L'ultima sera del caro vecchio Ricre
Acqui Terme. Non è un caso, ma alla serata in onore del Ricre - giovedì 22 ottobre: buona affluenza, degnissima, ma chissà perché in molti avrebbero scommesso su un tutto esaurito, abbastanza lontano dall'essere realizzato - e del libro dei ricordi Caro vecchio Ricre (edito da Impressioni Grafiche), le parole "d'autore" non sono state attinte dai "vecchi poeti estinti", ma da un film.
L'attimo fuggente.
La celebre pellicola che propone in un istituto americano anni Cinquanta la straordinaria figura del prof. Keating, interpretato da Robin Williams.
A riproporne alcune battute gli attori de "Gli spicchi".
Là, nel collegio, la bacheca con le fotografie dei vecchi allievi ("ora concime per i fiori", provoca "il capitano").
Sullo schermo dell'Ariston le immagini di una felice stagione acquese: sport nella versione gioco (non stress, come capita ad alcuni allievi delle scuole superiori, che si allenano quotidianamente ore e ore nemmeno dovessero partire per i mondiali del Sud Africa), "quattro calci" per divertirsi (o altre mille possibilità), un progetto educativo, la voglia di impegnarsi per qualcosa, discutere
E poi le parole. D'autore. Dal film, come si diceva. "Rendete straordinaria la vostra vita".
In fondo il viatico implicito in chi varcava la soglia del Ricre per avviarsi all'età adulta. Dopo tanti anni di corse. Di pomeriggi (o "dopomessa") passati all' "Italia", il cinema (anche per dormirci su, come ha raccontato Maria Teresa Camera). O di ore passate a provare. Provare le scene o "i pezzi musicali".
Presentata da Enrico Rapetti la serata, bella densa, è comunque corsa via sulle ali della memoria.
Aperta dagli Yo Yo Mundi (con la formazione allargata a Enrico Pesce, poi interprete anche solistico, e al violinista Alex Leonte) che prossimamente saranno al Premio Tenco di Sanremo, e che per metà organico dal Ricre (chi suonando, chi
recensendo, e proprio per queste colonne) son partiti.
Nell'arco di poco più di un mese per il gruppo due esibizioni in città (sempre con il tributo a Cefalonia e a Marcello Venturi, tramite la canzone Una bandiera quasi bianca): ma da Paolo Archetti Maestri un opportuno richiamo, e deciso, all'amministrazione (in prima fila l'Assessore al Turismo Anna Maria Leprato e il Sindaco Rapetti) affinché siano ricreati quegli spazi musicali che prima c'erano
e ora sono scomparsi.
Con Don Franco ora c'è Don Brunetto, che ricorda tempi lontani. 40 anni fa. Il "Peli". Il "Sommo". Gli Scout. La voglia di aiutare la città. Le "messe beat" di Don Franco, benedette anche da un "cauto tradizionalista" come mons. Giuseppe Dell'Omo.
Dal passato al presente. Premiazioni della giornata per i giovanissimi "Ricreando" (10 e lode al titolo, azzeccatissimo, e "pieno"
).
Del Ricre ora parlano Paolo Stocchi che, con la coop. Crescere Insieme ha gestito gli ultimi anni di attività - oggi è presidente EIG - e Fabrizio Foglino.
Si alternano altre premiazioni, ma quella più attesa è per Enzo Biato, già portiere di serie A ai tempi di Maradona, Gullit e Van Basten, ora preparatore dei numeri uno del Vicenza.
Ma le prime parate dove? Al Ricre. Quando d'estate "si consumavano 25 scatole di ghiaccioli", aggiunge Brunetto.
Tempi eroici. Trofeo Beccaro. Aneddoti. Spettacoli anche sugli spalti grazie alle macchiette acquesi.
C'è il tempo per l'emozione, quando Biato riceve il riconoscimento che il Comune gli tributa.
E c'è il tempo per il buonumore. Merito di Luigi Pitagora. "Il Pitti". Tenore e arbitro.
"Ci vuole una vocazione". E poi, per poco, ci scappa anche
il martirio. "Sì, perchè arbitrare con il pubblico a 20 centimetri è mica semplice
".
Altri numeri snocciolati dal Nostro eroe: 30 anni di carriera arbitrando a Torino, Cuneo e Savona, 7 invasioni di campo, 10-12 assedi postgara, una volta una relazione di 14 pagine (e mezza) che costò una squalifica del campo per 4 anni
E poi i rimbrotti a don Paolino Siri che invece dei cartellini gialli dispensava assoluzioni
E poi la consolazione nel dire "sono riuscito a smettere sano".
Ora sul palco c'è Vittorio Norese ("il Ricre dono prezioso"), poi sale una rappresentante della Famiglia Caldi; un saluto doveroso Don Franco lo vuole fare anche alla Croce Bianca, a secchiello e spugna che rianimano.
Ricordi. Associazioni. Persone. Il CSI. Minetti e Lingua. E il sindaco Danilo Rapetti che - a ragione - afferma che "senza il Ricre la città non sarebbe stata la stessa".
Ultimi premi per Fabrizio Foglino e (a sorpresa) per Don Franco. Non sappiamo quante dimenticanze abbiamo fatto nella cronaca. Ce ne scusiamo.
Spetta alla Corale "Città di Acqui Terme" - pure lei con il Ricre ha maturato debiti di riconoscenza; nel 1976 in via Nizza le prove - chiudere la serata. Nel segno, dialettale, delle "nostre colline terra promessa". Seguono un paio di altri canti.
Con le ultime note che si mescolano agli applausi. E a qualche rimpianto. Purtroppo, ora, l'avventura del Ricre è finita davvero. (G.Sa)
Personali emozioni rivissute
Acqui Terme. Ci scrive Vittorio Norese:
Veramente alla serata del "Caro vecchio Ricre" proprio non ci volevo andare. Avevo paura che il tutto si trasformasse in una cerimonia a ricordo, un funerale di stato con una bella e luccicante pietra tombale e tanti ringraziamenti a chi non c'è più. Il Ricre era, anzi è mio, appartiene fortemente e quotidianamente ai miei ricordi, non avevo voglia di dividerlo con nessuno.
Poi la telefonata di don Franco ...
Quando sono entrato all'Ariston, mi è sembrato che il tempo si fosse fermato. Riconoscevo negli amici la stessa simpatica allegria, gli antichi gesti che avevo scordato, la voglia di stare ancora insieme e in tutti la generosa determinazione a fare ancora qualcosa di importante.
Poi è iniziata la bellissima serata piena di ricordi e di emozioni, ma in me continuavano a porsi alcune domande. Perché un'intera generazione di ragazzi acquesi non ha potuto andare al Ricre? Potranno ancora i giovani di oggi avere la gioia di giocare a calcio sul campetto del Ricre? Ci sarà mai più un torneo notturno?
Quando sono stato chiamato sul palco, non ho saputo spiaccicare due parole e vigliaccamente non ho posto queste domande alla coscienza di tutti. Addio Ricre".
Un ex ragazzo del Ricre
Dimenticanza ed il grazie riparatorio
Acqui Terme. Ci scrive don Franco Cresto:
"Quando si organizzano delle manifestazioni come "Caro vecchio Ricre" si rischia quasi sempre, nei ringraziamenti agli sponsor che hanno consentito l'organizzazione e l'effettuazione della stessa, di dimenticare qualche persona o ente.
Proprio questo è capitato la serata di giovedì 22 ottobre al cinema teatro Ariston.
È per questa ragione che dalle colonne di questo giornale voglio scusarmi per tale dimenticanza esprimendo alla Editrice Impressioni Grafiche un caloroso "grazie".
Un grazie sincero a tutta la cooperativa ma in particolare a Paolo Monica e Serafina.
È stato Paolo che ha avuto l'idea del libro e con il prezioso apporto delle due valide collaboratrici e di altri soci della comunità, ha dato vita a quel magnifico libro che riproduce in particolare attraverso le foto, i ritagli de L'Ancora ed articoli vari, i cento anni di vita del Ricreatorio.
Un grazie sincero per il vostro impegno e la vostra passione dimostrata nel credere a questa operazione e un augurio che la cooperativa possa trovare un sempre maggiore sostegno da parte delle istituzioni per il bene e la vita della stessa".