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La NewCo. ha fatto flop ed ora
le Terme di Acqui sono in vendita

  Acqui Terme. La NewCo. ha fatto "flop", la trattativa si è risolta in un insuccesso rispetto alle attese, e sulle Terme di Acqui la Regione Piemonte, presieduta da Mercedes Bresso, ha scritto "Vendesi". La notizia di alienare le Terme attraverso la cessione dell'80% circa delle azioni possedute, per la gente è stata come ricevere una mazzata sui denti. L'opinione pubblica è rimasta allarmata e intimorita come poche altre volte. "Vendesi" al miglior offerente il comparto termale come se fosse un'auto usata o una forma di stracchino, che da un momento o l'altro è da buttare. "Vendesi", ma il ricavato come impiegarlo? Serve per tappare i buchi di molti settori del bilancio regionale? O per rimpinguare altre stazioni turistiche e termali? Parlando della NewCo., visto che la "leggenda" è continuata, senza sbocco, da almeno tre anni e nonostante due bandi di concorso nessuno aveva aderito positivamente (salvo poi un privato), nella successione degli anni di mancata attuazione di un accordo, perchè non persuadersi che la medesima NewCo. poteva essere un'idea quasi impossibile da realizzare e pertanto si doveva agire di conseguenza?
La Regione Piemonte, vista la complessità della situazione, perchè ha rinunciato a pensare, ed aveva quasi tre anni di tempo a farlo, che per una procedura così complessa e delicata come quella della ricerca di un partner privato al quale affidare la gestione delle strutture alberghiere e termali di Acqui Terme, era necessario l'apporto di manager con i baffi e del coinvolgimento dell'opinione pubblica?
E poi, perchè "secretare" al massimo i termini della trattativa (visibili, pare a poche persone, si dice non più di due o tre) dimenticando che i cittadini e gli imprenditori acquesi hanno sicuramente il diritto di essere informati? Sul problema è giusto aprire un dibattito. (red. acq.)

Per il prof. Icardi la vendita delle Terme è un dictat dall'alto

Acqui Terme. Per la Segreteria del Partito dei Comunisti Italiani di Acqui Terme il prof. Adriano Icardi interviene sulla vendita delle Terme definendola "dictat dall'alto senza confronto con la città".
"La proposta della Presidente della Regione Mercedes Bresso di vendere le Terme ad un gruppo privato senza nessun confronto con la città, sembra un dictat autoritario calato dall'alto, da chi detiene il potere e detta le regole.
Se la NewCo., la nuova società che doveva portare linfa fresca ed abbondante al termalismo acquese, non ha dato esito positivo, ci sarà pure qualche responsabilità da parte del Consiglio di Amministrazione e soprattutto qualche argomento da rivedere, senza affermare che non va bene nulla e che l'unica probabilità di sviluppo è la privatizzazione selvaggia.
Il patrimonio termale di Acqui, che ha oltre duemila anni di storia, è sempre stato un termalismo pubblico, con il controllo scientifico e sanitario delle cure, che ha permesso ad Acqui Terme di diventare una città di livello europeo e internazionale. Anche nei momenti più difficili, negli anni Sessanta e Settanta del Novecento, il ruolo della città è sempre stato di alto livello, soprattutto nel settore curativo e sanitario, che è la base di un vero, autentico termalismo e non di surrogati tipici di piccole località, che hanno una fonte e la tengono aperta al pubblico per poche settimane all'anno. Oggi, è tutto cambiato, probabilmente il mondo globalizzato richiede iniziative ben diverse in molti settori, ma la sanità, anche quella termale, deve rimanere molto qualificata e, quindi, ben salda in mano pubblica.
Lo avevano ben compreso anche i Gonzaga di Mantova, che nel Seicento, quando divennero i padroni del Monferrato, fecero di Acqui la città più bella e prospera, sviluppando le terme al massimo grado. Ed Acqui allora era definita "fedelissima dei Gonzaga" per la qualità delle terme, la bellezza della città ed il fascino delle colline circostanti.
Chiediamo alla Presidente della Regione che, prima di decidere la vendita ai privati, discuta con la città, in primo luogo con il Comune, ma anche con la Provincia, con gli alberghi, che sembrano ben disponibili, con i sindacati, ed apra un confronto ed un dibattito franco e sincero con la cittadinanza, perché le Terme rappresentano sanità, economia e turismo soprattutto, ma anche un grande patrimonio della comunità acquese, un patrimonio così straordinario e ricco anche in campo artistico ed architettonico, da diventare patrimonio dell'umanità tutelato dall'Unesco".

Per Ezio Cavallero l'unica soluzione è aprire ai privati

Acqui Terme. Ezio Cavallero, ex membro del C.d.A. Terme di Acqui S.p.A., consigliere comunale del Partito Democratico interviene sulla fine della NewCo.:
"Brava Presidente Bresso. Finalmente parole chiare. È risaputo che l'azienda Terme soffre di una situazione dove, a fronte di un modesto fatturato (€ 4.600.000,00 circa), vi è un patrimonio immobiliare rilevante, in grande parte inutilizzato a fini produttivi ed a qualsiasi altro scopo, che genera costi.
Cosa si doveva fare allora per rendere appetibile la New Co. per un socio privato? Si doveva mettere in disponibilità la maggiore parte del patrimonio, in modo da permettere operazioni immobiliari che portassero ad un riduzione dei costi e proventi dalle dismissioni da investire in ristrutturazioni della parte utilizzata a fini produttivi. Ciò non è stato fatto e la NewCo. non si è concretizzata, anche se era una buona idea.
Oggi la Regione dice, per bocca del Presidente, che metterà in vendita le Terme. Forse è l'unica soluzione, ma già le parole di commento del Sindaco Rapetti che esprimono la volontà di controllare, mantenere, ecc. ecc. rischiano di fare scappare anche quei pochi imprenditori interessati alle Terme di Acqui. Sarebbe la rovina.
Di tutte le soluzioni la peggiore è mantenere la gestione pubblica dell'azienda.
Lo dico anche per esperienza personale. Quando si insediò il primo C.d.A. a presidenza dell'avv. Pace, di cui ho avuto l'onore di fare parte, la gestione interna degli alberghi era in forte perdita, affidando ai privati la gestione alberghiera questi riuscirono a portare l'attività in pareggio, in un solo anno, pagando un rilevante canone alle Terme di Acqui S.p A.
Continuare con il sistema pubblico significa procedere con continue perdite, più o meno rilevanti, e con poche prospettive.
Il Presidente Bresso, sempre nell'intervista rilasciata il 13 agosto, ha, inoltre, dichiarato che il ricavato della vendita sarà reinvestito in Acqui. Ciò è importante perché con queste risorse si potranno fare alcuni interventi utili allo sviluppo come, ad esempio, realizzare i parcheggi per il nuovo (costosissimo) centro congressi, costruire il secondo ponte sulla Bormida per alleggerire il traffico sul ponte Carlo Alberto e per ridurre i veicoli in transito nella zona Bagni. Certo la NewCo. sarebbe stata la soluzione migliore, ma la poca lungimiranza, lo spirito conservativo ed autoreferenziale che contraddistingue noi di Acqui ci porta sempre a mancare gli appuntamenti con lo sviluppo".

Gli albergatori sono pronti a collaborare

Acqui Terme. L'Associazione Albergatori di Acqui Terme ha scritto una lettera al Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso in cui analizza le prospettive di sviluppo per le Terme di Acqui S.p.A.
Nella lettera tra l'altro si legge: "Siamo sinceramente dispiaciuti per il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati nel bando per la NewCo. Abbiamo guardato al progetto con attenzione e sinceramente anche con qualche perplessità sull'esito di tale operazione, soprattutto per le grandi aspettative che si celavano dietro a questo piano, generate sicuramente dal desiderio di un rilancio efficace di quello che è il motore dell'economia acquese. [...]
In questo momento occorrono la serenità, la concordia e la chiarezza necessarie per riformulare gli obiettivi di un piano di sviluppo industriale preciso, fattibile e lungimirante. Sarà così possibile individuare senza errori i soggetti e le strategie appropriate per raggiungere quello che deve essere il fine comune della Regione, del Comune, delle Terme e delle aziende turistiche che rappresentiamo, in modo che questa città ritrovi l'orgoglio della sua economia primaria.
La nostra associazione, nel caso il cui la Regione Piemonte decidesse di cedere le proprie quote azionarie, è pronta a svolgere pienamente il suo ruolo di protagonista per dare qualità ed incisività all'azione di sviluppo imprenditoriale da tempo ricercata, partecipando direttamente alla gestione del complesso termale, con la costituzione di una propria società, al fianco di un partner di riconosciuta affidabilità e solidità finanziaria, da noi già individuato, a cui metteremo a disposizione tutta la nostra esperienza professionale, unitamente ad una reale conoscenza del territorio e del settore turistico alberghiero".

 

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