Sull'incontro per la sanità
Il commento positivo dell'Italia dei Valori
Acqui Terme. Ci scrive Simone Grattarola, coordinatore IdV:
"Martedì 21 aprile ho partecipato all'incontro pubblico sul tema della sanità svoltosi a Palazzo Robellini con l'importante presenza degli amministratori regionali e provinciali. Mi ha positivamente colpito la nutrita presenza, tra il numeroso pubblico, di medici, tecnici, politici locali e di alcuni sindaci mentre ho notato con dispiacere l'assenza dei rappresentanti sindacali e del personale infermieristico dell'ospedale acquese, costoro hanno perso una valida occasione per interloquire con i loro dirigenti.
Ho apprezzato l'appassionato discorso dell'Assessore Regionale Artesio nel presentare il Piano Socio Sanitario Regionale e, con il contributo del direttore generale Zanetta, ha sottolineato la volontà di migliorare il servizio sanitario nonostante i tagli economici imposti dal Governo centrale.
L'esposizione ha affrontato diverse tematiche tra le quali: l'importanza dei distretti, l'impegno per potenziare l'assistenza domiciliare con sostegno alle famiglie, la riduzione dei tempi delle liste di attesa per visite o esami specialistici, la volontà mettere a pieno regime il sistema di prenotazione delle visite per via telefonica, maggiore collaborazione e coinvolgimento dei medici di famiglia e possibile aumento del personale di assistenza nonostante in Ministero competente chieda tagli per quest'ultimo essendo, detto in soldoni, un risparmio immediato.
Su una mia precisa domanda riguardo gli O.S.S. (operatori socio sanitari) con contratto interinale in scadenza a giugno il Direttore Sanitario Ghiazza ha risposto in maniera chiara ed esaustiva ripercorrendo giustamente tutto l'iter della vicenda essendo stata, quest'ultima, ereditata dalla precedente amministrazione di centro-destra, dopo di ciò ha confermato il rinnovo dei contratti in scadenza ed ha auspicato per il prossimo futuro dei regolari concorsi pubblici. Infine il capogruppo in Consiglio Regionale del PD Muliere nel suo elegante intervento, da galantuomo qual è, ha definito difficile la situazione ereditata. Noi dipietristi possiamo tranquillamente affermare che nei dieci anni di amministrazione Ghigo, il centro destra che governava la Regione Piemonte è stata svogliata ed incapace di affrontare un Piano Socio Sanitario, hanno finanziato "chiunque" senza una strategia o un programma sperperando denaro pubblico e creando un buco economico senza precedenti ridotto in parte durante questi anni dalla capacità dell'amministrazione di centro sinistra e alla professionalità dell'Assessore Valpreda prima e dell'Assessore Artesio ora. In chiusura vorrei chiedere al signor Novello ed ai suoi colleghi della Lega Nord che ora parlano di "Mission" (termine tecnico sconosciuto ai più) dove sono stati in quei dieci anni di amministrazione Ghigo se non a condividere il dissesto finanziario creato nella sanità regionale.
Noi dell'IdV siamo spesso critici, a volte anche con i nostri alleati e quindi senza pregiudiziali di sorta, infatti anche in questo caso si può e si deve fare di più perché si sta parlando di salute pubblica, soprattutto per quanto riguarda l'assistenza, gli sprechi e l'organizzazione. È altresì vero però che in questi ultimi tre anni l'amministrazione regionale che ci governa si è impegnata a fondo per migliorare il nostro sistema sanitario, molto è stato fatto, molto resta da fare nonostante i tagli imposti, come dite voi, da Roma ladrona (quando ci sono gli altri).
Il compito di noi politici rimane quello di ascoltare, sorvegliare e proporre indipendentemente dai colori di chi ci amministra".
Per la Lega Nord Lista Bosio
Per la sanità locale è ora di cambiare
Acqui Terme. Ci scrive Paolo Gandini segretario locale della Lega Nord - Lista Bosio:
"La Lega Nord - Lista Bosio dice che i nostri concittadini non hanno più bisogno di politici che scendono in campo nel periodo elettorale, hanno bisogno di "uomini" abituati a lavorare che comprendano le difficoltà in cui si trovano in campo Sanitario, Socio Sanitario ed assistenziale. Dopo anni, è tornata alla ribalta la sanità locale, grazie ad una indagine conoscitiva fatta dall'A.S.L., nel tentativo di conoscere quali necessità abbia il nostro territorio, abitato prevalentemente da persone anziane; presente il "riapparso" Rocchino Muliere ed altri politici P.D. scomparsi a memoria d'uomo dall'Acquese. Dai discorsi di questi illustri "svaniti" della politica abbiamo saputo che, grazie ai loro sforzi, si è migliorata la qualità della vita per le persone "a disagio" come gli anziani, i disabili, i minori, i tossicodipendenti e le persone definite "più deboli" o "indifese" e a rischio di emarginazione. Il vero scandalo è che queste indagini fatte a tavolino non tengono conto, nell'ampiezza reale del nostro territorio, delle popolazioni che da Merana, Sassello e Vesime gravitano sul nostro ospedale e che, per riservatezza, ritrosia culturale e moderazione, non ricorrono ad ogni starnuto, od ogni difficoltà per anzianità o disabilità ai servizi che in pompa magna hanno dichiarato quanto sono bravi. È necessario un cambio epocale nella politica locale. Solo cambiando si potranno smuovere quei tentacoli, figli della sinistra regionale, provinciale e sanitaria che governa la A.S.L. Alessandrina. La nuova politica avrà la necessità e la forza di salvaguardare le strutture locali della Sanità e promuovere una diversa cultura sanitaria, affinché si sviluppi una nuova filosofia del servizio offerto ai malati. I comuni, le Comunità Montane, dovranno rendersi maggiormente sensibili a campagne di informazione e comunicazione istituzionale dirette ai cittadini, alle scuole e ai medici con la finalità di informare ed educare sui temi della prevenzione Questo è l'impegno per la salute di tutti. Il Piano Sanitario Regionale ha penalizzato l'Acquese. Un esempio? Oggi i pazienti, specie se anziani, vengono spesso dimessi dall'ospedale, in condizioni di difficoltà, non pronti a rientrare nelle loro case ed inserirsi nella loro vita quotidiana. Non di rado quindi, dopo la dimissione, si realizzano condizioni di disagio per loro stessi e le loro famiglie. Una nuova politica, non succube, potrà favorire un sistema sanitario in grado di dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini risolvendo i problemi della sanità locale, in un ottica di collaborazione tra cittadini ed istituzioni. Ogni cittadino che si rivolge al servizio sanitario, deve ottenere risposte concrete e soprattutto puntuali, tenuto conto che la salute è un bene prezioso e che va salvaguardato. A volte si sente dire, a torto o a ragione, che gli ospedali ed i servizi sanitari territoriali non funzionano. Proprio per questo motivo, tutti noi possiamo collaborare attivamente affinché anche i problemi più difficili, si possano risolvere mediante interventi mirati. La salvaguardia della salute, non può prescindere da un'organizzazione razionale ed efficiente del servizio sul territorio e soprattutto necessita di una valorizzazione delle risorse umane disponibili, perché sia i pazienti che i medici meritano di più. La valorizzazione del medico è uno dei punti su cui stimolare i responsabili della sanità, ovvero di assicurare ai medici un aggiornamento puntuale e istituzionalmente riconosciuto in modo da garantire ai cittadini l'assistenza da parte di professionisti sempre più aggiornati e competenti. È questa l'ottica della "Nuova Politica" che, grazie al Federalismo, dia la possibilità di lasciare al territorio le risorse per la sanità, l'istruzione, polizia locale e i servizi pubblici, senza dimenticare la solidarietà nei confronti degli altri".
Convegno organizzato dal Partito Democratico
Salute: bisogni e risposte nel piano regionale
Acqui Terme. Il gruppo sanità del Partito Democratico - Circolo di Acqui Terme il 21 aprile ha organizzato un convegno dal titolo "Il bisogno di salute e le risposte del piano socio-sanitario regionale".
Il convegno è stato organizzato per conoscere e condividere il cambio di scenario che si è attuato nella nostra provincia dopo l'approvazione da parte della Regione Piemonte della L.R. 18/2007 (legge che disciplina la programmazione ed il riassetto del Servizio Sanitario Regionale e stabiliva che le Aziende Sanitarie 20, 21 e 22 si sarebbero unite per dare avvio dal gennaio 2008 alla nuova Azienda Sanitaria locale della Provincia di Alessandria). È stato preparato dallo stesso gruppo sanità un questionario da sottoporre a tutti i cittadini (naturalmente anche operatori sanitari) con una serie di domande così articolate: - le prime 8 relative alla conoscenza del Piano Socio Sanitario Regionale (PSSR) e di conseguenza gli aspetti che potevano avere ricadute sulla sanità locale - le altre più dirette ai cittadini, ai loro bisogni di salute e alle loro aspettative.
Il convegno si è aperto con l'introduzione del moderatore - dr.ssa Emilia Garbarino - consigliere comunale del PD e componente del Gruppo Sanità, che ha illustrato la proposta dei questionari partita dallo stesso gruppo e ha passato la parola alla dr.ssa Ghiglia che ha presentato in maniera estremamente chiara i risultati dei questionari con una serie di diapositive relative a ciascuna domanda.
Il Capogruppo regionale del Partito Democratico - Rocco Muliere - ha illustrato l'iter della Legge Regionale di riassetto del Servizio Sanitario Regionale e la valenza positiva di una programmazione che tenga conto della salute come bene pubblico, di salvaguardia dei servizi forniti ai cittadini.
Ha poi preso la parola l'Assessore regionale alla Sanità, Eleonora Artesio, che è partita dai risultati del questionario elaborato per evidenziare come il PSSR sia stato un passo considerevole nell'ambito della Sanità Regionale proprio per iniziare una programmazione che fino allora non esisteva ma che era necessaria per migliorare i servizi forniti alla cittadinanza, ottimizzando le risorse disponibili, e programmare una rete di Servizi in grado di rispondere alle esigenze di salute delle persone, tenendo presente che la base di ogni intervento sanitario è proprio la tutela della salute dei cittadini. In questo ambito ha parlato di prevenzione, di continuità assistenziale tra territorio ed ospedale, di servizi socio -assistenziali, che rientravano proprio tra le aspettative dei cittadini interpellati con il questionario.
Il dr. Zanetta, Direttore Generale dell'ASL-AL, ha ripreso l'analisi dei risultati dei questionari, già iniziata dall'Assessore, scendendo ulteriormente nei particolari della programmazione e della politica sanitaria locale, ribadendo la necessità e l'impegno più volte affermato dalla stessa Direzione aziendale di superare le disomogeneità nell'erogazione di prestazioni sanitarie e semplificare i passaggi e le prestazioni a favore degli utenti. In particolare, a proposito dei risultati dei questionari, ha evidenziato una scarsa conoscenza del PSSR e/o della programmazione sanitaria locale e l'impegno dell'ASL Al a potenziare le strutture rivolte alle fasce più deboli e a risolvere gli aspetti negativi evidenziati dalle risposte dei cittadini. Fra il pubblico è intervenuto il Sindaco di Rivalta Bormida, Walter Ottria, presidente dei sindaci del Distretto Acquese, ha puntualizzato l'importanza del coinvolgimento degli enti locali che, assieme alla dirigenza dell'ASL-AL, si devono fare portatori dei bisogni di salute dei cittadini.
Il capogruppo del PD di Acqui, Gian Franco Ferraris, ha messo in rilievo che il PSSR è uno strumento di programmazione importante, che attribuisce un ruolo ai sindaci, ma rischia di essere inutile se non si attua un'analisi approfondita dei reali bisogni del territorio e delle risorse da utilizzare. Senza obiettivi precisi e senza scelte saranno sempre privilegiate le lobby rispetto alle fasce più deboli della popolazione, come gli anziani non autosufficienti.
Tra gli operatori da segnalare l'intervento del dr. Zaccone, cardiologo, che ha sottolineato un cambio culturale nell'affrontare i problemi legati alla sanità, necessario soprattutto per gli operatori sanitari ed i medici in prima linea.
Dal pubblico sono emersi problemi più ai quali hanno dato risposta i dirigenti dell'Azienda Sanitaria. Ha concluso la serata l'Assessore alla Sanità che ha ribadito il concetto di salute quale bene comune e la necessità di dare informazione corretta alle persone in modo da poter anche condividere le scelte sanitarie che sono tutte proiettate al bene del cittadino.
Sull'ospedale di Acqui Terme interviene il direttore sanitario
Acqui Terme. Ci scrive il dott. Flavio Boraso, direttore sanitario dell'ospedale di Acqui Terme:
"Gentil.mo direttore,
approfitto della sua ospitalità per dare seguito agli spunti proposti dal signor Francesco Novello in una lettera ("All'ospedale i problemi non sono solo le formiche") comparsa sullo scorso numero del suo settimanale.
In effetti la presenza delle formiche in ospedale, non può rappresentare che uno spunto per la riflessione sull'attività dell'Ospedale Civile di Acqui, non essendo tale evento effettivamente di dimensione e significatività tale da rappresentare un vero problema.
Quindi, senza spirito di polemica o contrapposizione, quale professionista che da circa sei mesi lavora presso l'ospedale, vorrei portare alcune considerazioni con spirito "laico" quale credo possa essere concesso ad un tecnico che opera in sanità pubblica e che in più, provenendo "da fuori", non è neppure condizionato da spirito campanilistico.
È vero, il nostro è un piccolo ospedale. Un ospedale che deve essere strettamente connesso con il territorio che lo ospita, e deve fornire alla sua popolazione una serie di servizi "di base" in relazione ai bisogni, alle richieste.
Ed in effetti così è, certo, pur nei limiti e tenuto conto delle competenze proprie di tutti i professionisti che qui vi operano, e di quelli di capienza o tipologia delle strutture.
Non si può però, a mio giudizio, negare a questi professionisti di poter esprimere le proprie competenze, le proprie potenzialità ponendo al servizio dell'utenza anche quelle funzioni (nella diagnostica, nella terapia, nell'assistenza) in grado di qualificare ulteriormente l'attività ospedaliera acquese.
Ciò non significa andare a coltivare funzioni "ardite" (come peraltro spesso invece qualcuno richiede) ma piuttosto sviluppare attività cliniche di qualità, e compatibili con le risorse e dotazioni dell'ospedale, mentre è sacrosanto lasciare ad altri Centri le attività ad alto impatto tecnologico o che richiedono particolari professionalità specifiche.
Il nostro compito nell'indirizzo dell'ospedale è quindi porre sempre maggiore attenzione alle funzioni essenziali, al come vengono svolte, senza trascurare quelle qualificanti e di completamento, e non piuttosto il contrario (non peraltro si sta operando per migliorare i percorsi diagnostici in Pronto Soccorso o razionalizzare dal punto di vista organizzativo l'attività chirurgica di day surgery).
Ritengo però vada infine posta un'ulteriore riflessione, sulla fiducia e sullo spirito positivo rivolto genericamente verso l'ospedale, le sue attività, i suoi professionisti, che personalmente non mi pare sempre del tutto adeguato all'impegno che gli operatori garantiscono al fine di erogare un servizio idoneo e di qualità. La sensazione è che non sempre si apprezzi ciò che si trova "sotto casa" per andare piuttosto a ricercare qualche volta "chimeriche" soluzioni altrove, nel pubblico o nella sanità privata.
Credo piuttosto che sia invece fondamentale passare attraverso un nuovo patto fiduciario tra l'ospedale, l'utenza, le istituzioni, costruito sulla dialettica ed il confronto franco ed onesto. Solo così ritengo si possa raggiungere, o sempre meglio tendere, a quello che è il vero obiettivo della sanità pubblica, obiettivo di un ospedale di territorio e legato al territorio come quello di Acqui, che è garantire il migliore ed adeguato servizio alla popolazione.
PS. Le sale operatorie non sono state mai chiuse negli ultimi mesi, ed il problema delle formiche è stato affrontato senza "atteggiamenti emotivi", ma con l'impegno serio di tecnici e tecnologie, al fine di debellare una volta per tutte la problematica".
Il consigliere Vittorio Ratto e la pista ciclabile
Perché non si è rispettato il progetto iniziale?
Acqui Terme. Ci scrive Vittorio Ratto, consigliere comunale della Lega Nord:
"Egregio Direttore,
mi sembra giusto e doveroso fare un po'' di chiarezza sul progetto sulle modifiche e sulla realizzazione della pista ciclabile.
Lo scorso anno l'allora assessore ai lavori pubblici presentò questo magnifico progetto, tra l'altro realizzato direttamente da tecnici interni al comune e nello specifico dall'ufficio tecnico, nel quale progetto il tecnico molto diligentemente prese in considerazione, come di solito si dovrebbe fare, tutte le problematiche che potrebbero sorgere per poter realizzare l'opera. Dal percorso agli espropri, dall'impatto ambientale all'ubicazione dell'opera, da tutti quei fattori anche di rischio da imputare anche ad eventi naturali come ad esempio intensi periodi di pioggia.
Le precedenti inondazioni, l'esperienza e gli studi hanno fatto sì che l'uomo identifichi, lungo i corsi dei fiumi dei torrenti e addirittura anche dei rii, delle fasce di terreno nelle quali non è possibile costruire nulla nemmeno il precario nelle fasce denominate esondabili. Considerando il progetto iniziale il progettista tenne presente tutti i fattori di rischio e principalmente le leggi, di conseguenza progettò la pista molto più in alto che l'attuale ubicazione proprio perché la legge sconsiglia qualunque tipo di costruzione a qualunque soggetto, in questo caso anche al Comune, in quanto trattasi di zona esondabile. Non si capisce bene per quale motivazione a distanza di pochi mesi viene fatto scivolare a valle l'ultimo tratto di pista e viene autorizzata la costruzione in piena zona esondabile. Abbiamo potuto constatare tutti quanti di persona che la scelta fatta dall'allora assessore, sicuramente in accordo con la proprietà del terreno, e qui non voglio scendere nel merito dell'accordo forse non basterebbe una pagina di giornale e nemmeno voglio scendere nella sostanza dell'accordo il quale sicuramente identificherebbe qualche soggetto a cui attribuire le spese di rifacimento in caso di allagamenti, ma vorrei che scendesse in campo il buon senso e non magari l'interesse di uno o più privati con compromessi vari; vorrei che magari di fronte a tecnici incaricati di eseguire un progetto non si intromettano motivazioni politiche e o clientelismi. È stato sufficiente un inizio di primavera un po' piovoso per far capire che la pista ciclabile deve essere ricollocata nella posizione iniziale in quella zona non a rischio di esondazioni. Se poi si prende in considerazione che sul terreno nel quale insiste l'ultimo tratto della pista si trovano i resti dell'acquedotto romano è presumibile e auspicabile che detto terreno non cambi destinazione urbanistica per tanto vorrei lanciare un'idea, perché in quel sito non realizzare un bel parco magari anche con uno stagno dove turisti e non possano trascorrere i lunghi pomeriggi d'estate?".
Scrive la moglie di Bernardino Bosio
Acqui Terme. Riceviamo e pubblichiamo:
"Sono Marinella Bosio, la moglie dell'ex Sindaco, sono una fedele lettrice de L'Ancora ed ogni volta mi stupisco dell'incapacità delle persone nel trovare argomenti nuovi di discussione se non ciò che riguarda in maggior parte l'operato di mio marito.
È vero che frequentando Acqui Terme le cose nuove fatte negli ultimi anni sono ben poche, e le poche terminate sono eredità della giunta di mio marito, ad esempio i parcheggi di Zona Bagni, il Movicentro, mi ricordo poi di un progetto del Centro Congressi di un bel color Verderame e la piazzetta dei Dottori, portata a termine solo per la costanza di Roffredo, ed altre programmazioni importanti per la città.
Bisogna dire che l'amministrazione successiva ha realizzato qualche opera, la facciata delle scuole in via XX Settembre, la rotonda del Bennet in viale Savona, la demolizione del mercato agricolo e per me che sono amante degli animali stava costruendo, in riva al Bormida, "La Passeggiata delle Nutrie" andata proprio in questi giorni a bagno. La novità delle ultime settimane è che sempre più persone "nuove" si impegnano a criticare l'operato altrui; mi stupisce la lettera di un'architetta, pluripremiata in una grande città in cui evidentemente ha esaurito il lavoro, che giudica il passato in modo altezzoso; forse la dott.ssa non ricorda ma io sì!
Sono arrivata ad Acqui, proveniente dall'albese a seguito del nostro matrimonio nel giugno 1991, cominciando a viverla, abitavo in via Don Minzoni, fu abbastanza triste nel confronto con Alba, strade buie, piene di buchi, asfalti vecchi, molte case con l'intonaco sgretolato, su tutta la città non più di 10 case tinteggiate di nuovo e poi la Pisterna. In estate ogni volta che mi recavo in negozio da mio marito, in corso Cavour venivo impressionata dall'odore del Medrio, che arrivava ben oltre il ponte di via Amendola, fedele compagno della puzza che si respirava in Pisterna!! Già la Pisterna, mi ricordo un mattino in cui l'allora sindaco (sempre mio marito) si svegliò alle quattro del mattino per un controllo nel quartiere, da cui emersero più di 300 clandestini, da allora iniziò un grande lavoro di bonifica che nel giro di pochi anni ha portato alla Pisterna che conosciamo. Il Medrio intubato ha attenuato di molto i suoi olezzi e là dove vi sono ancora problemi bastava completare i lavori.
La città, grazie all'accordo tra proprietari e il comune, è stata abbellita, sono state rifatte le fognature, le illuminazioni e l'acqua non è più mancata. Non ricordo in quei 10 anni il disordine di oggi, i giardini abbandonati, la città che con un immenso sforzo era diventata pulita è tornata sporca con cartacce sparse in ogni luogo! Di fronte a tanti problemi urgenti sento dire che i consiglieri e assessori della maggioranza hanno chiesto i preventivi per smontare la fontana, spesa pari a € 120.000,00, e che da subito spenderanno, per dare un segnale, € 40.000,00! Un segnale di che? Di incapacità? Di stupidità? O un segnale alla signora aggredita in Via Nizza.. un segnale per le 8 vetrine sfondate nelle ultime settimane.. un segnale per i negozi vuoti.. o per la delusione manifesta da parte di molti che incontro nei confronti dell'attuale Sindaco...
Il programma di mio marito prevedeva cose semplici, essere al servizio dei cittadini, controllando l'emigrazione clandestina e non combattere la microcriminalità, considerazione per le esigenze degli anziani, della viabilità, della ristrutturazione delle vie cittadine e periferiche, riguardo al rilancio dell'economia tradizionale attraverso l'incremento del turismo, al sostegno al commercio tradizionale con la salvaguardia attraverso l'enoteca delle produzioni del territorio ecc.. Che dire, oggi a cose fatte tutti si danno delle arie, esprimono giudizi, criticano e molte volte calunniano, ringrazio tutti coloro che leggeranno, e vorranno riflettere su queste cose". (Marinella Bosio)
Parco canile ed area ecologica: due progetti incompatibili
"Si impone l'immediato stop ai lavori sulla strada della Polveriera"
Acqui Terme. Ci scrive Ruggero Bradicich:
"Gentile Direttore, le chiedo gentilmente di pubblicare questa mia analisi su di un argomento giustamente anticipato da un vostro articolo la scorsa settimana.
Esiste un progetto, chiamato Progetto Parco Canile, volto a riqualificare il Canile di Acqui Terme (canile che serve un comprensorio di decine di Comuni), che segue due linee riassunte per sommi capi come segue:
- il necessario adeguamento igienico-sanitario (in parte già attuato) con ultimazione degli allacciamenti fognari, perfezionamento delle recinzioni esterne e di quelle interne (in alcuni casi più che obsolete direi fatiscenti), posa nuovi materiali calpestabili più funzionali.
- il completamento dell'attuale struttura con funzione di soccorso e contenimento cani e gatti abbandonati, con altri utilizzi di più diffusa utilità quali educazione cinofila per gli studenti e per i proprietari inesperti o con cani problematici, la rieducazione di quei cani affidati al canile ed afflitti da problematiche comportamentali che ne scoraggiano l'adozione da parte del cittadino abbreviando di fatto il "tempo di internamento medio" a tutto vantaggio dei cani stessi e dell'economia della struttura - sostanzialmente, promuovere una cultura cinofila ed un corretto accostamento uomo-animale, volti ad una migliore e più serena coesistenza tra bipedi e quadrupedi.
A queste linee guida, esaminando il progetto da un punto di vista cinotecnico, volevo suggerire alcune modifiche sostanzialmente riconducibili a:
- un'immediata spinta al rinnovamento estetico-funzionale della pensione per cani, attualmente non funzionante, per offrire un valido aiuto ai possessori di cani od a chi dovesse adottarne dal canile stesso, che, per motivi personali debbano assentarsi per brevi periodi e non abbiano a chi affidare i propri cani; ma anche, magari con una sponsorizzazione da parte dell'Associazione Albergatori (cui con questo scritto lancio la proposta) per migliorare l'offerta turistica della zona, fornendo a chi ci raggiunga per periodi di cure termali o di puro relax, il supporto di una bella struttura per alloggiare i loro amici pelosi quando questi, per stazza, indole o vincoli alberghieri, non possano essere ospitati nelle strutture turistiche della zona.
- la creazione nell'interno dell'area Parco Canile, di un paio di macroaree recintate e separate dai box ove normalmente sono alloggiati i cani, in cui poter lavorare con gli animali affidati al canile, e con quelli di esterni, senza interferenze od elementi di disturbo dovuti alla contiguità con box ove siano presenti altri cani, fonte di sicura distrazione per il soggetto in trattamento.
Però il progetto Parco Canile, con le eventuali migliorie proposte o proponibili, si trova oggi a venire in conflitto con un altro progetto dello stesso Comune, il progetto "Area Ecologica" di cui avete parlato la scorsa settimana, anche questo servizio copre un comprensorio di decine di Comuni (mi viene il dubbio che siano gli stessi..).
Tale secondo progetto è sicuramente indispensabile dovendo trasferire il centro temporaneo raccolta rifiuti differenziati, dall'attuale collocazione contigua all'impianto di depurazione acque; ma entra in aperto conflitto con quello precedente, tanto da chiedersi se una parte del Comune di Acqui Terme, sappia cosa stia facendo l'altra, se in sostanza, i 300.000 euro (e passa) del progetto Area Ecologica, non rischino di vanificare o gettar nel liquame, i 140.000 euro del progetto Canile!
Per ultimare il concetto economico teniamo presente che l'Area Ecologica sorgerebbe su di un terreno del Comune, terreno che avrà il suo valore di mercato; teniamo presente però anche, che il traffico indispensabile al funzionamento di detta area di attesta attualmente sui 15-20 autocarri leggeri al giorno, e su circa 5 o più mezzi pesanti; il tutto transitante su di una strada (Della Polveriera) stretta, spesso allagata, con due vie di accesso, uno verso la Statale Alessandria-Savona, problematico non solo per l'elevato traffico su quest'ultima, ma per l'angolo acuto, angolo che consente un discreto accesso all'Area Ecologica da chi dovesse provenire da Alessandria, accesso impossibile per mezzi pesanti e foriero di ingorghi per i mezzi leggeri che arrivassero dalla direzione opposta; dovendosi poi immettere in Statale è chiaro che la visibilità consentita da detta strettoia crei non pochi problemi, con possibili ingorghi od anche incidenti.
Dall'altro lato abbiamo un passaggio a livello, pure questo su strettoia, che pone a sua volta dei seri problemi, ingorghi, ritardi, sia per il passaggio dei treni sia per il dover dare la precedenza uscendo dal passaggio a livello, nel transito di autocarri leggeri, figuriamoci dei veicoli (3 assi) che dovrebbero poi portar via i cassoni scarrabili una volta pieni.
Nella speranza che la raccolta differenziata aumenti nel tempo, questi carichi di traffico verrebbero a crescere.
Quindi, al costo dell'Area Ecologica cosa dovremmo aggiungere per renderla funzionale? 100.000 euro di una nuova rotonda a 50 metri da quella esistente ed un po' ovale? Quanto per allargare la strada? O si prevede un nuovo accesso con una nuova immissione su statale... mediante appunto una nuova rotonda sita però non nell'attuale angolo acuto tra via della Polveriera e la Statale ma altrove!?
Quanto costerebbe spostare lì, in fondo ai conti, un'area che attualmente funziona discretamente dov'è?
Non esistono altre aree più facilmente carrabili, e non contigue a strutture con animali e persone, in cui costruire detto impianto?
Siamo partiti da oltre 300.000 euro, più allargamento strada, più rotonda, più tettoie per scongiurare l'accumulo di acqua nei pneumatici e magari anche in altri cassoni, più trattamenti suppletivi anti-topo ed anti-insetto, più perdite a livello turistico e costi maggiori di personale per il canile se dovessero mancare i volontari per insopportabili condizioni olfattive ed insettive; non parliamo di costi per cure a persone ed animali pizzicati od infettati da insetti; a che costo siamo arrivati per questo "accostamento progettuale"? 500.000 Euro od oltre?
Non costa meno prendere i 300.000 euro dell'Area Ecologica, comprare un terreno con facili accessi e senza vicini danneggiabili, e spostare lì il tutto?
Lo abbiamo capito, "l'Area Ecologica" è utile a tutti ma nessuno la vuole vicino, da qualche parte dovrà esser ricollocata (se è d'obbligo spostarla), ma non ci sono proprio altre soluzioni?
Inoltre, al di là del progetto Parco Canile, quanto valgono le strutture del canile stesso? 1 euro od un milione di euro?
Cosa costerebbe spostare il canile se la situazione diventasse insostenibile ed abbandonare a se stessi edifici oggi non più riqualificabili per la loro stessa tipologia e per la collocazione vicina a detta Area Ecologica?
Qualcuno ci ha pensato o, si fa' una cosa per volta che tanto... pagano i contribuenti?
Analizziamo ora l'aspetto sanitario.
Ho chiesto al medico veterinario Mauro Ratto, quali sarebbero i rischi della presenza di questa struttura vicino al canile.
Pericoli
- i roditori, in particolare i topi comuni rappresentano il veicolo per eccellenza della Leptospirosi, malattia batterica che colpisce i cani e che può trasmettersi all'uomo.
- L'uso di esche avvelenate fa sì che i topi possano andare a morire nei box del canile ed i cani si possano cibare dei loro resti e avvelenarsi di conseguenza, stessa cosa per i gatti che, in pratica, oggi non sono costretti in box, ma son liberi di muoversi anche fuori dal canile stesso.
- Insetti volanti: mosche e zanzare. Le zanzare trasmettono la filariosi al cane. Si tratta di malattia parassitaria ormai purtroppo diffusissima che è sin troppo conosciuta dagli operatori del canile.
Moscerini e flebotomi trasmettono un'altra malattia altrettanto diffusa e pericolosa perché si trasmette anche all'uomo e cioè la Lehsmaniosi
Copertoni e pneumatici rappresentano l'ambiente ideale per la zanzara tigre la quale rappresenta il veicolo di malattie virali pericolose.
Non c'è da stare allegri, i rischi anche per l'uomo sono tali da chiedere un immediato stop dei lavori dell'Area Ecologica e la valutazione del suo spostamento in altro sito meno contiguo sia a presenze animali che umane.
È un'opera necessaria, ma a che rischio la si vuol mettere vicino al canile? In un'area in cui mi si dice, la falda acquifera è pochi metri sotto il terreno ed eventuali inquinanti creerebbero gravi danni sotto il profilo sanitario.
Vero è che nel peraltro bel progetto di Area Ecologica, sono previste le necessarie opere idriche volte a raccogliere i percolati ed a filtrarli in una vasca (proprio nell'angolo più vicino al canile..) prima di immetterli nella rete fognaria, vero, ma se qualcosa non funziona? Se precipitazioni come quelle recenti fanno tracimare la vasca e/o riversare inquinanti chimici ed organici nel canile o nelle aree confinanti, che danni avremmo? Che costi di bonifica? Non vi sono altre soluzioni, altri siti ove eventuali rischi o disfunzioni siano meglio contenibili e non colpiscano immediatamente persone ed animali!?
Allo stesso medico ho anche chiesto che misure di prevenzione si potrebbero prendere per ridurre i "danni" di questa vicinanza, si parla di: - reti alte 3 metri e con maglie fitte munite di parti sulla sommità curvate verso il canile per evitare che animali dal canile possano accidentalmente passare nell'area ecologica.
- Uso di rodenticidi tramite ditta autorizzata che protegga le esche in apposite trappole (esce per topi che in teoria, non ammazzino pure i gatti..) .
- Periodiche e frequentissime disinfestazioni con l'uso di appositi insetticidi negli scarrabili dell'umido e in tutta l'area ecologica.
- Predisporre tettoie o quant'altro sopra ai contenitori dei pneumatici in modo che non ristagni acqua al loro interno visto che questo rappresenta l'ambiente ideale per la replicazione della zanzara tigre.
Opere parzialmente a progetto, ma in buona parte opere ed interventi extra, con costi extra.
Non che si voglia lasciare un'area ecologica diversamente collocata senza alcun strumento di lotta contro insetti e roditori, assolutamente no, in parte queste spese ci sono già e ci sarebbero ugualmente, ma quando al Canile, od in qualche proprietà vicina, qualche animale o qualche persona dovessero ammalarsi per una puntura di troppo o per un'infetta cacchina di topo, sarebbe un fatto casuale, un rischio calcolato, od era prevedibile ed evitabile ?
Che personale volontario o stipendiato, andrebbe poi a lavorare nel canile, a costo di farsi mangiar vivo dalle zanzare, e di sopportare effluvi non propriamente piacevoli? Quante ore di lavoro perse costerebbe questa collocazione?
Che turista poi, arrivato al "Parco Canile" per lasciarvi il suo amato peloso, non lo ricaricherebbe in auto immediatamente, annullando magari anche la vacanza se nell'albergo dove ha prenotato non potesse collocare il suo cagnolone? Con che definitiva cancellazione di ogni velleità cinoturistica per la nostra zona?!
Che danni vi sarebbero quindi, in definitiva, con questo accostamento infelice ?
L'amministrazione comunale di Acqui Terme deve quindi bloccare immediatamente i lavori, riesaminare rapidissimamente lo spostamento dell'Area Ecologica dal sito attuale a quello previsto valutandone l'impatto ambientale, l'impatto "anche" su di un altro progetto altrettanto valido e della stessa amministrazione.
Per ultimo ho lasciato l'aspetto forse meno interessante ma non meno prurigginoso della questione, quello politico.
Lo stesso dottor Mauro Ratto, esprime nella sua qualita' di capogruppo PDL in Consiglio Comunale, ed appunto, medico veterinario, forti perplessità per non dire disappunto, su questo accostamento evitabile, e come lui, mi scrive la pensino anche altri consiglieri di maggioranza.
Fino ad oggi cosa ha impedito a detti consiglieri di ridiscutere questa collocazione visto che è un anno che i progetti "coesistono"?
Adesso opposizioni di ogni colore diranno la loro "contro" l'indispensabile Area Ecologica.. E faranno il loro mestiere a lamentarsi e proclamare la loro contrarietà, ma lo faranno un anno in ritardo visto che è da un anno che esistono, o per ribadirlo, coesistono i due progetti.
Che politici abbiamo, tanto al "governo" quanto all'opposizione, se non sono capaci di prevedere le conseguenze di questo "trasloco"?
Avranno avuto altre e più importanti cose di cui discutere, certo, per carità, se i problemi di Acqui Terme fossero solo i 2 progetti indicati andrebbe bene a tutti, ve ne sono di ben più seri ed urgenti, e non voglio ipotizzare casi di mancata lungimiranza su di altri argomenti
Quando si riempiono le pagine dei giornali con risse verbali sullo spostamento di una fontana che lì dove si trova non fa male a nessuno, e non si "notano" problemi come quello in oggetto, beh, è legittimo o no che sorgano parecchi dubbi sull'attenzione degli amministratori politici (opposizioni incluse) verso i problemi reali degli amministrati più o meno apolitici!
Così come viene da chiedersi la ragione dell'apparente silenzio del gruppo facebook che doveva controllare il canile di Acqui Terme: dove siete spariti ragazzi??
Scusate ma sono nella fase "ce n'è per tutti" e sinceramente spero di sbagliarmi, sì, spero di sbagliarmi su tutto, dall'impatto ambientale dell'Area Ecologica alla miopia politica "multipartisan".
Ora, dopo questo mio necessariamente prolisso articolo speriamo di non vedere metri di polemiche stampate, utili forse e solo per imballare le mitiche lampadine delle idee inespresse (a risparmio energetico, ovvio..), ma magari delle proposte concrete anche da parte delle opposizioni, una discussione in maggioranza e delle risposte complete per non dire condivise, visto che rifiuti ne produciamo tutti, una soluzione unitaria ed una serie di proposte costruttive sarebbe "ecologico" e simpatico se venissero da ogni parte e partito".