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Il sole torna a far capolino all'orizzonte della Ferrania |
| Cairo M.tte. Un altro passo avanti è stato fatto sulla strada del fotovoltaico sul quale sembra decisamente puntare la proprietà della Ferrania. Il 21 maggio scorso, all'Unione Industriali, è stato presentata ai sindacati la nuova società, la Ferrania Solis, che si occuperà di questa particolare unità produttiva dello stabilimento, come era previsto dal piano industriale dell'azienda. Erano presenti l'Amministratore Delegato di Ferrania Technologies Giuseppe Cortesi, il dott. Salamone, nuovo amministratore delegato della Ferrania Solis e l'ingegner Parodi, che all'Ansaldo già si occupava delle tecnologie legate al fotovoltaico. Il 16 settembre dello scorso anno l'agenzia ANSA batteva questo scarno ma eloquente comunicato: "Ferrania Technologies entra nella produzione di impianti fotovoltaici con la costituzione della società Ferrania Solis. La nuova società sarà partecipata pariteticamante al 50% da Finemme (finanziaria del Gruppo Messina) e dalla stessa Ferrania. Ferrania Solis prevede di investire circa 30 milioni di euro e di occupare inizialmente oltre 70 persone. L'unità di produzione sarà nello stabilimento Ferrania, in Val Bormida". Lo sviluppo delle energie alternative, punto fermo del piano industriale della nuova proprietà e uno dei vari filoni contenuti nell'accordo di programma che in origine sembrava incentrato sul laminatoio, potrebbe a questo punto diventare realtà. Il gruppo Messina, rimasto l'unico proprietario dello stabilimento chimico valbormidese, dopo la fuoriuscita di Vittorio Malacalza e Marcellino Gavio, aveva diramato all'epoca una nota stampa in cui si precisava che la nuova unità di produzione sarà sarebbe stata collocata nell'ambito dello stabilimento di Ferrania e avrebbe costituito il primo progetto di sviluppo contenuto sia nell'accordo di programma del marzo 2006 che nel protocollo integrativo dell'aprile 2008, fortemente voluto dalle istituzioni nazionali e locali. Si tratta comunque di un investimento finanziario decisamente consistente: si dovrebbe incominciare con 8 milioni di euro e con la creazione di 36 posti di lavoro. In questa prima fase di avvio, saranno realizzati e commercializzati dei pannelli solari realizzati partendo dai wafer di silicio. Il piano Industriale 2009-2013, che era stato reso pubblico a Genova il 12 novembre 2008 nel corso di in una conferenza stampa, prevede la produzione di celle, moduli e impianti di generazione elettrica fotovoltaico articolata in 2 fasi, in un arco di tempo compreso tra il 2010 e il 2012. Lo sviluppo della capacità produttiva si articola su tre tipologie di prodotto: produzione celle in silicio policristallino, assemblaggio moduli e progettazione sistemi / impianti. Il piano contempla una occupazione a regime superiore a 160 unità dirette, 90 per la prima fase e altre 70 per la seconda. Il tutto con un investimento complessivo di 35 milioni di euro. Come è facile constatare le cifre sono un po' meno eclatanti per quel che riguarda l'occupazione senza con questo voler sognare le cifre a tre zeri che caratterizzavano il numero degli addetti di quello stabilimento che un tempo rappresentava un fiore all'occhiello per la Valbormida. Positivo comunque il fatto che l'unità lavorativa adibita alla produzione in questi nuovi impianti dovrebbe essere situata all'interno dello stabilimento valbormidese. Si attende intanto che siano quantificati i finanziamenti pubblici ma la crisi in atto farebbe presagire, anche qui, tempi abbastanza lunghi. Dovrebbero essere sicuri i fondi stanziati per la bretella che dovrebbe collegare il Ponte della Volta con lo stabilimento. Qualche tempo fa si diceva che si dovevano soltanto perfezionare gli ultimi adempimenti tecnici presso gli uffici contabili. Ma, nonostante l'imminente tornata elettorale, il fantomatico collegamento tra la SP 29 e lo stabilimento di Ferrania sembra essere al momento sceso nel dimenticatoio. (PDP) |
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