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Annullate le delibere sugli swap

 
Acqui Terme. L'Amministrazione comunale, tramite l'assessore alle Finanze Paolo Bruno, rende noto che in data 22 ottobre 2009 ha provveduto ad adottare il provvedimento di annullamento d'Ufficio di tutte le delibere presupposte e connesse alla conclusione dei contratti Swap.
Abbiamo chiesto all'assessore Bruno di approfondire per L'Ancora l'argomento.
"Detto annullamento si pone a valle del procedimento di autotutela avviato nel marzo 2009.
Infatti in data 31 marzo 2009, con delibera di giunta n. 58 del 31 marzo 2009, mai impugnata dalla Banca, l'Amministrazione ha avviato il procedimento in autotutela, contestualmente sospendendo i pagamenti relativamente ai contratti SWAP a favore della Banca.
Acqui Terme é il primo Comune in Italia che assume una delibera di annullamento d'ufficio dei contratti (SWAP), che a ragion veduta potrebbero risultare dannosi per il Comune.
Preme altresì rendere noto che l'Amministrazione con l'adozione del provvedimento di autotutela deve ritenersi liberata dai vincoli contrattuali connessi agli strumenti Swap.
Con tale delibera l'Amministrazione ottiene un immediato risparmio in termini economici, senza implicare alcun onere di carattere finanziario.
È importante sottolineare che ad oggi i flussi finanziari relativi ai contratti swap risultano ancora positivi per il Comune.
La scelta di operare in questo modo é nata da un attento monitoraggio, sia sui contratti derivati (swap), che sulle possibilità concesse dal sistema giuridico ed amministrativo, di operare delle scelte interruttive dei rapporti in essere.
L'interesse pubblico all'annullamento deriva principalmente dall'aver compreso che:
  • gli swap rappresentano fonte di elevati rischi economici per l'Amministrazione;
  • fanno presumere ulteriori esborsi lesivi dell'equilibrio finanziario dell'Amministrazione stessa;
  • potrebbero configurare, perdurando la situazione, un indebito arricchimento a favore della Banca.

L'Amministrazione tra l'altro aveva anche cercato una definizione bonaria di risoluzione dei contratti, che non penalizzasse il Comune, ma con la Banca non é stato possibile raggiungere alcun accordo.
Nel procedere all'annullamento dei provvedimenti l'Amministrazione salvaguarda la regolarità della propria azione nel rispetto dei principi dettati dall'articolo 97 della Costituzione e dalla legge 7 agosto 1990 n. 241 e dà atto che l'annullamento degli stessi comporta minori oneri finanziari per l'Amministrazione e si traduce, per la Banca, nella mera perdita di un lucro, ottenuto mediante la conclusione di contratti e l'adozione di provvedimenti di dubbia validità.
Un'attenta meditazione e una lunga concertazione hanno consigliato la Giunta Comunale di intraprendere una strada che speriamo, nell'interesse dei cittadini, possa diventare positiva per le casse del Comune di Acqui Terme. I presupposti ci sono". (C.R.)

 

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