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L’assessore Bruno sulla vicenda swap |
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Acqui Terme. Sull’argomento Swap, interviene l’Assessore alle Finanze, Paolo Bruno:
«Egregio Direttore, chiedo cortesemente di poter rispondere all’articolo apparso sulla prima pagina dell’ultimo numero del suo settimanale a firma del Comitato Difesa Finanze Comunali. Ritengo opportuno e non ozioso tornare sull’argomento “Swap” e, in particolar modo, sui presupposti e sulle motivazioni della delibera assunta in data 22 ottobre 2009, con la quale il Comune di Acqui Terme, per primo in Italia, ha annullato d’ufficio tutte le delibere presupposte e connesse alla conclusione dei contratti Swap. Facendo una premessa sulla recenti vicende che hanno portato all’adozione della delibera si è ricorso all’utilizzo dei poteri di autotutela dell’Ente al fine di far caducare i contratti in essere ed innescare, in prima battuta, un processo transattivo governato secondo una logica di supremazia dell’ente rispetto all’intermediario. Non avendo raggiunto l’accordo, la Giunta Comunale ha dato avvio al procedimento di autotutela teso ad annullare/revocare le delibere che autorizzavano la sottoscrizione dei contratti derivati, in quanto assunte in contrasto con norme di legge (articolo 3 del Decreto Ministeriale 1º dicembre 2003 n. 389) e con circolari (circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 27 maggio 2004). Da ultimo, a seguito del rifiuto dell’istituto di credito di addivenire ad un accordo transattivo sulla questione, la Giunta Comunale del Comune di Acqui Terme ha annullato tutte le delibere riguardanti l’approvazione della sottoscrizione di contratti derivati. Il Comune di Acqui Terme, che già da dicembre 2008 aveva sospeso i pagamenti alla banca a seguito dell’inizio delle trattative, oggi ha smesso di pagare quanto dovuto all’istituto di credito in relazione ai contratti derivati in essere; e ciò, si tenga presente, costituisce un risultato di grande importanza per il Comune, viste anche le notevoli difficoltà che stanno riscontrando, anche sul piano giudiziale (con tutti i relativi costi per le casse degli enti coinvolti), Comuni ben più esposti di quello di Acqui Terme. Per il momento la Banca non ha ancora impugnato il provvedimento e qualora lo facesse, sicuramente la sentenza del Tar sulla vicenda avrebbe un’importanza e una valenza davvero particolare. Si tratta di una tipologia di difesa per l’ente pubblico (quella dell’autotutela), non ancora adottata da nessun altro ente e che ha una portata sicuramente interessante anche per tutti quei Comuni/Enti che dovendo affrontare la via giudiziale per risolvere i vari problemi, potrebbero sin da subito eliminare la portata negativa di tali contratti derivati utilizzando uno strumento (l’autotutela) che consente agli stessi di annullare / revocare provvedimenti illegittimi. Tale provvedimento ha evitato un danno per le casse comunali e denota la volontà nonchè la capacità dell’Ente stesso di far fronte ad una emergenza di portata nazionale, affrontata in prima fila con cognizione tecnica, nell’esclusivo interesse bel bene pubblico. Per quanto riguarda i profili penali della vicenda, come ribadito anche nel provvedimento del 22 ottobre, abbiamo collaborato con gli organi inquirenti e informato in modo puntuale la magistratura contabile (Corte dei Conti) della vicenda. Mi auguro che questa nostra coraggiosa decisione possa essere di aiuto ad altri Comuni. Comunque rimangono a tutt’oggi impregiudicate tutte le altre azioni risarcitorie che in un’ampia ottica di difesa e richiesta di risarcimento, questa Amministrazione ha collocato in un momento preciso dell’iter processuale. Chiedo solo nel rispetto del lavoro nostro e della Magistratura di mantenere un approccio al dibattito costruttivo e utile al risultato finale». |
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