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Differenziata in calo, dove stanno le colpe? |
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Ovada. Gli ovadesi voltano le spalle alla raccolta differenziata dei rifiuti? Sembra proprio di sì, visti i risultati dell'ultimo conferimento di febbraio. Infatti in quel mese la cittadinanza ha differenziato solamente il 33% dei rifiuti, contro il 37% di gennaio e il 41% del 2008.
C'è il serio rischio dunque che la Regione applichi la sanzione contro il Comune, prevista per quelle amministrazioni comunali che non ottengono la quota minima del 45% di differenziata. A quanto ammonterà la multa? Potrebbe essere superiore ai 5.000 euro, da pagare entro l'autunno. E pensare che secondo l'accordo tra il Comune e Consorzio rifiuti, Ovada avrebbe dovuto raggiungere poco meno del 50% di differenziata nel 2008 e addirittura il 65% nell'anno in corso! Traguardi inavvicinabili dunque... Ma perché ad Ovada non si riesce a differenziare i rifiuti e in altre città sì? Dove sta l'errore o gli errori? E' solo colpa dei cittadini o anche dell'Econet, la ditta incaricata del servizio di raccolta rifiuti? Per le vie e le piazze della città si contano sicuramente più cassonetti che da altre parti (esempio eloquente corso Italia, lì si notano più di 40 contenitori, tra grandi e piccoli). E allora? Fatto sta che attualmente si registra un crollo della differenziata, abbastanza inatteso sino a poco tempo fa. E' vero che si temeva che il passaggio dalla periferia ai grossi condominii del centro città potesse far peggiorare la percentuale della differenziata. Ma un tonfo così notevole giunge inaspettato e fa pensare che qualcosa o molto, ora che si deve differenziare nel centro storico (problema spinoso e complesso vista la sua conformazione) deve essere rivisto nel meccanismo del conferimento. Saranno sufficienti i sacchetti neri di plastica, come previsto da qualcuno? O è stato sbagliato il metodo dell'informazione (e del convincimento) da parte dell'Econet? Che i cittadini che non differenziano abbiano colpa, è scoprire l'acqua calda. Ma non si può dare la colpa, solo e sempre, alla gente, se le cose vanno storte in questa città. (E.S.) |
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