PPE ex Borma: la soddisfazione dell'assessore Giulia Gelati
Acqui Terme. Ci scrive l'assessore Giulia Gelati:
"Il Consiglio comunale del 20 luglio ha deliberato la riadozione del PPE relativo al recupero dell'area Borma. È un atto significativo, reso necessario dalle varie modifiche migliorative apportate al progetto che ne hanno trasformato alcuni punti.
Come assessore all'urbanistica, ho seguito con particolare cura e passione tutti gli step che hanno, via via, reso più funzionale ed efficace il progetto e mi sento in dovere di ringraziare la Commissione Consiliare Urbanistica, il cui Presidente ha pervicacemente insistito nel far emergere, da parte dei componenti, i dubbi e le opinioni, al fine di giungere all'adozione di un progetto partecipato e condiviso.
Credo che, proprio in forza di questo lavoro di confronto costruttivo, al quale ha partecipato sempre anche l'opposizione, si sia giunti a predisporre un Piano nettamente migliorato rispetto al precedente. Pertanto, grazie a tutti i consiglieri che hanno sempre presenziato in Commissione e con il loro apporto hanno consentito un lavoro di continua mediazione per migliorare e ottimizzare il risultato finale. Ha confortato, l'astensione di voto della sinistra in quanto supportata da apprezzamento per buona parte del progetto e del metodo e dichiarata passibile di evoluzione verso una votazione a favore in occasione della seconda lettura, mentre procura amarezza il voto contrario della Lega. La scuola è ora locata in un'area di 10.700 mq anziché 8.000, è più visibile e meglio disposta, la sua dimensione è aumentata in modo considerevole, i due edifici, scuola media e asilo, sono separati e circondati da un'area verde più ampia. È stata prevista una strada che costeggia l'edificio e permette il collegamento con corso Bagni da un lato, mentre, dall'altro, apre la possibilità di collegamenti futuri con la rotonda dell'Oasi, permettendo un decongestionamento delle altre vie.
È anche scomparsa la rotonda di corso Bagni in modo da conservare la visuale della passeggiata Piola nella interezza.
La necessità di riadozione è stata determinata anche da altri obblighi procedurali che si sono presentati, quali il dover recepire i criteri commerciali regionali, adottare un Piano Acustico, sottoporsi a VAS (che è il processo di valutazione ambientale strategico che valuterà l'impatto dell'opera sull'ambiente e sul paesaggio).
Oggi ci apprestiamo a attendere la presentazione di eventuali osservazioni e la seconda lettura in Consiglio Comunale avrà luogo nel mese di settembre. L'importanza e la valenza del PPE non deve mai essere dimenticata, infatti, per quanto riguarda gli aspetti più marcatamente di interesse pubblico della proposta, si deve evidenziare che nascerà un nuovo polo scolastico con una scuola media e una materna, che ci sarà il recupero di un'area industriale dismessa collocata in posizione baricentrica tra il centro di Acqui e la zona Bagni, importante "porta di ingresso" della città, la viabilità sarà ampliata e migliorata dando uno sfogo al traffico attraverso l'ampliamento di via Romita e ridando a Corso Bagni il ruolo di passeggiata storica. In ultimo, non è da sottovalutare l'impatto sul mondo del lavoro, si avrà, infatti, una importante evoluzione e un considerevole sviluppo per tutti i lavoratori artigianali e professionali.
In questi prossimi mesi proseguiranno gli incontri con provincia e regione relativi ai percorsi procedurali evidenziati precedentemente e ci auguriamo che la seconda lettura veda una deliberazione ancora più condivisa da tutte le forze politiche".
Vittorio Ratto "il nostro voto contrario"
Acqui Terme. Ci scrive Vittorio Ratto, consigliere comunale della Lega Nord:
"Egregio Direttore, La ringrazio per la disponibilità che la Sua testata settimanalmente mette a disposizione. Voglio chiarire, prima che qualcuno ci metta in bocca parole e decisioni non nostre, la posizione da noi assunta in consiglio comunale sul punto PPE ex Borma.
Come specificato nei nostri interventi in consiglio comunale tutto o perlomeno grande parte delle decisioni di questo PPE ruotano intorno ad un edificio: la scuola. Il nostro voto contrario, ricordo che il piano deve passare le due letture in consiglio comunale e questa era soltanto la prima, non è stato contrario alla scuola ma ci siamo visti costretti ad assumere questa posizione, in quanto dopo numerose nostre specifiche richieste all'Assessore competente, in merito a più punti sul nuovo edificio scolastico, siamo state totalmente ignorate. Bisogna specificare che a differenza di quello che si sente vociferare e quanto viene pubblicizzato non è vero che a fronte di qualche legittima agevolazione l'impresa costruisce la scuola, ma l'impresa costruisce uno scheletro addirittura senza tetto. Bene, le nostre richieste sono direi basilari ed elementari, domanda che si farebbe chiunque di noi prima di affrontare una qualunque spesa sia in campo famigliare che in campo imprenditoriale: quanto costa l'opera finita? Questa domanda è mesi che io personalmente, anche in sede di Commissione Urbanistica pongo all'Assessore competente, sperando che perlomeno negli atti riferiti al PPE ex Borma fosse presente uno stralcio di computo metrico sui costi per la realizzazione del plesso scolastico. Altra domanda, una volta conosciuto il costo è quella di capire dove si possono prendere i soldi. Direi che intorno a queste due domande ruoterebbe qualunque decisione sul costruire o no l'edificio scolastico, perlomeno dato che si pensa, ed abbiamo anche sentito sempre in commissione urbanistica, dall'autorevole voce del progettista, che il costo complessivo per la costruzione della scuola si aggiri intorno ai 10 milioni di Euro e che l'impresa ne realizzerebbe circa 1,2 milioni, si potrebbe appunto, a fronte di quelle legittime agevolazione non solo urbanistiche ma anche commerciali, chiedere all'impresa di arrivare alla costruzione non del 10 per cento ma perlomeno della metà della costruzione stessa. Altro punto, forse risolto, e qui il condizionale è d'obbligo, sono i parcheggi del polo scolastico, dall'attuale progetto si evince che la scuola è totalmente priva di parcheggi, sempre sul progetto esiste una proposta di parcheggio che andrebbe ad insistere su una proprietà privata. Dicevo forse risolto perché con una sospensione temporanea del consiglio i capigruppo sono venuti alla decisione di adottare un documento da sottoporre all'impresa dove si richiede la costruzione di parcheggi interrati sotto l'edificio scolastico, ovviamente a costo zero per il Comune. Non voglio dilungarmi oltre, le motivazioni descritte mi sembrano sufficienti per giustificare all'opinione pubblica la nostra attuale posizione in merito all'approvazione in prima lettura del PPE ex Borma, decisione che potrebbe essere da noi stessa modificata in seconda lettura sempre che l'amministrazione ci dia gli elementi da giustificare il nostro cambiamento. Tutto questo per dimostrare che la politica della Lega come sempre, anche se all'opposizione, è una politica sì incisiva ma nello stesso tempo costruttiva e coerente con gli obbiettivi prefissati".
Bernardino Bosio "Edilizia privata e commercio: cose da non credere!"
Acqui Terme. Ci scrive Bernardino Bosio, portavoce Lega Nord - Lista Bosio:
"Egregio Direttore, la Lega Nord, unica forza politica locale che fa opposizione in città, chiede la Sua disponibilità per intervenire sul settimanale L'Ancora da Lei diretto con più interventi. Come i lettori avranno modo di leggere, il consigliere Ratto Vittorio ha voluto rimarcare le motivazioni relative al voto contrario in Consiglio Comunale, per la delibera urbanistica dedicata al PPE ex Borma; mentre come Lega Nord desideriamo aprire gli occhi degli Acquesi sul disastro politico amministrativo che da tempo regna in città. La situazione più critica riguarda le decisioni dell'amministrazione relative allo sviluppo futuro di Acqui Terme. Come detto nei nostri interventi in consiglio Comunale e come più volte ribadito sulle pagine del Vs. settimanale l'evoluzione della città è basata esclusivamente sull'edilizia privata e sul commercio, peccato che tutto questo sia in mano ad una "intellighenzia", nemmeno troppo occulta, che in città fa "quello che gli interessa". Partiamo dal PPE ex Borma: le decisioni della giunta Rapetti si muovono attorno alla promessa della costruzione della scuola media. In realtà più che un PPE si può considerare una PPF (Presa Per i Fondelli) in quanto il promotore, impresa importante di Acqui, per candeggiare le coscienze di chi ha accolto la proposta di questo intervento urbanistico, il PPE ex Borma e di chi conseguentemente lo ha votato, costruirà lo scheletro della scuola fino all'ultima soletta, ma senza tetto. Non è la prima volta che l'argomento è trattato in Consiglio Comunale; i consiglieri della Lega Nord, scandalizzati dalle prime proposte dell'imprenditore, hanno creato le condizioni affinché anche la maggioranza comprendesse che l'ubicazione della scuola era a dir poco indecente. Per rimediare a questa situazione oscena, la giunta, ha avviato delle trattative che per bocca dell'assessore all'urbanistica e del sindaco, hanno avuto risvolti particolarmente difficili causa la contrarietà dell'impresa costruttrice e, a distanza di qualche mese, l'argomento viene riproposto, con una nuova localizzazione degli edifici destinati ad ospitare la scuola media e il nuovo asilo (in sostituzione di quello vecchio, posto sotto Passeggiata Piola).
L'impresa sembra rinunciare ad un palazzo, ma ottiene un piano in più per gli altri non perdendo nemmeno 1 metro quadro di residenza, per un totale di 400/450 alloggi circa.
Tutto è bene quel che finisce bene? Ad un osservatore distratto parrebbe di sì, ma non è così. Sempre grazie ad una delibera "maliziosa": l'adozione del nuovo Piano Commerciale, proposta subito prima dall'assessore al commercio e deliberata, alla bisogna, anche immediatamente esecutiva, l'area commerciale della Borma che, con il vecchio piano commerciale, era di difficile realizzazione e collocazione commerciale viene utilizzata al meglio e fatta aumentare di valore, (per mia stima può aggirarsi attorno ai 6/8.000.000,00 di €). Per mia formazione personale sono soddisfatto quando un imprenditore ha dell'utile, ma ritengo, pur non essendo comunista, che il lavoro ed il relativo reddito, dipendente da decisioni comunali e dai relativi atti amministrativi debbano mettere tutti nelle stesse condizioni, purtroppo con le delibere di urbanistica delle giunte Rapetti si è fatto l'esatto opposto. Ad Acqui Terme nei prossimi anni ci sarà sicuramente un immobiliarista che costruirà nuovi alloggi, forse anche più del fabbisogno, ma ci saranno anche altri imprenditori acquesi che, di conseguenza, rimarranno senza lavoro o le loro possibilità sul mercato locale saranno minime. Non è la prima volta che questa maggioranza favorisce la stessa impresa a scapito di altri e non penso sia un caso. Ma non è tutto, la giunta Rapetti, ha in modo "partecipe" illuso anche l'Associazione Commercianti, presentando il nuovo Piano Commerciale come una riduzione di superfici destinate a centri commerciali. Sulla carta è stata presentata per il PPE ex Borma una riduzione da mq 10.000 a 7.200; omettendo magari di dire ai commercianti acquesi che, con il piano precedente, la localizzazione L1 avrebbe avuto molte difficoltà di costruzione e collocazione sul mercato, mentre oggi con il nuovo piano lo spostamento della stessa consentirà di inserirla in un contesto valorizzato che la farà diventare appetibile ed interessante, un nuovo supermercato concorrente in centro per i negozi acquesi! Non sarà l'unico, dopo il mio licenziamento dal comune, la giunta Rapetti ha creato le condizioni per far sì che, in regione Martinetti, possa aprirsi un grande IPERCOOP, ma, non contenta di questo, con il nuovo piano commerciale, ha autorizzato anche un nuovo supermercato, non alimentare, presso il Palladium, globalmente Rapetti dal 2003 al 2012, a fine mandato, farà sì che ci siano ben 25.000 metri di distribuzione moderna concorrenti in più per i nostri commercianti!".
VOTO PROVINCIALE
Gianfranco Ferraris risponde ad Augusto Vacchino
Acqui Terme. Gianfranco Ferraris risponde ad Augusto Vacchino a proposito delle riflessioni su elezioni provinciali:
"L'intervento di Vacchino, acuto e velenoso, mi stimola alcune riflessioni sulle recenti elezioni provinciali. Innanzi tutto, vorrei dire a Vacchino che ha fatto bene a votare per il centro sinistra, pur con tutti i limiti della situazione locale e nazionale, e quindi di non rammaricarsi.
Nei giorni seguenti le elezioni ho pensato: meno male che ci sono Novi e Ovada, le nostre roccaforti, e meno male che c'è anche Acqui, dove abbiamo avuto una bella vittoria.
Nel territorio acquese il PD ha ottenuto un buon risultato alle provinciali, anche se alle europee ha perso circa 8 punti rispetto alle politiche dell'anno scorso.
In questa campagna elettorale mi sono impegnato molto e ricordo con piacere la soddisfazione delle persone che ci hanno creduto sinceramente.
Alla vittoria sono seguiti giorni di delusione, a causa della mancata nomina di un assessore acquese, evento che Acqui vive con un sentimento di frustrazione, a mio parere dovuto a questi motivi:
- La formazione della giunta provinciale è molto complessa; la nostra provincia conta 7 centri zona e la coalizione a sostegno di Filippi era formata da 9 liste (tra grandi, piccole, e apparentate), per cui dare una rappresentanza adeguata a tutte è obiettivamente difficile. A questo proposito ricordo che se al primo turno il PD ha ottenuto il 23,91% e l'intera coalizione di Filippi il 43,33%, è comprensibile che al PD vengano assegnati 5 assessorati su 10.
- La mancanza di una rappresentanza politica acquese ha ragioni profonde e lontane nel tempo. Da quando esistono le Regioni (1970) Acqui non ha mai espresso un consigliere regionale (a parte Andrea Mignone, negli anni '80, che è un acquese anomalo); e quasi mai ha avuto un deputato: in passato, infatti, sono stati eletti ovadesi (Vignolo e Rava), alessandrini (Nespolo), siciliani (N. Colajanni), il pastore valdese (T. Vinaj) e per il centro destra l'alessandrino Malvezzi. Al Senato sono stati eletti solo Icardi e prima Visca.
Anche alle Terme i vari presidenti sono stati ovadesi (Tacchino), acquesi anomali (Mignone) e ora romani (Pistone).
Sembra che ad Acqui esista ancora la mezzadria, dove la nostra città è il mezzadro e il proprietario terriero sta, volta a volta, ad Alessandria o a Torino.
Molti comuni dell'acquese si sono schierati con il centro sinistra, mentre la città di Acqui è stata governata prima dalla Lega Nord e poi dal centro destra; proprio l'anomalia delle giunte acquesi è un fatto che ha contribuito a mantenere la condizione di mezzadria, a cui vanno aggiunti i rapporti "promiscui" tra notabili acquesi ed esponenti provinciali di opposte fazioni.
E' comprensibile che il sindaco Rapetti cerchi di creare divisioni nel campo del centro sinistra, sta a noi evitare che questo tentativo abbia successo.
Nonostante tutto, in questi anni abbiamo fatto un tratto di strada e il risultato delle elezioni provinciali è una conferma.
Resto convinto che il nodo fondamentale è avere un progetto credibile e condiviso con la città, senza di questo ogni sforzo risulta inutile. Stiamo costruendo un progetto, seppure ancora fragile, che si scontra con la mentalità perdente di chi si sente all'opposizione perenne.
Dobbiamo invece proporci come una forza politica capace di amministrare e di essere un'alternativa reale a questa amministrazione comunale, che ogni giorno che passa provoca un danno per la nostra città.
Ora si parla di beghe all'interno del centro sinistra, ma ben più importanti sono gli attriti nel fronte del centro destra, ricordo che se avesse vinto Stradella sarebbero stati eletti consiglieri i leghisti Armino di Mombaldone e Gandini di Orsara; secondo me proprio questa evenienza ha indotto alcuni esponenti del PdL a non impegnarsi a fondo.
Ricordo che, avendo vinto il centro sinistra, esiste una presenza importante di consiglieri acquesi in provincia: Pettinati di Cartosio e Ottria di Rivalta; inoltre va ricordato che Icardi ha perso il seggio a causa del sistema elettorale che lo esclude a seguito dell'apparentamento con l'UDC.
La mancata nomina di un assessore acquese negli ultimi cinque anni si è ripetuta almeno tre volte:
- 5 anni fa, quando sembrava che la scelta cadesse sul sottoscritto, e poi è stato preferito il casalese Sandalo. Avevo accettato senza troppo entusiasmo: era un incarico comodo, ma ho preferito dedicarmi ad Acqui. Ma il dato significativo è che nella passata legislatura la zona di Casale era ben rappresentata (il presidente Filippi, due assessori, sei o sette consiglieri), ma questo non è servito né a vincere le elezioni comunali né a conseguire un buon risultato alle elezioni provinciali;
- 4 anni fa, dopo le elezioni regionali, quando si trattò di sostituire gli assessori Borioli e Rutallo nominati in Regione. In quell'occasione a Ghiazza fu proposto di diventare vice presidente, ma rifiutò per motivi professionali;
- un altro nome che circolò fu quello di Cervetti, ma alla fine non se ne fece nulla e questi fu nominato vice presidente dell'ATC.
Questa volta, ritenevo sinceramente venuta l'ora di far sentire la nostra voce.
Penso anche che la candidatura dovesse provenire da un processo di condivisione con il territorio, come prevede anche il codice etico del PD. Va detto poi che il presidente della provincia ha il potere di nominare gli assessori e avrebbe potuto sceglierli in autonomia; Filippi ha preferito condividere la scelta con gli organi provinciali del partito e qui è nato il cosiddetto "ballottaggio" tra Milietta Garbarino e Maria Grazia Morando.
Come sostiene Vacchino, che la Morando ha perso le elezioni ad Arquata, ma in verità ha perso la lista nella quale era candidata, in quanto lei non era più candidabile a sindaco; se va rispettato il punto di vista acquese, va detto anche che la Morando è stata un bravo assessore alle Politiche Sociali, come unanimemente riconosciuto non solo dal partito, ma anche dagli operatori del settore e dalle associazioni di volontariato, inoltre è stata candidata consigliere e ha ottenuto un ottimo risultato personale. Va da sé, quindi, che buona parte dei circoli della provincia abbiano sostenuto la sua candidatura.
D'altra parte, l'acquese ha conseguito un risultato talmente positivo da essere inaspettato e pertanto aveva buone ragioni per rivendicare un assessorato. Filippi avrebbe dovuto nominarlo direttamente oppure chiedere ai circoli acquesi una rosa di nomi.
Il ruolo di Acqui è sovente influenzato da fattori esterni alla città.
Molti acquesi ricoprono cariche importanti e hanno fatto carriera anche fuori di Acqui, tra questi Guido Ratti, da anni tesoriere del partito, ruolo molto delicato, e di recente anche presidente della società pubblica Energia e Territorio, e proprio questa dicotomia fa sì che si creino equivoci con la sua città di origine.
Ratti ha influenzato indirettamente la vita politica acquese degli ultimi decenni, dall'elezione di Visca al Senato, al ruolo di Gallizzi nel centro sinistra, alle recenti vicende legate alla ventilata nomina di Milietta Garbarino (che, peraltro, ha avuto l'appoggio unanime del coordinamento del PD di Acqui).
La cosa davvero importante è costruire un progetto di città, uscire da queste sabbie mobili che non portano da nessuna parte.
Io stesso, che ho sempre agito con la speranza di cambiare le sorti di Acqui, sono diventato oggetto di attacchi e illazioni di ogni sorta e, anziché essere giudicato per i miei comportamenti politici o di amministratore, sono stato additato come il regista di strategie occulte.
A conti fatti, le buone intenzioni si sono rivelate una scelta masochista, un po' come quella di Vacchino che si definisce un elettore masochista; comunque non rimpiango le scelte di una vita, anche se in questo momento ho la necessità di ripensare al mio futuro.
La domanda è: il funzionamento dei partiti attuali consente alle persone di buona volontà di dedicarsi a un progetto concreto sul futuro della città?
Il cammino, non bisogna illudersi, è ancora lungo. Ad Acqui lunghissimo; ma l'unico modo per arrivare è quello di mettersi coraggiosamente per strada e di non lasciarsi frenare dagli ostacoli frapposti dagli interessi precostituiti".
Milietta Garbarino fa alcune precisazioni sulla vicenda Provincia
Acqui Terme. Emilia (Milietta) Garbarino ci ha inviato questa risposta alla lettera "Le comiche finali " di Augusto Vacchino ed all'articolo di Carlo Ricci, sulla sua esclusione dalla giunta provinciale:
"Gentilissimo Direttore,
Le domando di volermi concedere uno spazio tra le pagine del Suo giornale per un intervento, questa volta a titolo personale e non come consigliere comunale di opposizione - per una breve precisazione alla lettera, a firma di Augusto Vacchino e all'articolo di Carlo Ricci pubblicati sull'ultimo numero de "L'Ancora" (pag. 7).
Nella lettera dell'amico Pinuccio Vacchino la mia mancata nomina alla carica di assessore provinciale viene interpretata come un gesto "dell'intellighentia acquese del PD in funzione anti-Rava". Lo stesso fatto, dalle parole di Ricci, sembrerebbe invece l'esito di una macchinazione "dall'alto", da parte dello stesso Presidente Paolo Filippi e della segreteria provinciale del Partito Democratico, dal momento che il PD acquese non avrebbe "santi i paradiso".
Tengo a precisare, con nettezza, che la mia candidatura è stata avanzata - nell'ambito delle prerogative che la legge attribuisce al Presidente della Provincia - proprio da Paolo Filippi, e successivamente sottoposta alle valutazioni del coordinamento del PD acquese. La mia candidatura non è sorta in antitesi, ma in alternativa a quella dell'assessore (e vice-presidente) uscente Maria Grazia Morando. In giunta sarei entrata certo non per ambizioni personali (sarebbe stato un onore, ma anche un grande onere), ma con l'obbiettivo di dare rappresentanza alle donne e a tutti i cittadini di Acqui e dell'Acquese, mettendo a disposizione competenze che ho potuto acquisire attraverso la mia attività professionale e politica.
La delusione espressa da Vacchino e da Ricci e da altri, per questa occasione sfumata è condivisibile, ma la loro ricostruzione dei fatti è inesatta. La scelta finale è ricaduta sulla dottoressa Maria Grazia Morando per varie motivazioni, soprattutto con l'intento di dare continuità all'operato di un'amministratrice che ha agito con grande competenza e rettitudine, come io stessa ho avuto modo in più occasioni di apprezzare anche personalmente (ad esempio quando - qualche mese fa - partecipammo, in grande sintonia, insieme con l'assessore comunale Anna Leprato al convegno sulle Pari Opportunità). È ingeneroso non riconoscerlo. Filippi, dunque, non ha "tramato" in seguito per escludermi dall'incarico a cui lui stesso mi aveva proposto.
Da parte mia, inoltre, non c'è stato alcun "gesto di cavalleria femminile": smentisco di essermi prestata a coprire "complotti" inesistenti da parte del PD acquese contro il PD provinciale rinunciando all'incarico.
Rimane un aspetto politico, sul quale dovremo forse fare ancora una riflessione. Benché la nuova giunta sia in grado di operare a vantaggio di tutto il territorio provinciale a dispetto dell'origine di ciascun assessore, si deve riconoscere che l'Acquese ha perduto l'occasione di far sentire direttamente la propria voce (prescindendo che fossi io o qualcun altro, meglio di me, a farlo). A livello locale, forse, noi del Partito Democratico non siamo stati in grado di cogliere nel modo migliore questa chance mostrandoci poco reattivi e disuniti. Sia livello nazionale sia a livello locale, il nostro è un partito "plurale" costituito da varie "anime", e qualche personalismo (che forse andrebbe evitato), eredi di storie differenti che cercano di trovare una compiuta armonia in nome di un progetto comune e talvolta questa armonia si interrompe. Tuttavia il PD dovrà andare avanti nel suo cammino e proporre un'alternativa di governo seria per la nostra Città e per l'Italia. Spero che le numerose persone che in questi giorni mi hanno dimostrato sostegno, simpatia, stima e apprezzamento (a cui sono personalmente grata) accettino di partecipare alla costruzione di questo progetto politico, soprattutto a livello locale. Ringrazio Vacchino e Ricci che mi hanno dato l'opportunità di fornire questo chiarimento e Lei, signor Direttore, per l'ospitalità".
Adriano Icardi: "Apparentarsi con l'Udc errore politico"
Acqui Terme. Ci scrive il prof. Adriano Icardi. a nome della Segreteria dei Comunisti Italiani della sezione "Camilla Ravera" di Acqui Terme:
"Il Presidente Paolo Filippi ha giurato, ha preparato il programma e presentato la Giunta provinciale.
Il primo Consiglio è stato convocato ed espletato con tutti i riti e le nomine, che prevede la prassi istituzionale.
A questo punto, è lecito e logico fare le nostre osservazioni critiche.
I Comunisti Italiani della sezione "Camilla Ravera" di Acqui Terme (cento iscritti e più di mille voti) ringraziano le elettrici e gli elettori, i numerosi compagni e simpatizzanti che hanno espresso il loro sostegno e il loro voto nelle Elezioni europee e provinciali del 6-7 giugno scorso.
Nel ballottaggio del 21-22 giugno i Comunisti Italiani hanno indicato di votare il simbolo del Partito, che ha ottenuto migliaia di consensi in tutti i seggi della Provincia.
Considerano in modo assai positivo la vittoria e la riconferma di Paolo Filippi a Presidente della Provincia con il 51,3%, ma considerano nello stesso tempo un errore politico l'apparentamento con l'U.D.C., che ha eliminato e cancellato il seggio dei Comunisti Italiani dal Consiglio Provinciale, l'istituzione più prestigiosa ed importante di tutta la Provincia.
Ritengono questo un fatto gravissimo, che non era mai avvenuto nella storia politica italiana in nessuna elezione, dal 1946 ad oggi.
Il seggio del collegio di Acqui Terme, conquistato con il voto democratico dei cittadini, con un consenso ben oltre il 5%, uno dei risultati migliori a livello nazionale, non poteva e non doveva essere cancellato da nessun accordo di apparentamento e non può essere equiparato a nessun assessorato, calato dall'alto come un regalo, quasi sempre per coloro che non vengono mai eletti.
Bastava un accordo politico, forte e sincero, senza apparentamento, su cui eravamo tutti favorevoli.
Per questo, pur soddisfatti dalla vittoria di Filippi, a cui i Comunisti hanno dato un sostegno totale e disinteressato, vedono la cancellazione del seggio come una scorrettezza imperdonabile ed ingiustificabile e biasimano l'atteggiamento piuttosto spregiudicato e cinico di Filippi, che ha trattato un alleato storico e corretto per lunghi anni come merce di scambio, privandolo del seggio e diminuendo di un voto la maggioranza (18 invece di 19 seggi su 30).
La politica si deve sempre basare sui grandi ideali e sui valori morali, sulla ricerca dell'uguaglianza e della giustizia sociale, sulla correttezza, la trasparenza e la Questione Morale, come ci ha sempre insegnato Enrico Berlinguer, ma anche sul consenso ed il voto di tutti i cittadini, che vanno sempre stimati e rispettati, a qualunque partito appartengano.
Personalmente, pur derubato del seggio, vinto con i voti di tante elettrici ed elettori, continuerò a far politica a tempo pieno, seguendo gli ideali della mia giovinezza e della mia vita, quegli ideali di giustizia, di solidarietà e di impegno sociale, che hanno permesso il riscatto di milioni di donne e di uomini in Italia e nel mondo intero.
Infine, desidero ringraziare il nuovo Presidente del Consiglio Provinciale, Giovanni Barosini, per le parole cortesi e gentili nei miei confronti.
La politica è fatta di grandi divisioni e differenze ideali e culturali, ma anche di stima reciproca tra le persone".