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POLITICA LOCALE

 

Gelati sul PPE area Borma

Acqui Terme. L'assessore Giulia Gelati continua ad illustrare per L'Ancora il PPE riguardante l'area ex Borma:
"Come promesso, questa settimana mi accingo ad illustrare l'aspetto dell'impatto paesaggistico, derivante dall'intervento sulla ex Borma. Particolare attenzione è stata riservata all'inserimento ambientale e paesaggistico, così come testimonia l'articolato rapporto inviato in Regione, allegato al P.P.E., nel quale sono stati monitorati gli impatti e gli effetti sul territorio.
Sono state verificate le ammissibilità e tutte le misure di mitigazione relative ai vari elementi in gioco (acqua - aria - suolo - energia - rifiuti - natura - radiazioni - rumore) e constatate le congruità con il paesaggio.
Il recupero di un'area dismessa e abbandonata all'interno del tessuto abitato, nonché la sua ridefinizione funzionale, è da sempre un tema urbanisticamente stimolante e carico di responsabilità.
Consapevole di tale responsabilità, l'Amministrazione non ha tralasciato alcun aspetto e la preoccupazione per il risultato visivo finale è stata pari a quella della funzionalità urbanistica e delle convenienze economiche.
A questo proposito, devo dire che il rimpianto del prof. Icardi per la mancata vita attuale della vetreria è un rimpianto che accomuna tutti, ma, in questo momento, è mera retorica citarlo e, soprattutto, perché all'epoca, quando ricevettero la telefonata dall'Illinois che decretava la chiusura, non deliberarono di vincolare l'area dismessa ad un nuovo insediamento?
Mi pare che, invece, in quegli anni, nessuna iniziativa fu presa per salvare l'industria in genere nell'acquese.
Comunque, tornando all'argomento, la ricostruzione di un obsoleto angolo urbano sarà l'occasione per rappresentare un'architettura variamente modellata sulle edificazioni già esistenti, senza privarsi della facoltà di proporre soluzioni contemporanee.
Il nuovo quartiere si inserirà nel tessuto urbano come se si trattasse di un'edificazione spontanea. La conservazione di Corso Bagni come porta d'ingresso alla città, verrà arricchita da nuove costruzioni di altezza variabile, non gli altissimi palazzi previsti dal prof. Icardi, bensì, costruzioni di sette piani, più attico rientrante rispetto alla falda del tetto, che non modificano lo skyline del Corso e del quartiere. Le altezze delle costruzioni, infatti, rientreranno in quelle già esistenti senza particolari emergenze.
Verranno riproposte forme e tipologie già presenti nello spazio urbano della città, con la sola esclusione dell'edificio destinato a hotel, che rimarrà una costruzione fortemente rappresentativa, con la conservazione della facciata della palazzina liberty.
Hotel di vera eccellenza, che non rappresenta certo una concorrenza per la ricettività locale, essendo, anzi, la migliore opportunità di nuovo indotto turistico, con un target di clientela finora sconosciuto, ma che, a ricaduta, non può che accrescere le occasioni per tutti.
Evento che hanno ben compreso anche i paesi ex comunisti, come dimostra l'apertura di strutture ricettive di alto livello in Romania e paesi limitrofi, come fonte primaria di sviluppo economico grazie al richiamo turistico.
La rimozione del muraglione esistente e la realizzazione di due assi viari, uno veicolare e pedonale e l'altro solo pedonale, nonché l'inserimento di nuove attività commerciali, contribuiranno all'eliminazione della dicotomia oggi esistente tra il centro e la zona Bagni.
Gli edifici prospicienti Corso Bagni e quelli che si affacciano sul nuovo "boulevard" che collegherà il Corso a Via Romita, riproporranno riferimenti formali dell'edificazione di pregio del primo novecento, con una connotazione elegante, che si concretizza in richiami all'ornamento e nell'uso di intonaci colorati nei colori chiari, quali il perla, l'ocra e lo champagne.
I restanti edifici, aventi diverse destinazioni d'uso, si proporranno con facciate in continuità con la tradizione locale, ossia,con un paramento di terracotta a vista costituito da mattoni pieni tradizionali. L'utilizzo di detta tipologia si può far risalire all'epoca romana, come risultano a testimonianza i reperti degli archi dell'acquedotto e i rinvenimenti di alcune strutture durante gli scavi archeologici.
Per quanto riguarda poi le testimonianze dell'epoca tardo-medioevale si possono ricordare dal Castello dei Paleologi, al Campanile della Cattedrale, dall'Episcopio ad alcune case private. Ne giustificano l'utilizzo, anche la presenza di numerosissime fornaci sia in città, che nei paesi limitrofi, (come ad esempio quella di Alice Bel Colle che nel 1896 fornì i mattoni per il restauro degli archi dell'Acquedotto Romano di Acqui.)
I materiali proposti si rifanno a tipologie ricorrenti nel tessuto urbano edificato della città con elementi in laterizio, nelle tonalità più morbide dei colori solari, dal giallo all'ocra, dall'arancio al salmone.
Come rafforzamento della volontà di riproporre tipologie e cromatismi propri del territorio, alcuni elementi verranno anche realizzati con pietra locale a vista, in sintonia con alcune testimonianze, dalla Cattedrale ai cantonali lungo le vie interne del nucleo antico.
Anche la creazione degli spazi pubblici e dell'arredo rivestirà un'importanza significativa nella vista d'insieme, in particolar modo, verranno individuati e valorizzati i "corridoi del verde", come il proseguimento del viale alberato, o la riproposizione dei giardini pubblici, o l'arricchimento della Passeggiata Piola.
Un paesaggio urbano, quindi, progettato nel paesaggio.
La viabilità sarà l'oggetto della prossima puntata, in attesa di illustrare pubblicamente l'intero progetto a tutta la cittadinanza che avrà piacere di partecipare in una serata in cui si potranno visionare filmati, foto, render, plastici".

Bosio risponde a Giulia Gelati

Acqui Terme. Il consigliere comunale Bernardino Bosio risponde all'assessore Giulia Gelati:
"Spett. Direttore: le chiedo un po' di spazio per rispondere alla professoressa Giulia Gelati che ricopre l'incarico di assessore all'urbanistica, per informare correttamente i lettori de L'Ancora.
Ribadisco, in accordo con la maggioranza di chi mi legge, la bontà dell'amministrazione Bosio, che ha trasformato la città, rendendola tra le più belle del Piemonte! Compreso il Centro Congressi di zona Bagni, progettato con un'estetica ben diversa da quella realizzata dall'amministrazione Rapetti 1ª, che lo ha trasformato in un monolite arrugginito, anche se i maligni gli attribuiscono un colore di... qualcosa non proprio bella! Il faraonico progetto Kenzo Tange, era finanziato con soldi "veri" che l'amministrazione Bosio ha trovato e che altri hanno "perso!!" perdendo pure gran parte della proprietà delle Terme di Acqui, che Dino Bosio ha portato a casa gratis! La sera del Consiglio Comunale l'Enologo Bosio era da un cliente in Liguria per il lavoro di consulenza che durante il periodo vendemmiale è nella sua maggior intensità e urgenza.
Per la notevole mole di lavoro non ho potuto rispondere la settimana scorsa e ora cerco di ristabilire la oggettività sulla realtà Borma! Mi sembra che la professoressa, non abbia chiaro il contendere, tutti i vantaggi portati a casa dalla deliberazione sulla Borma non sono in discussione, essi derivano soprattutto dal lavoro fatto dai consiglieri della Lega Nord che, coscienti che il progetto sarebbe comunque stato approvato dalla maggioranza e presenti in commissione si sono battuti come "leoni" al fine di migliorare una proposta piuttosto "scarsa" che la professoressa aveva portato in consiglio molti mesi fa.
I consiglieri di maggioranza hanno accolto i suggerimenti, che valgono più o meno 3.000.000,00 €, della Lega e questo risultato io lo riconosco!
Non concordo con la professoressa e questo è compito dell'opposizione, sia giusto vendere "l'oro di Nizza" per oro buono su tutta la vicenda!!! Ricordo che i restanti vantaggi, ovvero gli oneri di costruzione e urbanizzazione sarebbero venuti anche da una struttura con meno residenze e più attività produttive, artigianali, turistico ricettiva ecc. Identico discorso vale per le opere della nuova viabilità, della bonifica, dei parcheggi, delle aree verdi ecc.
Ma per soffermarsi sugli aspetti economici, è giusto che gli Acquesi comprendano che non solo quest'opera, ma anche tutte le opere progettate precedentemente avrebbero messo in gioco le imprese di movimento terra per scavi e sbancamenti, a impianti di produzione laterizi ecc. avrebbero lavorato muratori, piastrellisti, elettricisti, idraulici, decoratori, falegnami, fabbri, vetrai, impianti termici, marmisti e commercianti.
Tutto ciò si sarebbe verificato anche per un progetto "produttivo", che avrebbe continuato a produrre lavoro e reddito anche terminata la costruzione!!
La cosa però più interessante scritta dalla professoressa sono gli esempi: "ci saranno circa 260.000 mq da tinteggiare, significa circa 13 anni di lavoro calcolando 8 ore al giorno per una squadra di due decoratori". Facendo una breve analisi della storia urbanistica della città si presume che la costruzione duri oltre i 10 anni, perciò in base all'esempio sta a significare che "un'impresetta" con padre e due figli assorbirà in 10 anni tutte le tinteggiature del cantiere!!! Vorrei concludere con alcune domande.
Ribadendo che non essendovi garanzie per la costruzione dell'albergo, richieste dal sottoscritto nell'unica riunione di commissione a cui ho partecipato, per cui non vi sarà un'attività produttiva di reddito utile per la città per il futuro; qual è il vantaggio rispetto ad altre costruzioni residenziali o commerciali per le costruzioni di altri imprenditori? Forse gli altri costruttori non usano porte e finestre? Non fanno impianti elettrici? Non fanno sbancamenti, costruzioni, pavimenti ecc. Comprano mattoni virtuali?
Questi 6.000.000,00 non è che servano per sanare un bilancio con buchi più grandi di quelli fatti per il Teleriscaldamento? Ringraziando la spett. professoressa per le preziosissime e rarissime informazioni sulla NEW-CO viene spontanea un'ultima curiosità, ma se avessimo creato per la soc. S.I.F., che ella menziona, tutti i vantaggi che sono stati approvati per la Borma non è che anche le Terme sarebbero state recuperate, anziché rischiare di finire vendute al taglio come sul bancone di un macellaio?
Porgendo un gentile ringraziamento al direttore e ai lettori per la loro pazienza, annuncio, una serie di interventi legati alle Terme di Acqui nelle prossime edizioni".

Bosio e Novello e la Lega Nord

Tocca alla Lega Nord fare il punto
sui problemi della sanità acquese

Acqui Terme. Ci scrive Francesco Novello del Gruppo della Lega Nord di Acqui Terme:
"Egregio direttore, abbiamo letto con interesse l'articolo comparso a fine settembre, in una testata provinciale, dove si evidenziano disservizi nell'ambulatorio del nostro ospedale.
Tra le altre cose, si scriveva che era stata fatta un'interrogazione in Regione da Botta consigliere PDL. Finalmente anche qualcun'altro si interessa della sanità acquese, facendo cose concrete.
Botta, evidenzia che ci sono ritardi notevoli sull'orario delle prenotazioni ambulatorie, vero, ma scavando bene nel solito limo aziendale dell'Asl si evince che i problemi sono non solo chirurgici ma diffusi.
Infatti, stranamente, gli ambulatori chirurgici sono stati spostati al pomeriggio. Idea geniale e stupenda, non sappiamo di chi, ma sicuramente appoggiata dal nostro direttore aziendale e, per altro, non avversata dal direttore sanitario dell'ospedale. Ma questo spostamento al pomeriggio cosa composta?
Intanto la gente non può prenotare ulteriori esami richiesti dallo Specialista, poiché il cup è chiuso e, dopo le 16, non ha la possibilità di pagare i tichet in banca, perché anche questo sportello è chiuso.
Inoltre nelle ore pomeridiane, come dice Botta, ci possono essere solo un infermiera e un medico che più di tanto non riescono a fare.
Ma chi se ne frega in fondo questi campagnoli montanari cosa vogliono!
Questi campagnoli montanari, tra cui ci siamo noi a pieno diritto, vogliono una gestione chiara limpida e trasparente (aggettivo usato sempre dal direttore generale).
Ma questo degli ambulatori è la punta di un iceberg, non propriamente di ghiaccio, che emerge dal Asl AL.
Facciamo qualche esempio: c'è un pronto soccorso asfittico, per mancanza di personale ma perché?
Sono molteplici sicuramente le ragioni, sembra che una di queste sia che il nostro fosforico, ripetiamo, fosforico direttore sanitario aziendale e il Direttore generale abbiano assunto personale per il Pronto Soccorso destinato però subito a servizi che di urgenza non hanno mai sentito parlare infatti, nella nostra Asl, almeno ad Acqui, ci sono servizi sovra dotati di organico, che potevano essere ben gestiti da medici di altri ospedali, pagati a prestazione, con risparmio notevole per tutti e non sulla pelle di tutti.
Del Pronto Soccorso, a parte fiumi di parole in conferenze e mia sui media, sembra che non gli freghi niente a nessuno.
Invece di assumere giovani motivati ed entusiasti, si lascia languire con un personale che è al limite delle forze.
Alcuni dipendenti, hanno notevole anzianità di servizio, e meriterebbero, come succede ovunque nel pubblico o privato, di avere compiti sicuramente di supervisione ma meno impegnativi fisicamente.
No qui no! Vengono spremuti come limoni.
Basta risparmiare sui ciapet di chi lavora e degli utenti. Barboni!
La sanità pubblica non deve produrre lucro ma salute per tutti.
C'è una Divisione Medica che è sempre a tappo di pazienti e, poco distante, reparti con annesso primario che hanno, nei momenti di vacche grasse, ricoverati 2 o 3 pazienti.
Forse non sarebbe meglio capovolgere la situazione e dare di diritto alla Medicina anche quei letti sottoutilizzati?
Perché si è data dignità di reparto a specialità che producono poco o niente?
E perché non si è invece data più dignita a specialità come la pneumologia che, vista l'età media della popolazione, comporterebbe tutto ossigeno (restando in tema) per il reparto di Medicina?
In genere risponde a queste domande (forse perchè sono fatte da montanari campagnoli), grebani che non sono nel gota intellettuale di codeste amministrazioni di sinistra) allora, seguendo l'idea di Botta, porteremo questi problemi in Regione, magari, serve a poco, ma intanto un po' di disagio a tergo, lo sentiranno forse, i nostri geniali amministratori.
Da qualche tempo, sembra che alcuni dipendenti, che dignitosamente portavano avanti il loro lavoro, abbiano chiesto (o siano stati bonariamente invitati a chiedere?) trasferimenti, anche scomodi, in altre sedi dell'Asl.
Chiediamo noi: forse non erano ben allineati, contenti e soddisfatti della politica aziendale?
O forse non applaudivano abbastanza quando arrivavano i grandi manager aziendali?
Mah, vedremo faremo del nostro meglio per capire, e bisogna dire che di cose da capire ce ne sono un sacco e una sporta.
Vi terremo informati sull'esito delle interrogazioni in Regione, non è che ci aspettiamo molto dall'Amministrazione attuale, ma noi ci proviamo chissà".

In una città che langue
il ruolo guida della Lega Nord

Acqui Terme. Ci scrive Bernardino Bosio:
"Egregio Direttore, nel ringraziarLa, gradirei proporre ai suoi lettori, nello spazio che gentilmente mi concede, un intervento di politica locale con qualche puntualizzazione nei confronti di vari interventi pubblicati sui numeri precedenti del suo settimanale.
A ben vedere, non solo L'Ancora, i mezzi di informazione in generale, ho l'impressione che terminata l'era Bosio ad Acqui sia scesa l'inedia, la città è lasciata a se stessa, le Terme sono allo sbando, pronte ad essere vendute, dalla regione, per fare cassa, l'ospedale e la sanità acquese in cerca d'Autore in una ASL che oltre avere la sede a Casale lascia in molti casi a desiderare! Tutto questo tra l'indifferenza totale dei più.
Non parlo solo delle lettere al suo giornale, ma anche della debolezza con cui gli organi di informazione trattano questi argomenti, quasi con timore reverenziale.
Lo stesso dibattito politico langue, sicuramente il primo responsabile è il sottoscritto, purtroppo, per fare politica con impegno di un tempo sarebbe utile essere un pubblico dipendente o un ricco possidente!
La presunzione del palazzo che, a mio tempo, ho praticato è diventata ben maggiore! Sono stato rimproverato per l'assenza in Consiglio Comunale da un assessore che per settimane e settimane, al fine di accogliere i desideri di un costruttore non si è vista all'ufficio Assistenza! Fortunatamente ben governato dai funzionari comunali; (ma che ci azzeccano i vecchietti… meglio i palazzi!!).
In questa confusione generale non mi sfugge la situazione della Lega Nord di Acqui Terme, che arrivando al commissariamento, dovuto a motivi strettamente previsti, ha scatenato le fantasie più fervide, compresa quella di Mauro Garbarino, che fantasticano sul "Sesso delle Cicale" vede divisioni o rotture in ogni luogo.
Lo scorso anno, per motivi contingenti, la Lega Nord ha tenuto l'assemblea di sezione, per l'elezione del segretario con la partecipazione alle elezione di tutti i soci sostenitori, che da statuto non hanno diritto di voto. Eletto Paolo Gandini, con l'impegno, a seguito di una mozione votata, di rieleggere nel 2009 il Segretario di Sezione con i soci militanti. Per questo motivo a seguito delle dimissioni del Segretario, Paolo Gandini, la Segreteria Provinciale, ha disposto il commissariamento. Sono già iniziate le consultazioni con i soci militanti, al fine di convocare l'assemblea verso fine Novembre.
Certo la Lega Nord di Acqui Terme dovrà valutare, anche in vista delle elezioni regionali, quali indirizzi intraprendere, come far sì che l'on. Roberto Cota, se candidato a Governatore del Piemonte, abbia il massimo del sostegno popolare.
Mauro Ratto parla di anomalia relativa al fatto che la Lega Nord ad Acqui sia in opposizione, ma bisogna ricordare che a Novi Ligure la Lega Nord è stata presa a pesci in faccia dal PDL senza molte remore… che all'epoca dell'elezione dell'on. Malvezzi, F.I. era in opposizione senza molti timori riverenziali, anzi in modo molto energico, eppure al governo si era insieme! La Lega Nord è un movimento che ha come unico obiettivo la riforma federalista dello Stato e, in quanto tale, non dipende dalle ideologie di destra o di sinistra ma esclusivamente dagli ideali e dai cittadini che la sostengono. Oggi i Ministri e il gruppo di Governo è un amalgama unito, dalla volontà di migliorare il Paese e dall'impegno di lavorare con il cuore, senza secondi fini ed esclusivamente nell'interesse della gente! Io ritengo che il segretario eletto ed il nuovo direttivo dovranno lavorare molto per portare ad un risultato elettorale importante.
Siamo la realtà con la miglior media percentuale alle elezioni provinciali, questo grazie al lavoro svolto in questi due anni e ritengo che grazie all'incapacità di questa giunta comunale, nell'affrontare i problemi della città, potremmo cogliere risultati migliori!".

La SIF spa sulla New Co e le Terme

Acqui Terme. Riceviamo e pubblichiamo:
"Cortese Direttore,
abbiamo appreso di alcuni interventi apparsi sulle pagine del suo periodico relativamente al progetto New.Co./Terme; argomento del quale evidentemente siamo ben al corrente essendo gli unici soggetti che siano riusciti a proporsi come partner all'interno della procedura.
Rispetto a quelle esternazioni ci siamo astenuti da qualsiasi commento per ragioni di understatement (come è nostra abitudine), anche quando si sono scritti veri  e propri spropositi. D'altronde il nostro ruolo nel progetto è meramente imprenditoriale e non ci è mai interessato entrare in diatribe politiche.
L'intervento dell'assessore Gelati, invece, provenendo da fonte istituzionale e riferendo di fatti attinenti a aspetti formali ed amministrativi, richiede alcune precisazioni da parte nostra.
  1. Non è francamente condivisibile l'affermazione secondo la quale il Comune non avrebbe inciso sul "capitolato" New.Co. e sulla sua "impostazione complessiva".
    Per limitarci agli atti più rilevanti si deve ricordare infatti che;
    1. la procedura New.Co. è stata promossa da Terme di Acqui in forza dell'Accordo Quadro del 20/09/2009, sottoscritto dai soci di Terme di Acqui rappresentanti il 99.9 % del capitale sociale e fra questi anche dal Comune di Acqui Terme (in quell'atto rappresentato dal Sindaco Danilo Rapetti a ciò espressamente autorizzato con delibera della Giunta Comunale del 20/09/2007);
    2. all'esito dell'esperimento della prima fase di selezione della procedura, la proposta SIF/Sol Melià ha ricevuto un punteggio, pari a 78 punti, assegnato dalla Commissione Aggiudicatrice della quale faceva parte anche un rappresentante del Comune, oltre a quelli indicati da Terme di Acqui e Regione Piemonte;
    3. la proposta ed il relativo piano industriale sono stati ammessi alla fase finale della procedura (finalizzata a negoziare le modalità attuative dell'operazione) a seguito dell'approvazione del Consiglio di Amministrazione di Terme di Acqui S.p.A.in data 22 dicembre 2008, Consiglio di Amministrazione nel quale siede anche un rappresentante del Comune di Acqui Terme come correttamente riportato dalla Professoressa Gelati.
  2. L'Assessore Gelati sostiene poi che il patrimonio di Terme di Acqui verrebbe "conferito da Terme di Acqui all'unico offerente, SIF".
    Nulla di questo; invero la  procedura prevede il conferimento NON a SIF, bensì a favore di New.Co. ovvero della nuova società nella quale Terme di Acqui conserverebbe una ben qualificata quota di capitale e specifici diritti particolari.
    E' bene ricordare che il progetto New.Co. non consiste in una semplice vendita d'azienda (finalizzata solamente a "spuntare" il miglior prezzo nell'immediato). In quel caso sarebbe bastata un'asta pubblica seguita dall'assegnazione al miglior offerente, senza il ricorso a tutto quello che è stato fatto (articolate procedure, redazione da parte dell'offerente di complessi progetti industriali pluriennali, rilascio di specifiche garanzie cauzionali etc.).
    L'obiettivo del progetto New.Co. invece è decisamente più ambizioso in quanto consiste nella "valorizzazione, razionalizzazione e riorganizzazione sistemica del patrimonio immobiliare e delle attività termali e del benessere in Acqui Terme" ovvero nella (la preghiamo di credere) complicata attività di "rilancio strategico del complesso termale" per la quale la ricerca di un partner privato qualificato costituisce una necessità.
    Quanto poi alla pretesa sottovalutazione del ramo di azienda da conferire a New.Co. (si ribadisce non a SIF) è sufficiente dire che sono state effettuate articolate valutazioni svolte con un obiettivo preminente; rendere l'operazione non solo fattibile nell'immediato ma soprattutto sostenibile nel medio- lungo termine, tenendo conto responsabilmente della difficile situazione di partenza caratterizzata da costanti perdite di gestione e dalla crisi congiunturale.
  3. Una ulteriore puntualizzazione va operata anche quando l'Assessore afferma che il ruolo di Sol Melià all'interno della procedura si sarebbe limitato ad una lettera di intenti a gestire l'Hotel Nuove Terme e solo quello.
    Al proposito occorre dire che Sol Melià ha partecipato formalmente alla procedura, in modo conforme alle regole previste ed in base ad un ben determinato accordo impegnativo secondo il quale a Sol Melià stessa spetta l'esclusiva per quanto riguarda l'attività di gestione alberghiera.
    Gestione che interesserebbe inizialmente solo l'Hotel Nuove Terme (il cui rapporto è notoriamente in scadenza), per il semplice fatto che le altre strutture attualmente sono impegnate (Hotel Regina) o non operative perché da ristrutturare integralmente (Grand Hotel Antiche Terme).
    Ricordiamo che Sol Melià è una realtà affermata del settore turistico-ricettivo, quotata alla borsa di Madrid, che dispone di un bacino di oltre 42.000 stanze, occupando con ciò il 5° posto nella relativa classifica stilata da MKG Hospitality per l'anno 2008.
    Alla luce di tali dati non sappiamo dire se la partecipazione di Sol Melià a questo iniziativa  sia stata "tanto decantata", ma siamo certi di affermare che una realtà di questo tipo avrebbe un impatto veramente cruciale sul rilancio del settore turistico acquese ed in generale sul futuro della Città.

Cogliamo l'occasione per segnalare come il dibattito aperto sull'operazione New.Co. sia comunque parziale poiché si sta svolgendo senza nulla riferire degli aspetti industriali del progetto che è stato proposto alle Terme.
Ad esempio:

  • nulla si è detto delle operazioni di recupero delle Antiche Terme; un investimento da più di 20 milioni di euro (tra benessere ed hotel di categoria superiore) da avviare già ad inizio 2010 con risorse reperite interamente grazie al privato; intervento che avrebbe avuto ricadute positive in termini di lavoro per il territorio, non solo nella fase realizzativa, ma, evidentemente, soprattutto in quella di gestione della struttura (previsti una settantina di nuovi addetti diretti, senza contare l'indotto). Se non New.Co. chi rimetterà in ordine quella struttura e quando?
  • nulla si è detto nemmeno sul fatto che attraverso l'arrivo di Sol Melià si avvierebbe davvero il cammino per proporre la Città su un palcoscenico internazionale, come tutti si augurano si possa fare. Se non New.Co. chi dimostrerà di portare ad Acqui Terme una catena alberghiera di questo rango e quando?
  • nulla si è detto circa l'apertura alle realtà locali contenuta nel piano industriale, che avrebbe permesso di stabilire concrete sinergie con le migliori imprese del territorio.

Se questi aspetti sono stati mantenuti comprensibilmente riservati nello svolgimento della procedura, sarebbe ora opportuno svilupparli, quanto meno per consentire a tutti di comprendere a quale opportunità dovrà rinunciare la Città, e se sia effettivamente meglio che tutto resti così com'è oggi, vista la mancanza di soluzioni industriali alternative.
Concludendo, teniamo a evidenziare che il nostro intervento è stato formulato senza il minimo intento polemico, con il solo scopo di fornire un contributo ulteriore ad un dibattito che per la sua importanza merita di non rimanere vago e sterile". (Roffredo M. della SIF spa)

Il PD commenta le primarie

Acqui Terme. Il circolo del Partito Democratico di Acqui Terme commenta le "primarie" del 25 ottobre:
"Domenica 25 ottobre si sono svolte le elezioni primarie per l'elezione del segretario nazionale e del segretario regionale del PD che hanno coinvolto anche il territorio acquese, con grande partecipazione dei cittadini a questo importante appuntamento politico.
Le primarie ad Acqui hanno dato i seguenti risultati: Bersani 545 voti (58%) Franceschini 266 voti (28%) Marino 122 voti (13%).
Per il segretario regionale Morgando ha ottenuto 552 voti (60%) Damiano 233 voti (25%) Tricarico 131 voti (14%).
Oltre che ad Acqui, si è votato anche nei comuni di Bistagno, Cassine, Morbello, Ponzone, Ricaldone, Rivalta, Spigno, Terzo e Visone.
Ad Acqui hanno votato ben 945 elettori, con una partecipazione superiore a quella delle primarie svoltesi nel 2007 con le quali era stato eletto Veltroni.
L'adesione così alta ha colto di sorpresa anche gli organizzatori che, a differenza del passato, hanno allestito un unico seggio nella sede del PD in via Garibaldi; in conseguenza di ciò, numerosi cittadini hanno faticato a trovare il seggio, e di questo ci scusiamo con tutti. Questa scelta è stata anche l'occasione per far conoscere a un pubblico più ampio la nuova sede in centro città.
A parte questi aspetti organizzativi, le operazioni di voto si sono svolte in modo regolare e con ordine, e anche con una certa dose di allegria, grazie alla disponibilità dei componenti del seggio.
I candidati locali eletti nell'Assemblea Regionale sono Anna Dotta, Gian Franco Ferraris, Ines Leoncino, Marina Levo, Patrizia Poggio.
È stata una bella giornata, una prova di democrazia e partecipazione e anche di vitalità per l'unico partito che coinvolga tanti cittadini nella scelta del segretario.
Al di là del risultato, la vera notizia è la partecipazione di circa tre milioni di persone a livello nazionale, che nessuno si aspettava. Si rafforza così il ruolo del popolo delle primarie, di tanti cittadini normali che si sono messi pazientemente in fila e hanno versato un contributo.
Le primarie si confermano uno straordinario strumento di partecipazione popolare, sono la risposta di gente resistente che vuole contare; è la vera reazione al populismo berlusconiano.
Da molto tempo c'è una diffusa disaffezione della gente comune verso la politica, la conseguenza è che i politici sembrano vivere in un mondo a parte; questo distacco è uno dei motivi che inducono i politici a comportamenti poco etici, "da casta"; giornate come questa, di grande partecipazione civile, dovrebbero indurre i dirigenti e i rappresentanti a tutti i livelli a un vero cambiamento nei modi di fare politica.
Ora dobbiamo lavorare non solo per l'opposizione, ma per costruire un'alternativa seria e credibile a questo governo".

L'Italia dei Valori ed il rimborso Iva dell'Iva non dovuta

Acqui Terme. Ci scrivono Simone Grattarola, Mauro Galleazzo, Piera Levo, Matteo Goslino dell'Italia dei Valori di Acqui Terme:
"Il nostro paese sta vivendo un periodo di forte crisi economica che si sta ripercuotendo soprattutto sui redditi delle famiglie. In attesa che il governo centrale si decida a fare qualcosa a supporto delle fasce sociali più deboli che non sia possibilmente la pagliacciata della social card, è forse opportuno difendersi al meglio dove possibile. Una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha messo fine alle incertezze sulla T.I.A., la tariffa sull'igiene ambientale, cioè la vecchia tassa sui rifiuti (già Tarsu) per la quale è stata dichiarata incostituzionale l'applicazione dell'iva. In sostanza è stato accertato in via definitiva che sulla tassa già pagata spetta un rimborso al cittadino, mentre su quella dovuta non si può più applicare l'iva.
Abbiamo atteso per qualche settimana che le locali associazioni, patronati, sindacati etc. si attivassero per offrire un servizio di supporto ai cittadini.
Ora, visto che il trascorrere del tempo può far perdere denaro ai cittadini, a causa della prescrizione quinquennale, abbiamo deciso di fornire direttamente un servizio ai cittadini, per il quale non chiediamo né soldi né tessere.
Abbiamo elaborato i moduli di richiesta di rimborso da presentare in Comune corredati dalla documentazione necessaria. Forniremo i moduli, le istruzioni, i chiarimenti e l'assistenza nella nostra sede al primo piano di corso Italia 67 al sabato dalle 17 alle 18,30, verranno in seguito allestiti anche gazebo informativi.
È stato calcolato che il rimborso sulle medie tariffarie per una famiglia tipo per cinque anni si aggiri sui trecento euro comprensivi di interessi; è opportuno però attivarsi rapidamente, lo ribadiamo, per evitare la prescrizione.
Ci permettiamo di far presente che vanno evitati alcuni errori che abbiamo riscontrato anche in siti di associazioni nazionali di difesa dei consumatori. È importante infatti non richiedere il rimborso dell'Iva ma l'eccedenza della tariffa versata così da evitare la risposta pretestuosa da parte del Comune che il rimborso iva è di competenza dell'Agenzia dell'Entrate.
La richiesta del rimborso deve poi essere fatta per gli ultimi cinque anni e non per l'ultimo decennio come sostenuto da taluni.
Infine va tenuto presente che il rimborso spetta al privato cittadino e non alle imprese che hanno giustamente operato la compensazione in sede di dichiarazione iva. Non riteniamo infatti corretta l'informazione riportata dal notiziario A.P.I. n° 35 del 21 ottobre che lascia intendere la possibilità di rimborso per le aziende.
Con questa iniziativa concreta vogliamo iniziare a fornire una serie di servizi al cittadino, senza oneri né impegni, che prossimamente verranno illustrati".

 

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