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POLITICA LOCALE

 

L’ass. Giulia Gelati: sicurezza a scuola inutile polemica

Acqui Terme. L’assessore Giulia Gelati risponde alla lettera del prof. Borgatta e della dott.ssa Giaccari, che, prof. Borgatta e della dott.ssa Giaccari sulla sicurezza alla scuola media:
«È davvero triste constatare quanto pressapochismo e superficialità alberghino nei politici acquesi, i quali, pur di ottenere un poco di visibilità con una qualsiasi forma di polemica, non esitano a gettare fango sull’operato dell’amministrazione, senza neppure fare lo sforzo di informarsi, passo doveroso soprattutto da parte di un consigliere comunale che, in quanto tale, ha pieno diritto di accesso agli atti, e da parte una esponente di rilievo del Circolo Acquese del PD.
Mi riferisco all’articolo del prof. Borgatta e della dott.ssa Giaccari, che, già in premessa è impreciso e tendenzioso. Infatti, induce a pensare che la chiusura della vecchia scuola “Bella”, sia stata una scelta inopportuna, che ha comportato una situazione di disagio per gli utenti. In realtà, le cose sono decisamente diverse: l’operazione è stata effettuata perché si è colta l’opportunità di ottenere la costruzione di un immobile importante, come il nuovo Tribunale, a totale carico del Ministero di Grazia e Giustizia, per un importo di 4.200.000 euro e gli allievi della scuola sono stati inseriti in una struttura decisamente più funzionale della precedente, (quella attuale, ex Suore Francesi), totalmente ristrutturata, con aule ampie e ben illuminate e per la quale il Certificato Previsione Incendi è già stato richiesto dalla proprietà e risulta in fase di ottenimento. L’unico neo, al massimo, è rappresentato dal costo dell’affitto attualmente sostenuto, che, però, ben compensa l’acquisizione in proprietà del Comune del palazzo del Tribunale, affitto che, peraltro, non sarà più sostenuto, non appena realizzata la nuova scuola prevista nel PPE dell’ex Borma. I due esponenti del PD elencano una serie di criticità, mentre sarebbe bastato si fossero rivolti alla sottoscritta o al Dirigente dell’ufficio tecnico, ing. Oddone, o avessero fatto richiesta del procedimento in atto, e avrebbero scoperto che, nell’ultimo anno, si sono tenuti ben tre incontri, presenti: la Dirigente, prof.ssa Gatti, i rappresentanti dei genitori, la sottoscritta, l’ing. Branda, consulente per il Comune per la richiesta del certificato di prevenzione incendi, l’ing. Oddone e il geom. Provera, (nella sede scolastica, in Sala Giunta e dal Sindaco stesso, e in sua presenza), proprio in merito alla tematica esposta.
Punto per punto:
-I locali sono agibili ma essendo da sempre di proprietà pubblica non sono soggetti al rilascio di alcun certificato di agibilità.
-L’ing. Branda è stato incaricato di iniziare la pratica per l’ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi. Fino ad oggi l’attività scolastica della succursale di Corso Roma è stata regolata dal nulla osta provvisorio rilasciato dal competente Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco mentre la sede di Via Marenco 2 ha potuto iniziare lo svolgimento dei corsi con la presentazione della D.I.A. prevista dalla norma, a seguito della quale sono stati effettuati alcuni sopralluoghi da parte dei VV.FF., sono stati richiesti ed eseguiti ulteriori lavori per l’ottenimento del certificato di prevenzione definitivo. Nel frattempo valgono le proroghe annualmente disposte con specifica normativa nazionale essendo la situazione appena descritta comune alla maggior parte degli edifici scolastici italiani.
-L’impianto elettrico è totalmente a norma e sottoposto a verifica, così come lo sono gli estintori, che, per legge, devono essere revisionati periodicamente da un tecnico esterno. Gli stessi estintori, sono nel numero previsto e sono collocati anche nella palestra e negli spogliatoi, come da documentazione fotografica allegata.
-In caserma ci sono tre scale, considerate più che sufficienti all’esodo, in caso di pericolo e l’uscita finale, con strozzatura considerata, ha misura rispondente ai parametri richiesti.
-per concludere, la faccenda dell’idrante. È stato spiegato con chiarezza, a tutti i presenti alle riunioni, che l’idrante è uno strumento che non deve essere utilizzato da chi si trova all’interno della scuola, bensì è di esclusivo uso dei pompieri, i quali se ne servono quando entrano nell’edificio, una volta evacuato. Mi pare scorretto ingenerare timori e senso di insicurezza infondati, in temi tanto delicati, accampando accuse pretestuose, senza nemmeno sincerarsi di quale sia la reale situazione. Così come pare davvero singolare citare la Dirigente prof.ssa Gatti, che era presente a tutti gli incontri ed è, pertanto, a conoscenza della situazione di sicurezza concreta e di tutto ciò che si sta facendo, insieme, per raggiungere sempre più gli obiettivi di sicurezza prefissati. Forse, la Dirigente è stata citata, ma non intervistata».
All’intervento dell’assessore Gelati sono allegate 8 fotografie di estintori.

L’ass. Paolo Tabano e la nuova area ecologica

Acqui Terme. La società Econet Srl, società a maggioranza di capitale pubblico, alla quale partecipano tutti i Comuni dell’area acquese ed ovadese, sta completando i lavori di costruzione di una nuova area ecologica in via della Polveriera. Abbiamo chiesto notizie all’assessore all’Ecologia e Lavori Pubblici, Paolo Tabano, in merito alla predisposizione della nuova area ecologica, che è stata di recente oggetto di polemiche per la sua dislocazione.
«L’Amministrazione Comunale di Acqui Terme - afferma Tabano - ha individuato l’appezzamento di terreno di Via Polveriera, di sua proprietà, come il più adatto ad ospitare un’area ecologica comunale avente tutti i requisiti e le caratteristiche per assolvere al suo compito di deposito temporaneo di rifiuti differenziati. La raccolta differenziata dei rifiuti non si affronta solo con l’applicazione di nuove metodologie di raccolta, quali il porta a porta, ma anche mettendo a disposizione dei cittadini una struttura in grado di ricevere tutti quei rifiuti che, per la loro tipologia (legno, ferro, RAEE, cioè rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche ) e le loro dimensioni (ingombranti quali mobilio, vecchi elettrodomestici) non è possibile depositare nei cassonetti stradali per la raccolta differenziata».
«La costruzione della nuova area si sarebbe resa necessaria perchè quella attuale è ubicata su terreno di proprietà dell’AMAG, che da tempo chiede di rientrane in pieno possesso, ed anche - come precisa l’Assessore - per poter avere a disposizione un’area costruita secondo criteri ormai obbligatori che rendano possibile il corretto stoccaggio dei rifiuti».
Il costo degli interventi strutturali necessari ad allestire il nuovo centro di raccolta è totalmente sostenuto da Econet, la quale si avvale di un contributo regionale assegnato nella misura del 50 % del costo totale dell’opera, che ammonta a circa € 400.000. Il terreno è stato fornito in uso gratuito dall’Amministrazione comunale per dieci anni, allo scadere dei quali la struttura rientrerà a pieno titolo nel patrimonio indisponibile del Comune; inoltre, il Comune non dovrà più pagare, come avviene attualmente, un gestore, ma l’area sarà gestita direttamente dal personale di Econet senza costi aggiuntivi per le casse comunali.
«La nuova area, - precisa Tabano - che sarà sempre a disposizione del cittadino perchè vi conferisca gratuitamente i suoi rifiuti, è situata in una zona avente facile accesso dalla circonvallazione, sarà molto più ampia e permetterà il deposito di quei rifiuti, come i RAEE, che attualmente non è possibile stoccare per mancanza di spazi coperti idonei».
La nuova area ecologica sarà aperta al pubblico sei giorni alla settimana; durante l’orario di apertura sarà garantita da Econet la presenza di addetti per indirizzare i conferimenti nei 16 cassoni scarrabili e negli altri contenitori presenti all’interno dell’area; ad essa potranno accedere non solo gli abitanti di Acqui ma anche i residenti nei comuni limitrofi.
Lo spazio interno dell’area ecologica è stato progettato in modo da rendere possibile al cittadino di smaltire direttamente i propri rifiuti negli appositi cassoni scarrabili: infatti il piazzale centrale è costruito ad una quota rialzata, in modo da sovrastare i 16 cassoni scarrabili sottostanti idonei a ricevere i rifiuti.
Tutta l’area è pavimentata ed impermeabilizzata, dotata di pozzetti per la raccolta delle acque piovane, e di un depuratore corredato di filtri disoleatori; sarà protetta da una recinzione in plastica riciclata e mascherata su tutto il perimetro con vegetazione sempreverde. “Abbiamo preso in considerazione tutti i diversi tipi di impatto che una struttura del genere potrebbe avere sull’ambiente circostante, e sono molto sereno nell’affermare – ci dice l’assessore Tabano – che un’opera di questo tipo costituirà un passo avanti nella gestione cittadina dei rifiuti non provocando alcun disagio alle attività limitrofe, anzi essendo un punto di riferimento per i cittadini e per il conferimento dei materiali che possono essere recuperati. La presenza della struttura e la semplicità del conferimento ridurrà sicuramente la quantità dei rifiuti che ancora oggi, purtroppo, vengono abbandonati lungo le strade”. (red.acq.)

Gianfranco Ferraris del PD su ponte Carlo Alberto, terme, ex Borma

Acqui Terme. Gian Franco Ferraris fa il punto sui temi cruciali di Acqui Terme: ponte Carlo Alberto – Terme – ex Borma:
«Mauro Garbarino la scorsa settimana su L’Ancora mi ha rivolto un complimento involontario, quando ha sostenuto che la Lega è l’unica opposizione all’amministrazione comunale di Acqui.
La mia ambizione, infatti, non è di essere un campione dell’opposizione, ma di contribuire concretamente a costruire un’alternativa reale alla maggioranza del PdL e prima della Lega che governano indisturbati da quasi un ventennio la nostra amata città. È curioso che su temi cruciali per il presente e il futuro di Acqui da anni il PD fa proposte concrete che, purtroppo, faticano ad essere condivise sul territorio per la mancanza di serietà da parte di alcuni esponenti della stessa parte politica.
Ponte Carlo Alberto
Abbiamo proposto da anni la costruzione di un secondo ponte sul fiume Bormida, è un intervento necessario e utile per due motivi: 1) spostare il traffico proveniente dai paesi circostanti che attualmente intasano corso Bagni, via Moriondo e le vie limitrofe; 2) consentire a corso Bagni e al ponte di essere il naturale collegamento tra il centro e la zona termale per migliorare l’offerta turistica dell’intera città.
Da molto tempo il ponte è quasi inagibile, e tra poco inizieranno i lavori (in pieno inverno!); gran parte della popolazione rischia di subire gravi disagi: gli studenti, gli automobilisti, il trasporto merci, gli operatori del turismo; gravi disagi dovuti all’assoluta incapacità di amministrare della maggioranza del PdL.
La costruzione di un secondo ponte è sempre più urgente, e sarebbe anche di facile realizzazione, se l’attuale amministrazione non avesse sperperato risorse in interventi del tutto inutili.
Urbanistica
Da un anno si discute del piano di recupero dell’ex Borma, è un intervento urbanistico importante che inciderà sul futuro della città. Il gruppo consigliare del PD si è astenuto perché la cubatura delle costruzioni è eccessiva.
Siamo stati accusati da molti esponenti del centro sinistra di cedevolezza; in realtà invece, per la prima volta, l’amministrazione comunale ha scelto di confrontarsi in Commissione e in quella sede abbiamo dato il nostro contributo e, come spesso accade, analizzando concretamente tutti gli aspetti delle questioni, si sono ottenuti miglioramenti al progetto iniziale.
Ad esempio, la scuola, che pareva un missile, è ora diventata una costruzione di tutto rispetto e adeguata alle esigenze della popolazione scolastica; per consentire questo sviluppo, il privato ha rinunciato a costruire un edificio, anche se la rinuncia è stata parzialmente compensata con la possibilità di alzare di un piano due palazzi limitrofi; anche la viabilità dell’area risulta migliorata.
I miglioramenti conseguiti rappresentano un buon risultato, soprattutto per l’interesse generale.
Il gruppo del PD ha organizzato due incontri pubblici allo scopo di coinvolgere i cittadini su questo tema importante. Ritengo che lo spiegare sia un dovere degli amministratori e della politica in genere, perché solo con la partecipazione consapevole dei cittadini si può pensare in positivo al futuro della città.
È il caso di ricordare che le scelte di questa amministrazione sull’area ex Borma sono state molto diverse rispetto ad altre, ad esempio lo scempio di piazza M. Ferraris dove, invece di recuperare una piazza popolare del centro, si è venduto una parte della piazza stessa per pagare i debiti del Comune.
Case popolari
Peggio, se possibile, quanto accaduto per l’edilizia agevolata. La Regione Piemonte ha predisposto un piano per la realizzazione di 10.000 alloggi popolari per assicurare un bene primario alle fasce più deboli della popolazione e per incentivare il settore edilizio in crisi.
Il Comune di Acqui non ha dato la disponibilità per costruire alcun alloggio, con grave danno per tutte le persone che aspettano una casa, i giovani sposi, i lavoratori precari o di settori economici in crisi. Con questo atteggiamento scellerato si rischia di alimentare la guerra tra poveri alla caccia delle poche case popolari che si rendono disponibili. Più volte in questi anni ho ascoltato pensionati che si lamentavano di non trovare alloggio, secondo loro per colpa degli extra comunitari: complimenti a questa amministrazione!
Bilancio
La mancata realizzazione delle opere pubbliche necessarie alla collettività dipende dalle casse vuote del Comune. Tutta la città è ormai a conoscenza della difficile situazione finanziaria e questa consapevolezza è stata ottenuta anche grazie al lavoro del gruppo consigliare del PD, che ha messo in evidenza che da anni le spese correnti superano di gran lunga le entrate e che per pareggiare i conti sono stati utilizzati tutti i proventi degli oneri di urbanizzazione ed è stato alienato gran parte del patrimonio comunale.
Ora la giunta ha addirittura annullato la delibera di assunzione degli swap, denunciando di essere stati truffati. C’è il rischio di una lunga causa con la banca interessata, causa che, se persa, potrebbe essere il colpo definitivo alle finanze comunali.
Terme
Tra gli interessi generali della città ci sono sicuramente le terme. Si sta facendo un gran discutere del destino delle terme e, diciamolo, sono discorsi un po’ inutili. Penso che la NewCo abbia creato aspettative per il futuro, la NewCo è fallita sostanzialmente per un motivo: la società proponente ha offerto la somma di 6.000.000 di euro, cifra che sarebbe stata adeguata per affidare la gestione delle terme, ma insufficiente se la NewCo era intesa come una vendita camuffata, ancor più se si tiene conto che la Terme spa ha un mutuo di 6.000.000 acceso otto anni fa e utilizzato per la ristrutturazione dell’hotel Nuove Terme.
In realtà non si trattava né di alienazione né di affidamento di gestione, i beni sarebbero stati affidati alla NewCo con vari istituiti giuridici, tra cui il principale era il diritto di superficie per 50 anni, un diritto inusuale che di fatto ha reso difficile la presentazione di più offerte (infatti, all’inizio della procedura le società interessate erano sei, alla fine solo una) e ha reso impraticabile alla proprietà delle terme la cessione del patrimonio per l’importo non adeguato di 6.000.000 di euro.
Il problema di fondo è che le terme dispongono di un grande patrimonio (gli hotel Antiche e Nuove Terme, lo stabilimento Regina, il Kursaal, la piscina, il bar Clipper, l’Agip, la lavanderia, gli alberghi fatiscenti Firenze, Eden, Carozzi, ecc.) e hanno un bilancio modesto. Non mi sembra molto importante l’assetto proprietario delle terme, ma piuttosto ritengo sia indifferibile un piano strategico che consenta il recupero di questo grande patrimonio e anche degli stabilimenti Terme militari e Carlo Albero (che la Regione sta acquisendo), recupero che deve essere finalizzato a dare un’economia alla città e occupazione per i giovani.
Per fare questo occorre evitare gli errori del passato, i progetti velleitari come i grattacieli in una zona esondabile, e condividere il piano strategico con le associazioni, gli amministratori e gli operatori del territorio. Occorre pure coinvolgere una catena alberghiera di qualità, come era peraltro previsto con la NewCo, perché sarebbe un contributo determinante per emergere nel difficile e concorrenziale mondo del turismo e delle terme.
Ruolo del Pd
Va da sé che i disagi per i lavori sul ponte Carlo Alberto e i buchi di bilancio non danneggiano gli amministratori della maggioranza del PdL ma tutta la città e sono una grave ipoteca sul futuro.
Noi, amministratori del PD, abbiamo la competenza per rimediare a questa situazione, ma c’è l’esigenza di comportamenti seri da parte degli esponenti noti del PD; al contrario Mauro Garbarino auspica il commissariamento del circolo del PD acquese e questa è un’offesa non solo verso chi ha lavorato sodo in questo periodo, assicurando una corretta e non polemica presentazione delle mozioni congressuali, ma soprattutto verso le quasi mille persone che hanno votato (e versato due euro) alle primarie, nella speranza di un partito che agisca nell’interesse generale del Paese.
Ad Acqui, in questa difficile congiuntura economica, il ruolo del PD è di rimettersi in contatto con la gente, guardare ai problemi di chi sta soffrendo di più la crisi, ai lavoratori che rischiano il posto di lavoro, alle piccole imprese e ai commercianti privi delle protezioni che consentono di resistere alle difficoltà del mercato.
Occorre un radicamento maggiore nella società e, dopo le discussioni, una maggiore sintesi sulle proposte. Per essere un’alternativa al nulla proposto dal centro destra è necessario avere il contributo e il supporto di tutti».

Consulta della sanità: importante incontro

Acqui Terme. Lunedì 2 novembre, alle ore 18, presso la sala conferenze di palazzo Robellini, in un clima di massima collaborazione, il Sindaco del Comune di Acqui Terme, dott. Danilo Rapetti, ha incontrato il Direttore Generale dell’A.S.L. Al, avv. Gian Paolo Zanetta.
All’incontro erano presenti i membri dei diversi tavoli di lavoro della Consulta, insieme al Coordinamento della medesima (dott. Stefano Forlani, Vicepresidente, dott.ssa Laura Bruna, dott. Alberto Pirni). Per l’A.S.L. AL erano presenti il dott. Gianfranco Ghiazza, direttore sanitario ASL AL, il dott. Flavio Boraso, direttore sanitario dell’Ospedale di Acqui Terme, Salvatore Bellinceri, responsabile infermieristico area Acqui – Ovada Ospedale, e Silvana Fornataro, coordinatrice servizio infermieristico ospedale di Acqui Terme.
Durante l’incontro sono stati affrontati numerosi temi, di importanza focale per la Sanità acquese, innanzitutto, ma anche per l’intero territorio della Provincia di Alessandria.
In apertura è stata preventivamente annunciata dal Direttore Generale la chiusura in pareggio del bilancio dell’ASL per l’esercizio in corso. Trattandosi di pareggio gestionale e non solo finanziario, sarà possibile aprire un possibile discorso di programmazione per il prossimo anno.
In questo quadro si inserirà anche la definizione del progetto di utilizzo – che è stato garantito sarà esclusivamente per il plesso ospedaliero di Acqui Terme – delle risultanze economiche (quote capitarie e recupero mobilità passiva) risultanti dalla convenzione tra ASL AL e ASL AT recepita dalla Regione Piemonte. Si è convenuto che la Consulta potrà contribuire alla definizione del progetto di utilizzo di tali risultanze.
Inoltre, con propria Deliberazione del 21 ottobre 2009 l’ASL AL ha stabilito il riposizionamento degli investimenti in relazione al completamento della riqualificazione del plesso ospedaliero di Acqui Terme. A seguito di tale atto si assisterà auspicabilmente fin dai primi mesi del 2010 al riavvio dei lavori di riqualificazione per i due piani ancora mancanti. Le procedure di appalto dovrebbero concludersi tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo.
Tra gli altri interventi previsti, entro i primi sei mesi del 2010 sarà sostituita la TAC. È stato invece escluso l’acquisto della Risonanza magnetica, in quanto la programmazione aziendale non prevede tale attrezzatura per l’ospedale di Acqui Terme.
Sul piano del personale, a seguito di numerose indicazioni raccolte dalla Consulta, è stato annunciato l’avvio di un concorso per risolvere i problemi della carenza di organico in Oculistica, mentre sono in corso di perfezionamento due ulteriori assunzioni per il DEA – Pronto Soccorso. Rispetto alla situazione di Pediatria, a seguito del pensionamento del primario, il servizio acquese viene coordinato dalla SOC (Struttura Operativa Complessa) di Tortona, mentre per Acqui Terme sarà istituita una SOS (Struttura Operativa Semplice), che l’amministrazione dell’ASL ritiene adeguata al fabbisogno della realtà acquese.
Alcune tematiche, che necessitavano un più specifico approfondimento, sono state rimandate ad ulteriore occasione di colloquio. Tra queste possono qui essere ricordate le seguenti: personale DEA e stabilizzazioni contratti a termine; le difficoltà gestionali e di servizio del CUP (peraltro a novembre si avrà l’anagrafe completa e informatizzata di tutti gli abitanti dell’ASL provinciale: ciò dovrebbe facilitare un migliore servizio), l’organizzazione del personale infermieristico; la prospettazione del turn over del personale medico ed infermieristico. Su questo profilo, a fronte del pensionamento del primario di Cardiologia, il Direttore Zanetta ha annunciato l’imminente avvio (entro quattro mesi) di un concorso per una posizione di primariato, che sarà dedicato interamente all’ospedale acquese.
Rispetto al progetto di Riabilitazione cardiologica avviato negli scorsi mesi anche nell’ambito del più ampio progetto di “Sanità termale”, il Direttore Generale annuncia di avere chiesto alle Terme di Acqui s.p.a. un aumento qualitativo e quantitativo della collaborazione con l’ASL proprio nell’ottica di una ripresa e ampliamento di tale progetto.
La Consulta si renderà parte attiva e propulsiva in tale processo. Viene annunciato come in corso di definizione la Convenzione con ASO Alessandria per portare in Acqui Terme la dialisi in periodo estivo. Infine, rispetto al reparto di Medicina, in considerazione dell’ormai consolidato sovraffollamento, vengono garantiti l’ampliamento e la stabilizzazione a 35 posti-letto nel quadro del completamento della riqualificazione dell’ospedale.

Mauro Ratto, il PdL e i problemi del ponte Carlo Alberto

Acqui Terme. È iniziata la ristrutturazione del ponte Carlo Alberto con l’allestimento del primo ponteggio nel lato a valle; gli operai stanno ora affrontando il tratto più impegnativo soprastante il fiume. «È questo il primo passo per il completo rifacimento del manufatto che prevede l’allargamento e l’innalzamento dei marciapiedi, la sostituzione di tutte le strutture metalliche che sorreggono i marciapiedi stessi e il rifacimento del piano stradale in porfido», chiarisce Mauro Ratto, consigliere comunale e coordinatore del Pdl di Acqui Terme.
Il ponte rappresenta l’unico accesso in città per chi arriva dalla zona Bagni, dalla valle Erro, dal Ponzonese e da Visone e sono molte le preoccupazioni dei cittadini acquesi e delle persone che si recano quotidianamente nella nostra città dai paesi vicini. «Le perplessità derivano dalla modifica della viabilità necessaria per compiere i lavori previsti visto che già ora il ponte rappresenta una strozzatura ed è causa di forti rallentamenti nel traffico cittadino in particolar modo la situazione si aggrava nelle ore di punta, quando i nostri ragazzi si recano a scuola e nei giorni di mercato. Ne sanno qualcosa gli abitanti di zona Bagni che devono considerarsi abitanti di un paese a 20 Km da Acqui visto i tempi di percorrenza che occorre loro per raggiungere il centro», è l’osservazione effettuata da Ratto.
Il quale indica che «gli attuali disagi si uniranno ai futuri quando il traffico veicolare sarà a senso unico alternato regolato da impianto semaforico. Allora i tempi di percorrenza saranno ancora più lunghi e si profilano code interminabili. Il Pdl acquese si fà carico di queste difficoltà e per questo ha convocato, la scorsa settimana, una specifica commissione consiliare per affrontare i problemi connessi alla viabilità nella ristrutturazione del ponte Carlo Alberto». Hanno partecipato esponenti della maggioranza e della minoranza oltre all’ingegner. Oddone, funzionario capo dell’Ufficio tecnico del Comune e Paola Cimmino, comandante della Polizia municipale. «Nell’occasione – continua il consigliere comunale Ratto - è stato illustrato il calendario dei lavori che vale la pena riportare per comprendere le soluzioni proposte: pochi giorni fa è aperto il bando di gara per individuare la ditta che si aggiudicherà i lavori. A fine novembre si avrà l’aggiudicazione e la ditta vincitrice inizierà a smontare il marciapiede del lato a valle, poi si procederà a preparare i nuovi tralicci, staccare i sottoservizi, approntare quelli nuovi, preparare le tubazioni che andranno sostituite, preparare le nuove lastre di pietra per il marciapiede. In seguito si procederà dal lato a monte. Il Pdl acquese ha fortemente voluto che nel bando di gara fossero previsti due turni di lavoro in modo da dimezzare i tempi di esecuzione; si lavoreranno 12 ore al giorno». Verso la prima settimana di febbraio si ipotizza l’inizio della fase di costruzione con la posa dei nuovi tralicci che sostengono i marciapiedi, la sostituzione delle tubazioni che attraversano il ponte (tra cui quella che porta l’acqua della Bollente agli stabilimenti termali). «La fase critica per la viabilità - puntualizza Ratto - inizierà a fine febbraio quando si procederà alla rimozione del porfido e si dovrà allestire la viabilità a senso unico alternato. Si ipotizza che questa fase di lavori possa durare alcuni mesi . Sono quindi intuibili i seri disagi che si protrarranno per un periodo così lungo. D’altra parte non si potrebbero eseguire i lavori con il normale traffico veicolare».
Sempre il consigliere comunale Pdl ha riferito che durante la riunione si è parlato di regimare almeno il traffico pesante impedendo l’accesso al ponte ai mezzi pesanti in uscita da Acqui: se un camion arriva da Bistagno e deve andare ad Ovada dovrà passare da Rivalta e poi da Pontechino. Infatti saranno chiuse le rampe in uscita della circonvallazione a livello del ponte . Se proviene da Prasco verrà invitato, da apposita segnaletica, a deviare per Rivalta a meno che debba andare in Valle Erro per cui potrà procedere verso Visone dove sarà permesso il transito dei mezzi pesanti attualmente vietato e giungere ad Acqui dove potrà procedere solo per Melazzo o per Ponzone. Il problema, sempre secondo Ratto, sorge per i mezzi pesanti provenienti dalla Valle Erro visto che il ponte di ferro di Melazzo non può sopportare il peso se non di piccoli camioncini e per l’occasione sarà interdetto dalla Provincia anche a quelli per l’aumento del traffico veicolare leggero. Per cui pare plausibile concedere ai mezzi pesanti provenienti dalla valle Erro l’attraversamento del ponte. Rimane il problema dei bus, soprattutto quelli che portano gli scolari ad Acqui.
Che le problematiche siano tanta ed estese ad oltre i confini della città lo dimostra un’ulteriore riunione che è tenuta ieri in Regione dove l’amministrazione comunale ha valutato la disponibilità del sostegno regionale al progetto del guado mentre si sta organizzando un altro incontro anche con il Prefetto di Alessandria, dottor Castaldo.
In considerazione di tutto ciò il Pdl acquese ripropone la prosecuzione della ricerca di soluzioni alternative che sia sono arenate nei mesi scorsi. Si era interpellato l’Esercito che, attraverso il Genio Pontieri, aveva accolto la soluzione del ponte temporaneo con la richiesta di centinaia di migliaia di euro per il piazzamento ed inoltre il Comune avrebbe dovuto approntare un pilone centrale nel bel mezzo del fiume. «Si capisce che tale opera -continua Ratto - sarebbe costata alle casse comunali quasi come il costo dei lavori sul ponte Carlo Alberto. Ora la soluzione più plausibile potrebbe essere quella della costruzione di un guado a valle del ponte anche se ciò comportasse approntare una impegnativa viabilità di accesso allo stesso. Per questo motivo si sta sollecitando l’Aipo – ex Magistrato del Po- a dare il proprio assenso al guado. Subito dopo occorrerà provvedere a studiare la fattibilità ed i relativo costi che una volta quantificati dovranno essere inseriti a bilancio per arrivare la prossima primavera con la concreta possibilità di poter usufruire dell’opera».
«Il Pdl di Acqui Terme – sottolinea l’esponente il coordinatore del partico - non si rassegna a sperare che i disagi non siano troppi ma si impegna nella ricerca di soluzioni alternative cosciente del fatto che non solo i cittadini acquesi dovranno sopportare i disagi ma tutto il bacino dei paesi limitrofi e per questo sta sollecitando i più alti livelli del partito e del Governo». (C.R.)

L’IdV sulla pista ciclabile: dilettanti allo sbaraglio

Acqui Terme. Ci scrivono Mauro Galleazzo e Simone Grattarola dell’Italia dei Valori di Acqui Terme:
«Egregio Direttore,
vorremmo parlare per una volta di una iniziativa dell’amministrazione comunale che condividiamo: la pista ciclabile della zona Bagni, bella, utile, ideale per una città a vocazione turistico termale. C’è pure il finanziamento regionale che non guasta. Una situazione ideale quindi ma come al solito è prevalsa la logica dei dilettanti allo sbaraglio. Visto che erano disponibili 1.241.473 euro in conto capitale (gratis) si è pensato bene di pasticciare e così si è subito perso 170.000 euro sempre gratis dalla regione. Per rimediare il comune accende quindi un bel mutuo di 854.581 euro che graveranno sul bilancio comunale già gravemente compromesso. È superfluo precisare che i mutui comunali pesano sulle spalle dei cittadini se non altro per altre opere che non possono esser più finanziate visto che la capacità di indebitamento non è illimitata. Il risultato è un’opera dal costo faraonico al metro lineare di 1.103 euro (più di due milioni di vecchie lire). Vediamo come è stata realizzata. La fretta della realizzazione dimostra già le prime crepe con preoccupanti avvallamenti nella miglior continuità con opere quali la ex fontana di piazza Italia.
Forse il maggior costo è dovuto alla illuminazione di tipo casello autostradale che pure offende il monumento degli archi romani. L’avveduto progettista, il comune, non ci ha neppure pensato, se proprio si voleva illuminare il percorso, ad usare fonti luminose a pavimento. Chiedere poi un approccio ecologico con fonti luminose a risparmio energetico (a LED o con pannelli solari) è veramente troppo? Economizzando e non disperdendo i fondi regionali si poteva probabilmente proseguire la pista verso Visone e la zona delle pensioni. Infine riteniamo che l’avere a disposizione soldi gratis (dalla regione) non esime dal buon impiego: con la stessa cifra, in Abruzzo la Croce Rossa ha realizzato oltre 100 unità abitative completamente arredate. È sempre la stessa logica per cui se ci sono dei soldi si spendono comunque, magari senza criterio, come nel caso delle porte dei gusti, quelle splendide costruzioni poste talvolta in altri comuni (Melazzo e Terzo) dove chissà perché dovrebbe fermarsi qualcuno a fare acquisti. Sono costate soldi comunque pubblici senza contare i risarcimenti danni agli sventurati che hanno pensato di chiederne la gestione.
Nel caso della porta di Terzo il comune ha transato sulla lite con il gestore e così oggi siamo proprietari di mobili scola piatti, cappe aspiranti con filtri, rubinetti a leva clinica etc. per 43.250 euro. Ma questa è una nuova storia di ordinario spreco che merita approfondimento».

Bernardino Bosio risponde alle accuse dell’ass. Gelati

Acqui Terme. Ci scrive Bernardino Bosio
«Egregio direttore, e gentili lettori de L’Ancora, ho iniziato il dibattito politico relativo all’urbanistica con un aspetto legato al presente ma soprattutto rivolto al futuro, purtroppo la professoressa Gelati, non avendo risposte reali alle mie legittime osservazioni, non ha meglio da fare che tornare al passato. Mi sia permesso di fare un breve promemoria... Quando iniziai l’esperienza di Sindaco, Acqui Terme aveva l’apparenza una città in abbandono, buia, con la Pisterna diroccata, l’acquedotto era un colabrodo al pari delle fognature, il patrimonio comunale disastrato, e l’economia turistica alla canna del gas. Abbiamo investito circa 70 miliardi delle vecchie lire, (frutto di molti contributi che riuscimmo ad ottenere da Regione Piemonte e dallo Stato). Ho lavorato, in collaborazione con i miei assessori e i consiglieri per 10 anni, con impegno, risparmi e sacrifici, ho lasciato la città all’onor del mondo, l’economia in crescita e nel bilancio del 2003 la rata da pagare era di € 1.691.350,00 ovvero solo € 12.000,00 in più! A significare che i debiti per gli Acquesi, durante l’amministrazione Bosio, non sono cresciuti! La gente ricorda tutto ciò che di straordinario ha fatto la mia giunta sostenuta dai consiglieri della Lega Nord per rimediare i disastri fatti da DC e PCI (oggi riconducibili a PDL e P.D.) ricorda perfettamente la situazione della Pisterna, di Palazzo Olmi e Chiabrera, delle scuole di via XX Settembre.
La professoressa non ricorda o non vuole ricordare alcune cose: la legge sul riordino termale ha avuto successo soprattutto per l’impegno dell’On. Malvezzi, già assessore nella Giunta Bosio, iscritto nella Lega Nord! Che il progetto di zona Bagni fu frutto di un accordo tra Terme di Acqui S.p.A. Comune di Acqui Terme, Regione Piemonte e soggetti bancari in cui Bernardino Bosio era solo uno dei partecipanti, che in tale progetto era previsto, a completamento dell’offerta turistica, la costruzione del Centro Congressi di un bel color “verderame” e non del colore attuale, ma soprattutto senza che le Terme di zona bagni siano state ristrutturate! Ad Acqui Terme le cose nuove fatte negli ultimi anni sono ben poche, e le poche terminate sono eredità della mia Giunta ad esempio i parcheggi di Zona Bagni, il Movicentro; mentre le opere successive fatte da Rapetti e soci sono veramente poche! Ricordo ad esempio la facciata delle scuole in via XX Settembre, la rotonda del Bennet in viale Savona, la demolizione del mercato agricolo e “La Passeggiata delle Nutrie”, in riva al Bormida, “già andata a bagno”. Sono convinto che il progetto Tange sarà nel tempo l’unico logico e realizzabile, realmente concretizzato, negli ultimi 30 anni. Mentre rivendico la ristrutturazione dell’albergo Nuove Terme, frutto di una precisa presa di posizione dell’amministrazione Bosio, pur non avendo risorse regionali straordinarie! La nostra città ha una precisa identità costruita negli anni, un’attenzione che, durante l’amministrazione Bosio ha prodotto iniziative, interventi apprezzati e conosciuti a livello interregionale e nazionale che, pur dispiaciuto per il destino della città, la professoressa Gelati e la giunta Rapetti non riusciranno mai ad eguagliare!».

Domenico Ivaldi analizza la situazione acquese

Acqui Terme. “Le Terme rappresentano un punto fondamentale del benessere economico, oltre che fisico, di Acqui Terme; spero non finiscano in mano ai furbetti del quartierino. Appunto per questo non vanno abbandonate a logiche politiche incomprensibili dal cittadino e bisogna fare in modo che non si sviluppino completamente in balia del cemento con costruzioni di palazzi abbandonando gli alberghi”. Con quest’affermazione, oltre ad indicare sull’argomento “un’assenza totale della sinistra che non si preoccupa dello sviluppo del territorio”, Domenico Ivaldi, per tutti amichevolmente Meco, che per tanti anni ha svolto l’incarico di consigliere comunale per Rifondazione comunista, inizia il nostro discorso incentrato sui problemi immediati della città, iniziando dal tema cemento, argomento tanto dibattuto a livello d’opinione pubblica, debuttando, oltre che sul «problema Terme», dall’attuale progetto di riqualificazione dell’area ex Borma. Dice Ivaldi: “In quell’area, prima di tutto si costruiscano le scuole, quindi si realizzi l’hotel che sul progetto è dichiarato a cinque stelle, poi il resto, vale a dire gli edifici residenziali e commerciali. Sarebbe un affronto alla città se succedesse il contrario e la costruzione dell’hotel avvenisse come ultima realizzazione, ma tra quanti anni?” Sempre sul piano ex Borma, Meco fa un affondo a livello politico, non essendo d’accordo con la sinistra a cui è sempre appartenuto: ”Mi stupisco che la minoranza in consiglio comunale si sia astenuta, ma ha tempo di rivalutarsi, anche rivedendo il rapporto tra cubatura edificata e area verde”.
Meco, che dai banchi dell’opposizione aveva svolto con passione e capacità un ruolo notevole, è anche conosciuto per le sue valutazioni, per le sue definizioni argute, che vanno sempre a segno come frecce ben indirizzate, ma anche attraverso iperboli, che nella gran maggioranza dei casi rispecchiano la realtà incontestabile. E a livello della realizzazione del teleriscaldamento, afferma: “Come idea fondamentale è valida, ma solo se l’utente risparmierà almeno un euro, altrimenti si è fatto semplicemente un piacere all’impresa costruttrice. Per la prima parte della rete distributiva del calore c’è stato un grosso disagio vissuto dai cittadini. Se anche questa difficoltà e diminuzione in certi casi rilevante di incassi a livello commerciale per i negozi situati sulle traiettorie dei lavori non si risolve in un risparmio, la situazione è da considerare un sadismo. C’è da sperare che nel periodo natalizio siano salvaguardate le attività commerciali lasciando strade percorribili e ordinate, con posteggi fruibili. Quello di Natale è l’ultimo guadagno del commerciante. Una città non fruibile aiuta unicamente i supermercati che davanti all’ingresso dei loro magazzini non hanno ‘lavori in corso’. Il commercio è l’ultimo reddito che c’è ad Acqui Terme, come attività privata. Se nel mese di dicembre si creano impedimenti, non so come potranno pagare gli affitti nei mesi successivi”.
Sempre Ivaldi riconosce che Acqui Terme “ha un alto livello enogastronomico, ma con i vini minacciati da eccessivo controllo. Il potenziale turistico del nostro territorio, visto anche a livello di vitivinicoltura è altissimo. Perdere questa ricchezza attraverso l’interpretazione feroce dell’etilometro potrebbe determinare un rischio non solo per la prossima vendemmia, ma qualcuno toglierà le viti perché non più redditizie, al posto attecchirà la boscaglia che diventerà spazio per i cinghiali. Inoltre, per l’agricoltura, specialmente oggi in periodo di vacche magre per la vitivinicoltura, vorrei che ci fossero gli stessi benefici che Regione e governo hanno concesso alla grande industria mantenuta in tempi difficili dai cittadini, anche dagli agricoltori che contribuiscono con il pagamento delle tasse”. Meco termina con un’«ingiunzione» per la frana di Strevi: “Va risolta in tempi brevissimi e basta”. (C.R.)

L’ass. Anna Leprato: troppi ostacoli in città per un rilancio turistico

Acqui Terme. Da tanti anni per la bella Acqui Terme si parla di rilancio. Ora che questo treno sta transitando, pare che non tutti vogliano salirci per creare le condizioni necessarie a mettere in atto una riproposta turistica ad ampio livello.
In questi ultimi anni la città termale si presenta al turista con una realtà ricca di progetti, che potrebbero portare a conclusioni con ricadute notevoli su quello sviluppo economico che tutti si augurano positivo.
Acqui Terme, è oggi in controtendenza rispetto al trend non solo nazionale per quantità e qualità di frequentatori. Questo però non basta. C’è feeling tra imprenditori del turismo e amministrazione comunale? Il commerciante, il ristoratore o l’albergatore, senza dimenticare l’operatore turistico in genere, partecipa ai programmi proposti a livello di Palazzo Levi? La domanda l’abbiamo indirizzata all’assessore al Turismo e Commercio, Anna Leprato.
La risposta è iniziata a livello commerciale, soprattutto per ricordare che tanto a livello di commercio in sede fissa che su suolo pubblico c’è l’obbligo di esporre i prezzi ben visibili, per la ristorazione anche l’orario dell’attività.
«Ai primi d’ottobre - come riferito dall’assessore Leprato - i nostri uffici hanno inviato 60 lettere tra ristoranti e Bed & Breakfast per tradurre gratuitamente i loro menù in due lingue straniere. L’ufficio medesimo ha ricevuto solo una risposta. Per le fiere di San Guido e di Santa Caterina, che esistono da centinaia di anni, mai si sono verificate tante lamentele come in questi ultimi anni, così come per la Festa delle feste che porta ad Acqui Terme una marea di gente. Nessuno vuole stand vicino al proprio negozio».
Si tratta di una situazione che, alla lunga, costringerà, per le massime manifestazioni annuali, di scegliere una diversa zona rispetto al centro storico. «A fine settembre - continua Anna Leprato - con gli uffici Commercio e Turismo avevamo organizzato la manifestazione ‘Asco Milano’, un palcoscenico ambito ad alto livello, che tutto il mondo vorrebbe calcare, e che noi abbiamo ottenuto grazie ai buoni auspici di una professoressa acquese ‘emigrata’ nel capoluogo lombardo. Alcuni che avevano aderito all’iniziativa non si sono nemmeno presentati. Alla gente la risposta».
Sempre l’assessore al Turismo ricorda la «scarsa partecipazione alla festa del Bon Pat e ad iniziative effettuate a favore dei privati; per la Notte bianca solo due sono state le risposte alle lettere inviate a tutti i ristoratori».
Siamo all’eccezionale manifestazione di Benessere e Bellessere. «La risposta c’è stata, ma da persone non nostre concittadine. Per la promozione nazionale di uno spettacolo musicale di Natale organizzato per le scuole dall’amministrazione comunale, previsto in un mercoledì giorno di chiusura dell’Ariston, il Comune non può spendere 1.700 euro più Iva per l’affitto del teatro come richiesto e probabilmente lo organizzeremo al Movicentro».
Sembra che qualcuno abbia chiesto a qualche amministratore di non inserire banchi dell’ambulantato davanti al proprio portone d’ingresso o esercizio commerciale. Un condominio esaudito equivarrebbe ad una ventina di voti. La Leprato a queste logiche non sarebbe d’accordo. Sempre Anna Leprato fornisce i dati delle nuove aperture e delle cessazioni di esercizi commerciali. Ne sintetizziamo alcuni.
Al 1º gennaio 1999 erano in attività 658 negozi, le nuove aperture erano state 22 con 17 cessazioni ed un saldo di 663 esercizi.
Al 1º gennaio 2008 (ultimo dato in possesso) erano in attività 710 esercizi, ben 52 unità in più. Il saldo a fine dicembre 2008, in periodo di piena crisi, era di 712 esercizi poichè si erano verificate 30 nuove aperture ed altrettante chiusure. Significa che il comparto commerciale acquese è da valutare con interesse.
Lo sfogo dell’assessore Leprato termina con parole di riconoscenza per l’attività svolta dai dipendenti comunali, dalla Polizia urbana. (C.R.)

 

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