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Fantastiche incisioni da tutto il mondo

 

Acqui Terme. La Biennale internazionale per l'incisione 2009 è maggiorenne. "Sono stati diciotto anni di sforzi rivolti a portare il Premio Acqui alla ribalta internazionale e a caratterizzarlo come evento culturale di ampio respiro", ha ricordato il presidente dell'Associazione Biennale, Giuseppe Avignolo, in occasione dei festeggiami concretati sabato 20 giugno relativamente alla fase conclusiva della nona edizione della Biennale, con l'inaugurazione della mostra delle opere accettate dalla giuria e la consegna dei premi ai vincitori.
La maggiore età dell'iniziativa si è svolta con una cerimonia sobria, condivisa dal gran numero di persone che hanno risposto all'invito degli organizzatori, piena di contenuti e con la presentazione di un importante momento culturale. Parliamo della relazione tenuta nella Sala Belle Epoque dell'Hotel Nuove Terme dal docente della "Cattolica" di Milano professor Paolo Bellini sul tema: «Mostrare e nascondere: Durer».
Del grande artista di Norimberga, pittore, soprattutto incisore e xilografo, ha mostrato la notevole e profonda attenzione alla realizzazione dei particolari che anche in spazi minimi si notano solo dopo un'attenta visione e valutazione dell'opera. Il professor Bellini ha fatto cogliere nello studio delle opere singoli elementi della composizione e della loro interconnessione.
Nel presentare il tavolo dei relatori, con il presidente della Biennale, Giuseppe Avignolo, il sindaco Danilo Rapetti, il presidente del Rotary Club Acqui Terme, Stefano Peola ed il professor Bellini, Lionello Archetti Maestri ha ricordato le peculiarità dell'iniziativa e la meravigliosa serie delle sue edizioni. Avignolo ha messo in risalto "l'intenso lavoro che ha reso la biennale di livello internazionale, realizzata in collaborazione con Ex libris. Manifestazione diventata la più nota del mondo nel settore".
Peola ha fatto osservare la logica dell'iniziativa legata al territorio che ha visibilità perché possiede contenuti e trova il suo riscontro interessante proprio perché lo rappresenta.
Per il sindaco Rapetti il rilancio della nostra città "è già partito anche grazie ad una grande iniziativa come questa, pensare a seicento opere e cinquantuno Paesi interessati, è una forma di promozione per la nostra città". L'assessore alla Cultura Carlo Sburlati ha aggiunto che "la città porta il nome di Acqui, città che cerca di investire in cultura" ed ha poi elencato le manifestazioni programmate nelle prossime settimane ad Acqui Terme. È seguita la relazione del professor Bellini, supportata da immagini proiettati su video. Quindi c'è stata la consegna dei premi effettuata da Stefano Peola, Adriano Benzi Paolo Ricagno, Riccardo Alemanno, Patti Uccelli Perelli. Il Premio Acqui è stato assegnato alla giapponese Man Zuhang; il Premio speciale giuria a Roberta Zamboni; il Premio acquisto a Girolamo Russo; il Premio Consorzio D'Acqui Brachetto a Vladimir Zuev; il Premio Acqui giovani ad Elena Petrocco. Per la Mostra concorso Ex Libris sul tema «Monferrato: fra storia e leggenda», il Primo premio è stato assegnato a Paolo Rovegno; il Premio acquisto a Vincenzo Piazza e a Susanna Venegas Gandolfo (Perù). Le opere sono esposte en plein air sotto i portici di via XX Settembre sino all'8 luglio. (C.R.)

I vincitori della Biennale
per l'incisione 2009

Acqui Terme. Questi i vincitori dei premi Biennale per l'incisione 2009.
Premio Acqui 2009, a Man Zhuang, Giappone, per l'opera For away, 2008, maniera nera, 365 x 535 mm. Ha inciso una lastra di rame ed utilizzato la Chine collé, la sottilissima carta di Cina applicata come fondino in fase di stampa con un leggero incollaggio, perché è una tradizione antica del suo paese, inoltre questo tipo di carta ha la proprietà di esaltare l'effetto della maniera nera e rendere delicati passaggi di colore. Utilizza questa tecnica anche perché impegna in un percorso intellettuale lungo e laborioso, le fasi di lavoro sono contraddittorie, prima si ottiene il rilievo poi lo si elimina, questi passaggi richiamano un lavoro primordiale che produce un segno arcano, magico, capace di trascrivere gli effetti che si desidera. Dice l'artista «intendo fermare la luminosità dell'istante, bloccarla, capirla». Man Zhuang è nata nel 1972 a Shanghai, in Cina; i suoi primi interessi erano rivolti alla medicina e quindi si è laureata in Odontoiatria nel 1995. Ma già qualche anno dopo è entrata alla Bunka Woman's University di Tokio, per frequentare il corso di Disegno Grafico sotto la guida di Takeshi Katori.
Il Premio speciale giuria è stato assegnato a Roberta Zamboni, Italia, con L'acqua racconta, acquaforte, 245 x 325 mm. Nata a Ravenna, si è diplomata al Liceo artistico ed ha proseguito diventando tecnica pubblicitaria. È dal 2000 che si dedica all'incisione; da allora ha realizzato 170 lastre, a puntasecca e all'acquaforte. Ha partecipato a concorsi internazionali di grafica, ed ha ottenuto notevoli riconoscimenti. Per realizzare "L'acqua racconta" ha utilizzato l'acquaforte su lastra di zinco: è la tecnica che le permette di ottenere l'effetto di un disegno spontaneo e libero. La stampa è su fondino color ocra, che ha scelto per accentuare l'effetto disegno: il colore ocra tende a sfumare il contrasto tra segno e sfondo e tra un segno e l'altro. Infine ha applicato il fondino su un foglio bianco, Rosaspina Fabriano.
Il Premio acquisto è stato assegnato a Girolamo Russo (Italia) per una vernice molle e acquatinta, 430 x 295 mm. Per ottenere gli effetti cromatici di questa stampa ha effettuato due passaggi di fondino a rullo rispettivamente per il rosso e per la gradazione del grigio, quindi è passato all'applicazione di frammenti in foglia d'oro e, in battuta conclusiva, ha stampato in nero la lastra incisa a vernice molle e acquatinta. La matrice è di zinco; la carta Graphia, filigranata, senza acidi e con riserva alcalina, di colore bianco da 270 g.
Russo è nato nel 1952 a Palermo, città nella quale ha compiuto gli studi artistici sino al diploma dell'Accademia di Belle Arti nella sezione Pittura. Dal 1995 è titolare della cattedra di discipline Pittoriche presso il liceo Artistico Damiani Almeyda di Palermo.
Il Premio Consorzio del Brachetto d'Acqui è stato assegnato a Vladimir Zuev (Russia) per l'opera Gravitation, acquaforte e tecnica mista, 495 x 410 mm. L'esecuzione è risultata da due matrici di alluminio: sulla prima in rilievo a due colori, sulla seconda si procede con l'esecuzione di acquatinta, acquaforte e punta secca. Per la stampa si utilizza una carta morbida. È nato nella regione dello Syerdlovsk, in Russia, nel 1959. Ha frequentato la Graphic Art Faculty of State Teachers Training Institute di Nizhny Tagil ed a Mosca i corsi della Republic House of Artists "Cheliuskinskaya"; insegna disegno classico e grafica contemporanea al Graphics Department of the Pedagogic Institute in Nizhny Tagil; è membro di Artist Union of Russia dal 1989. Si è dedicato sia all'incisione che all'illustrazione di libri. Ha esposto in oltre duecento manifestazioni internazionali di grafica e ottenuto cinquanta riconoscimenti e dodici primi premio; recentemente ha esposto in mostre personali a Mosca, Francia, Svizzera e a Pttsburg negli Usa. Nel 2008 gli è stato assegnato il premio speciale alla International Printmaking Biennal di Istanbul. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche in Cina, Russia, Turchia, Polonia, Belgio, Tailandia, Spagna ed ancora Association Mouvement Art Contemporain, Chamalieres, Chebske Museum, Cheb, Davis Museum, Wallesley del Massachussetts, Museo Civico di Grafica di Brunico, Museo de Arte Contemporaneo di Ibiza.
Il Premio giovani è stato assegnato a Elena Petrocco (Italia), per l'opera Mortificazione, puntasecca. Nata all'Aquila nel 1985, ha conseguito il Diploma di Primo Livello in Arti Visive e Discipline dello spettacolo indirizzo di Grafica ed attualmente frequenta l'ultimo anno del corso di Grafica Multimediale di Secondo Livello. Si è avvicinata al mondo dell'incisione calcografica all'età di 16 anni e l'Accademia di Belle Arti che gli ha fornito la grande opportunità di approfondire il grande interesse per questo tipo di arte. Numerose sono state le esperienze in campo artistico, intensificatesi negli ultimi due anni attraverso mostre e concorsi. L'opera "Mortificazione" è un'incisione realizzata interamente attraverso la tecnica diretta della Puntasecca su lastra di zinco. La stampa inviata per il Premio è stata realizzata su carta tedesca chiamata Hahnemueller.
La natura inconfondibile del segno ottenuto con questa tecnica, caratterizzato dall'alone soffuso delle barbe e dal tratto definito, ha permesso di raggiungere il massimo del risultato desiderato. Poiché l'incisione a Puntasecca é utile solo per piccole tirature - il segno tende a scomparire a causa della pressione del torchio in fase di stampa - nelle copie successive è intervenuta per riprendere i segni più chiari e delicati. L'opera fa parte di un progetto chiamato "Il Corpo svelato", che ha realizzato nell'ambito dei suoi studi presso L'Accademia di Belle Arti de L'Aquila, ed esposto sotto forma di tesi. (C.R.)

Soddisfazione di Giuseppe Avignolo

Manifestazione culturale di portata internazionale

Acqui Terme. Giuseppe Avignolo, sin dall'inizio (1993) e fino ad oggi è il responsabile della Biennale internazionale per l'incisione, nata all'interno del Rotary, con l'intento di promuovere Acqui Terme ed il territorio circostante per mezzo di una iniziativa culturale. Per la fase conclusiva della IX edizione del Premio Acqui incisione 2009, nel presentare il catalogo delle opere ha affermato: «Per un concorso biennale come il nostro di Acqui Terme giungere alla IX edizione, quella appunto di quest'anno, rappresenta una tappa significativa, raggiunta in diciotto anni di lavoro per rendere il Premio Acqui una manifestazione culturale di ampio respiro e di portata internazionale. Questi obiettivi sono stati in larga misura perseguiti e a confermarlo stanno i pareri e l'opinione di esperti che riconoscono come la Biennale di Acqui sia diventata ormai da tempo una delle manifestazioni a premio più rappresentative nel mondo della grafica d'arte, sia per la qualità delle opere, sia per la internazionalità degli artisti".
Nel dare seguito a simili considerazioni Avignolo sostiene che «ci si può legittimamente chiedere se una manifestazione di questo tipo possa essere considerata un termometro valido ed efficace per tastare il polso delle tendenze espresse dai nuovi incisori, dico "nuovi" perché risulta abbastanza naturale che a manifestazioni di questo tipo la più parte degli incisori già affermati non ritenga opportuno prendere parte". «Ma, fatta questa premessa - continua Avignolo - e con le dovute e necessarie eccezioni, mi sembra che il Premio Acqui abbia assolto in passato, e lo faccia ancora oggi, questa importante funzione di termometro del momento artistico in campo grafico». Avignolo ha anche sostenuto che va da sé che in ogni edizione i singoli membri delle varie giurie compiano scelte critiche a loro più congeniali e che da una giuria all'altra tali giurie possano differire. «Ma questo aspetto, che in sé parrebbe limitante, in realtà costituisce una effettiva ricchezza del Premio Acqui, che proprio per questo ad ogni edizione rinnova i componenti delle giurie, senza mai ripetersi», conclude Avignolo che è anche presidente di giuria della Biennale. (C.R.)

L'esposizione delle opere "en plein air"

Acqui Terme. Le opere vincitrici, e quelle accettate dalle giurie della Biennale internazionale per l'incisione "Premio Acqui" e per la Mostra concorso "Ex Libris" si possono ammirare sino all'8 luglio negli spazi espositivi dei portici di via XX Settembre, nel centro cittadino esattamente all'aperto, en plein air, per coinvolgere anche il più distratto dei passanti. Un modo per portare a conoscenza del più vasto pubblico l'arte, l'antica tecnica dell'incisione. Arte dunque che non viene proposta in anguste sale espositive o in spazi esclusivi, ma con un allestimento che "scende in piazza", nel punto tra i più centrali della città, in un allestimento ideato dall'architetto Antonio Conte.
Questo tipo di esposizioni ha costi, necessari sia per la realizzazione del veramente importante allestimento, sia per le precauzioni volte ad impedire furti o atti di vandalismo. Il sistema espositivo, adottato per la prima volta durante l'ottava edizione della Biennale del 2007, è costituito, per la parte strutturale, da una disposizione aritmica di piloni in bilaminato grigio scuro. La parte relativa alle superfici di affissione è costituita da supporti in ciliegio nobilitato, articolati in tre differenti moduli. Lungo la sequenza espositiva è possibile disporre le incisioni sia in senso orizzontale che verticale, a prescindere dalla loro incorniciatura. La sovrapposizione di lastre in policarbonato permette di semplificare l'impaginazione delle superfici e di scongiurare furti. La macchina espositiva, inoltre, utilizza precise simbologie grafiche attinenti all'arte incisoria.

 

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