L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] |
|
|
|
La frana a Strevi è un grande problema |
|
Strevi. È trascorso ormai un mese da quando, lo scorso 30 settembre, un improvviso smottamento ha causato l'apertura di una voragine lungo la ex SS 30, nel tratto che attraversa l'abitato di Strevi, all'altezza della casa di riposo "Seghini - Strambi e Giulio Segre". Le origini dello smottamento, come già ampiamente trattato su queste pagine, sono legate al cedimento di un tratto di sottosuolo, coincidente con una vecchia condotta di captazione realizzata a fine settecento che canalizza le acque di due sorgenti verso l'area di Regione Vasche.
Lo smottamento ha causato l'interruzione della ex statale, che a sua volta ha avuto quali effetti una serie di cambiamenti forzati alla viabilità. In particolare, il traffico all'interno del paese è stato completamente vietato ai mezzi pesanti, che sono stati così deviati sulla variante, mentre per i mezzi "leggeri", è stata studiata una deviazione che aggira a monte l'ostacolo e consente, il ritorno sulla strada principale attraverso un percorso alternativo lungo via Alessandria e via Giulio Segre. In alternativa, per chi da Alessandria si dirige verso Acqui o viceversa, è sempre possibile utilizzare la variante di Strevi, senza la quale, è giusto sottolinearlo, il traffico locale sarebbe andato incontro alla paralisi. I problemi però non sono finiti: infatti, da quel 30 settembre, in pratica nessun passo avanti è ancora stato fatto verso la riapertura della strada ad eccezione di alcuni sopralluoghi e di un riempimento con ghiaia, effettuato dalla Provincia, che però non ha risolto il problema. Tutto questo deriva dalla constatazione che per risolvere il problema serve un intervento strutturale decisamente costoso (oltre 100.000 euro, secondo le prime stime, che potrebbero rivelarsi sin troppo prudenti): non basta, infatti, riempire semplicemente la voragine: l'acqua, che scorre dalla sommità della collina verso Regione Vasche, cercherebbe comunque una via d'uscita con conseguenze imprevedibili. Per risolvere il problema occorrerebbe invece un intervento piuttosto articolato, nel sottosuolo, a circa 14 metri di profondità. Un lavoraccio, insomma. Ma a chi toccherebbe pagarlo? Facciamo un passo indietro, ora: al momento della consegna della variante di Strevi, la Provincia aveva comunicato che la competenza sulla ex statale sarebbe stata trasferita al Comune di Strevi a partire dal prossimo 1 novembre. Per quella data, però, la Provincia stessa si era impegnata a riportare la ex statale in condizioni di asfaltatura e percorribilità ottimali. Con l'apertura della voragine, però, è iniziato un palleggio di responsabilità fra i due enti: in pratica, la Provincia avrebbe sostenuto che mentre l'asfaltatura e il ripristino della sede stradale sono effettivamente di sua competenza, la risistemazione del sottosuolo (senza la quale la riasfaltatura non può avere luogo) spetta invece al Comune. L'amministrazione comunale, invece, è ovviamente di parere ben diverso. La situazione è rimasta così in fase di stallo e intanto domenica, 1 novembre, la ex ss30 passerà, allo stato in cui si trova, sotto la piena competenza del Comune. "Purtroppo la ricostruzione dell'accaduto, seppure molto semplificata, è sostanzialmente veritiera - spiega il sindaco Pietro Cossa - e toccherà a noi alla fine trovare modo di intervenire. Il problema è che il Comune, in questo momento, quei soldi non li ha. E non li avrà almeno fino a fine anno". Per rimettere in ordine la strada, dunque, occorrerà aspettare il 2010, con buona pace degli automobilisti, che comunque non sono quelli più penalizzati. Infatti, l'interruzione stradale ha avuto ripercussioni gravi sul traffico degli autobus. La linea Alessandria-Cassine-Acqui ora è costretta a tagliare fuori completamente l'abitato di Strevi, non potendo percorrere la deviazione di via Alessandria e via Segre. Questo ha azzerato il traffico degli autobus presso una delle due fermate Arfea, quella posta nell'area antistante il campo sportivo, mentre nella fermata al centro del paese transitano ormai solo gli autobus che percorrono la direttrice Alessandria-Cassine-Rivalta Bormida-Acqui; nei fatti, il numero dei bus a disposizione da e per Acqui per gli strevesi è dimezzato. Un problema grave, che sta causando malumore fra molti utenti, che non possono contare su una vettura di proprietà o che non hanno la patente, e che ora chiedono al Comune di individuare una soluzione per ripristinare la giusta frequenza di collegamenti fra il paese e i grandi centri. "Purtroppo - ammette ancora con sincerità il sindaco Cossa - la faccenda dell'interruzione stradale rappresenta un serio problema per il paese. Io credo che, anche per la grandezza delle somme in gioco, ma soprattutto poichè all'epoca dei fatti la strada era provinciale, l'ente Provincia avrebbe dovuto farsi carico dell'intervento. Ma temo che il problema principale, anche da quelle parti, è che i soldi disponibili sono davvero pochi. Per un Comune come il nostro, però, una spesa di questo tipo è qualcosa di pesantissimo....anche se temo che con l'anno nuovo toccherà proprio a noi affrontarla. Mi dispiace che di questa situazione stiano facendo le spese gli strevesi, specie i pendolari". A dire il vero, c'è anche chi suggerisce di istituire un senso unico alternato utilizzando la corsia che non è stata intaccata dalla frana. Cossa però è scettico: "Rischieremmo di peggiorare le cose: il sottosuolo non è del tutto stabile e temo non reggerebbe al peso del traffico. Già in queste condizioni la situazione è critica: meglio non rischiare di aggravarla ulteriormente". (M.Pr) |
|
|
|
|
L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] |
|