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NewCo. e Terme: ma cosa succede?

  Acqui Terme. Ci sono parecchi dubbi sulla vicenda NewCo. e Terme di Acqui. I dubbi nascono soprattutto dalle scarne notizie che trapelano e dalle voci che in questi casi sorgono spontaneamente un po’ dovunque. Tralasciando voci ed illazioni ci atteniamo a documenti in proposito. Il primo è dell’associazione albergatori di Acqui Terme e recita così: «Constatiamo amaramente che non solo non abbiamo ricevuto alcuna risposta dalle Terme di Acqui S.p.A. in merito ai numerosi temi posti all’attenzione dell’opinione pubblica riguardo la costituenda NewCo., ma anche che, salvo qualche blando accenno ad interessarsi della vicenda, nessuna forza politica ha preso una posizione chiara su un problema ben più importante di molti altri, che invece occupano spesso la scena ed aprono numerosi dibattiti. Nonostante tutto non abbiamo assolutamente intenzione di rassegnarci e quindi abbiamo continuato ad indagare, scoprendo alcuni aspetti interessanti riguardo la SIF S.p.A, società intenzionata ad acquisire una partecipazione di maggioranza nel capitale della NewCo. che, una volta costituita, gestirà tutte le attività delle Terme di Acqui S.p.A. con un diritto di superficie di 50 anni sulle proprietà immobiliari. Prima di tutto abbiamo reperito la visura camerale e l’ultimo bilancio depositato della SIF S.p.A., dove si può rilevare, oltre ad un notevole passivo dello stato patrimoniale, che quasi il 98% del capitale sociale è detenuto dalla Sif Holding Società Anonima con sede in Lussemburgo.
Abbiamo quindi estratto l’ultimo bilancio depositato della controllante Sif Holding Società Anonima e la sua visura al registro del commercio e delle società del Lussemburgo. Ovviamente, trattandosi di una società anonima, questa visura non riporta alcuna informazione riguardo gli azionisti, ma si può notare che la società incaricata come revisore dei conti ha sede alle Isole Vergini Britanniche, mentre dal bilancio si può rilevare un indebitamento piuttosto cospicuo. L’approfondimento da noi realizzato evidenzia una struttura di gestione immobiliare di patrimonio proprio e di terzi domiciliato prevalentemente in stati come il Lussemburgo, comunemente definiti come paradisi fiscali, dove la legislazione locale permette la costituzione di società anonime, di cui non è possibile risalire alla reale proprietà. La forma di società anonima dovrebbe quindi richiamare gli enti pubblici, che detengono la quasi totalità delle quote azionarie delle Terme di Acqui S.p.A., ad una tutela reale, soprattutto nel momento della costituzione di una società destinataria anche di risorse pubbliche. Infatti la Corte dei Conti ha sempre espletato una funzione di deterrenza e di controllo per gli amministratori pubblici, i quali si devono rendere consapevoli che le pubbliche funzioni debbono essere svolte con la diligenza del buon padre di famiglia, cioè con quel complesso di cure e di cautele che l’amministratore pubblico deve impiegare per osservare i propri compiti, i quali sono finalizzati alla soddisfazione delle esigenze della collettività, che in sostanza fornisce le risorse finanziarie necessarie per l’amministrazione. In pratica, quale persona di buon senso affiderebbe mai la gestione di tutte le proprie attività ed i suoi beni immobili per 50 anni a qualcuno che non conosce?».
L’associazione albergatori in un secondo documento pone 10 domande:
  1. Quanto verrà pagata la quota di maggioranza della NewCo. e di quale percentuale sarà?
  2. Quale sarà l’investimento complessivo previsto nel piano industriale ed il capitale sociale della NewCo.?
  3. Quali clausole, con penali assistite da garanzie reali, sono previste affinché tali investimenti siano certamente realizzati?
  4. Di quali risorse finanziarie pubbliche beneficerà la NewCo. e chi sono gli azionisti della società controllante lussemburghese?
  5. Ogni alienazione immobiliare sotto qualsiasi forma è stata vietata per tutta la durata del contratto e con quali vincoli viene concesso un diritto di superficie su tali proprietà?
  6. La NewCo. ha la facoltà di concedere a terzi lo sfruttamento delle acque termali?
  7. Sono stati vietati i cambi di destinazione d’uso e quali vincoli sono stati posti circa i periodi di apertura degli stabilimenti termali, delle beauty farm e degli alberghi?
  8. Sono stati posti vincoli affinché vengano garantiti, a costi concordati, tutti i servizi degli stabilimenti termali e delle beauty farm anche agli altri alberghi a parità di condizioni?
  9. Verrà garantita la presenza, a costi concordati, sul listino prezzi delle Terme di Acqui a tutti gli alberghi, oltre alla possibilità di continuare ad avere i prodotti termali e le linee cortesia a base di acqua termale?
  10. Quali garanzie reali sono state predisposte per tutte le eventuali inadempienze?

Il secondo è il consigliere regionale del Pdl, Ugo Cavallera, che ha presentato un’interpellanza urgente.
“La Regione, azionista di maggioranza della società Terme di Acqui, dovrebbe assegnare la gestione del complesso termale e turistico di sua proprietà attraverso la creazione di una “NewCo.” - spiega l’esponente azzurro - per coinvolgere nel progetto anche risorse private finanziarie e manageriali. Tuttavia, a distanza di sei mesi dall’effettuazione della gara pubblica, l’assegnazione non è ancora avvenuta e tutto il progetto per il rilancio del polo termale di Acqui è fermo”. Cavallera ha quindi domandato alla Giunta regionale come intenda procedere per sbloccare la situazione e quali indicazioni abbia fornito agli amministratori della società termale sia per quanto riguarda le strategie di sviluppo delle terme sia per la scelta del partner privato. “Questo ritardo nell’assunzione di decisioni è preoccupante - prosegue il consigliere - considerando l’importanza dello sviluppo turistico-termale per la città e per tutto il territorio acquese, che peraltro ha visto in questi ultimi anni l’impegno dei privati e degli enti locali per la valorizzazione infrastrutturale e ricettiva della zona. La precedente amministrazione della società Terme di Acqui ha realizzato già alcuni risultati positivi. Per non vanificarli però è necessario che la Regione non frapponga ulteriori indugi e metta a punto un più incisivo intervento di riqualificazione di tutto il sistema termale pubblico, procedendo con decisioni valide e opportune”. (red. acq.)

 

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