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Inizio d'anno con scuole al freddo

 
Acqui Terme. Scuole superiori al freddo, dopo il 15 ottobre. L'accensione degli impianti ha creato qualche problema all'Itis "Barletti", dove il caldo è arrivato solamente il giorno 17.
Al Liceo Scientifico "Parodi" e all'Istituto d'Arte "Ottolenghi" (problema risolto lunedì 19, nella tarda mattinata), al Classico "Saracco" (termosifoni finalmente accesi il 20).
Per l'Istituto Tecnico Commerciale "Vinci" di via Moriondo i problemi maggiori, poiché mercoledì 21, visto il persistere della situazione di disagio, con temperature comprese tra i 12 e i 15 gradi, i ragazzi - preavvertiti con le loro famiglie sin dal giorno prima - sono stati rimandati a casa dopo il consueto appello. La caldaia, nonostante gli annunciati interventi del giorno prima, "non è partita". E, mentre i fogli de L'Ancora stanno ormai andando in macchina, è difficile fare previsioni circa l'accensione effettiva. E tutti sperano che le vacanze forzate non siano troppo lunghe, perché - a parte le negatività legate all'interruzione dei lavori in classe, programmati dai docenti e dagli allievi - si prospetta, in tal caso, la necessità di un doveroso "recupero", che potrebbe essere effettuato a Pasqua.
Ma qual è il pensiero dei dirigenti scolastici dei due istituti di riferimento, visto l'affiorare, anche quest'anno, di una problematica certo "non nuova"? La prof.ssa Luisa Rapetti (Istituto Superiore "Torre") da noi sentita telefonicamente, vuole sottolineare la positiva risposta, davvero responsabile, dei ragazzi. Essi hanno fatto fronte ad una situazione veramente incresciosa. E questo è capitato all'Itis, e poi soprattutto al "Vinci", in cui gli studenti hanno sopportato con pazienza le basse temperature, per una intera settimana, con le attività didattiche che non hanno minimamente subito alcun condizionamento prima della doverosa interruzione del 21 ottobre. E un riconoscimento deve andare anche ai docenti della scuola, alla loro capacità di dialogo, alla efficacia di un progetto educativo".
Per il prof. Nicola Tudisco (Istituto Superiore "Parodi"), da noi intervistato, i disguidi che si sono verificati sono l'ennesima prova di come le amministrazioni, purtroppo, non abbiano ancora compreso che la scuola è di interesse prioritario.
La scuola è qualcosa di fondamentale. Per il Classico, ad esempio il disagio è stato determinato dal fatto che i tecnici preposti avevano dimenticato di allacciare l'impianto scolastico al teleriscaldamento.
Un fatto assolutamente banale, un problema superficiale ha creato difficoltà, disagi evitabilissimi. "Alla scuola occorre prestare più cura: e maggiore attenzione va anche offerta alle richieste di collaborazione dei dirigenti scolastici che non solo, per tempo, segnalano i problemi, ma cercano di programmare le loro azioni, finalizzate a quello "star bene a scuola" che non deve essere formula meramente astratta. Ma qualcosa di tangibile". Verissimo: anche perché i problemi non sono tali solo per duecento o trecento allievi di un istituto, con i loro docenti, ma per tutta la comunità. (G.Sa.)

 

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