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La fontana di Bakhchisaray

  Acqui Terme. Il Festival "Acqui in Palcoscenico", si presenta al pubblico domenica 19 luglio, alle 21,15, Teatro "G.Verdi" di piazza Conciliazione, con il balletto in due atti "La Fontana di Bakhchisaray", tratto dal poema di Aleksandr Pushkin, musica di Boris Asafiev, coreografia di Shamil Teregulov. Da segnalare che lo spettacolo è la prima esecuzione assoluta in Italia. La Fontana di Bakhchisaray è stata eseguita una sola volta in Italia nel 1966 all'Arena di Verona dal Balletto del Kirov di San Pietroburgo. L'appuntamento del Festival è dunque, a tutti gli effetti, una prima esecuzione assoluta nel nostro paese.
Ispirato all'omonimo poema di Aleksandr Pushkin, viene presentato per la prima volta al Teatro Kirov di Leningrado il 28 settembre 1934, con la coreografia di Rostislav Zakharov, a quell'epoca coreografo principale del Teatro Bolshoy di Mosca.
La versione di Shamil Teregulov, sempre aderente all'originale, ha eliminato alcuni momenti eccessivamente narrativi e snellito la drammaturgia, passando dai 4 atti con prologo ed epilogo della prima coreografia, ai due atti dell'attuale, arricchendo le già splendide danze di carattere e restituendo alla danza ruoli inizialmente affidati al mimo, secondo l'uso invalso negli anni '30.
Atto primo - Nel castello del principe polacco Adam tutte le finestre sono illuminate per l'arrivo degli invitati al ballo. Escono nel parco Maria e il suo fidanzato Vaclav, felici del loro amore, sognando il matrimonio e un radioso futuro. Nel frattempo, nel parco si aggira una spia tartara, inseguita dalla guardia polacca.
Al suono della polonaise, si succedono altere le coppie danzanti; per primi si esibiscono Maria e suo padre. La polonaise viene seguita da una coinvolgente mazurka, ma le altre danze non sono da meno. All'apice dell'allegria, irrompe il comandante della guardia, annunciando terrorizzato che orde di Tartari hanno circondato il parco. Gli uomini imbracciano prontamente le armi, ma i Tartari sono ormai dappertutto. Nell'impari combattimento cade anche il principe polacco.
Dal castello in fiamme riesce a fuggire Maria, scortata e protetta dal fidanzato Vaclav. Improvvisamente, si para loro davanti il khan dei Tartari, Girey. Colpito dalla bellezza della ragazza, si ferma un attimo prima di trafiggere con la sua lama il povero Vaclav che cerca di difendere l'amata. Maria, su ordine del khan, viene catturata e rinchiusa nell'harem.
Atto secondo - Nell'harem le concubine del khan festeggiano danzando, tra loro c'è anche Zarema, la favorita. Una marcia militare saluta il ritorno vittorioso dell'esercito del khan e le concubine si precipitano ad accogliere il loro signore, prima fra tutte Zarema; tuttavia i pensieri di Girey sono occupati dall'immagine della bellissima prigioniera e persino l'infuocata danza di Zarema lo lascia indifferente, gettando la ragazza nella più cupa disperazione.
Per Maria, i giorni passano nella nostalgia per la patria perduta, la presenza di Girey non la rallegra, neppure la spaventa: è ormai indifferente a tutto. Girey la implora di amarlo, le racconta la sua passione per lei, solo con lei riesce ad essere paziente e buono.
La storia del Teatro Nureyev è relativamente recente, ma assai ricca di eventi creativi. La data ufficiale della fondazione è il 1938, col nome di Teatro Statale della Repubblica di Bashkiria, con sede a Ufa, capitale della repubblica. Il Teatro è un vero e proprio tempio della cultura, la cosiddetta "casa di Aksakov", dal nome del letterato e mecenate delle arti, morto nel 1862. (red. acq.)

Giovedì 23 luglio

Balletto di Roma con "Otello"

Acqui Terme. Il Balletto di Roma, giovedì 23 luglio, sul palcoscenico del Teatro "G.Verdi" di piazza Conciliazione presenta "Otello". Lo spettacolo fa parte del programma 2009 del Festival di danza "Acqui in Palcoscenico". "Otello", presentato da Luciano Carratoni, si avvale della coreografia di Fabrizio Monteverde, musiche di Antonin Dvoràk, maitre de ballet Sarah Taylor. Dopo il notevolissimo successo di critica e pubblico riscosso nelle scorse stagioni dal suo Giulietta e Romeo (oltre trecentocinquanta repliche per un totale di circa trecentomila spettatori), Fabrizio Monteverde torna con una nuova versione dell'Otello (essenzialmente su musiche di Antonin Dvoràk).
In questa versione rivisita il testo shakespiriano lavorando soprattutto sugli snodi psicologici che determinano le dinamiche dei rapporti, quanto mai, qui, ambigui e complessi nel triangolo (mai equilatero) Otello-Desdemona-Cassio.
L'ambientazione costante in un moderno porto di mare (un dichiarato omaggio agli sgargianti fotogrammi fassbinderiani di Querelle) chiarisce e amplia l'intuizione di base: se Otello davvero è - come è sempre stato - un 'diverso', un outsider non tanto per il colore della pelle quanto per il suo essere 'straniero', ovvero qualcuno abituato ad 'altre regole del gioco', è anche vero che la banchina di un porto è una sorta di 'zona franca', un limbo dove si arriva o si attende di partire, un coacervo di diversità dove tutte le pulsioni vengono pacificamente accettate come naturali e necessarie proprio per il semplice fatto che lì, nel continuo brulicare del ricambio umano, lo straniero, il diverso, il barbaro non esistono. Precoce dramma romantico (e di ciò ne danno testimonianza l'entusiastico giudizio di Victor Hugo e il melodramma di Verdi) l'Otello ben si presta alla lettura provocatoria ed 'eccessiva' elaborata da Monteverde, dove anche certe forzature enfatiche di Dvoràk trovano una loro pertinente e salutare collocazione fungendo spesso da sottile contrappunto ironico (verrebbe da dire brechtiano) all'azione dei personaggi.
Il Balletto di Roma nasce nel 1960 grazie al sodalizio artistico di due icone della danza italiana: Franca Bartolomei, prima ballerina e coreografa dei principali enti lirici italiani e di realtá straniere, e l'étoile Walter Zappolini, dal 1973 al 1988 Direttore della Scuola di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma. Oltre cento balletti allestiti e portati in scena sia in Italia che all'estero, opere di valore storico accanto a coreografie di autori internazionali e nazionali.
Il Balletto di Roma è oggi il frutto dell'incontro di questa storica realtà con il prestigioso Balletto di Toscana, fondato nel 1985 e al tempo diretto da Cristina Bozzolini, giá prima ballerina stabile del Maggio Musicale Fiorentino, che in soli quindici anni d'ininterrotta attività è divenuta una delle migliori compagnie italiane sulla scena internazionale.
Nuove ed originali coreografie, firmate da artisti italiani già affermati nel panorama della danza contemporanea, segnano l'inizio di questo nuovo percorso artistico nella stagione teatrale 2001/02.

 

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