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Quando un Comune gioca d'azzardo

 
Acqui Terme. Sulla vicenda swap interviene il Comitato Difesa Finanze Comunali:
"Signor direttore,
il nostro comune è invischiato nella ragnatela degli Swap, strumenti finanziari tanto sofisticati quanto pericolosi per le finanze comunali. Quando abbiamo denunciato la vicenda all'opinione pubblica su questo giornale il Comune aveva una perdita virtuale di 2.300.000,00 euro. L'ineffabile amministrazione comunale, nelle persone del sindaco e dell'assessore al bilancio, ha negato l'evidenza fin quando possibile mentre si poteva fare fronte comune verso la banca avvalendosi delle nostre perizie commissionate a consulenti indipendenti e del supporto legale dei nostri avvocati. Scoppiato il bubbone hanno pensato bene di farsi supportare da un ex venditore di swap e da un avvocato milanese nonché di ricorrere all'autotutela, uno strumento amministrativo assolutamente inapplicabile per i contratti tanto che la banca ci ha messo ben poco con i suoi avvocati a smontarla ed anzi ha minacciato un bel decreto ingiuntivo per morosità nonché il recesso unilaterale dai tre contratti sottoscritti il che vuol dire una mazzata per i cittadini di Acqui che la banca ha quantificato in 1.812.263,00 euro al 29/05/2009. Siamo curiosi di conoscere chi ha suggerito al comune questa strada strampalata e palesemente autolesionistica. A questo punto un'altra Caporetto della giunta che sospende l'autotutela dando incarico ai due professionisti assoldati di trovare un accordo con la banca incentivandoli con la percentuale del 10% del risparmio conseguito sul debito di 1.812.263,00 citato. I risultati dell'azione degli amministratori è sconfortante ed esaminando le carte in nostro possesso appare chiaramente che il comune subirà la soluzione prospettata dalla banca transando sui soldi pubblici invece di inchiodare Unicredit sull'ipotesi di irregolarità contrattuali che potrebbero configurare reati come emerge nella vicenda swap del comune di Milano dove la Magistratura ha sequestrato 476 milioni di euro alle banche rinviate a giudizio. Questa era la linea da seguire dal comune che non può certo sostenere di non essere stato informato perché il nostro comitato ha segnalato ripetutamente tutti gli elementi utili per percorrere la strada milanese. Vista però l'inerzia e l'imperizia dei nostri amministratori abbiamo ritenuto di doverci sostituire nell'interesse dei cittadini acquesi presentando un esposto-denuncia alla Magistratura (ed alla Corte dei Conti) dalla quale attendiamo le decisioni che pensiamo ormai prossime. Sconcerta ancora oggi l'ansia che leggiamo nelle azioni degli amministratori acquesi che pare volta a pagare supinamente alla banca per un torto subito invece di farsi parte attiva a difesa delle finanze comunali. Ma c'è di più.
La valutazione, richiesta dal nostro comitato in data 14 settembre 2009 agli analisti indipendenti di Consultique, quelli di Report, conferma un dato spaventosamente difforme da quello comunicato da Unicredit al Comune solamente tre mesi fa: 1.812.263,00 Euro sono nel frattempo divenuti 761.667,56 Euro. Una bella differenza, dove il Comune limita i danni ma solo perché il mondo si è girato sottosopra per la crisi mondiale.
Ora, sarebbe interessante conoscere se l'entità per il compenso ai consulenti comunali (ricordiamo, pattuito in percentuale del 10% sul "risparmio" del Comune) avrà come base di commisurazione il valore indicato dalla banca (1.812.263,00 Euro) oppure quello aggiornato valutato non certo da Unicredit o dai consulenti.
I "numeri", almeno in questo caso, scrivono da soli buona parte della storia e dimostrano come un Comune non possa "giocare d'azzardo" con il denaro pubblico. Dai 2,3 milioni di un anno fa la variazione dei tassi in discesa libera ha comportato il deprezzamento dei contratti a circa 760 mila euro. Pensate solamente se qualcuno avesse avuto la brillante idea di transare allora!
Anche adesso, però, i "numeri" sono, guarda caso, incoerenti e sempre a sfavore delle casse comunali. Come si dice, guarda il caso…mai che l'errore sia favorevole a chi deve pagare, se mai dovesse farlo.
Speriamo comunque in un atto di ravvedimento da parte dell'amministrazione che eviti una transazione che costerà molto denaro pubblico per pagare banca e consulenti, denaro che verrà sottratto quindi alla manutenzione di strade, scuole e servizi per importi milionari".

 

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