Ovada. Dall'attività dello Sportello della Caritas parrocchiale e dall'esame della relazione di questo gruppo di volontari, emergono dati preoccupanti circa l'andamento socio-economico cittadino.
Intanto c'è subito da registrare un aumento costante delle situazioni di povertà e di disagio. Infatti ben 226 sono state in tutto l'anno scorso le famiglie assistite, a fronte delle 176 del 2007 e delle 169 del 2006.
E l'incremento di povertà purtroppo non coinvolge solo diverse famiglie di immigrati ma anche famiglie ovadesi. Sono ben 47 i capifamiglia che si sono presentati allo Sportello Caritas per i loro 87 familiari. Nel 2006 erano appena 24 la famiglie presentatesi e 35 l'anno dopo.
Se da una parte si alza il tasso di povertà, diminuisce invece il monte-offerte. Si è passati infatti dagli oltre 18.500 del 2006 ai 16.500 del 2007, sino ai 16mila e meno dell'anno scorso. Questo drastico decremento delle offerte ha purtroppo costretto i volontari della Caritas a scelte non facili ma obbligate, nel destinare gli aiuti.
Ma anche le assegnazioni di generi alimentari segnano il passo: si è verificata una riduzione di 9 quintali di prodotti dall'Agea-ente risi; di 5 quintali dal Banco alimentari. Ed anche dalla Coop Liguria proporzionalmente c'è stato un decremento di prodotti alimentari.
Segni questi tangibili della crisi economica che ha investito in pieno anche il nostro Paese, compresa naturalmente la zona di Ovada. Ne è la riprova evidente il progressivo aumento di domanda di lavoro, sia italiana che straniera.
Le famiglie italiane infatti risentono sempre più della crisi economica e quindi tendono a ridurre al minimo l'aiuto di persone esterne al loro nucleo.
A farne le spese sono soprattutto badanti altrimenti impiegate, giardinieri e manovali in genere.
Sono i rumeni su tutti a chiedere il lavoro
L'attività dello Sportello Caritas parrocchiale, gestito da volontari, è assai variegata e comprende diversi settori di intervento a favore dei bisognosi e degli indigenti.
Nel corso del 2008, elevata è stata la spesa che lo Sportello ha sostenuto per acquistare medicinali. Il costo complessivo delle medicine infatti ammonta a 1.836 euro.
Ma ancora di più si è dovuto spendere per il pagamento degli affitti perché diverse famiglie ovadesi "non ce l'hanno fatta". 7.658 euro è stata questa spesa, compreso il pagamento delle spese condominiali e di utenze varie (luce, gas, acqua) a carico degli assistiti maggiormente bisognosi. La Caritas parrocchiale ha potuto far fronte a tutte queste ingenti spese avvalendosi anche dell'apporto finanziario della Conferenza di S. Vincenzo cittadina.
Consistente poi l'attività del guardaroba, che ha impegnato i volontari sia nella selezione e la sistemazione degli indumenti donato che nella loro distribuzione. Gli indumenti più ricercati dagli assistiti sono quelli per i bambini, coperte, lenzuola e scarpe. I volontari hanno distribuito anche mobili, materassi ed arredo per la casa.
Lo Sportello lavoro è i luogo dove si sono incontrate domanda ed offerta di lavoro, specie quello domestico. A questo Sportello si sono presentate, per chiedere lavoro, in 79 tra italiani e stranieri. La loro provenienza: 30 dalla Romania, 15 dall'Italia, 11 dall'Ecuador, 8 dal Marocco, 4 dall'Ucraina, 2 dal Brasile ed 1 rispettivamente da Albania, Perù, Senegal, Cuba, Cile, Lituania, El Salvador ed Argentina. Tra tutte le domande presentate, 35 (poco meno della metà) hanno avuto uno sbocco positivo.
Col sostegno finanziario della Diocesi di Acqui e attraverso contatti avuti con imprenditori locali disponibili, si sono attivate cinque borse-lavoro. Questo si è rivelato uno strumento assai efficace per far entrare nel mondo del lavoro chi, per motivi diversi, non vi ha mai partecipato o ne è stato rimosso.
Ma lo Sportello si è attivato positivamente anche in altre strade, per contribuire alla soluzione di tanti problemi che coinvolgono molti soggetti, sia italiani che stranieri. Per es. la compilazione di pratiche riguardanti la salute, l'iscrizione alle scuole specie gli asilio i nidi per l'infanzia, l'individuazione di abitazioni con affitti sopportabili, il disbrigo delle pratiche per l'immigrazione. Per questo si è stabilita una buona intesa con gli enti pubblici, specie il Consorzio dei servizi sociali e l'Asl cittadina.
Dei volontari poi hanno raccolto le quote per le adozioni a distanza, passate a 41 rispetto alle 25 del 2002.
Avvalendosi degli apporti essenziali di enti e persone sensibili, la Caritas parrocchiale ha dotato quindi i suoi volontari, operanti allo Sportello, di una Carta dei servizi, per aiutarli a risolvere i problemi di cui si viene man mano a conoscenza. (E. S.)