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Politica locale

 

Sinistra acquese: la pista ciclabile e pedonale è un lavoro incompleto

Acqui Terme. Ci scrive la Sinistra acquese:
"In una delibera della Giunta Comunale del settembre 2007 si sottolineava l'urgenza della realizzazione di un intervento di valorizzazione dell'area adiacente all'acquedotto romano. L'intervento denominato "Terme e Natura" prevedeva la realizzazione di un percorso naturalistico dislocato su due fasce con una pista ciclabile ed un percorso pedonale il cui sviluppo doveva avvenire parallelo affiancandosi lungo tutto il percorso.
Si trattava di un intervento ammesso nei finanziamenti della Regione Piemonte per 1.500.000 euro a fronte di una spesa complessiva di 2.354.581 euro. La differenza é stata finanziata con un mutuo messo a bilancio dalla Amministrazione Comunale.
Il progetto presentato dall'allora Assessore ai Lavori Pubblici, prevedeva una pista pedonale e una ciclabile di circa due chilometri di lunghezza estendendosi dagli Archi romani fino al confine territoriale di Melazzo. Appunto per evitare problemi di coesistenza tra ciclisti e pedoni, ci fu spiegato dall'allora Assessore ai Lavori Pubblici, é stata prevista una pista ciclabile larga 2,50 metri e una pedonale larga 2 metri con un primo tratto del percorso illuminato per la utilizzazione nelle ore serali.
L'opera é stata iniziata nell'ottobre 2008 e il certificato di collaudo é stato predisposto il 23 giugno ultimo scorso, pertanto in conformità alle prescrizioni contrattuali e considerato che le opere sono state eseguite a regola d'arte, desumiamo che l'impresa appaltatrice sarà liquidata.
Abbiamo provato in questi giorni a percorrere il sentiero per godere anche noi delle bellezze naturalistiche della sponda destra del fiume Bormida. Grande é stato il nostro stupore quando abbiamo visto che dopo 500 metri le due piste improvvisamente finivano.
Dopo un ponticello prefabbricato in legno ci siamo trovati di fronte ad una sola pista tracciata della larghezza di metri 2,50 con fondo in cemento grezzo in attesa della pavimentazione definitiva.
Cosa é successo? Come mai poco prima di San Guido si é parlato di inaugurazione e attivazione dell'opera?
Abbiamo proseguito il percorso a senso unico e scoprendo che dopo un lungo tratto in attesa di sistemazione definitiva, le due piste riprendevano a coesistere con i lavori di posa in opera di elementi autobloccanti in corso.
Restiamo ora in attesa della piantumazione delle essenze autoctone e delle trecento piante ad alto fusto che dovranno garantire la presenza di ombra per circa il 90% del tracciato tanto promesse dal precedente assessore ai lavori pubblici".

Sulla svendita delle Terme il Pdl attacca la Pistone e la Bresso

Acqui Terme. Ci scrive Mauro Ratto, coordinatore cittadino del Pdl:
"La vicenda delle Terme di Acqui e della NewCo., la nuova società che avrebbe dovuto nascere, è sotto gli occhi di tutti. Preoccupazione ad Acqui dopo la dichiarazione ufficiale della Presidente della Regione Mercedes Bresso della messa in vendita della quota regionale delle Terme s.p.a. pari al 79,9%. Una decisione effettuata a seguito del confronto con il sindaco della città di Acqui, Danilo Rapetti che ha ritenuto opportuna la sospensione del bando che prevedeva un'offerta di denaro non adeguata per la gestione delle Terme.
Una società sana con un buon bilancio patrimoniale ma non in grado di trovare il gestore. Non sono bastati i 18 milioni d'investimento in questi anni dalla Regione Piemonte per le Terme acquesi e più di un acquese si domanda come sono stati impiegati questi soldi e non è bastato il tentativo del Consiglio di Amministrazione di coinvolgere gli spagnoli del gruppo Sol Melia.
Appena dopo il fallimento della NewCo. è indicativo di un modo di governare istintivo e per simpatia quello che ha messo in campo la Presidente della Regione Bresso, cioè la ripicca della sua immediata proposta di vendita dopo aver proposto un bando poco trasparente. Un bando a cui ha aderito solo una offerta e per lo più scadente e si sono persi 9 mesi. Grazie alla miopia e all'incapacità della Bresso, e dei suoi emissari, le Terme di Acqui hanno perso 1 anno senza raggiungere nessun risultato. [...] Ma allora ora cosa succede? Siamo contenti di una gestione temporanea affidata a un gruppo locale ma basterà? Ora è il momento delle vere proposte e noi ne abbiamo qualcuna, condivisa da tutti i membri del Popolo della Libertà di Acqui. Una gestione da parte delle grandi catene del settore di fama internazionale senza escludere la collaborazione proposta dall'associazione degli albergatori acquesi. Resta comunque valida una proposta di vendita ma solo ad imprenditori seri e solvibili, possibilmente locali. Chiediamo che il prossimo bando di gara non sia come il precedente. Un bando nebuloso ed impreciso con una trattativa privata, lunga ed inconcludente che ha visto la presidente delle Terme Gabriella Pistone chiudere la trattativa con la controparte offerente senza informazione per tutti, per i cittadini e pare anche per i suoi consiglieri del suo Consiglio d'amministrazione. Si veda, ad esempio, il bando delle altre città termali tra cui Fiuggi dove nel 2000 erano ben in 14 a contendersi la gestione ed a Chianciano nel 2003 dove le risposte al bando ci sono state e pure tante. Il segreto dei grandi numeri nelle richieste sta nelle capacità del gruppo che gestisce il bando, il cosiddetto Advisor. Nel caso delle Terme nel Lazio il progetto per la costituzione del bando era stato messo a punto dallo studio Bonelli - Erede Pappalardo, uno dei più prestigiosi in Italia e per tale motivo forse con i contatti giusti. Ci auspichiamo come Pdl che il prossimo bando di gara per l'affidamento della gestione o della vendita delle terme veda quella chiarezza e garanzia fin'ora mancate e nel contempo confidiamo in una maggiore informazione locale e diffusione tra i media".

 

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