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C'era una volta il Ricreatorio |
| Acqui Terme. Il 20 giugno non è stato solo il giorno (sfortunato) della Notte Bianca. Né è stata quella della sera di Morgan, cui la pioggia ha messo una beffarda sordina. Il 20 giugno è stato il giorno del vecchio e glorioso Ricre. A distanza di sei mesi dall'uscita di un favoloso libro - quello di Nani Parodi - dedicato alla Pisterna (tirato in ben due edizioni da EIG: un gran successo), ecco che la città attraverso una mostra fotografica allestita, purtroppo, per un'unica settimana a Palazzo Robellini, riscopre un altro luogo in cui sono passate generazioni di acquesi. Il Ricre. Cinque lettere che contengono un piccolo universo. La chiesa e il campo sportivo. I tornei estivi e le sale d'incontro dell'Azione Cattolica. Il teatro e la musica. Il cinema. Una moltitudine di altre attività. Difficile rimanere insensibili alla carrellata di immagini, scelte da Fabrizio Foglino (curatore dell'allestimento) che costituiscono l'avanguardia di un corpus fotografico (custodito da Don Franco Cresto: 1500 immagini; ne sono state selezionate circa 80) che, unitamente ad una ricca scelta di testi, troverà collocazione sul "libro del Ricre", che l'editrice Impressioni Grafiche sta predisponendo, e la cui uscita è programmata nel prossimo autunno. Di sicuro la mostra verrà riproposta in quella occasione. Ma il consiglio "del cuore" che diamo agli acquesi è proprio quello di non perdersi le ultime aperture di venerdì, sabato e domenica a Palazzo Robellini. Per riconoscere i compagni di gioco. Per riconoscersi. (C'è la possibilità anche di prenotare le copie delle foto più care al ricordo: tutto il ricavato andrà in beneficenza, per il Centro Ascolto (e sussidio) zonale di Piazza San Francesco 3). Questi gli orari d'apertura: al mattino dalle 10 alle 12; al pomeriggio dalle 16 alle 19, con la possibilità negli ultimi due giorni di accedere alle sale anche dalle ore 21 in avanti. Giocare e crescereStorie di ragazzi (e poi di ragazze, almeno dagli anni Settanta) quella del Ricre. Superare le differenze (e le indifferenze)"Mons. Galliano, nel libro La Chiesa di S. Antonio Abate scriveva che «nei primi anni della sua esistenza il Ricre è stato un centro di aggregazione e di integrazione». E proseguiva: «Ricordo gli anni del Ricre, che raccoglieva i ragazzi di tutta la città; ma essi restavano orgogliosamente uniti nel gruppo del proprio quartiere: siamo della Pisterna... siamo della Miva... siamo della Castiglia... Veniamo dalla Ghinghetta... e al Ricre trovavano modo di incontrarsi, di giocare con i pochi mezzi di allora e, soprattutto, imparavano a stare insieme e a rispettarsi». |
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