

Acqui Terme. La fontana delle Ninfe di piazza Italia è ormai entrata a far parte dei ricordi. Adesso che non c'è più, anche i più convinti della sua trasformazione in spazio fiorito ne hanno un poco di nostalgia. Gli spazi occupati dagli zampilli d'acqua sono diventati area a giardino con al centro due olivi del tipo "grande bonsai", veramente belli.
Ascoltando i commenti degli acquesi "sul posto", mentre guardavano la nuova struttura, la maggioranza, nel commentare la trasformazione della struttura effettuata dall'amministrazione comunale, ha espresso frasi come "il giardinotto è bello", ma la domanda è stata se non c'era la possibilità di salvare la fontana e se veramente la volontà di eliminarla era dettata dal costo dell'approvvigionamento idrico necessario per farla funzionare, e per la somma da spendere per il notevole consumo di energia elettrica.
E per la rimozione della "vela", il bassorilievo realizzato da artisti di Carrara l'amministrazione comunale quanto ha speso? All'incirca 40 mila euro. Poi c'è la somma necessaria alla realizzazione dello spazio fiorito. C'è chi invece, ironicamente, ipotizza il futuro e si chiede: "Se per caso agli amministratori comunali che andranno ad occupare le poltrone a Palazzo Levi in una delle prossime legislature non piacesse l'attuale disposizione della struttura, al suo posto cosa ci poseranno?". E su questo ambito la fantasia ha avuto spazi industriali. Qualcuno ha ipotizzato di rimettere un palo centrale di legno, come quello degli anni Quaranta, che una notte venne tagliato alla base. "I nostri avi erano previdenti, non piaceva e in pochi minuti con il solo ausilio di una sega, avevano liberato la piazza", è uno dei commenti.
Il cambiamento d'uso della fontana fa parte di una delibera della giunta comunale che aveva come oggetto: "Riqualificazione della fontana delle Ninfe di piazza Italia. Presa d'atto della relazione dell'Ufficio tecnico". La premessa era: "L'Ufficio Tecnico a cui spetta il coordinamento generale della gestione di tutte le fontane in particolare quella a cascata di corso Viganò (delle Ninfee) e la fontana centrale delle Ninfe di piazza Italia, in questi nove anni ha profuso tutta la sua esperienza per la salvaguardia e conservazione delle fontane medesime: dalla pulizia periodica alla manutenzione idraulica e strutturale, dall'impianto di filtrazione ai controlli funzionali degli sfioratori; al loro mantenimento nel tempo si sono cercate acque sorgive non potabili per non gravare sull'acquedotto comunale, purtroppo la captazione ottenuta sarebbe appena sufficiente per il ricircolo della fontana a cascata di corso Viganò".
Quindi si è parlato dell'impercorribile costo idrico, dello spostamento del bassorilievo che in sede progettuale avrebbe dovuto costituire un segno importante, invece con il passare del tempo la parte posteriore si è trasformata anch'essa in un ricettacolo di sporcizia e di inquinamento che l'Ufficio Tecnico ha sopperito con periodiche operazioni di pulizia. (C.R.)