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POLITICA LOCALE

 

Variante di Strevi

Un intervento del PD

Acqui Terme. Il coordinamento del PD interviene sulla variante di Strevi:
"Il 25 maggio scorso è stata inaugurata la variante di Strevi. L'assessore ai trasporti della Regione Piemonte, Daniele Borioli, invitato dal PD ad Acqui venerdì 29 maggio, ha affermato che la variante è ora una realtà e che rappresenta il primo passo verso il collegamento di Acqui Terme e dell'acquese alla rete autostradale, mediante l'apertura del casello di Predosa.
Nell'occasione ha confermato che questo secondo passo non solo è nelle priorità della Regione Piemonte ma che sono già stati predisposti gli atti progettuali e il relativo finanziamento.
Il consigliere comunale Domenico Borgatta ha ricordato che si tratta di una delle più importanti realizzazioni dell'amministrazione provinciale di centro sinistra guidata da Paolo Filippi. È un'opera che si attendeva da anni, ma che ha richiesto anni per essere realizzata, anche a causa dell'opposizione dell'allora sindaco di Acqui Terme Bosio e il disinteresse di Rapetti.
L'assessore provinciale Gianfranco Comaschi ha ricordato che l'opera ha comportato un importante impegno finanziario per la nostra provincia, ed è anche un'opera tecnicamente complessa: basti pensare che in circa 5 chilometri di strada ci sono ben tre ponti.
L'altra importante realizzazione di questa amministrazione provinciale è il collegamento idrico ai pozzi di Predosa, che ha risolto l'emergenza idrica nell'acquese.
Il sindaco di Rivalta Valter Ottria si è detto dispiaciuto di dover ricordare che la circonvallazione di Strevi è stata fortemente sostenuta dal Comune di Rivalta e di Strevi, mentre il Comune di Acqui si disinteressava della questione e non partecipava neppure alle riunioni.
Il consigliere provinciale e capogruppo nel comune di Acqui Terme Gian Franco Ferraris ha ricordato i vantaggi di questa strada: si evita l'attraversamento del centro abitato di Strevi e i conseguenti rallentamenti, la circolazione stradale è più sicura e scorrevole, migliora l'ambiente, sono diminuiti i tempi di percorrenza.
Non mancano le critiche a questa opera, ma Ferraris ha ribadito che si tratta di critiche ingiuste a un'opera oggettivamente utile, mentre l'amministrazione comunale di Acqui non può vantare la realizzazione di nessuna opera pubblica degna di nota; ha ricordato anche le difficoltà nella realizzazione, che spiegano anche le due corsie, in quanto di fatto si è dovuto evitare l'abitato di Strevi.
Ha ricordato inoltre le difficoltà dovute all'acquisizione dei terreni, sottratti agli orti di Rivalta, ma molte volte amministrare significa anche dover fare delle scelte, anche dolorose, per perseguire l'interesse generale e impegnarsi per ottenere risultati concreti, anche se poi sono altri ad accaparrarsi i meriti, come si è visto durante l'inaugurazione della variante di Strevi, dove sono stati citati il sindaco e gli assessori di Acqui.
Forse il bello di amministrare seriamente è proprio ottenere risultati senza pensare a mettersi in mostra.
Questa opera, seppure utile in sé, è solo il primo passo di un disegno più ampio: il casello autostradale di Predosa e una bretella di collegamento che doterà l'acquese, unico centro zona della provincia ad esserne ancora sprovvisto, di un allacciamento alla rete autostradale".

Ci scrive Daniele Ristorto: era più veloce la via vecchia

Acqui Terme. Ci scrive Daniele Ristorto:
"Finalmente dopo anni di attesa lo scorso 25 maggio è stata inaugurata la variante di Strevi, un'opera attesa non solo dai cittadini acquesi ma da tutti coloro che dal nostro territorio si dirigono verso l'alessandrino ed il novese.
Finalmente, si diceva, si velocizzerà il traffico e diminuiranno i tempi evitando di fare lunghe code dietro a mezzi pesanti e veicoli lenti.
Purtroppo la realtà è ben differente, si sono spesi 50 milioni di euro per realizzare una strada dove non è possibile sorpassare!
Per tutti e 5 i km della nuova variante la linea che divide le carreggiate è totalmente continua!
Invece di realizzare rettilinei si è preferito progettare e costruire un percorso quasi completamente curvoso e con "schiene" che non permettono di vedere se dall'altra parte arriva qualche veicolo.
Io francamente non riesco a capire il senso di tutto questo e come me credo la pensino anche tanti cittadini che giornalmente percorrono la variante.
Però la nuova strada un vantaggio l'ha portato, ora, grazie al fatto che i mezzi pesanti percorrono la variante si è velocizzato il traffico sulla vecchia provinciale! Pare assurdo ma, in condizioni di traffico normale, è più rapido passare in paese.
In aggiunta a tutto questo, l'amministrazione provinciale a pensato bene di "blindare" con imponenti guard rail le attività che, per loro disgrazia, si trovano all'ingresso di Strevi in prossimità della rotonda di entrata alla variante.
Attività che sicuramente avranno seri danni se non si interviene con celerità modificando in modo "umano" i loro ingressi.
Per concludere credo che si sia persa un'altra possibilità per l'acquese, si sono spesi 50 milioni di euro per realizzare una strada concettualmente vecchia e quindi l'obiettivo di velocizzare il traffico e diminuire i tempi di percorrenza è completamente fallito…
È stato poi dichiarato che è in fase avanzata la progettazione del collegamento con il casello autostradale che dovrebbe sorgere a Predosa, ebbene per realizzare una strada in questo modo, lasciamo perdere e spendiamo i tanti milioni di euro necessari, per interventi di valorizzazione del territorio e per chi ha reale necessità, non per inaugurare opere a 15 giorni dalle elezioni!
A proposito, a quando gli autovelox fissi e mobili?".

Novello, le rette e la sanità locale

Acqui Terme. Ci scrive Francesco Novello:
"Egregio Direttore, rimangiarmi le parole non mi ha fatto mai fare indigestione "così disse Wiston Churchill".
Probabilmente gli Amministratori della ASL-AL devono essere tutti cugini primi del grande statista inglese. Detto fatto, questi ultimi hanno dato garanzie, dopo che la cooperativa che gestisce la RSA con veloce lettera ai degenti e parenti ha chiesto il pagamento dell'aumento.
Altrettanto velocemente il dott. Ghiazza Direttore Sanitario (a furor di popolo) dell'ASL-AL ha subito smentito la richiesta di pecunia. È bellissimo sapere che la nostra (nostra perché paghiamo noi) Azienda Sanitaria è gestita da direttori che controllano così finemente e capillarmente la situazione.
Non gli scappa niente.
Gli scappano solo bazzecole tipo il fatto di non sapere nemmeno che la cooperativa di gestione della RSA per altro confermata da loro ha richiesto ai degenti gli arretrati.
Quisquiglie, pinzillachere e poi chi se ne frega se i parenti devono correre ed ansiolizzarsi per reclamare? Anzi un po' di moto può essere terapeutico. Ma sorgono spontanee alcune domande:
- Perché la Cooperativa dal 2007 ad ora non si è mai fatta sentire con gli utenti chiedendo il giusto aumento? Perché non lo ha neanche fatto la ASL-AL? Le altre RSA tipo Cassine e Pareto hanno applicato l'aumento imposto dalla Regione? Ma se non venisse completamente versata la somma degli arretrati compenserà la SRL con denaro di tutti? Perché i parenti e degenti per un errore dell'amministrazione devono "Versare arretrati mai richiesti? Ma perché abbiamo una Regione che ha investito codesti amministratori di poteri su una realtà così varia e grande che non riescono a controllare?
Riteniamo che sicuramente, non deve essere la collettività a ripianare gli errori dei nostri direttori generali sanitari e amministrativi.
Riteniamo anche che i parenti e degenti dell'RSA non debbano pagare le dimenticanze e menefreghismo dei grandi "manager" dell'ASL-AL.
Riteniamo che codesti, il Direttore Sanitario, il Direttore Generale, e ci mettiamo anche il Direttore Amministrativo (mai citato, ma ben pagato) debbano di tasca loro rifondere gli arretrati.
Questa sarà giustizia del taglione ma sempre efficace con simili campioni dell'amministrazione. D'altronde codesti personaggi hanno lauti premi di incentivazione dalla Regione per produrre risparmio.
Rendiamo noto che questo risparmio è sulla pelle degli utenti e anche del personale. Ribadiamo che la sanità pubblica deve produrre salute non incentivi per i direttori e tantomeno risparmio per la Regione Piemonte. La salute è un bisogno primario, le rotonde e circonvallazioni vengono dopo.
Tra un anno ci saranno le elezioni regionali non abbiamo poteri taumaturgici per rendere migliore la sanità ed assistenza degli anziani, ma crediamo almeno di poter investire le nostre risorse su personaggi più attenti di questi attuali che governano i nostri ospedali e distretti con la stessa attenzione che si riserva a "Vicolo stretto" del gioco di Monopoli".

Marinella Bosio risponde a Prato Guffanti

Acqui Terme. Ci scrive Marinella Bosio:
"Egregio direttore, mi scuso per il ritardo con cui rispondo al mio, "aristocratico ed erudito", interlocutore, a cui non piace nulla di ciò che esiste ad Acqui Terme, indipendentemente che sia stato costruito da mio marito o da altri sindaci. Mi ricorda il gruppo di attempati "compagni" che davanti al Grand Hotel Nuove Terme nell'anno 2000, pur di non ammettere il lavoro iniziato da Dino, arrivarono a dire che "si faceva un gran rumore all'interno dell'albergo, ma i lavori erano fermi".
Non voglio dilungarmi ed arrivare al punto: il "signore parlante" afferma che si sente autorizzato, in quanto paga le tasse, nell'esprimere giudizi; afferma che gli errori fatti in città sono innumerevoli e dunque vanno cancellati: dice di aver benevolenza nei confronti della sottoscritta, differenziandomi, nel giudizio, da Veronica Lario.
Per il primo punto vorrei dire, che come tutti noi cittadini, pagare le tasse non è un merito particolare ma un dovere civico! Mi auguro, per lui e la città di Acqui Terme (se è residente), che il suo reddito sia importante e che le casse comunali abbiano introiti notevoli.
Relativamente agli errori e ai giudizi: ricordo che mio marito iniziò ad interessarsi attivamente all'amministrazione nel momento in cui, essendoci la crisi idrica in città, ritenne che si potesse fare di meglio.
Relativamente alla città riaffermo che piace a tutti coloro che la visitano e i giudizi di alcuni amici forestieri sul piccolo giardino fiorito sono stati imbarazzanti. Che per fortuna, la maggioranza dei visitatori e turisti la pensa come la sottoscritta. La sua polemica sembra quella di chi, avendo difficoltà ad esprimersi all'interno delle mura domestiche o in quiescenza, non sapendo cosa fare articola parole, oppure di qualcuno che, presumendo di aver subito un torto personale, cerca ripicca. Sul giudizio nei miei confronti e della sigg. Lario ritorno a ribadire quanto segue, noi piemontesi, prediligiamo il lavoro serio alla diatriba sterile proposta dal mio interlocutore, preferiamo la discrezione anziché i giudizi, irragionevoli, verso fatti e persone terze, non di nostra conoscenza, quali la sigg. Lario e il Presidente del Consiglio. Per quanto riguarda la benevolenza nei miei confronti o il panegirico rivoltomi, lo pregherei di astenersi, in quanto non richiesti e voluti; gli auguro comunque, che la sua famiglia, abbia la stessa armonia che esistente nella nostra casa. In ogni caso, se si sente così bravo, colto ed istruito faccia uno sforzo, la comunità ha sempre bisogno di persone desiderose di fare".

Icardi: senso del dovere e correttezza etica

Acqui Terme. Ci scrive il prof. Adriano Icardi:
"Caro Direttore, il dibattito sulla città è più vivo che mai, da come si legge in molti interventi sul giornale, che Lei dirige.
Questo è positivo perché la dialettica è il sale della politica, anche se si tratta sovente di polemica accesa e non di proposte concrete.
Soprattutto lo sviluppo del termalismo è in una fase decisiva e tutti aspettiamo con attenzione la definizione della cosiddetta "Newco", cioè quella nuova società, che dovrà guidare le Terme nel prossimo futuro.
Forse, sarebbe utile una maggiore informazione da parte del Consiglio di Amministrazione delle Terme.
A questo proposito il convegno di sabato scorso, 23 maggio, su "Termalismo e benessere", con la presenza delle maggiori città termali d'Europa è stato positivo.
La Giunta comunale, però, deve pensare anche alla crisi economica della città, alle fabbriche che rischiano di chiudere o che sono in grave difficoltà, come la Kaimano e la Granarolo, ex Merlo ed altre ancora.
Il lavoro è l'unico vero bene che hanno le persone, accanto alla salute ed al comportamento corretto nella vita.
Non basta però lo sviluppo, legato solo all'urbanistica e alla nascita di nuovi palazzi, un po' ovunque, senza un criterio ed un piano programmato di fabbricazione.
Molte costruzioni negli ultimi mesi sono state troppo chiacchierate, soggette a continue critiche, ad esempio in via Palestro, in Piazza del Mercato, ex foro boario, con la distruzione di parte di quella immensa piazza ed in altre zone.
Le piazze hanno sempre rappresentato, dall'antica Grecia, l'agorà di Atene, fino ad oggi, il cuore della città, il luogo dove le persone camminano e si incontrano,il centro vero e vivo della partecipazione popolare.
Così devono ritornare le piazze della nostra città, da Piazza Italia, a quella davanti al cinema Ariston con la fontana abbandonata. Le piazze come centri di vita associativa e culturale.
È un richiamo amministrativo che ritengo giusto ed opportuno fare in questo momento, in particolare al Sindaco e a tutta l'Amministrazione comunale.
Un ritorno, quindi, al senso del dovere e della vera amministrazione, eticamente corretta, che parta dal Comune, se vogliamo dare una speranza concreta e positiva di un futuro migliore ai nostri figli e a tutti i giovani di questa amatissima e bellissima città".

L'assessore Bruno contesta il Pd

Acqui Terme. Ci scrive l'Assessore alle Finanze, Paolo Bruno:
"Egr. Sig. Direttore,
Le chiedo di poter intervenire in merito all'articolo apparso sul Settimanale da Lei diretto, per poter chiarire la situazione relativa alle Finanze del Comune di Acqui Terme, alle quali si riferisce la pubblicazione dei Consiglieri del Partito Democratico Ferraris, Borgatta, Cavallero e Garbarino, dal titolo "Le Finanze Comunali sono in gravi condizioni".
Innanzi tutto tale articolo riporta dati relativi al Rendiconto 2008 e al Preventivo 2009 che generano confusione. È corretto criticare, ma i dati relativi ai documenti di bilancio devono essere evidenziati in modo chiaro e corretto.
I dati contabili hanno una funzione ben precisa quando sono riportati sui rendiconti, mentre ne hanno una diversa quando si riferiscono ai bilanci di previsione. L'articolo menzionato dei Consiglieri del Partito democratico cita indifferentemente dati (non veri) del rendiconto 2008 e dati (non veri) del Bilancio di Previsione 2009 indicandoli come "ostici".
Gli schemi del Rendiconto e del Bilancio di Previsione degli Enti Locali, sono tutti uguali nella forma, e quindi non ha senso parlare di dati ostici.
I dati contabili contenuti negli schemi dei rendiconti e dei Bilanci di Previsione dell'attuale Amministrazione del Comune di Acqui Terme, sono ampiamente positivi.
I Rendiconti degli anni 2007 e 2008 chiudono rispettivamente con avanzi di amministrazione di € 776.908,67 e di € 1.430.837,56. Negli ultimi due anni, consecutivamente é stato rispettato il cosiddetto Patto di Stabilità Interno. Se anche per il 2009 (per il quale viene indicato dagli estensori dell'articolo un disavanzo - ancora prima di chiudere l'esercizio) avremo lo stesso andamento (avanzo di amministrazione e rispetto del patto di stabilità), potremo annoverare Acqui Terme tra i cosiddetti comuni virtuosi dal punto di vista del rispetto dell'andamento dei conti.
Questo nel periodo più difficile dal dopoguerra ad oggi.
Ma vorrei meglio spiegare la situazione del nostro Comune in merito all'andamento delle Finanze. Infatti l'articolo dei Consiglieri del Partito Democratico risulta certamente ostico e di difficile comprensione, e da un punto di vista contabile sembra più che altro un misero tentativo per fare, ricordando i saggi latini, "de quadrato rotundo et de albo nigro", che pressapoco, riferito ai dati contabili significa far passare un numero per un altro.
La vendita del patrimonio e gli oneri, continuano i Consiglieri, sono andati in fumo? Francamente é difficile capire il significato ed il senso della frase. Come evidenziato nei documenti contabili, i rendiconti degli ultimi due anni, hanno avuto un andamento assolutamente positivo e speriamo anche per questo difficile 2009 di ottenere lo stesso risultato. Non abbiamo contribuito ad aumentare le entrate correnti perché sarebbe significato aumentare i tributi comunali, che non solo non abbiamo aumentato, ma che non aumenteremo, sostituendoli con gli oneri di urbanizzazione a testimonianza di un'amministrazione che lavora e che progetta.
Siamo stati i primi in Italia, per quanto è di conoscenza, ad assumere una delibera a protezione delle nostre finanze per gli influssi negativi dei cosiddetti derivati, che ad oggi non hanno ancora causato danni alle finanze comunali.
Per quanto riguarda le ingenti opere, tra cui il Centro Congressi (ideato da altri) che questa amministrazione completerà, cercando di correggere qualche errore di progettazione, e il rifacimento del ponte Carlo Alberto, possiamo solo lamentare la scarsità di risorse a disposizione per cui dovremo almeno per il rifacimento del ponte, sostenere l'intera spesa in proprio, senza contributi di altri.
Anche in questo periodo di grave crisi manterremo inalterati i nostri propositi di realizzare quel grande progetto di innovazione della nostra città con l'urbanizzazione della ex Borma e la realizzazione del polo scolastico.
Il Polo Universitario non ha pagato l'affitto, si preoccupano i sig. consiglieri? Lo teniamo nel dovuto conto, così come le altre società che partecipiamo e che, una dopo l'altra, riportiamo ad una situazione di profitto. Non ha senso fare demagogia. Attendiamo proposte serie, che saremo pronti a considerare in modo costruttivo. Ma perverranno? Oggi non sono ancora arrivate. Attendiamo. Lavorando".

Il Pd ed i lavori al ponte Carlo Alberto

Acqui Terme. I consiglieri del PD Ferraris, Borgatta, Cavallero e Garbarino si chiedono con questo intervento "A quando i lavori sul ponte Carlo Alberto?":
"Tutti si chiedono quando inizieranno i lavori di manutenzione sul ponte Carlo Alberto, visto che un marciapiede è transennato ormai dal gennaio 2009. Questo è solo l'ennesimo esempio dell'incapacità dimostrata dall'amministrazione Rapetti che guida la città dal 2002. È evidente che manca del tutto una visione complessiva della città, nonché una seria programmazione degli interventi.
Da anni, inascoltati, rimarchiamo la necessità di mettere in cantiere la costruzione di un secondo ponte sul fiume Bormida che porterebbe molteplici risultati positivi:

  • alleggerire corso Bagni, via Moriondo e vie limitrofe dal traffico di passaggio, favorendo solo il traffico interno all'abitato,
  • sollevare la storica struttura da una funzione ormai gravosa di traffico automobilistico e soprattutto di mezzi pesanti,
  • creare così un centro allargato e fruibile in tutte le ore della giornata, nella continuità di un percorso turistico: corso Bagni deve (ri)diventare la passeggiata verde tra il centro storico ed il centro termale
  • valorizzare la zona termale mediante l'allontanamento del traffico extralocale, la pedonalizzazione e la ciclabilità.

Non solo questa amministrazione non ha mai preso in considerazione la nostra proposta, ma non ha nemmeno provveduto per tempo alla necessaria manutenzione; tant'è che ora l'intervento pare non più differibile nel tempo.
Nonostante l'urgenza, cosa è stato fatto in questi mesi? La giunta Rapetti si è limitata a transennare un marciapiede, che giace ora sporco e in stato di abbandono, promettendo l'imminente inizio dei lavori.
Ci chiediamo: se è urgente, perché non si è ancora fatto nulla? Se non è urgente perché procurare un tale disagio alla circolazione stradale?
È ovvio che, essendo questo l'unico ponte, la sua chiusura al traffico per gli interventi di messa in sicurezza comporterà enormi disagi alla popolazione acquese e non solo.
Siamo alle solite: prima si proclama l'urgenza, poi si parla di un ponte militare provvisorio e infine apprendiamo dai giornali che la soluzione del ponte temporaneo è stata scartata per il costo tropo elevato per le malandate casse comunali.
Tralasciando le valutazioni sul modo di investire le poche risorse a disposizione, chiediamo al sindaco Rapetti come intende intervenire per limitare i disagi al traffico e proponiamo di far eseguire una perizia tecnica allo scopo di intervenire in modo articolato sulla staticità del ponte senza interrompere il traffico".

I lavori al ponte inizieranno in autunno

Acqui Terme. Una parte pedonale del ponte Carlo Alberto è chiusa da circa due mesi. La risposta ai cittadini sui tempi d'inizio dei lavori di ristrutturazione del manufatto è stata resa nota dall'amministrazione comunale: i lavori inizieranno in autunno, verso fine ottobre/novembre. Il costo dei lavori si aggirerebbe sui 600 mila euro, somma a cui aggiungere 200 mila euro relativo al costo del ponte mobile che dovrebbe essere realizzato dal Genio civile tra le due sponde della Bormida, a monte del ponte Carlo Alberto partendo dalla zona di viale Acquedotto romano e quella situata nelle vicinanza della lavanderia delle Terme.
L'inizio dei lavori in periodi di massima della stagione turistico-termale acquese avrebbe arrecato danno alle attività imprenditoriali del settore. Il ponte rappresenta l'unica via di collegamento della parte centrale cittadina e del suo centro storico con la periferia e con arterie stradali di grande interesse da e verso Sassello-Savona da una parte e Visone - Ovada verso Genova dall'altra. L'Ufficio tecnico del Comune sta anche valutando i vari preventivi prodotti dalle imprese interessate a realizzare l'opera, ma anche definire la programmazione della viabilità di quella zona durante l'iter dei lavori.
Una domanda non è stata però soddisfatta: se i lavori inizieranno nell'autunno 2009 perché il ponte è stato transennato 10 mesi prima? (red.acq.)

Polveriera: l'assordante silenzio del Comune

Acqui Terme. Ci scrive Ruggero Bradicich:
"A distanza di circa un mese dall'inizio di questa diatriba, che come sapete vede opposti contendenti il Comune di Acqui Terme associato ad Econet; contro i volontari del canile, i residenti in strada Polveriera, i fruitori del centro sportivo La Sorgente, il centro ippico La Borreana ed altri, per un totale di oltre 700 firme (numero in crescita costante), manca una posizione ufficiale dell'amministrazione comunale. Abbiamo incassato la solidarietà del PD con presenza in un paio di riunioni ed un articolo. Abbiamo visto il concreto apporto dell'ex sindaco Bosio che, presente in una riunione, proponeva siti teoricamente alternativi. L'ex assessore Daniele Ristorto, intervenuto in più occasioni, pur essendo di parte avversa sia come ex assessore, che come vice presidente di Econet, ha cercato di mediare l'esigenza aziendale e comunale con lo scontento di tanti cittadini, anche se la sua linea predominante pare essere lo spostamento dell'umido e qualche altra concessione minore; linea ripresa dai vertici di Econet, pure intervenuti in più occasioni, difendendo tecnicamente la validità del progetto e la serietà degli intenti. Il consigliere Mauro Ratto ci ha pure più volte espresso la sua solidarietà e la sua contrarietà a questa collocazione, dandosi da fare anche per cercarne un altro con gite notturne insieme a volenterosi privati. L'altro consigliere Ratto (Vittorio) invece, franco sollevare dubbi politici su tizio e caio, sostiene che la collocazione sia ottimale. È palese la divergenza di opinioni tra questi ed il precedentemente citato ex sindaco. Sono o non sono dello stesso partito ? Si prende egli la responsabilità, o se la prende il Comune nella persona sua o di altri, di sottoscrivere che tale area li collocata non comporterà inquinamenti di falda acquifera, non porterà aumenti di insetti nocivi per cani e persone, non ammorberà l'aria ed infine, non vi saranno problemi di circolazione viaria od incidenti causati dalla strozzatura della strada in oggetto con la Statale? Qualcuno dell'amministrazione che firmi tutto questo e se ne prenda le responsabilità in futuro, c'è? A prescindere che già ne sono responsabili comunque. Credo che dei politici, e/o degli amministratori, quando interpellati da decine di cittadini e/o elettori, argomentanti non meri interessi di parte, ma esplicite problematiche concrete e timori realmente figli di una scelta politico/amministrativa da essi giudicata errata, credo dicevo, che questi politici/amministratori abbiano il dovere di rispondere; non necessariamente potranno o dovranno accogliere, sostenere o far proprie le lamentele dei cittadini, ma dovranno e potranno dir la loro esprimendo quel parere ufficiale, e comprensibile, nonché chiaro ed inequivocabile, che al momento manca. La settimana scorsa abbiamo avuto modo di incontrare per la prima volta il sindaco Danilo Rapetti, il quale candidamente ha enunciato più volte, che se una struttura del genere dovesse sorgere davanti casa sua, ovviamente si opporrebbe; ma per fortuna (sua) abita in centro.. Lo stesso, con reiterato uso del monosillabo "se", sosteneva lo spostamento dell'area in toto solo "se" si fosse trovata un'altra area in tempi brevi e "se" non si fossero persi i finanziamenti e "se" "Econet" fosse stata disponibile. Sosteneva pure come l'umido possa essere lasciato nell'attuale area "se" … Amag avesse dato assenso. Comprensibilmente egli avrebbe volentieri fatto a meno di queste polemiche e problematiche, come ne avremmo fatto a meno tutti quanti noi, che non solo non siamo pagati per fomentarle o sostenerle, ma non comprendiamo come un'amministrazione lungimirante abbia potuto collocare un centro temporaneo raccolta rifiuti differenziati in quell'area. Parrebbe quasi che qualcuno, all'epoca della scelta e del voto sull'allocazione di tale struttura in detta area, abbia ipotizzato come il cittadino non possa dire non dico "no" alle scelte politiche, ma nemmeno "se"! Posso presumere che "se" non gli avesse telefonato durante una riunione, proprio quell'ex assessore Ristorto che tanto parrebbe oggi lontano dal suo entourage dopo lo scomunicante ritiro delle deleghe, non avremmo avuto nemmeno questo incontro che in pratica, non ci ha chiarito nulla, se non esplicitarci che detto sindaco sia al corrente del problema (ed intanto, prende tempo). Posso presumere anche, che "se" non si fosse sollevata la questione in oggetto, le tubature volanti che oggi stanno dando acqua potabile ad alcuni residenti non si sarebbero viste, ma avremmo continuato, for"se", a vedere quei residenti alle riunioni… Parimenti, posso chiedermi "se" la candidatura del presidente dell'onlus "controlliamo il canile di Acqui Terme" nella lista del signor Ristorto, sia dovuta a ragioni precedenti alle polemiche invernali che portarono alla creazione di tale onlus, o se sia parte di un disegno voluto per acquietare voci discordanti? Strategia non particolarmente machiavellica. Posso poi ipotizzare che "se" realmente l'amministrazione comunale volesse spostare l'area accogliendo i nostri dubbi, le nostre proteste, il nostro disappunto... l'avrebbe già fatto; o, devo pensare che il silenzio degli innocenti… amministratori, sia dovuto ad un confronto interno alla maggioranza, confronto che in assenza di aree alternative, fa si che la situazione resti immutata e magari scompaia dalle cronache nell'incombente canicola estiva!? O devo presumere che l'evidente rallentamento dei lavori possa portare ad un concreto spostamento altrove di tale struttura, o per lo meno ad una fattiva intenzione di parte dell'amministrazione ad accogliere tale nostra richiesta? Quante snervanti supposizioni e quanti inutili "se" devo ancora tirar fuori prima di avere una qualche risposta ufficiale? Quindi quando e "se" all'amministrazione comunale e/o ai suoi politici in carica, fosse possibile prendere una posizione ufficiale, saremmo in ogni caso grati per la considerazione prestata. Peccato che questo accadrà ormai dopo le elezioni, anche se dovrei dire, dopo queste elezioni. Ve ne saranno sicuramente altre in cui ai vari politici verranno ricordati silenzi, promesse non mantenute, scelte che hanno scontentato centinaia di persone. E poi vedremo ancora un singolo S.E. Acronimo però di... Saranno Eletti".

Il Pd, la dott.ssa Salamano e il volontariato

Acqui Terme. I consiglieri del PD, Ferraris, Borgatta, Cavallero e Garbarino rispondono all'intervento della dott.ssa Salamano:
"Spiace dover replicare alla dott.ssa Salamano, nonostante che sull'ultimo numero dell'Ancora ci abbia intimato di tacere.
Anche noi non amiamo le polemiche e preferiamo i fatti e la verità.
Purtroppo avevamo ragione: dalle deleghe del sindaco Rapetti ai consiglieri di maggioranza nascono effetti perversi.
C'è un primo effetto perverso, non trascurabile, di carattere giuridico: il consiglio comunale è formato (in maggioranza!) da persone che invece di svolgere i compiti di indirizzo e controllo sull'operato della giunta (come previsto dalla legge) svolgono le funzioni di consiglieri delegati, con "delega assessorile", vanificando così l'unico compito per cui sono stati eletti dai cittadini in quel consesso.
È quello che succede alla dott.ssa Salamano e a gran parte dei consiglieri di maggioranza che, a sentir loro, si danno un gran da fare ma, in consiglio comunale, evitano di disturbare i componenti della giunta, anche solo per chiedere informazioni sulle cose che sono chiamati ad approvare.
Nella sostanza, c'è un secondo effetto perverso di queste deleghe ai consiglieri: quello che qualcuno di loro sia tentato di utilizzare la propria attività di volontariato (di cui tutti, ovviamente, ci compiacciamo, ci mancherebbe!) come un'attività da portare all'incasso politico - elettorale.
E di fare conoscere tale attività di volontariato alla vigilia delle elezioni (in cui si è candidati) in modo che i beneficiati da tanto buon cuore (che non guarda al Natale, a Ferragosto, a Pasqua, etc.) se ne ricordino nel momento di deporre la scheda nell'urna elettorale.
È quello che fa la dr.ssa Salamano sull'ultimo numero de l'Ancora nel suo articolo.
È bene non dimenticarlo: il volontariato si fa nel nascondimento, anche per rispetto delle persone a cui si intende fare del bene; gridarlo sui giornali vuol dire che dalla propria attività di volontariato si pensa o si spera di ottenere qualcosa, e cioè la riconoscenza di qualcuno (se poi questa riconoscenza si presenta sotto forma di voto non guasta)".

 

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