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La morte di Giannino Minetti: Morsasco ricorda il suo parroco |
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Morsasco. È morto due ore prima del trentottesimo anniversario del suo arrivo a Morsasco: don Giannino Minetti era arrivato in paese nel 1971, proprio il giorno della festa patronale di San Bartolomeo, e con la sua opera pastorale ha lasciato un segno profondo sulla comunità morsaschese. In paese tutti i parrocchiani lo ricordano sottolineandone la fermezza, la lucidità e la coerenza.
Non appena appresa la notizia del decesso del parroco, il sindaco Luigi Scarsi, in pieno accordo con la Pro Loco, ha ritenuto opportuno sospendere tutte le manifestazioni indette in occasione della patronale, proclamando due giorni di lutto cittadino. "Ci è sembrato subito doveroso nei confronti del nostro parroco - spiega il primo cittadino - Don Minetti era un'istituzione qui a Morsasco - commenta il sindaco Luigi Scarsi - e in questi anni si era fatto apprezzare per la grande attenzione rivolta alle famiglie e per le sue omelie, mai banali e sempre molto dirette, schiette. Ci mancherà". E Maria Enrica Gorrino ha così commentato "Vorrei essere io a nome di tutta la popolazione morsaschese a darLe l'ultimo saluto per la sua dipartita da noi, come la mia nascita, 38 anni fa, fu la prima a salutare il suo arrivo in paese... abbiamo voluto ricordarla con la musica che Lei ha tanto amato e le vogliamo dedicare la poesia di Paulo Coelho 'Le cose che ho imparato dalla vita', che mi sembra ripercorrere questi anni insieme in una sorta di dialogo con la gente: un ultimo insegnamento di vita sicuri che Lei anche se non presente con il corpo ci seguirà sempre nel nostro cammino!". Lo scorso anno, quando il paese aveva celebrato il suo sessantesimo anno di sacerdozio, nella sua omelia aveva detto: " la strada è tanto lunga e tanto dura, ma con il Signore nel cuore non ho paura. Io non ho mai avuto paura e non mi sono mai sentito solo, perché c'è Cristo e ci siete voi": non si trattava di parole di circostanza, e la conferma è arrivata nel momento più difficile, quello della malattia che lo ha condotto alla morte. "Era consapevole delle proprie condizioni, ma era pronto ad affrontare questo viaggio, tanto che non ha voluto alcun calmante, ha scelto di rimanere lucido anche nel momento del dolore", racconta Claudio Vergano, presidente della Pro Loco, che con don Minetti aveva un rapporto molto diretto. "L'ho conosciuto circa due anni fa, e posso dire che con lui il rapporto è sempre stato improntato alla massima collaborazione e al rispetto reciproco: aveva un'immagine positiva della nostra associazione e di lui posso parlare solo bene". Addolorato è anche Antonio Checchin, presidente dell'altra associazione morsaschese, "MorsascoEventi", e membro del Consiglio comunale. "Io sono arrivato in paese nel 1976, e lui era già qui da cinque anni. Non ho mai avuto con lui un rapporto stretto, ma era un punto di riferimento per il paese: era un uomo riservato ma anche di grande dirittura morale e di grande coerenza. Mi dispiace che sia morto". Ma è fra la gente comune, fra i parrocchiani, che la traccia lasciata da don Minetti emerge con maggiore evidenza. L'immagine è quella di un uomo dotato di forza d'animo, fermezza, un prete energico. "Era molto attento ad aspetti come la morale, il decoro e il rispetto, in particolare per quanto concerne la funzione religiosa: non di rado accadeva che riprendesse pubblicamente dal pulpito le persone che non ascoltavano in silenzio la funzione. Sotto certi aspetti poteva apparire fin troppo rigido, ma ha sempre cercato di dare il buon esempio con le proprie azioni". (M.Pr) Don Giannino Minetti
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