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Per i tribunali minori
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| Acqui Terme. Ormai ciclicamente ritorna la pressante offensiva tendente alla soppressione dei Tribunali minori. Nella scorsa settimana vi sono stati pesanti attacchi mediatici ed istituzionali. In occasione della recente riforma di alcuni articoli del codice di procedura civile, il Corriere della Sera del 27 maggio, a firma di L. Ferrarella, ha scritto testualmente che "si continua a non voler mettere mano all'unica riforma davvero preliminare ad ogni altra, e cioè l'accorpamento e/o soppressione delle sedi giudiziarie troppo piccole, unico modo per riassorbire sprechi e rimpolpare gli spaventosi vuoti negli organici dei cancellieri ancor più che dei magistrati". Un'eco puntuale si è ritrovata nel "Sole 24 Ore" del giorno successivo, ove Giovanni Negri, sempre a proposito della riforma medesima, ha fatto rilevare che "a pesare però è anche quello che manca: una più efficace distribuzione dei Tribunali accorpando i piccoli ai grandi". Ciò che preoccupa particolarmente è poi la delibera del plenum del CSM, approvata il 26 maggio, nella quale l'organo di autogoverno della magistratura, proteso nello sforzo di disegnare una nuova geografia della giustizia in Italia (compito riservato peraltro al Parlamento), ha sottolineato "l'assoluta necessità di procedere quanto prima ad una revisione delle circoscrizioni giudiziarie", così da prevedere "una diversa e più moderna distribuzione delle forze lavoro che tenga conto della effettiva domanda di giustizia proveniente dal territorio"; una strategia che richiederebbe "la necessità di sopprimere gli uffici giudiziari più piccoli, quelli con meno di dieci unità, con conseguente accorpamento agli uffici di maggiori dimensioni posti nei capoluoghi di provincia". L'argomento è stato posto recentemente all'attenzione del Ministro della Giustizia, il quale ha palesato il proposito di inserire la riforma della geografia giudiziaria nei provvedimenti allo studio per la revisione di alcune norme della procedura penale. Anche la dott. Augusta Iannini (nota al pubblico per essere la moglie di Bruno Vespa), ex GIP del Tribunale di Roma ed attuale capo del Dipartimento della funzione legislativa del Ministero, ha esternato l'intenzione di procedere velocemente ad una soppressione dei piccoli Tribunali. Il Ministro Alfano, rendendosi conto delle reazioni che l'argomento (definito non a torto "una patata bollente") avrebbe suscitato, ha incaricato di occuparsi della questione l'On. Maurizio Scelli, avvocato di Sulmona del PDL, componente della Commissione Giustizia della Camera. Proprio l'onorevole Scelli è stato invitato ed ha partecipato alla riunione del Consiglio direttivo del Coordinamento nazionale degli Ordini Forensi Minori tenutasi a Roma il 30 maggio nella elegante sede messa generosamente a disposizione dal nostro concittadino dott. Riccardo Alemanno, Presidente dell'Istituto Nazionale Tributaristi. Alla riunione ha partecipato anche l'avv. Piero Piroddi, presidente dell'Ordine Forense di Acqui Terme e vice presidente del Coordinamento Nazionale. Nel corso dell'incontro è emersa l'esigenza di predisporre un progetto unitario, possibilmente condiviso tra avvocati e magistrati, con il compito specifico di verificare la possibilità di ampliamento dei circondari più piccoli, nonché di dimostrare, dati alla mano, la necessità di mantenere sul territorio quelli per i quali l'ampliamento presenta difficoltà territoriali, come quelli di Acqui Terme, Tortona e Casale Monferrato. Il progetto dovrà tra l'altro indicare anche la possibilità di mettere in atto economie di spesa, sopprimendo ad esempio Uffici del Giudice di Pace e sedi distaccate di Tribunale dotati di modesti carichi di lavoro, che però sottraggono risorse preziose all'amministrazione della giustizia. Siamo ormai arrivati ad uno snodo cruciale: "ora o mai più" è il motto di molti ambienti governativi, di numerosi parlamentari della maggioranza e di tantissimi magistrati. Inizia (anzi, continua) una battaglia per la difesa del territorio e della giustizia di prossimità che deve essere condotta in modo unitario da tutte le componenti sociali, e non soltanto dagli avvocati. (red. acq.) |
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