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Acqui Terme. È il Benessere degli altri il tema su cui ruotano gli appuntamenti del quarto e ultimo week end di "Dal Benessere al Bellessere" a cura della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Ospiti principali il Cardinale Arcivescovo di Torino Severino Poletto, il medico esperto di cure palliative Felicino De Bernardi, l'onorevole Marco Calgaro, lo scrittore Tullio Avoledo e Boosta dei Subsonica. Il Cardinale Severino Poletto, da sempre attento alle condizioni sociali e ai problemi che coinvolgono le fasce deboli della popolazione, interviene all'incontro di sabato 3 ottobre alle ore 10,30 al Movicentro dal titolo "Il ruolo dei cattolici nella formazione della decisione politica", insieme a Fabrizio Palenzona, vicepresidente di UniCredit Group e già presidente della Provincia di Alessandria. Al centro della riflessione i nuovi bisogni, le nuove povertà e i diritti che devono essere garantiti ai cittadini per il raggiungimento del benessere fisico, psichico e sociale. Modera Pier Paolo Luciano, capo della redazione torinese di Repubblica. Alle ore 21 in piazza della Bollente salgono sul palco lo scrittore Tullio Avoledo e il tastierista dei Subsonica Boosta per presentare in anteprima nazionale "La fabbrica della bellezza non si ferma mai". Autore di romanzi come L'elenco telefonico di Atlantide (Sironi, 2002), Tre sono le cose misteriose (Einaudi, 2005) e La ragazza di Vajont (Einaudi, 2008), Avoledo propone brani ispirati al tema della bellezza tratti dai suoi libri e dal suo ultimo lavoro L'anno dei dodici inverni, in uscita a novembre per Einaudi. Ad accompagnarlo le improvvisazioni musicali di Davide Dileo, in arte Boosta, l'eclettico artista del gruppo torinese: non solo tastierista, dj e compositore, ma anche presentatore televisivo (conduce su La 7 il programma per cinefili La 25ª ora) e autore dei romanzi Dianablu (2003) e Un'ora e mezza (2005), pubblicati da Baldini Castoldi Dalai. Domenica 4 ottobre alle ore 18 (Movicentro) il professor Felicino De Bernardi, Direttore del Servizio di Terapia Antalgica all'Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo e l'onorevole Marco Calgaro, medico e componente della Commissione Affari Sociali della Camera, affrontano il tema delle cure palliative, materia fortemente attuale dopo che lo scorso 16 settembre la Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità la legge che consente a tutti i malati terminali di accedere ai trattamenti antidolorifici, ivi compreso l'uso degli oppiacei, per alleviare le loro sofferenze.
Un passo importante, e in un certo senso esemplare, in un campo dove ragioni bioetiche e scientifiche spesso dividono le posizioni in modo radicale e dove appare difficile assumere decisioni condivise. Quindici gli incontri in programma per Acqui Terme. Dal benessere al bellessere tra giovedì 1 e domenica 4 ottobre, con più di trenta partecipanti tra cui lo psicoterapeuta Alessandro Meluzzi, la pianista Françoise Choveaux, il gruppo musicale The Mainstream, la cantante Alessandra Giuralongo, il Trio Namaste, la danzatrice Tama Kettar, il musicoterapeuta Maurizio Carandini, il fitoterapeuta Ivo Bianchi, l'erborista Caterina Roncati. In cartellone otto generi di evento tutti a ingresso libero (lezioni, dialogo, esperienze, cene del benessere, laboratori, workshop, libro, live set) che spaziano dalla musica alla letteratura, dalle riflessioni su come promuovere il benessere degli altri a quelle sul benessere mentale, dai metodi della medicina alternativa alle pratiche delle discipline orientali.
Il week end Benessere degli altri, che conclude la rassegna, è stato preceduto dal primo fine settimana dedicato al Benessere del corpo (venerdì 11-domenica 13 settembre), da quello riservato al Benessere dei sensi (venerdì18 - domenica 20 settembre) e dagli appuntamenti proposti dal Benessere dello spirito (venerdì 25-domenica 27 settembre), per un totale di più di settanta incontri e più di cento ospiti. La manifestazione è ideata e organizzata dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e la Città di Acqui Terme assieme alla Regione Piemonte e alle Terme di Acqui e con il contributo di Provincia di Alessandria, Palazzo del Monferrato e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.
Durante il week-end funziona un servizio di navetta gratuita fra il Movicentro e le altre sedi degli eventi, con passaggi ogni 20 minuti (venerdì dalle 16 alle 21; sabato e domenica dalle 10 alle 21).
Il programma
- Giovedì 1 ottobre ore 21,00 palazzo Robellini Live set. Musica Americana con Françoise Choveaux, pianoforte solo.
- Venerdì 2 ottobre, ore 18 Movicentro Dialogo. Le terme e le culture europee dell'acqua con Cinzia Galletto, Alberto D'Alessandro, Anna Maria Leprato e Marco Todaro Da Acqui Terme a Karlovy Vary, da Baden Baden a Spa, l'Europa ha sviluppato dai tempi più antichi la pratica del termalismo, trasformando la cura di sé in una cultura e civiltà che ha lasciato un'impronta indelebile nell'urbanistica, nell'architettura, nelle arti e nel turismo. Ospite dell'incontro la città termale di Techerdiol (Romania). In collaborazione con Thermae Europae. A seguire aperitivo a cura dell'Enoteca Regionale Acqui "Terme e Vino", in collaborazione con il Centro Formazione Professionale Alberghiero di Acqui Terme; ore 21 piazza della Bollente Live set. The Mainstream. I Mainstream sono un collettivo internazionale di artisti cresciuti con differenti generi musicali: dalla classica all'hip hop, dal rock al folk; ore 21 ristoranti di Acqui Terme "Cena del benessere". I gioielli gastronomici del territorio; ore 21 palazzo Robellini Live set. Song book di John Cage con Alessandra Giuralongo cantante e performer, Tama Kettar danzatrice, Alessandro Olla regia Dedicati a Cathy Berberian e Simone Rist, i novanta assoli per voce che compongono i Song Books sono stati scritti da John Cage fra l'agosto e l'ottobre del 1970.
- Sabato 3 ottobre ore 10,30 Movicentro Dialogo. "Il ruolo dei cattolici nella formazione della decisione politica" con il Cardinale Severino Poletto e Fabrizio Palenzona. Introduce e modera Pier Paolo Luciano; ore 12 Movicentro Laboratorio. I gioielli, gli aromi a cura di Caterina Roncati Un affascinante abbraccio tra oreficeria contemporanea e aromaterapia. Domenica 4 settembre saranno offerti gratuitamente Fiori di Bach preparati dalla farmacia del Castello di Genova. Ore 15 Movicentro Laboratorio. Atelier di profumeria a cura di Caterina Roncati. Ore 16 Movicentro Esperienza. Fitoterapia: dalla tradizione antica alla medicina scientifica con Federico Audisio di Somma e Ivo Bianchi.
Dalle ore 17 alle ore 20 Terme di Acqui. Stabilimento Regina Workshop Tai Chi con Roberto Mais; workshop. Pilates con il maestro Alessandro Barmasse; ore 17 Movicentro Lezione. Benessere e psiche con Alessandro Meluzzi, introduce Rolando Picchioni; ore 21 palazzo Robellini Live set. Duo pianistico Tema Ensemble con Alessandro Calcagnile e Rossella Spinosa; ore 21 Piazza della Bollente Live set. La fabbrica della bellezza. Letture di Tullio Avoledo e musiche dal vivo di Boosta.
- Domenica 4 ottobre, ore 16,30 Movicentro Dialogo. Noi con gli altri con Maurizio Carandini, Franco Manti e Silvio Magliano; ore 18 Movicentro Dialogo. Cure palliative, il diritto a non soffrire con Felicino De Bernardi e Marco Calgaro; ore 21 palazzo Robellini Live set. Trio Namaste con Tango! Musiche di Piazzolla, Arbonelli/Klezmer, Fancelli, Gatti, Pärt, Galliano. (red. acq.)
Miss Italia ad Acqui Terme "Sono contenta di essere con voi"
Acqui Terme. Da Salsomaggiore ad Acqui Terme, sabato 26 settembre per la prima uscita pubblica della più bella d'Italia. Semplicità, grinta e naturalmente bellezza. Sono le caratteristiche che ha mostrato Maria Perrusi, 18 anni compiuti il 13 settembre, un metro e ottantadue centimetri di altezza senza tacchi, occhi verdi e capelli castani, durante la sua permanenza al Movicentro, spazio dedicato all'evento "Benessere e bellessere. Dopo la permanenza nella città termale, Miss Italia è partita per San Biase di Fiumefreddo Bruzio (Cosenza), borgo natio di Maria Perrusi, (inserito dal 2005 tra i più belli d'Italia), per festeggiare in grande stile la vittoria della 77ª edizione del concorso. La festa a San Biase, inizialmente era stata programmata per il 20 settembre, ma rinviata al 27 per via del lutto nazionale dopo la strage dei militari italiani deceduti a Kabul. Quindi Miss Italia, lasciata Acqui Terme, nel tardo pomeriggio è atterrata a Lamezia Terme, dove è stata accolta dai famigliari e dagli amici. Nella città termale, Maria Perrusi è arrivata verso le 12.30 accolta dal sindaco Danilo Rapetti, dall'assessore Anna Leprato ed anche dall'assessore alla Cultura di Salsomaggiore, Maria Pia Bersellini. Erano presenti alla manifestazione, tra gli altri, Michela Marenco, presidente dell'Enoteca regionale "Acqui "Terme e Vino", con gli amministratori comunali Bruno, Sburlati, Ratto, Lobello, Barbero, Bertero. Nel presentare l'incontro, Enrico Rapetti ha ricordato il concetto della manifestazione "Benessere e bellessere", che vede le città di Salsomaggiore ed Acqui Terme impegnate nell'intento di promuovere il termalismo in Italia. L'assessore di Salsomaggiore Bersellini ha sostenuto che "Miss Italia rappresenta la bellezza d'Italia e le nostre aziende termali rappresentano il benessere". "Oggi il mercato chiede coalizioni, noi le facciamo assieme a Salsomaggiore e ad altre undici riunite nel progetto Thermae Europae. Acqui Terme, in un momento di controtendenza a livello turistico, durante la stagione 2009 ha fatto registrare notevoli aumenti di ospiti", ha detto l'assessore Leprato. Pier Umberto Ferrero, della segreteria Fondazione del Libro, rivolto alla Miss, ha citato il titolo del libro "Ci salverà la bellezza". Poi, la parola a Maria Perrusi: "Sto vivendo un sogno che ancora oggi non mi pare vero, come il racconto di una favola, ancora oggi sono emozionata, per una ragazzina partita da un piccolo paesino è una cosa grande. Ora devo maturare e crescere. Con la determinazione si possono raggiungere tanti obiettivi. Sono contenta di essere qui con voi". Per i suoi progetti futuri ha detto: "Intendo proseguire gli studi, dopo la maturità andrò all'Università. Per le tante opportunità di lavoro dovrò operare scelte". Il sindaco Rapetti, presente a Salsomaggiore alla serata di elezione di Miss Italia, ha detto: "Avevo individuato subito la giovane Perrusi per la sua bellezza, schiettezza e spontaneità. Quindi, tra gli altri doni, Miss Italia ha ricevuto un magnum di Brachetto d'Acqui Docg, perchè Maria Perrusi si facesse ambasciatrice di questo nostro straordinario vino. (C.R.)
Le città delle terme luoghi d'estasi
Acqui Terme. Benessere e bellessere: in scena, venerdì 25 settembre, sono andate - al Movicentro - le Terme. Una tavola rotonda dedicata alle culture europee dell'acqua, che ha coinvolto Cinzia Galletto, Alberto D'Alessandro e Maurizia Bonatti Vacchini.
Un incontro molto istruttivo perché ha posto a confronto le realtà di Karlovy Vary, Baden Baden, Spa, con la cultura di casa nostra. Riflettori puntati, in particolar modo, nell'incontro, su Salsomaggiore, tempio della bellezza; e poi sull'armonia che passa dal corpo alle architetture, con il trionfo del Liberty. Parole e immagini: un mix graditissimo.
E, inevitabilmente, si è finito per parlare del progetto Thermae Europae, di cui Acqui detiene la vicepresidenza e la città parmigiana il segretariato.
La città termale, luogo d'altrove
Ma da dove comincia il bellessere di una città termale? Dal verde. Dalla bellezza dei giardini. Questa è la "ricetta" che è stata proposta, ricordando che i giardinieri emiliani hanno maturato una eccellenza che li vede vincitori di premi internazionali per la composizione delle aiuole. Certo l'aspetto curativo-sanitario rimane fondamentale. Ma anche a Salsomaggiore la cultura dell'ospitalità - come da noi - è andata ad approfondire e sviluppare le prerogative del centro benessere, della beauty farm, che si è collocata accanto alla direttrice più tradizionale. "Ma era l'unico modo per avvicinare il target under quaranta", è stato detto. Poi una bella lezione d'arte. Prima sulla città termale europea. Sulla sua nascita. Sui suoi requisiti (luoghi per ricreare, divertire; le piscine, il verde, il che significa sviluppare un progetto di città-parco; spazi per far passeggiare: ecco i portici, la colonna come archetipo della città delle acque; i collegamenti ferroviari che nell'Ottocento legano la località alle grandi vie turistiche). E poi un approfondimento sulle Terme Berzeri, vero simbolo del termalismo europeo. Esempio unico di Art Déco termale, progettate dagli architetti Ugo Giusti e Giulio Bernardini e inaugurate nel 1923, che devono la loro magnificenza allo straordinario apporto artistico di Galileo Chini, maestro del Liberty italiano, ceramista, pittore e decoratore di fama internazionale che dalla sua esperienza in Bangkok (1911-1914), presso la Casa Reale, trasse l'ispirazione per le decorazioni del Tempio della Salute di Salsomaggiore. E non guasta ricordare la sua collaborazione per la realizzazione delle scenografie di Turandot (e allora anche noi, con un po' di orgoglio, possiamo dire che il maestro versiliese Giacomo Puccini fu nostro ospite ad Acqui nel 1904, dopo il famoso incidente in automobile). Termalismo, dunque, fa rima con eclettismo. Il collegamento con l'altrove è una costante: il che significa gusto per l'esotismo, per la citazione. La città delle Terme mischia le culture, non importa se dell'India o della Cina, se moresca o egizia, o orientale, ora assiro babilonese, ora bizantina, dal momento che in certi casi quasi si vorrebbe replicare la cupola di Santa Sofia. È un po' quello che raccontano, tutte insieme, Borio e San Pellegrino, Vichy e Merano e Salsomaggiore... Ma questo senza dimenticare le possibilità offerte dai nuovi materiali, vetro, ghisa e ferro. E neppure senza fare a meno dei contributi dei maestri in voga nell'Occidente - i Rodin, i Mucha, i Klimt. Con un gusto per il particolare che concorre alla unitarietà del tutto. E che eleva la città termale a ruolo di "unicum".
Ecco le Terme: dove il soggiorno è privilegio. (G.Sa)
Benessere: cantare
pregare e danzare
Acqui Terme. Si rafforza la platea di Acqui Terme. Dal benessere al bellessere. Il pubblico che segue gli appuntamenti diventa sensibilmente più numeroso. Una percezione che è propria della ultima tre giorni (25-27 settembre), chiusa dai contributi di padre Athenagoras Fasiolo dell'Arcivescovado Greco Ortodosso d'Italia, Luciano Manicardi della Comunità di Bose e poi ancora da Luciana Savignano.
Dio e il Creato
"L'uomo dentro la Liturgia canta". Da questa affermazione inizia il percorso di Padre Athenagoras, che poi cita San Gregorio di Nazianzo: "per Te io canto". Sono le giornate del benessere dello spirito, e dunque gli orizzonti sono quelli della comunicazione dell'ineffabile (il che richiama, in ambito occidentale, la figura di Agostino). Si prende in considerazione la preghiera del cuore, la preghiera del respiro, ma si tratta anche del deserto, dell'amore di sé oggi spinto sin verso l' egolatria. Da Isacco di Siria (che esalta l'umiltà, che prende coscienza dell'oceano del dubbio dell'uomo), da Ireneo (che confida nel pane eucaristico) dalla preghiera post communio di San Simeone le direttrici - sempre attuali, sempre valide - di una condotta di vita che conduce all'incontro di Salvezza.
Da padre Manicardi una riflessione sui luoghi dello spirito. Il contrario (ecco lo spazio identitario, storico, relazionale) dei non luoghi di MarcAugè, sociologo dei nostri tempi (i non luoghi distruggono il genius loci: aeroporti e supermercati si possono attraversare senza dire una parola. Tutti uguali. Dappertutto). Il discorso si estende ad un globo che, se da una lato, annulla tutte le distanze ("la fine della Storia e della Geografia" secondo alcuni) recupera, oggi, spiritualmente, la dimensione del pellegrinaggio. Dal momento che, come ha detto Franco Ferrarotti (ma l'Alighieri sottoscriverebbe) "si viaggia per cambiare se stessi, dal momento che il contesto è più libero e minori sono le influenze". La "diritta via" conduce al luogo/uomo, il tempio del Dio Vivente. Il luogo più degno per ospitarlo. E la conferma è l'Incarnazione.
Corpo, cuore e anima
E dello spirito del/nel corpo continua a trattare anche Luciana Savignano, intervistata da Alessandro Pontremoli. (E qui va detto che benessere/bellessere, ancora una volta, contribuisce a valorizzare la programmazione culturale che la città propone nell'intero arco annuale: qui il riferimento è la Stagione di Danza "Acqui in Palcoscenico", ma non meno significativa è l'interazione stretta con Corisettembre e il Festival di musica contemporanea). "Danzare è uno stato di grazia, rappresenta un benessere fisico/psichico ed emotivo. La magia giunge quando il pubblico lo recepisce".
Danzare - insomma - è una cosa meravigliosa. Qualcosa come scrivere sull'acqua - è la grandezza e la disperazione della danza, chiosa Pontremoli. Qualcosa che "ci restituisce la verità di noi, verità che altrimenti non potremmo vedere" (e qui raccogliamo le parole di Luciana Savignano). L'entusiasmo dei suoi passi è l'entusiasmo delle sue parole: che innescano il dialogo con il pubblico (l'ora è tarda: l'incontro finirà ben oltre le 20 e quindici; ma nessuno si muove) che ha modo di apprezzare anche alcuni contributi su schermo, e ascoltare qualche frammento dal concerto di Rachmaninov. E poi da Berlioz.
Si ritorna ai luoghi: certo i teatri di tradizione, ma che emozione danzare in San Galgano, a Selinunte, oppure nel Duomo di Milano. Si ritorna alla esaltazione dello "spirito del luogo". Che rende possibile l'atto del "danzare vivendo". Ed è presupposto indispensabile del "vivere danzando". (G.Sa)
Per gli Yo Yo Mundi
un grande compleanno
Acqui Terme. Dopo aver ascoltato il concerto degli Yo Yo Mundi, in piazza Bollente, sabato 26 settembre, viene naturale porsi una domanda. Perché il gruppo di Paolo Archetti Maestri, nella città era quattro anni che non suonava? Otto anni la "distanza" dall'utimo concerto nel cuore del centro storico. A vedere la piazza piena e festante, e - soprattutto - a valutare la qualità della proposta artistica, di elevatissimo livello (i musicisti acquesi son conosciuti ormai in Europa), la scelta di non favorire, da parte di chi di dovere, l'allestimento di un concerto del gruppo in questi ultimi anni - gruppo che ha sede, oltretutto, proprio a pochi metri dalla fonte calda - pare poco comprensibile.
Il Bellessere/Benessere ha fatto giustizia di una troppo lunga assenza. E per fortuna il tempo atmosferico ha fatto "il bravo": la serata era "senza rete". In caso di pioggia tutto sarebbe andato a monte. E questo ripropone, in modo sempre più drammatico, il problema del teatro. Che ad Acqui manca terribilmente.
Ho visto cose
Ma passiamo al concerto. Venti gli anni del sodalizio musicale. Venti, suppergiù i brani proposti. Ben maggiore di questo numero gli ospiti musicali di volta in volta saliti sul palco. Ecco i collaboratori storici come Paola Tomalino o Luca Olivieri, quelli più recenti come Diego Pangolino e Giovanni Facelli, e poi Chicco Di Marzio, Claudio Fossati, Ivano Antonazzo per gli originali contributi video, la coloratissima "Bandarotta fraudolenta"
Impossibile ricordarli tutti: ma una citazione credo sia da proporre per Alex Leonte, che arricchisce il sound Yo Yo di un colore davvero speciale, e che sembra suonare con loro da una vita. Bravissimo. Un musicista con i fiocchi. Il concerto è bello perché impegnato. Si comincia dai ricordi di Salò (Le storie di ieri) per poi passare ad Una bandiera quasi bianca. Canzone per Cefalonia. Per la Divisione Acqui. Non manca una citazione per Marcello Venturi e per gli altri fondatori del Premio "Acqui Storia". Il trittico dedicato alla guerra, al Novecento del II conflitto mondiale si chiude con Il giorno in cui vennero gli aerei "dalle ali grigie, le pance gonfie/ le bocche nere
Avreste dovuto vedere". Un ricordo per Teresa Strada, per Emergency, e i versi e la musica vanno ad indagare l'età contemporanea, "età inquieta in cui non c'è niente e nessuno che ci consola". In cui "la verità, come altre risorse, è razionata dal potere, e non c'è parola che non sia stata vivisezionata" [temi di estrema attualità
verrebbe da dire guardando all'orizzonte politico televisivo]. Il tributo a Fabrizio De André passa attraverso le note di Creuza de ma; quello destinato a Tenco (ma siamo nella sezione dei bis, a fine concerto) percorre "la solita strada, bianca come il sale", contempla "il grano da crescere, i campi da arare" di Ciao amore ciao. Gli applausi si rincorrono, ma uno dei più lunghi lo registriamo quanto Paolo Archetti Maestri, eseguita la canzone della Banda Tom, ricorda che è grazie a giovani come quelli che son morti, giustiziati dai nazifascisti, a Valenza, che noi possiamo contare sulla Costituzione. E festeggiare il 25 aprile.
Poi spazio al folklore: quello meridionale di Napolitania, quello piemontese di Andèira. È anche l'occasione, questa, con cui gli Yo Yo ribadiscono la loro gioia ("facciamo nella vita quello che sognavamo da ragazzini") e la loro filosofia ("non siamo quelli che danno gomitate per comparire, che vogliono galleggiare a tutti i costi
"). È l'introduzione a Il palombaro.
Poi ecco Il funerale del Clown e il primo gran finale con il must Sciopero. Richiamati in scena a furor di piazza, i nostri riattaccano col dolcissimo Il silenzio del mare. Poi è un crescendo - purtroppo anche di volume: e l'istinto di sopravvivenza consiglia di allontanarsi il più possibile dagli amplificatori
ma perché è necessario finire assordando? - che, coinvolgendo Luigi Tenco e la canzone di Stalingrado, porta ad Anarcobaleno. L'ultimo brano. Quasi una versione moderna di Voielles di Artur Rimbaud. Che si chiude nella speranza. Con l'immagine, delicata, dell'aspirazione "al fiore della nostra infinita libertà". (G.Sa)
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