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Il Moscato d'Asti della vendemmia 2009 è già sugli scaffali |
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Canelli. In questi giorni sugli scaffali delle enoteche, sta arrivando il Moscato d'Asti nuovo chiamato a confermare l'eccellenza delle uve di Moscato bianco raccolte, quest'anno, a partire addirittura dal 23 agosto, ancor prima della firma dell'accordo economico di filiera.
I primi assaggi del vino a docg già imbottigliato esaltano ancor più le impressioni vendemmiali, una fragranza ed una freschezza invitanti, originate da un equilibrato rapporto tra una giusta vena acida e gli zuccheri in quantità, ma che non sovraccaricano il metabolismo glucidico per la loro naturalità. Ma la caratteristica che fa grande il nostro vino piemontese è la ricchezza dell'aroma, lo stesso che si avverte mangiando l'acino fresco. Giovanni Satragno, 55 anni, enologo e produttore di Loazzolo, e presidente della Produttori Moscato ritiene che: "Il 2009 rappresenti quindi una grandissima annata per la qualità del Moscato d'Asti, ma anche sotto il profilo della quantità del raccolto i vignaioli abbiano avuto soddisfazioni, la resa media in vigneto ha sfiorato infatti i 95 quintali per ettaro (diecimila metri quadrati)". Per Satragno: "L'unica nota un po' stonata è rappresentata dal prezzo delle uve, fissato nell'accordo, a meno 3% rispetto al 2008, cioè a 0,965 euro il chilogrammo. Un niente tuttavia in confronto alla discesa ben più marcata delle altre uve". Peccato che questa grande vendemmia abbia coinciso con un anno in cui si sono fatti sentire gli effetti della crisi economica mondiale, con una contrazione nelle spedizioni, specialmente su alcuni mercati esteri, negli Stati Uniti in primis. Angelo Dezzani, 55 anni, enologo e direttore della Produttori Moscato nota che: "Sul mercato nazionale ormai si è imposto il vino di qualità in modo trasversale tra i vari segmenti della società ed anche tra i giovani. Vini di qualità in senso oggettivo, gradevoli, profumati, ben fatti, con equilibrio. Certe esagerazioni che si erano imposte sino a 2/3 anni fa sono scomparse, quei vini troppo pesanti, col colore dell'inchiostro e la struttura di marmellata. E come la nuova sobrietà nei consumi, non solo alimentari, ha fatto piazza pulita degli eccessi, sul fronte dei prezzi, quei vini alla moda, conosciuti soprattutto per le quotazioni sempre al rialzo, sono finiti. Però rimane la qualità, quella vera, offerta ad un prezzo giusto. Il rapporto qualità prezzo, ecco il binomio dell'oggi e del domani. Si possono trovare vini piemontesi di alta qualità, tutti al di sotto dei 10 euro in enoteca, intendo grandi Moscato d'Asti freschi e fruttati e Barbera d'Asti complessi e profumati. Qualità che parte da lontano, tenete conto che da noi in Piemonte ormai si è diffusa la coltivazione con metodi integrati. A basso impatto ambientale, con trattamenti e concimazioni ridotti al minimo e con prodotti naturali". Qualità è anche questo. Siamo quindi fiduciosi nella ripresa, il vino buono l'abbiamo già in cantina. A questo punto non ci resta che augurarci di avere tante occasioni per poter brindare con tutti i nostri amici del Moscato, e, se queste occasioni non ci saranno, potremo sempre consolarci con un buon bicchiere accompagnato dalla più tipica torta di nocciole appena tostate". |
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