersi dell'inondazione del 22 settembre 1992 quando il fiume Bormida esondò in più punti provocando danni ingenti soprattutto in frazione Ferrania e, nel Capoluogo, nel rione di Cairo Nuovo dove, fra l'altro, le acque invasero il piano seminterrato dell'ospedale provocando danni gravissimi e seri intoppi all'operatività del nosocomio.
Lunedì sera 27 aprile, mentre stilavamo il presente articolo, la situazione tuttavia appariva ancora sotto controllo nonostante i vigili del fuoco avessero dovuto, in giornata, intervenire per svuotare alcune cantine e garage sotterranei invasi dall'acqua non più smaltita dai tombini.
In particolare in Cairo Nuovo, che rappresenta il punto più critico e a maggior rischio di inondazione, i lavori di parziale ripulitura dell'alveo realizzati negli ultimi anni ed il significativo innalzamento dell'argine sembravano aver scongiurato il ripetersi della calamitosa alluvione del 22 settembre 1992.
Sono stati comunque molti i residenti locali che, preoccupati, si sono recati più volte, pur sotto la pioggia battente, a constatare di persona l'evoluzione della piena del fiume Bormida richiamati dal rombo inquietante dello scorrere dei suoi flutti.
Non sono mancati tuttavia i disagi, in particolare alla circolazione; molte le strade interrotte dalle frane e dagli smottamenti: anche il sottopasso ferroviario di San Giuseppe, nel pomeriggio di lunedì, si è allagato creando lunghe code e tortuosi aggiramenti per il traffico da e per Cairo centro. (SDV)

Una paura lunga 24 ore e tante frane e smottamenti

Canelli. "Le casse di espansione non sono entrate in funzione perché il livello del Belbo dovrebbe ancora alzarsi di un bel metro" queste le dichiarazioni alle ore 17 di lunedì 27 aprile di Valter Gatti (delegato all'impianto da 1800 metri cubi tra S. Stefano e Canelli), in pianta stabile presso la sede della Protezione civile intercomunale di via Bussinello a Canelli.
L'affermazione del Gatti è dettagliata dal responsabile della Protezione Civile intercomunale Diego Zoppini: "alle 17 di lunedì l'altezza dell'acqua era di 3,50 metri e tale si manteneva fino alle 21,30 quando scendeva ai 3,30 metri, per continuare a diminuire ai 2,30 metri delle 4,30 di martedì e ai due metri delle 10. Il controllo, minuto per minuto, è stato possibile grazie alle oltre cento telecamere distribuite nei punti caldi degli otto Comuni della Comunità e quelle sulle casse di espansione che non sono per nulla entrate in funzione".
Innumerevoli invece sono stati gli smottamenti e le frane tanto che, a Canelli sono state evacuate 12 abitazioni e sono state chiuse tutte le scuole, non raggiungibili dai mezzi pubblici (pullman e treno).
Non sono mancate, durante tutto il giorno di lunedì 27 aprile, le voci su una possibile ondata di piena e quindi di esondazione del Belbo tanto che per tutto il pomeriggio, fino a sera inoltrata, centinaia di persone hanno stazionato sul ponte di corso Libertà per controllare i movimenti del Belbo.

 

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