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Salve le prime classi delle scuole a Strevi e a Sezzadio

 
Acqui Terme. La protesta dei sindaci e degli insegnanti non è rimasta inascoltata.
Le autorità scolastiche regionali si sono opposte ai tagli decisi in prima istanza dal provveditore agli studi di Alessandria, Paola D'Alessandro, scongiurando così l'ipotesi dell'abolizione delle prime classi in numerosi istituti della Provincia.
La decisione era nell'aria, ma solo nella giornata di lunedì, quando sono stati resi noti i quadri relativi alla distribuzione delle classi per il prossimo anno scolastico 2009-10.
Ma vediamo nel dettaglio quanto stabilito per le due scuole dell'acquese in pericolo: per quanto riguarda Strevi e Rivalta, tutto si è risolto nella maniera ideale, ovvero con la creazione di due distinte classi nei due plessi. Strevi (12) e Rivalta (13 alunni) erano entrambe di poco al di sotto del tetto minimo per l'attivazione delle prime classi, fissato in 15 alunni e applicato alla lettera (unico caso in Piemonte) dal provveditore, e la decisione di mantenere le due classi distinte, oltre che gradita a genitori e insegnanti, è anche la più logica, visto che i flussi demografici lasciano prevedere, per l'immediato futuro, classi al di sopra del limite minimo in entrambi gli istituti.
Più complicata è stata invece la soluzione stabilita per Sezzadio, dove in prima il prossimo anno potrebbero essere soltanto in 9 (ma uno degli alunni frequenterà probabilmente una scuola di Genova, riducendo ulteriormente il numero degli alunni). Si formerà pertanto una pluriclasse con la terza, evitando ogni ipotesi di trasferimento forzoso dei bambini a Predosa o a Castellazzo, e soprattutto si eviterà che la sottrazione di classi, e soprattutto di alunni, pregiudicasse la futura sopravvivenza dei plessi in vista della prossima riorganizzazione scolastica, i cui criteri verranno stabiliti nel prossimo mese di giugno.

Il sollievo di Massimo Barbadoro

Trovata la soluzione al problema, esprime sollievo l'assessore provinciale all'Istruzione Massimo Barbadoro, tra i più attivi nell'adoperarsi per far sì che le decisioni del provveditore potessero rientrare.
"Ora - afferma - possiamo ragionare con più calma in vista del futuro dimensionamento, con una programmazione più attenta. Non dobbiamo abbassare la guardia, ma se non altro abbiamo ripreso per i capelli delle classi che diversamente sarebbero state irrimediabilmente tagliate. E per fortuna ci siamo riusciti, perché sarebbe stato un grave errore: le scuole nei piccoli paesi sono dei presidi sul territorio, sono un modo per far vivere i nostri paesi e bisogna fare di tutto per mantenerle attive".
La linea della riforma Gelmini dice esattamente il contrario… "Lo so bene, e lo sanno bene tutti. Ma a mio parere si sta commettendo un errore: la linea è quella di tagliare per risparmiare…ma prendiamo il caso di Sezzadio: se la prima fosse stata tagliata il plesso avrebbe comunque mantenuto le altre quattro classi e quindi avrebbe dovuto mantenere uno scuolabus per gestire il trasporto dei bambini a scuola. Ma si sarebbero dovuti gestire anche i costi del trasporto dei bambini delle classi prime fino alla loro nuova sede. Forse sarebbe addirittura diventato necessario l'acquisto di un nuovo scuolabus: siamo sicuri che questo significhi risparmio? Senza contare, ma questo è un discorso a parte, tutti i soldi pubblici, spesi da Comuni, Province e Regione per ristrutturare edifici scolastici o per modernizzare le proprie strutture in quel comparto, che a questo punto, grazie a questi tagli, rischiano di essere semplicemente soldi sprecati". Ma guardiamo all'oggi: "C'è la soddisfazione per avere evitato la chiusura di plessi che non andavano chiusi: ora però non resteremo con le mani in mano: già in settimana ci sposteremo nelle città centro zona per analizzare la situazione nelle singole aree della provincia".

La vicepreside Francesca Gho:
"La nostra lotta ha dato risultati"

Ancora più grande, se possibile, la gioia di Francesca Gho, vicepreside a Rivalta Bormida, una delle insegnanti che si erano recate direttamente al provveditorato per protestare contro le decisioni della D'Alessandro.
"La morale è che bisogna lottare. La nostra lotta ha dato dei risultati e siamo riusciti a mantenere entrambe le classi. Nel caso di Rivalta e Strevi credo sia la soluzione migliore e anche la più logica. Grazie all'assessore Barbadoro, ai sindaci che ci hanno supportato, ai genitori che ci hanno dato il loro sostegno e a Legambiente che è stata al nostro fianco in questa protesta". (M.Pr)

 

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