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Acqui Terme. Una partecipazione davvero come non si vedeva da alcuni anni, quella del 25 aprile. Una Festa della Liberazione, quella del 2009, che anche il Sindaco Danilo Rapetti ha voluto onorare con la sua presenza, attorniato da tanti amministratori del circondario, con i Comuni rappresentati - oltre che dai primi cittadini o dai loro delegati (abbiam contato sedici fasce tricolori) - dai gonfaloni. Ci sono poi le associazioni d'arma in servizio (Finanzieri e Carabinieri) e a riposo (Alpini e Marinai, carabinieri in congedo, aviatori). E, ovviamente, i partigiani dell'ANPI. Un contributo, durante lo svolgersi del corteo (dalla Caserma Battisti al monumento "Ora e sempre Resistenza" davanti alla Stazione; dalla lapide del Pegonzi per Cefalonia dei Bagni alla tribuna per i discorsi ufficiali dinnanzi al Liceo Saracco: ma le stazioni sono tanto numerose da rendere faticoso il resoconto, se condotto in modi analitici), un contributo - dicevamo - oltre che dal Corpo Bandistico Acquese, guidato dal Mº Pistone, è venuto dagli studenti dei Licei che han proposto la lettura di alcuni articoli della Costituzione. Le parole del 25 aprile
Presso la scuola di Corso Bagni intitolata a Giuseppe Saracco i discorsi. Inaugurati dal prof. Adriano Icardi, che propone una pregevole sintesi degli eventi della primavera del 1945, cita Minetti Mancini e Galeazzo, Carlino da Bistagno, al secolo Natalino Testa, ventisei anni, che tenta di nascondersi nel Teatro Garibaldi ed è fucilato il 2 settembre 1944. C'è il rischio del bombardamento alleato sulla nostra città, nell'aprile '45, "sventato" anche con il contributo di Giovanni Galliano. Da Mario Mariscotti (ma con lui si era notata lungo il cammino la figura del generale Alberto Rossi, l'autore del suo Diario segreto da poco edito per i tipi EIG) un discorso sulla centralità dell'uomo e del cittadino che la Resistenza esalta. "Ma la Resistenza è tutt'ora valida: perché esistono ancora due pericoli: il terrorismo internazionale e il revisionismo subdolo (e qui c'è la prima citazione per la legge 1360/08; poco più in là procede la raccolta delle firme, che porteranno il premier Berlusconi, da lì a poco, a far ritirare il progetto legislativo).
Anche Giampiero Nani, che parla per la Comunità montana, con soddisfazione prende atto di una unione di intenti ritrovata. Poi una rapida carrellata di figure: Ludovico Ravera che cade a Ponzone, Mingo, Morgan, Don Boido, Don Vincenzo Ravera: "La grande storia passa per la Valle Bormida, e se la Provincia è medaglia d'oro, Acqui e l'Acquese han fornito un contributo determinante". Per il Municipio c'è l'assessore all'Istruzione prof.ssa Giulia Gelati che saluta con piacere la direzione unitaria del percorso celebrativo, ed elogia la coordinazione, incarico non facile, che è spettata al sindaco Galeazzo. Quindi un ricordo per Cefalonia e Corfù, ma anche per i caduti inglesi, americani e polacchi, per gli internati italiani in Germania e per l'Abruzzo.
I doveri di chi rappresenta gli altri
Conclude il costituzionalista Renato Balduzzi, che più degli altri entra nel tema del progetto di equiparazione tra partigiani e repubblichini. "La buona fede è salva, si può sbagliare anche in buona fede; ma esiste un giudizio, irrevocabile, che dà la Storia. Che non è quello dei vincitori, ma della dignità umana".
I temi toccati sono molteplici: soprattutto Balduzzi insiste su un dato: il 25 aprile non è il ritrovarsi di una parte. Deve essere il ritrovarsi di tutti. Poiché di tutti è la scelta di una Costituzione che coinvolge politici dal diverso orientamento (da Togliatti a De Gasperi, da Camilla Ravera a Pertini).
E la mattinata della Festa della Liberazione si conclude proprio con un omaggio a Umberto Terracini, presidente della Costituente. Seduta del 4 marzo 1947.
Il Nostro che spiega - da buon maestro elementare, verrebbe da dire - quali siano le prassi da mettere in campo. Per discutere. Per votare. Procedure. Problemi pratici. Ma c'è anche altro. È una questione di etica. Dal momento che i cittadini "si attendono, che i parlamentari non vengano meno al proprio dovere: che non è solo quello di elaborare testi legislativi e costituzionali, ma anche di essere in tutti i propri membri esempio al Paese di intransigenza morale, di modestia di costumi, di onestà intellettuale, di civica severità, ed ancora, me lo si permetta, di reciproco rispetto, di responsabile ponderatezza negli atti e nelle espressioni, di autocontrollo spirituale ed anche fisico, di sdegnosa rinuncia ad ogni ricerca di facili popolarità pagate a prezzo del decoro e della dignità dell'Assemblea".
Terza edizione del concorso per alunni delle elementari e delle medie "Se non ora, quando? La Resistenza in Italia e le Resistenze nel mondo"
Acqui Terme. È giunta alla conclusione la terza edizione del concorso "Se non ora, quando? La Resistenza in Italia e le Resistenze nel mondo", organizzato dall'Associazione Lavoratori Cileni Esiliati, in collaborazione con il Comune di Rivalta Bormida, la sede A.N.P.I. di Rivalta Bormida, L'Ancora e l'ISRAL, in occasione della commemorazione del 25 aprile.
Scopo del concorso, riservato a studenti, gruppi o classi del quarto e quinto anno della Scuola Primaria e del primo, secondo e terzo anno della Scuola Secondaria di primo grado, far riflettere i bambini e i ragazzi sui valori della Resistenza e sulla loro attualità nel mondo di oggi.
5 le sezioni: testo poetico; intervista; giochi di parole; fotografia; disegno.
Premiazione giovedì 30 aprile alle ore 10.30 presso casa Bruni a Rivalta Bormida.
Pubblichiamo i nomi dei vincitori e i loro elaborati.
Scuola primaria
Sezione poesia
"LA RESISTENZA" di Renata Ristova e Monika Stojanova classe V A Scuola Primaria "D. Alighieri " - Cassine
La scrivevano sui muri e morivano, la urlavano nelle piazze e morivano, la scrivevano sui giornali e morivano.
Si lottava per la libertà e per uccidere il tiranno nero. Si lottava per la pace. Si lottava per salvare le terre dei contadini. Ci alzavamo molto presto per rubare il pane e le armi ai soldati, ostacolavamo le strade, dandoci la mano e sperando che la guerra finisse. Lottavamo per riavere le giustizia e la pace. C'erano molti partigiani che morivano altri che soffrivano.
Tutti speravano che la guerra finisse e tornasse la serenità e la libertà.
Sezione intervista
"LA RESISTENZA - INTERVISTA AL NONNO" di Alessandra Visconti classe V A Scuola Primaria "D. Alighieri " - Cassine
Dove abitavi durante la Seconda Guerra Mondiale con la tua famiglia?
In Alessandria Com'era Alessandria dopo i bombardamenti? Era distrutta, di notte non si vedeva niente e bisognava chiudere le finestre perché i tedeschi dall'alto vedevano la luce accesa e bombardavano Cosa c'era in particolare in Alessandria? C'era un aereo chiamato "Pipetto", guidato dai soldati americani, che ogni sera controllava dove c'erano i comandi tedeschi per bombardarli. Quando tutto era buio e non vedeva movimenti, lanciava una luce (con un paracadute) che illuminava tutti i dintorni chiamata "bengala" per vedere se i tedeschi erano nei paraggi Com'era la divisa dei tedeschi?
La divisa dei tedeschi era verde, sulle mostrine avevano il loro segno: la svastica. I soldati italiani invece avevano le divise color beige, gli italiani fascisti indossavano divise quasi uguali a quelle tedesche.
Dove vi nascondevate durante i bombardamenti? In cantina, così non ci arrivavano le schegge, oppure in collina dove c'erano dei buchi, per nascondersi e anche in questo caso, per non farsi colpire dalle schegge.
Che cosa usavano per uccidere i tedeschi?
Usavano fucili, pistole, mitragliatrici e cannoni. Come macchine da guerra usavano carri armati, camion da caricare le truppe, motociclette con la carrozzina. Tutte le macchine da guerra erano verdi, come le loro divise
Sezione giochi di parole
"PARTIGIANI" di Andrea Gasti, Luca Balduzzi, Martina Finessi, Yhab Khalid classe V B Scuola Primaria "D. Alighieri " - Cassine

Sezione disegno
Marco Sardella, Jacopo Cassero, Gabriella Ferrera, Angela Stojcevska classe V B Scuola Primaria "D.Alighieri" - Cassine
Sezione fotografia
Jacopo Cassero classe V A Scuola Primaria "D. Alighieri" - Cassine
Scuola Secondaria
Sezione poesia
"TU CHE SEI LOTTA" Dedicato alla partigiana Elisa Ferrara di Rovesciala, anni 22 di Yuri Nicola De Simone classe III B Scuola Secondaria di Primo grado di Rivalta B.
Tu, con quel sorriso così dolce e sincero nonostante le sofferenze che la vita ti ha proposto
Tu che
hai visto arrestare tuo padre più volte, sempre ti dicevi "È solo un semplice controllo", anche se sapevi perfettamente che non poteva essere vero; in quei lunghi giorni che guardavi il cielo, ed era nero come il nemico, nero come i tuoi pensieri, non da ragazza che eri, ma da donna impegnata a seguire il grido della tua anima: riportare umanità fra la tua gente. Tu che
con la tua amica all'invito degli altri partigiani, non hai potuto che rispondere SI ad aiutare i compagni di lotta, portando armi, cibo e vestiti sempre attenta a non cadere nella trappola dei fascisti.
Tu che
chissà quante volte hai detto a tuo padre: "Grazie per i tuoi insegnamenti ora diventeranno lotta, non importa quanti fascisti dovremmo uccidere il nostro obiettivo è riportare la LIBERTA'."
Tu che
potevi vivere una vita del tutto diversa, hai deciso di combattere contro gli oppressori che ormai non erano più uomini ma del tutto bestie incapaci di pensare e se pensavano creavano solo pensieri sbagliati perché in questo mondo non serve odio ma Amore e Uguaglianza. Tu che
vagavi di casa in casa come un pastore errante, grata dell'ospitalità ricevuta perché a te avevano già strappato il nido.
Tu che
sei riuscita a sopravvivere e che non hai trovato altra soluzione che la RESISTENZA.
Tu che
GRAZIE!
Sezione intervista
"INTERVISTA" di Federico Rovera classe II A Scuola Secondaria di Primo grado " G. Verdi" di Cassine
Mio nonno, Severino Pietro, è nato il 24 Febbraio 1934 a Fontanile un piccolo paese sulle colline in provincia di Asti. La sua famiglia era composta da quattro persone: mamma, papà e una sorella maggiore.
In quel periodo le principali attività erano lavorare la terra per gli uomini e fare la casalinga per le donne, i due lavori dei genitori di mio nonno; queste attività servivano per guadagnare qualche soldo per vivere.
In prevalenza si mangiavano prodotti della campagna.
A quel tempo i giochi preferiti dai bambini erano semplici, certo non come oggi, ma ci si trovava tra vicini e si correva fra i vigneti; le feste più belle che mio nonno ricorda erano al trebbiatura del grano oppure la grande festa del paese che era un momento per ritrovarsi insieme durante un brutto periodo come la guerra. Mio nonno Pietro ricorda della scuola alcune cose, ad esempio c'era una sola maestra per 5 classi, ricorda che la scuola era obbligatoria e che c'era un libro molto grosso sul quale si studiava e un solo quaderno. Per la scuola le alunne dovevano indossare un grembiule nero, mentre i maschi un giubbotto nero.
Le attività extrascolastiche erano giochi di gruppo, quali il giardinaggio o le corse, ma sempre sotto il controllo delle maestre. Mio nonno non leggeva libri, ma a volte quando ci riusciva andava a comprare il "Corriere dei Piccoli", un settimanale di quel tempo.
Mio nonno ricorda la battaglia del grano, era un premio che veniva consegnato alla famiglia che in un anno riusciva a raccogliere più grano possibile. In quel periodo apparecchi elettronici ce ne erano pochi e la famiglia di mio nonno ne possedeva uno: una radio "Telefunken" (tedesca) e si ascoltavano in prevalenza giornali radio per essere informati su ciò che accadeva. Mio nonno partecipò soltanto ad una adunata fascista per bambini ed era la festa dell'albero che si svolgeva a livello intercomunale, dove i fascisti consegnavano ad ogni scuola un pino o altri alberi ornamentali. Mio nonno ricorda l'inizio della guerra in questo modo e me lo racconta sempre: "Era un pomeriggio, tutta la mia famiglia pregava seduta intorno alla radio sino a quando da un palazzo in piazza Venezia a Roma si sporge Mussolini accolto da un applauso di migliaia di studenti che alla duplice richiesta del duce:"Volete fare la guerra?" tutti, come impazziti gridarono quel SÌ che portò poi l'Italia in una guerra che significò il terrore, il sangue e la distruzione". Dopo i terribili anni della seconda Guerra Mondiale arrivò anche la fine, tornò la calma grazie ai Partigiani che liberarono l'Italia: mio nonno dice sempre un immenso grazie a queste persone, ma ha da recriminare una cosa cioè che c'erano anche i Partigiani che rubavano spesso nelle case le mucche, le galline
Sempre riguardo ai Partigiani, mio nonno ricorda un fatto: una mattina un Partigiano sbandato attaccò una camionetta di Tedeschi, ma senza causare perdite umane. Il giorno seguente tutte le case della zona (una decina) vennero completamente bruciate. Un altro fatto significativo è successo una sera: erano le 21.00 quando un aereo inglese transitava su Fontanile (AT), mentre perdeva vistosamente quota, per alleggerirsi scaricò 4 bombe "dirompenti ad aria compressa" da 250 kg che hanno impattato al suolo, ne sono esplose tre causando un forte boato.
Un altro evento molto toccante è avvenuto una mattina mentre mio nonno tornava dal paese e quasi a casa vide dei tedeschi che avevano catturato due giovanissimi Partigiani e gli stavano facendo scavare una buca. Dopo li misero in fila e spararono, i due caddero nella fossa da loro stessi scavata. Non riesco a immaginare cosa possa vere provato mio nonno ad assistere a una così grande atrocità quando lui era un ragazzino di soli 10/11 anni, più giovane di me. Altri eventi importanti accaddero nel periodo della guerra quando dalle città la gente scappava in campagna (soprattutto genovesi) e spesso non potevano vivere in case comuni, allora nella zona di Nizza Monferrato per salvarsi queste persone costruivano dei bunker sotterranei nei quali si nascondevano. C'era un modo di dire riguardo a queste persone, così si diceva "si è nascosto sul brennero", ma per brennero non si intendeva la zona al confine italiano. In realtà questa parola in dialetto significava "crusca", cioè il grano su cui le persone che erano nei bunker dormivano. Insomma dopo tutti questi eventi arrivò anche la fine di quell'inferno, la guerra finì e alla notizia molti esultavano, molti erano increduli e altri non potevano dimenticare tutte le sofferenze che la guerra aveva causato. Insomma ognuno reagì a suo modo.
Sezione giochi di parole
"COSTITUZIONE" di Francesca Foglino classe II A Scuola Secondaria di Primo grado " G. Verdi" di Cassine

Sezione disegno
Orlando Martinello classe III Scuola Secondaria di Primo grado " G. Verdi" di Cassine
Il 25 apile nelle zone e nei paesi
Grande commemorazione alpina a Merana
Merana. Il capogruppo degli Alpini di Spigno Monferrato Sergio Garbero e il capogruppo degli Alpini di Merana Carlo Capra si sono fatti interpreti del desiderio di molti e dell'Amministrazione comunale di Merana e domenica 26 aprile hanno organizzato una cerimonia commemorativa in onore dei meranesi Caduti e Dispersi delle due Guerre. A Spigno Monferrato è tradizione consolidata la presenza degli Alpini al monumento dei Caduti, in occasione del 25 Aprile, ma non per Merana da cui mancavano dal 1989, un'iniziativa importante salutata dalla presenza del presidente della Sezione Alpini di Acqui Terme Giancarlo Bosetti, dal vice presidente Raffaele Traversa e dai consiglieri Roberto Vela e Virginio Penengo.
Domenica, infatti, dopo la cerimonia con la deposizione dei fiori al monumento di Spigno gli Alpini con il Vessillo della Sezione di Acqui e i Gagliardetti dei Gruppi di Merana, Spigno Monferrato, Pareto e Savona sono giunti a Merana, davanti al Municipio dove si trova la Lapide con i nomi dei Caduti e Dispersi delle due Guerre. Dopo la deposizione della corona d'alloro, il sindaco Angelo Gallo ha salutato gli Alpini che con questa cerimonia hanno ricordato e reso onore ai fratelli meranesi, caduti e dispersi in guerra, dicendo: "È bene fermarsi ogni tanto a leggere questi nomi fusi nel bronzo e riflettere sul dolore ancora vivo che questi ragazzi e le loro famiglie hanno patito, giovani che si sono sacrificati per la Patria, per noi, rinunciando a un futuro di amore e pace cui ogni essere umano dovrebbe aver diritto. La Festa della Liberazione del 25 Aprile, ci ricorda la fine di una Guerra che ha causato tante sofferenze anche alla popolazione civile, che ha lottato per garantirci i diritti democratici dei quali oggi godiamo". Oggi l'alpino quando indossa il cappello compie un gesto simbolico e rappresenta il tricolore in cui si riconoscono tutti gli italiani senza distinzione di appartenenza politica, come sostiene il vice capogruppo di Spigno cav. Giuseppe Traversa, e con il comportamento fa sì che il tricolore sventoli nella Libertà faticosamente conquistata. Commozione all'appello, dove gli Alpini hanno dato voce ai 19 soldati meranesi, rispondendo in coro "presente", poi il capogruppo di Merana Carlo Capra ha letto la Preghiera dell'Alpino. Momento di preghiera e benedizione con il parroco padre Piero Opreni, che ha ricordato l'esperienza dello zio Cappellano Militare durante la Prima Guerra Mondiale. Conclusione del presidente Giancarlo Bosetti, che ha sostenuto l'iniziativa, perché anche i piccoli Gruppi come quello di Merana sono importanti per la conservazione e divulgazione del patrimonio storico locale e concorrono a rendere viva la partecipazione alle iniziative degli Alpini.
Gli Alpini si sono poi diretti verso la Pro Loco, dove le cuoche li attendevano per il pranzo, e al termine cavallerescamente hanno offerto fiori alle signore presenti.
A Spigno gli alpini e il 25 Aprile
Spigno Monferrato. Domenica 26 aprile a Spigno Monferrato è stata celebrata la ricorrenza del 25 Aprile. Una breve, ma toccante cerimonia ha ricordato il 65º anniversario della liberazione dal nazi-fascismo. Presenti alla manifestazione il sindaco Albino Piovano, l'ex consigliera provinciale Anna Dotta, il comandante della Stazione dei Carabinieri maresciallo Emiliano Sciutto, il presidente della Sezione alpini di Acqui Terme Giancarlo Bosetti e il vice presidente sezionale Raffaele Traversa con i gruppi alpini di Acqui Terme, Merana, Pareto, Spigno M. e Savona. Dopo l'alzabandiera, sono stati resi gli onori ai caduti con la deposizione di un mazzo di fiori e la lettura della preghiera dell'alpino da parte del vice presidente sezionale Raffaele Traversa. Quindi è seguita la benedizione da parte del parroco di Spigno don Roberto Caviglione. L'insegnante Anna Dotta ha ricordato i valori della festa del 25 Aprile, mentre il cav. Giuseppe Traversa ha messo in risalto la figura dell'alpino, apolitica, ma specchio degli italiani che credono nei valori della patria. Ha concluso la cerimonia il presidente Giancarlo Bosetti con l'invito ad onorare sempre i nostri caduti, che col loro sacrificio hanno fatto si che la nostra Italia sia una nazione libera e democratica.
Sassello, celebrato il 25 Aprile
Sassello. Il 25 Aprile è una ricorrenza che ha sempre suscitato grande commozione tra i sassellesi ed i meno giovani ancora ricordano il sacrifico dei quei compaesani che hanno dedicato la loro vita alla lotta per la libertà. Diversi sono i luoghi dove sono collocati cippi o lapidi che ricordano il sacrifico di quegli uomini, ogni frazione ha il suo Eroe ed in ogni frazione c'è ancora racconta storie di quei giorni.
Anche in questa occasione la cerimonia ha seguito quel percorso che tutti gli anni lega i luoghi della Resistenza.
ll sindaco, accompagnato dagli Assessori, dalle comandate della stazione dei Carabinieri, m.llo capo Raffaele Pace dal comandante dei vigili urbani, Luigi Aragone, dai reduci sassellesi, ha dato il via alle celebrazioni alle 7.30 davanti al comune: la delegazione ha poi preso la strada per Piancastagna, in comune d Ponzone, dove il giorno prima aveva deposto una corona il sindaco Gildo Giardini, e onorato la memoria del cap. Domenica Lanza "Mingo" e dei suoi uomini poi è stata la volta dei cippi di Palo, Piampaludo, Maddalena, nel parco di piazza Rolla. Nuovamente in piazza davanti al comune dove ad accogliere la delegazione c'erano alcuni alunni delle scuole, le delegazioni delle diverse associazioni di ex militari con i loro labari e molt sassellesi. Una preghiera ed un brevericordo poi la partenza per località Badia Sottana per la funzione religiosa ed i discorsi delle autorità che si sono tenuti davanti al monumento ai caduti.
w.g.
A Mioglia il 25 Aprile con i ragazzi delle scuole
Mioglia. I ragazzi delle scuole medie hanno commemorato il 25 Aprile nel suggestivo Viale della Rimembranza di Mioglia. Anche quest'anno, grazie alla sensibilità e all'impegno degli insegnanti e alla disponibilità di molti dei loro allievi, la scuola ha potuto essere presente alle celebrazioni di questa giornata che, 64 anni fa, ha segnato la fine della guerra, la sconfitta del Nazifascismo e l'inizio di una nuova era di pace e di fraternità. Purtroppo, col passare degli anni, il gruppo di coloro che possono dire "io c'ero" si assottiglia sempre più ed è importante che le giovani leve raccolgano il testimone per portare avanti la memoria di un periodo fatto di tante lacrime e di tanti orrori. La cerimonia era iniziata in tarda mattinata con la celebrazione della messa nella chiesa parrocchiale, alla presenza dei sindaci di Mioglia e di Pontinvrea, del maresciallo dei carabinieri, del presidente dell'Associazione Combattenti e Reduci Francesco Zunino e delle associazioni combattentistiche e d'arma. Quest'anno, per la prima volta, c'era anche una rappresentanza dell'Associazione Nazionale Alpini. È stato un momento doveroso di riflessione nel ricordo di quanti si sono sacrificati per quegli ideali di libertà, pace e fratellanza che ancora oggi sono alla base delle nostre istituzioni democratiche. Dopo la messa i partecipanti si sono trasferiti presso il monumento ai caduti e, dopo una preghiera in suffragio di quanti hanno perso la vita nei vari conflitti che si sono succeduti nel secolo scorso, si sono succeduti alcuni brevi interventi commemorativi. Sono infine intervenuti gli studenti che hanno recitato l'epigrafe dettata da Piero Calamandrei in risposta al generale nazista Kesselring che aveva affermato pubblicamente che gli italiani dovevano essergli grati per il suo comportamento durante i 18 mesi di occupazione, tanto che avrebbero fatto bene a erigergli un monumento: "Lo avrai, camerata Kesselring, il monumento che pretendi da noi italiani, ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi. Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio, non colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità, non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono, non colla primavera di queste valli che ti videro fuggire. Ma soltanto col silenzio del torturati più duro d'ogni macigno, soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo. Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi, collo stesso impegno, popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre Resistenza". Grazie anche alla presenza dei giovani studenti di Mioglia e di Pontinvrea si è venuta a creare una particolare atmosfera di profonda commozione. Nel programma "Linea notte" di Rai Tre, andato in onda il 24 aprile, Giovanna Botteri ha intervistato il dott. Nissim Alhadeff, ebreo, nativo di Rodi, sopravvissuto ad Auschwitz che, al termine del suo terribile racconto ha affermato: "Speriamo che queste cose non succedano più e che non dicano che l'Olocausto no è esistito; bisogna inculcarlo nelle generazioni future affinché abbiano una memoria di quello che è stato". C'è da augurarsi che genitori, educatori, insegnanti, mezzi di comunicazione siano perseveranti in questo delicato e importante impegno educativo.
Con la partecipazione di tre corali a Campo Ligure
celebrata solennemente 64ª festa della Liberazione
Campo Ligure. Celebrata solennemente la 64ª festa della Liberazione. L'amministrazione comunale e l'ANPI hanno predisposto il programma che annualmente ricorda questo fondamentale evento della nostra storia contemporanea. Quest'anno alla manifestazione ha voluto partecipare in forma ufficiale anche la rappresentanza del comune francese di Corbelin, gemellato con il nostro comune. L'occasione è stata data dall'incontro musicale che si sarebbe tenuto in serata tra il coro "Les tetes zen - la corale de st chef " ed i nostri delle "Rocce nere" e la "Corale polifonica" masonese. Il sindaco della cittadina francese ha presenziato alla cerimonia della deposizione della corona d'alloro al monumento ai caduti e la banda cittadina ha suonato oltre l'inno di Mameli anche la Marsigliese. La cerimonia si è conclusa nella sala polivalente della Comunità Montana con la commemorazione tenuta dal sindaco Antonino Oliveri. In serata, nella stessa sala, l'esibizione canora delle tre corali di fronte ad un numerosissimo e calorosissimo pubblico. Domenica mattina il coro francese e la "Corale Don Leoncini" hanno accompagnato la Santa Messa celebrata dal parroco Don Lino Piombo.
A Rossiglione due film per ricordare
Rossiglione. "Ricordando il 25 aprile" questo il titolo dell'iniziativa proposta dai responsabili della Sala Municipale di Rossiglione che, da giovedì 23 a domenica 26 aprile, ha presentato i due film "Il bambino con il pigiama a righe" e "The reader - A voce alta", che è valso il premio Oscar alla protagonista femminile Kate Winslet. Due storie ambientate in Germania, due diverse chiavi di lettura con cui raccontare la guerra: l'orrore dell'Olocausto visto con gli occhi dell'infanzia e la presa di coscienza degli adulti rispetto alle atrocità delle SS. Nell'ambito della Giornata nazionale di solidarietà proclamata dalle Associazioni degli esercenti Cinematografici AGIS e ANEC, l'incasso di giovedì 23 è stato devoluto alle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo.
Una prima storica festa del 25 aprile a Canell
Canelli. Una prima (dopo 63 anni), riuscitissima bella festa del '25 aprile', a Canelli, proprio ci voleva. Grazie a tante persone che hanno saputo lavorare, nel tempo, con intelligenza e lungimiranza. Una festa corale, con il coinvolgimento di molti gruppi, associazioni, insegnanti, alunni, tutti i politici che hanno voluto affermare che il differenziarsi a tutti i costi, non sempre rende ragione alla verità e allo stare insieme. A fare festa, c'erano i sindaci di Canelli (Giuseppe Dus), di Cassinasco (Giuseppe Santi) e di Rocchetta Palafea (Giuseppe Gallo), le autorità costituite, tanti labari, la banda al gran completo che ha suonato al top, la cantoria della scuola media. Il tutto veramente ben gestito da 'Memoria viva' a cominciare dalla deposizione della corona dei ragazzi al monumento dei caduti di piazza della Repubblica, dai toccanti brani della banda, al canto dell'inno da parte della cantoria della Media, dal corteo alla chiesa per la S. Messa, alla visita alla 'Galleria dei sindaci' in Comune, alla marcia sui luoghi storici della Resistenza (Caffi - Falchetto), al concerto del canellese Poggio
Le commemorazioni del 25 aprile a Nizza Monferrato una corona ai caduti e lapide ai "Martiri"
Nizza Monferrato. Sabato 25 aprile doppia cerimonia in Piazza Martiri di Alessandria a Nizza Monferrato. La prima "il ricordo" e "la commemorazione" al monumento ai caduti per fare memoria al sacrificio dei tanti che hanno dato la loro vita per la lotta di liberazione con la posa di una corona d'alloro e, quindi, sull'altro lato della piazza lo "scoprimento" di una lapide che ricorda il "sacrificio" dei quattro giovani nicesi (di un gruppo di 10 partiti alla conquista di una caserma in quel di Alessandria) uccisi, uno subito e successivamente anche gli altri 3 dall'esercito fascista. Sulla lapide con la descrizione del fatto i nomi dei "4 martiri con la loro età": Eugenio Caruzzo, anni 18; Mario Lottero, anni 18; Carlo Parodi, anni 17; Lodovico Viizzo, anni 17. "La lapide che oggi abbiamo voluto scoprire" ha detto il sindaco Maurizio Carcione "per tramandare ai giovani il ricordo di chi ha dato la propria vita per la libertà".
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