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Il vino di quest'anno supera i 13,5 gradi

 
Ovada. Sarà sicuramente un buon vino, anzi ottimo e memorabile, quello dell'annata 2009.
Queste le prime risultanze vinicole nella zona di Ovada, dove il vino di quest'anno, complice naturalmente un periodo estivo particolarmente favorevole (poca acqua, tanto sole) si presenta davvero di grande livello, quasi eccezionale.
Parla da sola la gradazione: supera abbondantemente i 13,5 gradi, con punte che sfiorano anche i 14/15º.
Dice Mario Camera, che conduce un podere a Mongiardino di Tagliolo col fratello Andrea: "È senz'altro un vino di qualità eccellente, non vi sono dubbi. I tralci hanno lignificato al momento giusto e la maturazione dell'uva si è compiuta in modo stavolta ottimale. Per cui il risultato raggiunto, come gradazione, è davvero notevole. Noi siamo sui 14º."
Ed il vino di un altro agricoltore, sempre della stessa zona vitivinicola, assai solatia, arriva quasi a 15 gradi.
Italo Danielli, con vigneti a Cremolino, che guardano a Cassinelle e Molare: "Siamo sui 13/13,5 gradi. Ed è un vino moderno, il nostro Dolcetto d'Ovada, che favorisce il gusto senza avere un forte carico di alcool.
È di buonissima struttura, di corpo importante, e non ha alcool in eccesso. Perché se la gradazione è importante, altrettanto lo è la struttura del vino.
Il Dolcetto doc (e l'Ovada docg) dunque si presta sia all'invecchiamento che ad essere bevuto abbastanza giovane.
Quello del 2009 lo venderemo nel 2011; un anno almeno di invecchiamento, se le uve sono sane e belle, è opportuno per il suo affinamento in cantina.
Ma ora, nei mesi invernali, speriamo di sfruttare bene qualcosa per la commercializzazione ed il marketing del Dolcetto d'Ovada, settore che langue ancora e sempre, purtroppo.
E per questo c'è proprio bisogno che il nostro vino sia tracciabile (da dove viene e chi lo fa) e controllato (contro le manipolazioni e le sofisticazioni, n.d.r.).
Ero presente al recente convegno al Barletti di Ovada su "Impresa e sviluppo": ora, se bisogna "vendere" bene il proprio territorio, noi ne siamo i primi attori perché abbiamo in mano un prodotto che può fare da volano per un po' tutta l'economia zonale, dall'enogastronomia al turismo, dalla ristorazione al commercio sin oad altri settori economici.
Se questo non basta, è però l'idea di base ed è quella giusta.
E per uscire dalla crisi annosa del nostro settore, puntare sulla qualità del prodotto, per mantenere prezzi della bottiglia che siano almeno remunerativi per il produttore.
Su questa fascia abbiamo degli sbocchi ed il Dolcetto d'Ovada doc (o l'Ovada docg), quello dalla vigna alla bottiglia, tracciabile e controllato, può darci veramente una mano." (E. S.)

 

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