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Discarica: un imprevisto aumento dei costi
per lo smaltimento dei rifiuti della Valbormida

Cairo Montenotte - Anche per il comune di Cairo sono in arrivo nuovi problemi sul fronte dello smaltimento dei rifiuti a causa delle nuove disposizioni ministeriali. L'entrata in vigore, con sei mesi di anticipo sui tempi previsti, delle nuove norme sull'ammissibilità dei rifiuti in discarica, ha imposto, dallo scorso 1º luglio, che i rifiuti solidi urbani devono obbligatoriamente essere sottoposti ad un trattamento preliminare al loro stoccaggio in discarica.
L'anticipo dell'entrata in vigore delle norme causerà ai Comuni che conferiscono i rifiuti e, a cascata, anche ai contribuenti non pochi problemi, organizzativi e soprattutto economici per continuare a conferire la propria "spazzatura" alla grande, e ormai unica, discarica savonese per rifiuti solidi urbani del Boscaccio, sulla collina alle spalle di San Genesio.
L' Ecosavona - cui fa capo la discarica del Boscaccio - aveva inoltrato al ministero dell' Ambiente, attraverso la Regione Liguria, una richiesta di mantenimento del periodo di proroga per tutto il 2009. Richiesta che però non è stata accolta.
La società di Vado Ligure ha integrato in tutta fretta i propri impianti con le attrezzature (prese a noleggio in attesa di sostituirle con impianti stabili) per essere in grado di effettuare il trattamento di tutti i rifiuti al momento del loro arrivo all'impianto del Boscaccio. "Ecosavona si è adoperata per risolvere in pochi giorni l'emergenza derivante dall'attuazione della normativa - ha sottolineato il presidente della società, Manlio Pacitti -, applicando ai Comuni, che conferiscono i rifiuti, un prezzo del servizio limitato a coprire essenzialmente solo i costi industriali del trattamento. Stiamo studiando inoltre soluzioni finanziarie e condizioni di pagamento che rendano meno impattanti per i Comuni i maggiori esborsi non previsti nei bilanci di previsione del 2009".
Con qualche approssimazione, il costo aggiuntivo per lo smaltimento è intorno ai 12 euro a tonnellata, cifra che può essere abbattuta a 10 -10,5 euro/tonnellata tenendo conto del fatto che i rifiuti protrattati richiedono minori operazioni di messa a dimora. Inoltre il pretrattamento consente una valorizzazione dei materiali recuperabili, il cui importo sarà riconosciuto agli stessi Comuni.
La ridiscussione dei contratti a metà anno ha già provocato le proteste dei Comuni conferitori, che si troveranno a dover pagare più di quanto preventivato e sottoscritto.
"Dal loro punto di vista hanno ragione - ha detto il presidente di Ecosavona -, ma l'interruzione delle condizioni contrattuali in vigore non dipende certo da noi ma da una legge nazionale che entra in vigore sei mesi prima del previsto".
La situazione ha provocato a suo tempo anche l'intervento dell'assessore regionale Carlo Ruggeri che ha dichiarato, senza mezzi termini, che la chiusura della discarica "pubblica" di Cima Montà è stata una scelta irresponsabile che comporta, oltre che un regime di monopolio di quella "privata " di Vado Ligure, un danno per l'ATA, l'unica azienda pubblica del savonese di igiene urbana.
Carlo Ruggeri, con la sua giunta, e in collaborazione con l'ATA, aveva progettato una seconda discarica a fianco di quella esistente. Il progetto, costato molti soldi, fu approvato e fu qualificato un buon progetto dagli organismi preposti al controllo della tutela ambientale: ma la Provincia di Savona, per vari motivi, non fu d'accordo.
I nodi, ora, stanno per venire al pettine: sarà difficile, per le esangui casse dei comuni valbormidesi, fare fronte al nuovo esborso. Tra l'altro il Governo aveva provveduto a bloccare le tariffe della tassa Rifiuti per l'anno 2009, per cui ci si dovrà attendere qualche taglio nei servizi per coprire la sempre più costosa bolletta dell'Ecosavona. (RCM )

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