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Acqui Terme. Come annunciato nel passato numero del nostro giornale, martedì 27 ottobre, alle ore 18, presso la Sala maggiore del Grand Hotel "Nuove Terme" (Piazza Italia), sarà ospite il giornalista Marco Travaglio. L'atteso incontro - promosso da Circolo Armando Galliano, "Acqui che resiste", Sinistra Acquese e locale movimento dei "grillini" - è finalizzato alla presentazione del libro, scritto a sei mani con Marco Lillo e Peter Gomez, "Papi, uno scandalo politico", uscito a metà luglio per i tipi di Chiarelettere. Ma è facile immaginare che la discussione si allarghi ai temi della recente attualità politica (Lodo Mondadori, Lodo Alfano, scontri istituzionali che han coinvolto la magistratura, la corte costituzionale, il presidente Napolitano, il governo e il primo ministro Berlusconi) e all'ultima opera di Travaglio, da pochi giorni disponibile in libreria. Si tratta di Inciucio (Bur-Rizzoli, pp. 557), libro dedicato a "la Sinistra che ha salvato Berlusconi, alla grande abbuffata Rai e alle nuove censure di regime, da Molière al caso Celentano, all'attacco all'"Unità" e all'assalto al "Corriere"". Dopo Gianni Letta Testimone del Tempo dell' "Acqui Storia" 2009, un incontro che rivela come la cultura locale, nel suo complesso, sia sensibile alla par condicio. Chi è Marco Travaglio
Il giornalista il grande pubblico lo ha conosciuto attraverso Anno zero di Michele Santoro, e ancor prima per l'intervista nella trasmissione Satyricon, ideata e condotta da Daniele Luttazzi. In quella egli presentò il suo libro L'odore dei soldi (2001), un'inchiesta sull'origine, che Travagli ritiene fortemente sospetta, della fortuna economica di Silvio Berlusconi. Seguì il cosiddetto "Editto bulgaro" del 2002. Torinese, prima free lance, quindi giornalista (con Mario Giordano) de "Il nostro tempo", settimanale della Diocesi di Torino, ha fatto parte delle redazioni de "Il Giornale" e de "La Voce" di Indro Montanelli, scrivendo poi per "L'Espresso", "La Repubblica", "Cuore", "Micromega", "ll Messaggero", "L'indipendente", "Il borghese". Notissima la rubrica Bananas da lui tenuta su "L'Unità". Oggi Marco Travaglio scrive su "Il fatto quotidiano". Beppe del Colle (proprio su "Il nostro tempo", gran settimanale, va detto, nel numero del 18 ottobre 2009) fornisce questo profilo: "Basta scorrere i titoli dei suoi libri, per rendersi conto della varietà di personaggi di cui parla: Cesare Romiti e gli altri protagonisti del processo Fiat (1997); tutti i coinvolti nelle inchieste della magistratura (compresi gli "impuniti") da Andreotti a Craxi, Martelli, Pomicino, Bossi, De Michelis, La Malfa, Biondi, D'Alema, eccetera eccetera; "origini e misteri delle fortune di Silvio Berlusconi"; la vera storia di Mani pulite, da Mario Chiesa in giù o in su; i "bravi ragazzi" Previti & C. nella requisitoria di Ilda Boccassini; e poi la mafia e i suoi intrecci con la politica, e dunque "l'amico degli amici" Dell'Utri e gli "intoccabili" di Cosa nostra; e infine gli interminabili, spesso esilaranti episodi di censura televisiva, da Biagi, Santoro, Luttazzi fino a Celentano e Sabina Guzzanti
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Papi: la quarta di copertina
comincia con una frase di Augusto Minzolini, oggi direttore del Tg1, che risale al 1994: "La distinzione fra pubblico e privato è manichea: un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico". Ecco un assunto che orienta il testo, e alimenta il fuoco delle polemiche (poiché, nel frattempo, sul pensiero di cui sopra molti sembrano aver fatto marcia indietro: ma ai lettori vada l'ultimo giudizio). Tra i temi delle pagine le originali modalità della scelta della nuova classe politica italiana. "Prima nelle residenze del Cavaliere, poi al Parlamento europeo o negli enti locali. Tra escort, ballerine, modelle e tanta musica. Dal vivo. Uno spettacolo come in tv, quella che piace al premier. Con l'aggiunta di personaggi alla Gianpi Tarantini, grande navigatore nel mare della politica truccata a colpi di mazzette e party da jet set, tra cocaina e frequentazioni pericolose. Telefonate su telefonate e testimonianze dirette. A partire da quella di Patrizia D'Addario, la squillo all'ultimo momento esclusa dalle elezioni europee. Questo libro - e riprendiamo fedelmente i contenuti del piatto inferiore - ricostruisce fatti privati che diventano pubblici ed espongono Papi-Silvio a ogni sorta di ricatto, trascinando l'Italia al punto più basso del suo discredito internazionale". (G.Sa)
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