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Il flamenco chiude le danze acquesi

  Acqui Terme. Lo spettacolo di musica, canto e danza flamenca «Ritmo flamenco... emozioni in musica», portato sulla scena del teatro «Verdi» di piazza Conciliazione nella serata di domenica 2 agosto concluderà le rappresentazioni del 2009 del Festival internazionale di danza «Acqui in palcoscenico».
La Compagnia è formata da Monica Morra, Claudio Javarone, Andrea Lamberti, Valentina Caiazzo, Simona Del Giudice, Rosanna Del Re, Rosanna Mazziotta, Silvia Moiani, Francesca Pennecchi, Marta Pocorobba e Sabrina Zuccarello.
La musica, eseguita dal vivo da Marco Perona e Nuccio Nobile (chitarre), Erika Scherl (violino), Josè Salguero (cantante). Direzione artistica di Monica Morra e Claudio Javarone.
«Ritmo Flamenco... emozioni in musica», è un percorso ritmico, tecnico e stilistico, ma soprattutto un viaggio emozionale, attraverso la forma più tradizionale di espressione flamenca.
Nella rappresentazione non si pretende di raccontare una storia, ma ci si limita a ripercorrere umilmente un cammino, tracciato da predecessori ben più autorevoli, attraverso le molteplici sensazioni suggerite dalle tipologie differenti degli stili, conducendo lo spettatore ad assaporarle attraverso la musica, la voce ed il movimento.
Il Flamenco ha rappresentato alle sue origini l’unica modalità di espressione di un popolo per il quale il canto, la musica e la danza erano parte integrante della vita quotidiana, fino a diventarne segno di identità culturale. Attualmente quest’arte così vasta e complessa, che non è solo un concentrato di tecnica ma che nasce e rimane soprattutto un modo di sentire e di esprimersi, si inserisce come elemento rappresentativo di una cultura in perenne evoluzione.
È un’arte ricca, completa ed attuale perché supportata da una ricerca tecnica, stilistica ed emotiva che oggi ha raggiunto livelli molto elevati, ma in cui è ancora estremamente importante la forza interpretativa, che spesso prescinde dalla bellezza estetica.
Nel Flamenco di oggi, come in ogni altra forma d’arte contemporanea, c’è necessità di fusione con altri generi, la cosiddetta contaminazione (sia che si parli di danza, di musica o di canto) e dunque c’è ricerca accurata, ma largo spazio viene ancora dato all’improvvisazione; e soprattutto, a prescindere dalla matrice culturale e dalla moda di oggi che troppo spesso ci vuole neutri ed asettici sulla scena, è ancora una forma autentica, sincera e spontanea di esprimere sentimenti primordiali ma pur sempre attuali, come la gioia, il dolore, la passione.
I “semplici” temi del flamenco, la vita, l’amore e la morte, ci toccano universalmente e ci portano ad apprezzarne le rappresentazioni, che siano più o meno raffinate e ricercate nella modalità di espressione e dunque più o meno vicine al gusto contemporaneo.

 

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