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Acqui Terme. Gli appuntamenti delle manifestazioni "Dal Benessere al bellessere" hanno preso il via venerdì 11 settembre, al Movicentro, con una lectio magistralis di Giampiero Mughini, presentato da Piero Amandola. Per lo scrittore, giornalista e personaggio televisivo è stata anche l'occasione di presentare il suo libro "La collezione", editore Einaudi, cento anni di storia culturale ripercorsi partendo da quella che Mughini ha definito una malattia da cui non si guarisce, ma si sopravvive: la bibliofilia.
Il giornalista famoso al grande pubblico per la sviscerata passione per la Juventus, il pubblico presente al Movicentro si è trovato di fronte ad un Mughini con una fetta della vita dedicata a inseguire e a cacciare prime edizioni italiane del Novecento.
Una passione di venticinque anni passati a rovistare fra bancarelle e vecchie librerie e a cacciare le prime edizioni per placare la voglia di possedere un pezzo raro, a costi proibitivi.
Mughini collezionista e bibliofilo ha parlato della sua nuova pubblicazione, una sorta di romanzo, che passa dalla curiosa attività di autopromozione di Ungaretti, che distribuì le 80 copie della prima edizione del Porto Sepolto ai suoi amici, agli sfortunati Canti Orfici di Campana, bruciati dagli inglesi per scaldarsi, dalle fatiche editoriali di Svevo ai legami tra futurismo e politica, e molto altro ancora. Mughini si è soffermato sul valore dell'oggetto-libro in sè, ma la sua abbondante competenza sull'argomento gli ha consentito di spaziare su storie minime, marginali, sconosciute. La lezione magistrale di Mughini è stata preceduta dalla cerimonia di inaugurazione della manifestazione, presenti il presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura Rolando Picchioni, l'assessore regionale alla Cultura Giovanni Oliva, Claudio Simonelli, quindi gli assessori ala Turismo Anna Leprato e alla Cultura Carlo Sburlati. A seguire, a cura dell'Enoteca regionale in collaborazione con la Scuola alberghiera si è svolto un aperitivo beneaugurale. La prima giornata "Benessere del corpo" si è conclusa, alle 21, al ristorante della Scuola alberghiera con una cena curata dal Centro di Formazione Professionale Alberghiero di Acqui Terme, in collaborazione con l'Enoteca Regionale di Acqui Terme. Menta, lavanda, timo ed erbe dell'acquese arricchiranno i sapori e i profumi dei piatti proposti nella serata, dal lardo su crostone allo sformato di zucchine e Castelmagno, dal risotto allo Chardonnay, allo stinco di manzo stracotto. La nuova manifestazione ideata e organizzata dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e la Città di Acqui Terme assieme alla Regione Piemonte e alle Terme di Acqui e con il contributo di Provincia di Alessandria, Palazzo del Monferrato e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, nella suo primo week end, prevedeva, un momento dedicato ai documentari di viaggio di Raz Degan e l'esperienza musicale di Mara Maionchi, ma anche appuntamenti con scrittori, musicisti, chef stellati, studiosi, medici, naturopati, giornalisti e personaggi dello spettacolo. Tutto a ingresso libero (eccettuate le Cene del benessere). (C.R.) Tutto il programma del secondo week end
Acqui Terme. La manifestazione "Benessere e bellessere" comprende quattro week-end tematici, otto diversi generi di appuntamento (lezioni, dialogo, esperienze, cene del benessere, laboratori, workshop, libro, live set), per un totale di più di settanta incontri e più di cento ospiti partecipanti, coinvolgeranno lo spettatore in percorsi materiali e sensoriali dedicati allo star bene con se stessi e con gli altri e alla scoperta dei rapporti tra bellezza, benessere ed equilibrio. Dopo lo sviluppo del primo, dall'11 al 13 settembre "Il benessere del corpo", con scrittori, musicisti, chef stellati, studiosi, medici, naturopati, giornalisti e personaggi dello spettacolo, da venerdì 18 a domenica 20 settembre la città termale ospiterà il secondo appuntamento della manifestazione. Restando al programma, venerdì 18 settembre, alle 17, al Movicentro, il vicedirettore del Tg1 Roberto Rossetti, presenterà il libro di Simonetta Bartolini "Il romanzo della vita" dedicato alla vita e alle opere del poeta e pittore toscano deceduto nel 1964. Alle 18 è previsto un dialogo su "La scena dei sensi" con Duccio Canestrini e Beppe Navello. Alle 19,30 per live set, Simona Nasi e Fabrizio Vespa in Reading da Free Karma food. In piazza Bollente, alle 21, Roberto Angelini in concerto e alle 21, al ristorante della Scuola alberghiera, cena del benessere "Le emozioni sensoriali in cucina: profumi e aromi".
Durante la serata si terrà una presentazione della regione di Karlovy Vary (Repubblica Ceca), con musiche e danze tradizionali. Sabato 19 settembre, al Movicentro, per la sezione Laboratorio "L'animazione olfattiva: la fisiologia dell'olfatto e le sue emozioni"; alle 15, "Atelier di profumeria" a cura di Caterina Roncati, come nasce un profumo; alle 16, è in programma "Dallo yoga della potenza alla metafisica del sesso" con Gianfranco De Turris e Marco Iacona. Quindi, allo Stabilimento Regina, workshop "Tai Chi", l'antica tradizione terapeutica cinese, con Roberto Mais, dalle 17 alle 20. Alle 17, al Movicentro, per il tema esperienze, "Bioenergetic Landscapes" con Marco Nieri, alle 18 "Medicina tradizionale cinese e agopuntura" con Federico Audisio di Somma e Renato Crepaldi; alle 19,30, "Le acquesi" dell'Est con Erika Chouda. Per live set, alle 21, concerto del Coro di Milazzo. Domenica 20 settembre, al Movicentro, dialogo, "Cibo e benessere dei sensi" con Davide Scabin e Alfredo Russo; alle 16, proiezione del documentario "Il cibo dell'anima" di e con Piero Cannizzaro. Alle 16,30, al Chiostro di San Francesco, per live set, concerto della Corale Città di Acqui Terme, del Coro voci bianche scuola comunale di Mondovì, della Chorale Valgrisenche Pollein di Aosto, del Coro sette laghi di Varese, dell'Ensemble vocale Cantica Nova di Milazzo. Alle 17,30 al Movicentro, per dialogo, "Creatività tra i sensi" con Franco Battiato, Marco Ponti e Fabio Gela, moderatore Paolo Ferrari; alle 19, per dialogo, "Superuomo della scienza. La tecnologia ti fa bello", con Marcello Cavallero, Damiano Galimberti e Filippo Ongaro.
Durante il week end, come annunciato dagli organizzatori, funzionerà un servizio di navetta gratuita fra il Movicentro e le altre sedi degli eventi, con passaggi ogni 20 minuti e servizio il venerdì dalle 10 alle 21, sabato e domenica dalle 16 alle 21.? Programmi, orari, prenotazioni, informazioni ed eventuali variazioni su www.acquibenessere.it e al Numero Verde 0144 322.142 (lu-do, ore 9.30-12.30, 15.30-18.30). La nuova manifestazione ideata e organizzata dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e la Città di Acqui Terme assieme alla Regione Piemonte e alle Terme di Acqui e con il contributo di Provincia di Alessandria, Palazzo del Monferrato e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. (C.R.)
Raz Degan, il monaco laico
Acqui Terme. Il benessere dello spirito trova quali portavoce, nel primo week end di Acqui Terme. Dal benessere al bellessere, i volti - notissimi - di piccolo e grande schermo.
Sembra quasi un paradosso. Ecco a voi i Percorsi di luce di Fiorella Pierobon, in mostra a palazzo Robellini, ad evocare il pellegrinaggio. E poi le meditazioni di Raz Degan ("modello: un'etichetta che non mi scrollerò più di dosso") che oggi non vive in una lussuosa villa con piscina, ma in un trullo. E sente il bisogno di fare l'orto, di vivere dei prodotti della terra. Frutta e verdura. La sua. La mattinata che non ti aspetti cade domenica 13 settembre. Dalle trenta alle quaranta persone nella sala del Movicentro. Tutti ben oltre i 40 d'età. Il tempo delle ragazzine, dei gridolini è finito. E quasi quasi provi rammarico. Perché l'ideale film - nella conversazione che va in scena con Rolando Piccioni e con il pubblico - ha questo titolo: Raz, l'antidivo. Sarebbe potuta essere una prima lezione, di quelle choc, per il nuovo anno scolastico.
Essere vs apparire Anzi sembra proprio che del personaggio anni Novanta non sia rimasto niente. "Cine e tv mi facevano assomigliare a un prodotto. Non volevo diventare un burattino. A un tratto ho mollato tutto. Sono andato a New York per studiare. E lì ho scoperto la ricchezza della vita mistica. La forza delle dottrine yoga. E tutto il resto". Primo tempo: una confessione autobiografica, ad alta voce. Il riconoscimento che i suoi valori erano decisamente quelli materialistici. Che lo hanno portato ad una crisi esistenziale. Secondo; una requisitoria contro il tempo presente. "Noi che non pensiamo, ma siamo pensati; il tempo che manca, il vivere succubi di uno stile di vita che frulla tutto e tutti perché impone ritmi frenetici; la migrazione vietata agli uomini, quando è propria dell' "altro creato", pesci e uccelli. La paura e la violenza come elemento caratterizzante del XXI secolo. Il bisogno di attribuire sempre la colpa a qualcuno. Terzo tempo: le buone pratiche, gli incontri, i digiuni. La meditazione. Piantare quattro alberi, cercare lo stato di grazia, l'armonia. Che comincia dalla semplicità. Raz Degan oggi gira documentari. Le sue immagini non sono state, purtroppo, proiettate. Ma nei soggetti, India e Etiopia, oltre alla sua passione di viaggiatore, il fascino dei mondi spirituali. "L'energia divina si è manifestata, nella storia, in tante proiezioni: Budda, Maometto, i profeti, Cristo
Come se fossero tanti fiumi. Di cui mi piace andare alla sorgente". E ancora: "A mio parere siamo in un'epoca magica: perché un tempo i libri sacri erano di pochi; oggi la circolazione è maggiore". E Degan - monaco laico lo definirà in conclusione Rolando Piccioni - non fa mistero di credere alle attese millenaristiche del dicembre 2012.
La soluzione Quella di evadere dalle nostre prigioni, dalle rassicuranti barriere di sicurezze che l'ego - il peggior nemico - si crea.
La sfida con cui cominciare? Trovare cinque minuti al giorno, di primo mattino per meditare. Che poi vuol dire ascoltare il proprio respiro. Il resto verrà da sé. (G.Sa)
Salvia e Co. i segreti delle erbe
Acqui Terme. La tastiera del PC non è mai stata così profumata. Merito dell'incontro di sabato mattino al Movicentro. Che recitava nella sua insegna Storie, miti, leggende e verità sull'uso proprio e improprio delle pianti officinali. Non solo uno spargimento di parole. Ma anche di profumi. Già. Perché Caterina Roncati, che lo coordinava, ha presto provveduto a distribuire, alla quindicina di presenti, nei momenti opportuni, i cartoncini preparati con le essenze distillate dalla Farmacia del Castello di Genova. Che a distanza di due giorni continuano a tener compagnia. Sembra di aver l'orto sulla scrivania Così la mattinata in onore di salvia, lavanda e rosmarino - cui han contribuito con ricchi contributi la preparatissima Valentina Siciliani, e Michele Serrano, che si è soffermato sugli usi in cucina - è ben più di un ricordo. Pubblico quasi interamente femminile, e pronto a prendere appunti, in particolare per le ricette: dai biscotti limone rosmarino ai flan, dai risotti lavanda e rosmarino ai sali aromatizzati, alle carni steccate, alle focacce, agli oli aromatici
Su tutto un consiglio: quello di usare le erbe "all'ultimo", per non consumare in cucina quanto potrebbe essere convenientemente esaltato sulla tavola. La parte storico culturale (che forse ci è più congeniale
) non dimentica nulla: Il Decameron e Claopatra, Columella, Leonardo e D'Annunzio
Si comincia dalla salvia. Che porta con sé i significati della buona virtà domestica femminile, della vecchiaia serena, della semplicità. "Che salva". Ma da cosa? Dai veleni. Dalle pestilenze. E così torna alla ribalta il famoso aceto dei quattro ladroni (salvia, ovvio; più timo rosmarino e lavanda) che permise ad una banda di sciacalli di spogliare senza timori di contagio i cadaveri degli appestati di Tolosa. L'anno, combinazione, è il 1630. Ma non di sfuggire alla giustizia: ai malviventi si promise un salvacondotto se avessero rivelato la formula; ma poi i giudici li condussero alla forca. Tra le più belle leggende quella della Vergine, che cerca di portare in salvo il Bambino. E chiede aiuto alle piante. Ingenerose. La rosa ha paura di sgualcire i petali (e sarà punita: il fiore appassirà in fretta, verranno le spine).
La vite teme per i suoi tralci. Un contrappasso dantesco ante litteram: verrà il potatore. Anche il cardo sarà altezzoso, e sarà punito. La docile salvia si presta all'aiuto, lei dispensatrice del sonno, benedetta perché capace di tener lontani icubi e visioni. Il rosmarino, "rugiada di mare" ci porta alla vendemmia: sia perchè per garantire una migliore qualità al vino si possono vaporizzare le botti con il rosmarino (bruciato, ovvio); mentre un altro utilizzo delle foglie verdi riguarda la macerazione. Dal vino all'acqua. Quella della Regina d'Ungheria, ottima contro gotta e reumatismi. E quella, romana, di San Giovanni, dai buoni auspici. Il primo (una volta)? Il matrimonio. Ed ecco che la corona era attributo delle spose. Gran finale con la lavanda, ispiratrice di tranquillità. In specie raccomandata agli impulsivi nati del segno dell'Ariete, tanto amanti dei contrasti. (G.Sa)
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