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Castelli aperti, e sono tanti, nel fine settimana targato 18 e 19 luglio. La scelta è ampia e, soprattutto, animata. Perché le vecchie pietre, le torri e i recinti sono diventati, strada facendo, anno dopo anno, "palcoscenico". Un castello dimenticato
Numerosi i recuperi, anche se forse all'Acquese manca il "gioiello": ovvero quel castello della Tinazza, dal perimetro ottagonale che, probabilmente costruito tra fine Due e inizio Trecento su più antiche vestigia (c'è anche una torre mozzata), potrebbe divenire una attrazione turistica di prim'ordine. Internazionale. Sarebbe bello sapere cosa sarebbe già diventato il "castello rovesciato dal diavolo" in Francia, o in America, a livello di richiamo, considerato che le condizioni di conservazione, e la mancanza di alterazioni costruttive nei secoli posteriori al XIV rendono la struttura davvero unica. E unica per la fioritura di leggende, e per il mistero della paternità. Chi volle eretta la fortificazione? (il Marchese del Monferrato? Il vescovo di Acqui? I Templari? Gli Angioini?). Alla domanda risponderà anche il prossimo numero di ITER (il numero 18) che scalpita in tipografia, affidando la risposta "romanzata" alla penna di Francesco Bisio, l'avvocato di Terzo (1931), che su "La Bollente" del 1909 dedicò un racconto al Castello dell'Oblio di Monte Crescente. Oggi occultato quasi completamente dalla vegetazione
I castelli ritrovati
Ma lasciamo perdere i pessimismi. Al posto del bicchiere "mezzo vuoto" sostituiamo il castello (anzi: i castelli) pieni.
- Si comincia da Morbello. Dove va in scena a cominciare da sabato e prosegue per tutta la domenica Anno Domini 1250 - Assalto al castello, IV rassegna. Sono i tempi di Federico II di Svevia, che muore proprio in questo anno fondamentale per la storia del Basso medioevo. In cui ci si potrà immergere ascoltando lo scalpitio dei cavalli, i canti conviviali, assistendo a balli e combattimenti, passeggiando per le vie del borgo medioevale ricostruito o per l'accampamento militare. Il tutto con l'organizzazione della Associazione "Limes Vitae".
Orari: sabato 18 luglio dalle 15 alle 23; domenica 19 dalle 10 alle 18). Biglietti a 7 euro, bambini sotto i 12 anni 3 euro.
- Ma da segnalare per una visita anche il castello di Prasco, con i suoi tre torrioni e i giardini pensili, documentato dal 1198, proprietà di vari feudatari, ultimi gli Spinola, e oggi dimora della famiglia Piuma Gallesio (all'interno il Centro per la promozione degli studi su Giorgio Gallesio, valente naturalista).
Apertura domenica 19 luglio, dalle 14.30 alle 18.30. Biglietti a 7 euro, ridotti 4.
- Da Prasco a Cremolino il passo è veramente breve: ma qui già sabato sera, alle 20.30 (con ingresso libero ma posti limitati) c'è l'appuntamento animato con AgriTeatro, gli allievi di Tonino Conte e le storie di Tristano (si veda l'articolo specifico).
- E vicina è anche Molare: scollinando si arriva a Palazzo Tornelli, edificato nel 1834 dal Conte Celestino, che presenta all'interno uno scenografico scalone e i salotti decorati da Ignazio Tosi. Molto suggestive anche le cantine, l'antico forno e il pozzo. A far da guida i proprietari. Orario ore 11-12.30, 15.30- 18.30. Ingresso intero 5 euro, ridotto 3.
- Senza dimenticare la Torre di Terzo (aperta ogni sabato) e il Castello dei Paleologi di Acqui, il castello di Monastero Bormida (dove il 18 sera va in scena uno spettacolo dedicato a De Andrè), si può giungere domenica 19 luglio sino a Bergamasco, in cui ha trovato la sua residenza il museo del cinema dello scenografo Carlo Leva, collaboratore primo di Sergio Leone. Nel castello le testimonianze di decenni di lavoro, che rimandano a western, sceneggiati televisivi, e kolossal intramontabili.
Orario di domenica 19 luglio 15-19. Ingresso 6 euro, ridotto 2,50. (G.Sa)
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