L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]

 

L'antologica di Mino Maccari

  Acqui Terme. Con la trentanovesima edizione della "Mostra antologica", che sarà inaugurata il 5 luglio, Acqui Terme rinnova la sua ultradecennale tradizione di presentare ogni anno esposizioni dei maggiori protagonisti dell'arte moderna italiana. La mostra, "I Maccari di Maccari", curata da Marco Vallora, ospitata come da tradizione nei locali del Palazzo Liceo di corso Bagni 1, resterà aperta sino al 30 agosto. Organizzata dall'amministrazione comunale, assessorato alla Cultura condotto da Carlo Sburlati, gode del patrocinio della Regione Piemonte, Provincia di Alessandria, Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e della Società Palazzo del Monferrato. La mostra coordinata ed allestita dalla Galleria Repetto & C, dispone di un catalogo a colori "Mazzotta Editore" di Milano.
L'"Antologica", come affermato dall'assessore Sburlati, "sarà divisa in vari capitoli, che suddivisi in diverse pareti, ricostruiscono ogni volta un mondo, con rimandi alle vetrine". Si tratta di un'Antologica ragionata, con un copioso materiale documentario e di testimonianza (lettere e schizzi, fotografie e numeri di giornali, progetti grafici e xilografie) della parabola artistica di Mino Maccari (1898-1989). Presenti anche quadri del '43, anno in cui Maccari passa alla Resistenza, e che esporrà la prima volta appesi agli alberi, come foglie di una Storia caduca. Ritornano in questa mostra da casa Maccari e dalla collezione della vedova di Briganti, Luisa Laureati, che ha deciso di mostrarli, in considerazione del progetto della mostra, che privilegia "I Maccari di Maccari", cioè le opere che l'artista volle presso di sé. Ricomparirà inoltre un'opera-summa e importante come il Ballo Excelsior, in cui piroettano insieme tutti diversi politici, da Mussolini a Churchill, da Cavour a Croce, da Gentile a von Stroheim, un'ossessione dell'artista, che spesso la ritrae insieme a Mae West (altra rarissima opera capitale in mostra).
Maccari, per la sua opera pittorica ricca di evidenti accentuazioni cromatiche e pennellate veloci, il disegno violento unito al tratto vivo del segno grafico delle sue incisioni, viene riconosciuto dalla critica artista completo. Secondo una bibliografia dell'artista, Maccari dopo una vita passata sempre al centro dell'attenzione, organizzatore di dibattiti sulla cultura del secolo scorso, muore senza clamore, novantenne, a Roma il 16 giugno 1989. Mino Maccari, pittore, giornalista, editore nasce a Siena nel 1898, trascorrendo l'infanzia e l'adolescenza fra Trani, Urbino, Milano, Genova, San Remo e Livorno. Si laurea in giurisprudenza nel 1920 dopo avere partecipato come ufficiale di complemento alla prima Guerra mondiale. Negli anni che vanno dal 1927 al 1930 si fa conoscere al grande pubblico come pittore partecipando a varie mostre nazionali. Nel 1928 è presente per la prima volta alla Biennale di Venezia. Nel 1963 riceve il Premio Feltrinelli per la pittura da parte dell'Accademia dei Lincei. (red. acq.)

 

Scrivi alla redazione

L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]