| |
Acqui Terme. Ritorna la stagione teatrale "Sipario d'inverno", che si svolgerà al Teatro Ariston di Acqui Terme da dicembre ad aprile del 2010. L'amministrazione comunale ha concesso il patrocinio per la concretizzazione dell'iniziativa, quindi interverrà con un contributo di 20 mila euro, con queste modalità: 7 mila euro entro novembre; 7 mila euro entro il 15 dicembre; 3 mila euro entro il 1º febbraio 2010 e 3 mila euro a fine stagione, previa presentazione del consuntivo dell'attività svolta. Il cartellone della stagione presenta nove appuntamenti che dovrebbero iniziare giovedì 3 dicembre con "Lo zoo di vetro" di Tennessee Williams con Jurji Ferrini. Tra gli altri titoli "Belli fuori", compagnia "I ripelli" di Renato Liprandi, "Vuoti a rendere" di Maurizio Costanzo con Sergio Danzi e Ileana Spalla. "Lo zoo di vetro" di Tennessee Williams
con Jurij Ferrini e i suoi attori
Una serata di grande teatro con Jurij Ferrini che, con i suoi attori, mette in scena "Lo zoo di vetro" di Tennessee Williams. Alla riconosciuta bravura di Alessandra Frabetti nel ruolo della madre che vive di illusioni e rievoca il suo passato di donna corteggiatissima, e che nelle ristrettezze del presente vuole a tutti costi accasare la figlia, alle qualità di un Ferrini factotum, si aggiunge la positiva sorpresa della interpretazione di Aurora Peres, che è riuscita a rendere come meglio non si potrebbe la timidezza patologica, pendant di una menomazione fisica, della introversa Laura. La ragazza dei fallimenti. Che non riesce neppure a frequentare la scuola di dattilografia. Che si chiude volentieri in casa. Che passa il tempo a mettere su i vecchi dischi o a giocare con lo zoo di vetro. E' lei, Laura, donna e bambina nello stesso tempo, la più toccata dall'abbandono del padre, la vera grande protagonista della piece. E Aurora Peres del personaggio è davvero interprete straordinaria, in quanto l'espressione, il gesto, la recitazione sono assolutamente coerenti e permettono di raggiungere un risultato altissimo. Quanto alla lettura complessiva dell'atto unico (che Ferrini sceglie di suddividere in due tempi), alla sua interpretazione, ancora una volta si evince come "la salvezza" possa venire solo dall'evasione. E Tom ne è l'esempio. Il suo tempo libero dedicato al cinema, che tanti rimproveri gli causa, non è altro che l'anticamera della decisione di fuggire il soffocante ambiente familiare. Lui se la cava lasciando i guai a madre e sorella: forse la rottura accidentale dell'animaletto di vetro, il più caro, da parte di Jim (che però è già fidanzato, e non può impegnarsi con Laura) prelude ad una evoluzione che la scena non narra. Il dramma, che è stato rievocato da un Tom ormai lontano, "non conclude". Ma lo spettatore, nella traduzione di Gerardo Guerrieri (data al 1963, ma nessuno se ne accorge) ha modo di prendere coscienza delle sofferenze proprie di questa piccola tragedia familiare, sofferenze che diventeranno proprie della produzione di Tennessee Williams. "Nelle quali - come ha sottolineato Masolino d'Amico - si sottopongono ad osservazione personaggi femminili poco consueti come Amanda, capostipite di una serie di eroine determinate a non accettare la squallida realtà".
Una menzione, infine, per le azzeccatissime scelte musicali che accompagnano lo Zoo di vetro. (G.Sa.)
|