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In mostra a Cassine le tele di Benzo e Pelizzari

 
Cassine. Si aprirà sabato 12 settembre, e resterà visitabile fino a domenica 11 ottobre, nella chiesa di San Francesco a Cassine, la mostra di pittura intitolata "Pellizzari e Benzo - Il sentimento fra naturalismo del paesaggio e ritratti pittorici". La rassegna, inserita nell'ambito del progetto "Cassine - Terra di Storia, Storia di Terra", finanziato dalla Regione Piemonte, ospiterà le opere di Francesco Pellizzari, Giulia Pellizzari e Guglielmo Benzo, pittori vissuti a Cassine fra la seconda metà dell'Ottocento e la prima metà del Novecento.
La mostra, munita di catalogo edito dalle Impressioni Grafiche di Acqui Terme e curata dall'assessore alla cultura Sergio Arditi, è costituita da oltre cinquanta opere che denunciano qualità tecnica e buon mestiere, sono di ottimo gusto coloristico e compositivo.
L'essenza dell'attività dei tre artisti era cogliere quello che li circondava, lavorando attorno al paesaggio, ai sentimenti, agli affetti famigliari, alla vita di ogni giorno nei salotti di casa o all'aria aperta e nei ricordi di viaggio; "la loro opera nel suo insieme - spiega Arditi - contribuisce a costituire una stagione pittorica irripetibile come il tempo che fu, e per certi aspetti alcune tele paiono tratteggiare le "buone cose di pessimo gusto" di un leggendario ambiente gozzaniano".
Le opere di Francesco Pellizzari (Alessandria, 1839 - Cassine 1936) raffigurano una serie di dipinti della seconda metà del XIX secolo che spaziano dal 1860 al 1892. Francesco percorse tutti i gradi della carriera Superiore Amministrativa del Ministero dell'Interno, svolgendo il suo lavoro a Torino, Firenze, Roma seguendo gli spostamenti delle capitali del neonato Regno d'Italia, ricoprendo sempre incarichi di crescente importanza, sino a divenire Capo Gabinetto sotto il ministero Giolitti. Si ritirò a Cassine nel 1896, dove divenne sindaco e consigliere provinciale
Il suo quadro più antico fu eseguito a Pallanza (1860), attuale quartiere di Verbania sul lago Maggiore. Ancora studente universitario frequentava le sponde del Verbano, forse ospite di Raffaele Cadorna, comandante delle truppe piemontesi per la presa di Roma nel 1870 e della moglie Clementina Zoppi, contessa di origine cassinese e madre del Generale Luigi, a cui Cassine ha dedicato una piazza. Attorno al 1890 datano due lavori con vedute cassinesi: La chiesa di San Francesco e Il Portello, antica porta medioevale che sopravvive ancora oggi. Nel corso dei suoi viaggi e villeggiature in montagna, usava dipingere rasserenanti vedute di villaggi con strade piene di polvere e di casolari, di scorci e vallate alpine piemontesi dipinte tra il 1888 e il 1891.
Di Giulia Pelllizzari (Firenze 1871 - Cassine 1954), figlia di Francesco, sono solo quattro le opere eseguite durante la permanenza con la famiglia a Roma. Sono alcune vedute di Tivoli e della campagna romana.
Guglielmo Benzo (Firenze 1866 - Cassine 1943), proprietario delle "Fornaci Fratelli Benzo di Cassine" insieme al fratello Giovanni, si diplomò all'Accademia di Brera nel 1893. I quadri esposti partono dal 1895 e giungono sino al 1943. Sono costituiti da paesaggi, ritratti e altre figure.
La vena ritrattistica di questo pittore è espressa particolarmente attraverso le immagini dei famigliari, tra cui la cara nipotina Paola. Tra i ritratti degli amici sono presenti quello del pittore genovese Aurelio Craffonara, ma la vera centralità dei suoi modelli è costituita dai ritratti di eleganti signore, modelli di mondanità in cui si fanno più frementi la tecnica ed il colore.
"Sono opere di "Belle epoque" - commenta Arditi - che vanno lette come emblema del contesto socioculturale a cui apparteneva l'artista, tanto da far venire in mente le opere di un tardo Boldini".
Straordinariamente ricco di risorse, il linguaggio del Benzo trae la sua ispirazione ritrattistica nei vari personaggi che ruotavano attorno alla sua casa cassinese, in via 4 Marzo. Visitare diversi posti era per l'artista l'occasione per approfondire la propria cultura e dipingere a contatto diretto con la natura.
Anche egli eseguì paesaggi montani e altri modelli di ambientazione furono vedute lagunari.
Benzo praticò anche una pittura di interni e intimista, quando preferiva ritirarsi fra le pareti domestiche. Pure all'interno viene raffigurata la chiesa di San Francesco (1935), uno studio di prospettiva ove una mistica luce si conferma protagonista.

 

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