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È in allestimento a Campo Ligure il grandioso presepe meccanizzato

 
Campo Ligure. L’oratorio dei Santi Sebastiano e Rocco ospita, anche quest’anno, il presepe meccanizzato, allestito dai componenti dell’associazione “amici del presepe”.
È da più di un mese che una quindicina di volontari di questa associazione lavorano alacremente in modo da poter inaugurare il presepe per la metà di dicembre.
Nato alla fine dell’800 sul modello dei classici presepi genovesi, ricchi delle statue delle scuole del Maragliano, del Parodi e del Pittaluga, il primo presepe venne allestito senza movimenti.
Nel 1910 Gio Batta Macciò (Crispi) falegname e intagliatore, inserì nel presepe le prime statuette in movimento, ispirandosi, probabilmente, al presepe movibile del vicino santuario di Nostra Signora dell’Acquasanta, frazione ricadente in parte nel comune di Mele ed in parte nella “grande Genova” appena sopra l’abitato di Voltri.
La forza motrice derivava, in allora, da una ruota fatta girare con una manovella da volenterosi ragazzini. Le figure in movimento erano collegate mediante cinghie ad un unico asse di legno lungo circa quattro metri.
Nel 1915 il presepe venne elettrificato ed ulteriormente ampliato. Da allora, nonostante le interruzioni dovute alle due guerre mondiali, ogni anno il presepe viene pazientemente allestito ed arricchito da sempre nuovi movimenti.
Negli anni ’30 del 900 e nel secondo dopoguerra, dopo il1946, il presepe venne allestito anche a Genova ed ebbe una grande affluenza di pubblico accorso per vedere la novità dei movimenti.
Fondata nel 1980, l’associazione “amici del presepe” il presepe meccanizzato trovò la sua definitiva sistemazione nell’ampio oratorio dei Santi Sebastiano e Rocco in via Gramsci.
Vennero aumentati in maniera sensibile il numero delle statue in movimento, all’interno di un apparato scenografico sempre più complesso e di grande effetto, frutto della collaborazione della professoressa Carla Macciò e del pittore e ceramista De Vignola.
Oltre che al movimento dato dagli ingegnosi apparecchi elettro-meccanici, risulta di notevole interesse il rigore filologico mantenuto nella ricostruzione di scene di vita agreste, del lavoro contadino e degli antichi mestieri.
In particolare vengono riprodotte le attività che sostennero l’economia della Valle Stura della seconda metà dell’800 a tutto il ‘900: le ferriere, le fucine, lo sfruttamento del legname dei boschi valligiani.
Ambienti, tecniche e strumenti, persino l’abbigliamento dei personaggi, vengono rappresentati con estrema cura del dettaglio.
Non poteva mancare naturalmente il laboratorio della filigrana, arte orafa conosciuta in tutto il mondo ed ormai da più di 100 anni tradizionale attività campese.
Il mondo animato che circonda la Natività sin estende su un palco di oltre 70 metri quadrati, giochi d’acqua e di luce, fondali dipinti e altri effetti scenografici offrono uno straordinario spettacolo in primo luogo per i bambini che vivono affascinati tutti i minimi particolari di questo presepio, ma anche gli adulti rimangono ammirati da tanta operosità e ingegno, ricordando momenti di vita o storie tramandate da nonni che sembrano di ieri ma appartengono ormai alla storia... da non perdere!

 

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