Bistagno. Avrà presto una nuova sede il Centro Operativo Intercomunale di Protezione Civile di Bistagno, Melazzo, Ponti e Terzo.
Ci scrive il sindaco di Bistagno, Claudio Zola: "Come Sindaco e Autorità comunale di Protezione Civile sono felice di comunicare ai miei concittadini ed agli abitanti degli altri Comuni associati, che presto inizieranno i lavori per la realizzazione della una nuova sede operativa e logistica del Centro Operativo Intercomunale (C.O.I.) sul territorio di Bistagno.
Si tratta di un progetto avente una spesa complessiva di 340.000 euro, finanziato già nel 2006 con un contributo della Regione Piemonte - assessorato Protezione Civile - per l'importo di 200.000 euro, che rischiava di essere revocato se non fossero stati aggiudicati i lavori entro il mese di ottobre e per la restante parte, pari ad 140.000 euro con un mutuo acceso con la Cassa Depositi e Prestiti.
Come Giunta comunale (delibera n. 17 del 15 settembre 2009) abbiamo deciso di prevedere una diversa collocazione della struttura in questione che la precedente Amministrazione aveva individuato in via Toscanini, in adiacenza all'esistente magazzino comunale.
Ora il sito prescelto, di proprietà comunale, è situato accanto agli attuali impianti sportivi di località Pieve.
Le ragioni che hanno portato a definire tale scelta sono molteplici: innanzitutto, la ristrettezza dei tempi che questa Amministrazione si è trovata a fronteggiare e che non avrebbe permesso di utilizzare aree che non fossero già di proprietà comunale.
Infatti, nonostante la disponibilità sia della parte privata sia dell'Amministrazione comunale, rispettivamente a cedere anticipatamente e ad acquisire nel patrimonio comunale l'area di via Toscanini, la precedente Giunta per motivi tecnico-burocratici non meglio precisati, ha deciso di annullare la procedura di gara già avviata (come da propria delibera n. 28 in data 11 maggio 2009). Inoltre, la localizzazione del primo progetto sarebbe stata quasi totalmente compresa all'interno della fascia di rispetto dell'elettrodotto ad alta tensione (non sarebbe stata possibile una permanenza continuativa dei volontari superiore alle 4 ore al giorno) ed infine, avrebbe sottratto ulteriore spazio al magazzino comunale. In questa fase, è stato avviato uno studio sulla più adeguata collocazione dell'edificio in questione, che ci ha portato ad individuare 3 possibili soluzioni: - area donata dagli "Amis del Balon a Pugn"; - area in prossimità del CO.IN.BIS; - area impianti sportivi località Pieve.
La prima soluzione è stata accantonata in quanto impraticabile a causa dell'inserimento di detto sito in un P.E.C. rendendone nulla la disponibilità immediata.
Nel prendere in considerazione il terreno situato in prossimità della zona CO.IN.BIS, è emersa l'impossibilità di avere l'area in cessione poiché priva di strumento urbanistico previsionale.
L'ubicazione in prossimità degli impianti sportivi è risultata pertanto l'unica praticabile e strategica dal punto di vista della protezione civile in quanto, in caso di grave calamità, oltre ad esserci una migliore accessibilità, le aree del campo di calcio e dello sferisterio potrebbero essere utilizzate per eventuali attendamenti e per pista di atterraggio di elicotteri. Il costruendo edificio non inficerà un futuro ampliamento del centro sportivo.
Il nuovo progetto prevede infatti l'inserimento della struttura nell'ambito di una futura espansione ove potrebbero essere realizzate una piscina semiolimpionica con area solarium, campo da beach volley e un campo da tennis. Chi volesse consultare il progetto lo può fare attraverso il sito internet del comune: www.comune.bistagno.al.it".
Scrivono i consiglieri di minoranza di Bistagno
No al fabbricato nell'area sportiva
Bistagno. Riceviamo e pubblichiamo dai consiglieri comunali di minoranza di Bistagno: Giovanni Astegiano, Piero Baldovino, Celeste Malerba e Arturo Voglino:
"Sono passati più di tre mesi dalle votazioni amministrative, i famosi primi 100 giorni, e già si va delineando molto bene il modo di amministrare il comune di Bistagno da chi ha vinto nel giugno scorso. Come minoranza abbiamo più volte offerto collaborazione e richiesto di essere coinvolti in decisioni importanti, ma purtroppo per il momento abbiamo potuto fare molto poco.
E allora proviamo a comunicare cosa c'è che non va tramite il giornale "L'Ancora" che ringraziamo in anticipo per lo spazio che ci vorrà riconoscere.
Diciamo subito che non siamo assolutamente d'accordo, (sottolineiamo la parola assolutamente) sul posizionamento del fabbricato che si andrà a costruire per il COI (Centro Operativo Comunale di Protezione Civile) nel bel mezzo dell'area sportiva comunale in regione Pieve.
Si può dire tranquillamente che l'area sportiva di Bistagno rientra tra le tante cose ben fatte dalle amministrazioni precedenti, tale area si estende per circa mq. 30.000 ed è una delle più importanti della Valle Bormida e dell'Acquese (molto invidiata).
Man mano che si troveranno le disponibilità economiche (se l'attuale Amministrazione vuole), l'area suddetta si completerà con l'inserimento di servizi e impianti oggi ancora mancanti che, proprio per la disponibilità dell'intera area, si troveranno raggruppati tutte insieme in un unico comprensorio dedicato solamente allo sport.
In una situazione del genere resta impossibile pensare che l'area sportiva di Bistagno possa avere nel bel mezzo una costruzione dedicata alla Protezione Civile: un classico corpo estraneo che non c'entra niente con la destinazione della zona. Le due attività sono completamente contrastanti e non compatibili con la destinazione dell'area che il PRG prevede a verde asservita allo sport.
I nuovi amministratori sanno che per costruire qualcosa d'altro (lo spogliatoio in fase di ultimazione esaurisce già la disponibilità degli standard previsti) come ad esempio la sede del COI bisogna procedere prima ad approvare una variante specifica al Piano Regolatore. A noi non risulta siano state presentate varianti di sorta negli ultimi giorni. È temerario procedere senza prima aver approvato la variante.
Ma noi non vogliamo arrivare a tanto, perché sappiamo che i buoni amministratori lo capiscono subito, anche al di fuori delle varianti del PRG, che in un'area sportiva così compatta e ben programmata non è conveniente inserire strutture d'altra natura. Non è conveniente correre il rischio di essere ricordati per una decisione così negativa e avventata che rimarrà sotto gli occhi di tutti i bistagnesi (e non solo) per sempre.
Abbiamo più volte confermato alla maggioranza ed al Sindaco che ci sentiamo onorati di offrire la nostra collaborazione, ragionando insieme, per risolvere al meglio i problemi nell'interesse generale di Bistagno, ma, come abbiamo già riferito, non veniamo coinvolti. Nel caso specifico informiamo che noi avremmo avuto e abbiamo almeno due o tre proposte alternative, proprio per non rovinare la compattezza e l'utilizzo dell'area sportiva.
Crediamo anche che una decisione così importante debba essere discussa con la popolazione, con i giovani di Bistagno, con chi fa sport e frequenta abitualmente gli impianti sportivi e crediamo che in una pubblica riunione possano nascere, oltre alle nostre, anche altre proposte ugualmente meritevoli di essere considerate e magari percorribili, proprio per salvare l'intera area e poterla mantenere unicamente ed esclusivamente a destinazione sportiva e, dall'altra parte, dare una sede regolare al COI.
È nostra profonda convinzione di non proporre raccolte di firme tra la popolazione di Bistagno (non crediamo che la raccolta di firme su una petizione più o meno chiara sia una pratica amministrativa corretta), per dimostrare la contrarietà a quanto già programmato e d'imminente inizio dei lavori, ma intendiamo attivare al più presto, possibilmente assieme agli amministratori di maggioranza (se sono d'accordo) una pubblica audizione al fine di capire se esistono concretamente idee alternative e valide per costruire la struttura della Protezione Civile Intercomunale (COI) in altra zona e salvaguardare, di conseguenza, l'area sportiva con il contestuale impegno ad attivare i contributi da destinare al suo completamento. Nell'attesa della pubblica audizione i lavori devono essere immediatamente sospesi.
Successivamente deve aprirsi una discussione corretta e propositiva per attivare, seppur a lotti, la costruzione dei nuovi impianti sportivi, assolutamente necessari. Il gruppo consigliare di minoranza è disponibile a fare la sua parte con proposte concrete e circostanziate, come ha già fatto nel corso dei primi 100 giorni d'amministrazione, proposte non prese in considerazione o scimmiottate".