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Aperto a tutti da sabato 7 novembre lo spaccio interno della Ferrania

Ferrania - Nel varcare l'ingresso della portineria di quella che è stata la più conosciuta, se non la più grande, industria di Cairo ti prende un gran senso di malinconia.
Sparito il via vai di mezzi pesanti e leggeri in entrata ed in uscita, ad attenderti, nel sontuoso atrio della Ferrania Tecnologies, non ci sono più i severi guardiani con le divise di un tempo. Erano loro che, se non eri di casa, ti facevano sentire subito un "ospite", marchiandoti con un cartellino che, per quanto tu fossi annunciato ed atteso, ti incuteva un po' di timore e quasi un guardingo rispetto della realtà industriale in cui venivi ammesso e che ti circondava. La struttura dell'azienda, con i suoi sontuosi ed antiquati fabbricati progettati ed utilizzabili esclusivamente per la produzione del materiale foto-sensibilie, è ancora la stessa: ma è come ammirare il quadro di un paesaggio antico, che ha bloccato nel tempo una realtà obsoleta. Non odi più il brontolio della produzione, quasi deserti sono gli ampi viali e i cortili interni, e le ciminiere appaiono spente. Ti viene a mancare anche quel leggero pungente fetore di fenolo e naftalina che aleggiava nell'aria, indice della piena attività di una fabbrica pur sempre chimica, anche se apparentemente attenta e controllata a non far troppi guai ambientali.
Oggi entrare in Ferrania, o in quel poco che ne resta, è facile come entrate in un negozio.
In attesa del "prossimo" rilancio industriale, la Ferrania Tecnologies infatti coglie tutte le opportunità per mantenersi sul mercato almeno nel settore che la rese celebre non solo in Italia ma in tutto il mondo: quello fotografico. I tempi sono cambiati e lo spaccio che ha invaso l'ampia portineria della fabbrica cairese oggi viene aperto al pubblico con la possibilità di acquistare, a prezzi di fabbrica, una vasta gamma di prodotti fotografici ed elettronici. Non ci sarà più bisogno di annunciarsi: dal 7 novembre al 19 dicembre, nelle giornate di sabato, lo spaccio della Ferrania sarà aperto a tutti. Nel mese di Novembre l'apertura sarà solo pomeridiana, dalle 15 alle 18,30, e poi, nel mese di Dicembre, anche di mattina, dalle ore 9 alle 12. Nelle vetrinette espositive, negli scaffali e nell'ampio bancone del piccolo negozio, sono esposti, e si possono acquistare, tutti i prodotti col marchio Ferrania Tecnologies.
Macchine fotografiche digitali, anche a marchio Samsung di cui la F.T. è distributrice, videocamere, supporti fotografici, memorie, chiavette USB, cornici digitali, dischetti, lettori MP3, cartucce e toner compatibili: si può acquistare di tutto, a prezzi che appaiono di vera convenienza e con garanzia ed assistenza fornite direttamente dalla fabbrica.
I prodotti che resero celebre nel mondo la Ferrania, le famose pellicole SOLARIS, occupano ancora un piccolo settore dello spaccio, in compagnia di economiche e compatte macchine fotografiche usa e getta. I prezzi sono veramente molto bassi e possono ancora invogliare all'acquisto: per un'idea regalo o per chi si approccia saltuariamente alla fotografia. Il chiosco di stampa immediata, a libero servizio, che sta per essere installato nell'atrio della portineria Ferrania Tecnologies, completa la gamma dei sevizi offerti agli acquirenti. Il responsabile del settore commerciale della Ferrania Tecnologies, che la scorsa settimana ci ha gentilmente accolto ed informato, l'ing. Marco Descalzo, nel congedarci ci ha anche assicurato di aver in serbo una sorpresa per i lettori de L'ancora: un piccolo omaggio per chi, al momento dell'acquisto, si farà riconoscere come tale. (SDV)

400 dipendenti rischiano di restare senza stipendio

Ferrania: cassa integrazione in deroga
non ancora finanziata dal Ministero

Cairo M.tte. La diatriba che ormai si sta protraendo da giorni sulla opportunità o meno di costruire una centrale a biomasse a Ferrania non deve far dimenticare quei 400 operai che si trovano tuttora in una situazione confusa e decisamente preoccupante. In parole povere, mentre si sta discutendo sulle prospettive future, più o meno rosee, ci sono delle famiglie valbormidesi che ancora si trovano in cassa integrazione col pericolo che anche questo ultimo baluardo per la sopravvivenza venga a mancare.
Il 16 luglio scorso, nella riunione che aveva avuto luogo a Roma, presso Ministero dello Sviluppo Economico, era stata autorizzata la cassa integrazione in deroga per dodici mesi ai dipendenti dell' ex Ferrania. Erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Cairo Fulvio Briano, il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza e l'amministratore delegato di Ferrania Giuseppe Cortesi, i rappresentanti sindacali di categoria e altri enti.
Presso lo stesso ministero il 7 agosto era stato poi firmato l'accordo e il periodo di cassa integrazione in deroga decorreva dal 17 luglio che era la data di scadenza dell'ultimo anno di proroga della cassa integrazione straordinaria. Ma c'è un problema: a tutt'oggi manca firma del Ministero dell'Economia e quindi i soldi non ci sono. A questo punto entra in gioco l'INPS che, a partire dal mese di settembre, ha incominciato ad erogare un anticipo. Al momento attuale, i lavoratori hanno percepito l'indennità per i tredici giorni mancanti di luglio e in questi giorni stanno arrivando i pagamenti di agosto.
Ma questo anticipo da parte dell'INPS termina alla metà del mese di novembre, vale a dire tra due settimane. E se il ministero competente non firma? C'è il caso che INPS richieda indietro anche i fondi già erogati. Si tratta di una situazione decisamente ingarbugliata ed è evidente quanto sia necessario correre al più presto ai ripari.
Una richiesta in questo senso è stata avanzata il 30 ottobre scorso dai consiglieri provinciali del Partito Democratico: "Sollecitiamo la convocazione urgente della Commissione Sviluppo economico con l'audizione dei rappresentanti della RSU di Ferrania e delle relative categorie sindacali confederali al fine di investire gli organi consiliari ed esecutivi della Provincia di questo grave problema e di suscitare il più celere intervento del Presidente della Provincia presso il Ministero dell'Economia per sbloccare la firma del Decreto".
E molto probabile che a questa iniziativa si siano già affiancate anche altre forze politiche data l'urgenza richiesta da questa situazione.
Il documento peraltro sottolinea lo stato di grave insicurezza in cui si stanno dibattendo i dipendenti della ex Ferrania e le loro famiglie: "I lavoratori non hanno percepito alcuna indennità per tre mesi e hanno perso il diritto a percepire le quote di previdenza complementare aggiuntiva dall'azienda con il cessare della cassa integrazione straordinaria e dunque il clima di esasperazione tra i lavoratori nell'azienda è cresciuto sensibilmente".
Il problema occupazionale della Ferrania non sembra tuttavia trovare uno sbocco a breve termine. E la stessa centrale a biomasse, nel caso il progetto andasse in porto, non pare possa essere una soluzione, non richiedendo che poche decine di addetti per il suo funzionamento.
Ma ritornando alla questione della cassa integrazione in deroga ci si chiede se il ritardo nel perfezionare la pratica sia dovuto a cause puramente burocratiche o invece alla mancanza di volontà politica. In questo ultimo caso la faccenda desterebbe non poche preoccupazioni.
Del resto la congiuntura che stiamo attraversando ha certamente influito negativamente sulla salute delle imprese valbormidesi. La pubblicazione on line "Savona Economica", nell'editoriale del 31 ottobre scorso, vedrebbe la possibilità di una ripresa in Valbormida ma a costo di sforzi notevoli: "Se non c'è stato tracollo pur in una situazione che continua ad essere insoddisfacente - dice il giornale della Camera della Camera di Commercio - gran parte del merito va alle imprese maggiori che si sono impegnate finanziariamente e continuano ad investire, sostenendo l'attività delle aziende industriali e artigianali dell'indotto. Gli argini hanno retto alla piena della crisi, ma non è possibile restare immobili sulla difensiva. Occorre sviluppare azioni rivolte ad agganciare il treno della ripresa quando riprenderà a passare anche nell'entroterra savonese. Difficile pensare che a spingere la locomotiva possano essere il turismo o i prodotti del bosco e del sottobosco".
Purtroppo per la Ferrania il tracollo c'è stato e ad oggi non si è ancora riusciti a trovare lo spunto per una ripresa degna di questo nome come sottolinea impietosamente "Savona Economica": "L'industria può sperare di consolidare le proprie posizioni, continuando a rinnovarsi per stare sui mercati con la speranza di farsi un po' più di spazio. Ma il tramonto del progetto laminatoio a Ferrania sembra davvero aver mandato in archivio le speranze di avere nuove grandi industrie sul territorio". (RCM)

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