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Acqui Terme. Tanta gente così, a memoria, ad Acqui era un bel po' che non si vedeva. Martedì 27 ottobre. Tardo pomeriggio. Marco Travaglio alle Nuove Terme. Con alcuni che son scontenti perché non trovan posto. Protestano. Se la prendono un po' anche con gli organizzatori. Che però han previsto il posizionamento di uno schermo in via XX settembre. Ma tanta gente chi se la aspettava? 600 persone: un euro a testa, uno e mezzo e si poteva affittare l'Ariston. Sarà per la prossima volta. Mentre aspettiamo l'ospite che è in ritardo (giungerà ad Acqui dall'autostrada, da Felizzano, intorno alle 18 e trenta) abbiamo il tempo per considerare la doppia platea. Il primo risultato è che, a livello di audience, Travaglio non solo batte Mario Calabresi, e poi Giampaolo Pansa, Mario Cervi, Marcello Veneziani, Franco Battiato e pure Vittorio Sgarbi, ma anche tutto l'Acqui Storia (che era arricchito da tante presenze istituzionali, in certo qual modo obbligate). Vogliamo essere coerenti. Se il successo del Premio, di cui si è da poco conclusa l'edizione 2009, si misura con i numeri (come ha ripetuto ad ogni incontro l'Assessore per la Cultura Carlo Sburlati, con ferrea ostinazione: "134 volumi, risultato mai prima d'ora conseguito"; ma speriamo si sia considerato che c'era una sezione in più
), Travaglio un riconoscimento acquese - per il 2010, è ovvio - potrebbe già averlo maturato di diritto. Avendo raccolto quella bolgia di persone che, poi, esplode in un saluto calorosissimo al suo arrivo. Preludi e pezzi forti
Ma, assai disciplinata, la platea non ha perso tempo. Dalle 18 scorrono le immagini di un Travaglio "digitale", versione DVD, che racconta di quando Antonio Di Pietro abbandonò la magistratura. Storie di "polpette avvelenate" (soldi prestati da Osvaldo Rocca; vien fuori il nome Gorrini; con effetto domino che coinvolge anche l'avv. Previti, titolare del dicastero della Giustizia; ispezioni a Milano, dimissioni dal pool
), che in fondo ritornano anche oggi. Si veda il caso Marrazzo. Un video "clandestino". Si veda il caso Mesiano. Un video d'autore. Addirittura "televisivo". Il bello è che il discorso del Marco Travaglio in carne ed ossa prende l'avvio esattamente da dove il "documentario" si interrompe.
Ma perché il governatore del Lazio si è dimesso? Perché ha subito un ricatto. E la legge insegna che chi riceve minacce deve sporgere denuncia. E in che cosa è diversa la vicenda di Berlusconi da quella di Marrazzo? Per Travaglio in nulla. L'esposizione tende a sostenere che più volte, dal 1975, Berlusconi sia dovuto venire a patti con tanti soggetti. Ora i paparazzi che hanno immortalato familiari o calciatori del Milan; ora - sostiene il giornalista - elementi malavitosi. Certo si torna a parlare di Marcello Dell'Utri. Di Vito e di Massimo Ciancimino. Di una Sicilia che vota compatta. (Troppo). Del "assassino, assassino" gridato a Caselli. Di Gaspare Spatuzza. Per arrivare alla vicenda delle escort che hanno rubato immagini, pettegolezzi e, potenzialmente, non solo quelli (il premier è in possesso anche dei codici NATO delle armi nucleari; "Ahmandinejad è più responsabile", è la chiosa corrosiva). Il problema è l'informazione: i "terzisti" (organi di informazione, o politici, super partes) non esistono. "Le dimissioni, a Berlusconi, andrebbero chieste da anni". I direttori "saltano" (De Bortoli, Mieli, Anselmi
) e saltano i giornalisti come Biagi o Montanelli e poi Santoro
Ecco le formule "di cortesia" che fan sì che il caso All Iberian sia "caso Mills" e basta. Ma se c'è un corrotto c'è anche un corruttore. Perché sui giornali non si parla, allora, del caso "Berlusconi-Mills"?. Tra i tanti temi quello dello scudo fiscale, "una legge dello Stato per riciclare i soldi sporchi". Conclusione "bipartisan": non si tratta di spiegare solo alla Destra perché non si deve votare Berlusconi.
Il problema è un altro. "Se non è ricattabile, il politico non è affidabile". Sembra un paradosso. Ma il sistema fa sì che l'uno tiri giù l'altro. E dunque il galleggiare di un singolo, per proprietà transitiva, assicura la buona salute di tutti. "Non una casta, ma una cosca". Certo, negli USA, il metodo Obama è diverso: curriculum (ma là non ci mettono "evasore", titolo "molto in voga e apprezzato in Italia") e una sessantina di domande su relazioni affettive, fatti privati, conflitti di interessi, eventuale redazione di blog, diari, memoriali, appartenenza a lobby, relazioni con banche salvate dallo Stato
Il tutto onde evitare il ricatto e la sua cultura. Quella che non fa assomigliare l'Italia ad un Paese normale.
Un po' di umorismo
A leggere queste righe si potrebbe forse dedurre di una lezione eccessivamente seriosa. E invece no. Tanti "gli alleggerimenti", tante le battute. Come quando Travaglio va a sostenere che, se fosse passata un anno fa la legge che prevedeva l'arresto per prostitute e clienti, ci sarebbe stata, finalmente, una buona "legge ad personam"
(G.Sa)
L'incontro con Marco Travaglio è stato organizzato da Circolo Galliano, "Acqui che resiste", Movimento "Cinque stelle" di Beppe Grillo e Sinistra Acquese.
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