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A Castelnuovo Bormida una centrale a biomassa

 
Castelnuovo Bormida. Un nuovo impianto a biomassa, finalizzato alla produzione di energia termica ed elettrica sorgerà nei prossimi mesi a Castelnuovo Bormida.
La Provincia di Alessandria ha infatti accettato l’istanza formulata dalla ditta “Biogas Castelnuovo Bormida Società Agricola a r.l.”per realizzare un impianto di potenza inferiore ad un megawatt alimentato da fonti rinnovabili, in particolare biomasse vegetali, finalizzato sia al fabbisogno industriale che al collegamento alla rete elettrica pubblica.
L’impianto, che sarà realizzato con la piena approvazione del Comune, è stato progettato nel totale rispetto delle norme di qualità ambientale e assicurerà il rispetto di importanti linee guida: anzitutto consentirà di produrre energia “pulita”, proveniente da fonti completamente rinnovabili, a basso impatto ambientale, e adottando tutte le migliori tecnologie disponibili sul mercato, permetterà il rispetto di tutte le misure di prevenzione dell’inquinamento. Inoltre, l’utilizzo dell’energia potrà garantire i fabbisogni dell’azienda e la cessione alla rete pubblica. Il progetto prevede inoltre l’adozione di adeguate misure per la prevenzione degli incendi e la valutazione previsionale dell’impatto acustico.
L’impianto sorgerà a nord est del paese, in una porzione di territorio compresa fra la strada provinciale Castelnuovo-Sezzadio e la via Emilia; più esattamente, la centrale interesserà la porzione di terreni posti immediatamente a sud della strada vicinale Costa Plantari, per una superficie complessiva di 3.234 mq.
Ma come funzionerà esattamente la centrale? I processi seguiti saranno anzitutto la produzione di combustibile (in questo caso biogas) attraverso la fermentazione anaerobica (ovvero ottenuta in assenza di ossigeno) delle biomasse in modo da ottenerne metano. Il biogas sarà poi raccolto in apposite cupole gasometriche pneumatiche e verrà trattato per depurarlo prima dell’utilizzo nei cogeneratori. A seguire, il gas verrà convogliato in motori a combustione interna, che trasmettendo il loro moto a un generatore di corrente consentono la produzione di elettricità. Il materiale di scarto del processo anaerobico potrà essere riutilizzato in ambito agronomico.
Per ottenere la maggior quantità possibile di biogas dal trattamento di fermentazione, è stato deciso di utilizzare per l’alimentazione dell’impianto un cocktail di biomasse vegetali, formato da loietto, triticale, mais e sorgo: le biomasse verranno immesse nel digestore attraverso un sistema di alimentazione concepito per miscelare e triturare le diverse biomasse; il gas prodotto nel digestore sarà direttamente raccolto nella parte superiore, grazie all’installazione di una cupola gasometrica a forma di calotta sferica a doppia membrana, di cui quella interna sarà a volume variabile in funzione del volume di biogas prodotto. Attraverso delle condutture, il gas sarà convogliato al trattamento di depurazione, dove sarà raffreddato, deumidificato e desolforato, finchè, a seguito di questo processo, potrà essere inviato al motore endotermico interno pensato per produrre energia termica ed elettrica. L’elettricità prodotta sarà venduta al gestore, al netto della quota necessaria per i fabbisogni dell’impianto (che in pratica sarà così autoalimentato), ma nemmeno l’energia termica andrà sprecata, perché sarà in parte riutilizzata per il riscaldamento degli stessi reattori anaerobici, e in parte impiegata come fonte di calore per altri usi. Si stima che il nuovo impianto sarà in grado di sviluppare una potenza di 995 kilowatt (dei quali circa 935 saranno immessi in rete) e produrre in un anno (calcolo fatto su 8200 ore) 8.162.000 kilowatt.
Ricadute sull’agricoltura
Ovviamente, per funzionare, la centrale a biomassa avrà bisogno delle biomasse, prodotti vegetali che saranno appositamente coltivate. Secondo le stime, per alimentarla occorreranno 17.558 tonnellate di biomassa all’anno. Inevitabili le ricadute sull’agricoltura locale: la coltivazione agricola finalizzata alla produzione di biomassa interesserà circa 151,37 ettari di terreno, secondo una pratica agronomica che prevede la semina di loietto e triticale nei mesi autunnali (settembre e ottobre), con raccolta del prodotto ad aprile e maggio; a seguire, sugli stessi terreni, tra le due e le tre settimane dopo, sarà possibile seminare il mais o il sorgo, che saranno quindi raccolti ad agosto e settembre. Con il metodo del doppio raccolto, effettuato a rotazione, sarà possibile ottimizzare la produzione di biomassa. La Biogas Castelnuovo B.da società agricola a r.l. dispone di 65,46 ettari di terreno, tutti ubicati nel comune di Cassine (e resi disponibili dall’Estrattiva Favelli), e quindi è in grado di assicurare le risorse necessarie per alimentare pienamente l’impianto.
Gestione tecnica
La gestione complessiva dell’impianto sarà affidata a un tecnico responsabile che avrà cura di organizzare e controllare tutti i processi necessari per il funzionamento dello stesso. Sarà lui a curare la logistica delle materie prime in ingresso, e fra i suoi compiti ci sarà anche quello di organizzare tutte le iniziative di manutenzione ordinaria e straordinaria necessarie per la sicurezza dell’impianto.
Si prevede anche l’assunzione di un addetto all’alimentazione dell’impianto e allo scarico delle vasche di stoccaggio, ma l’azienda si riserva anche l’opportunità di ricercare (all’occorrenza) professionalità esterne al fine di affettuare al meglio la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impiantistica.
Emissioni
Buone notizie arrivano dalla valutazione delle emissioni nocive: le indagini effettuate sembrano escludere la possibilità che dalla struttura possano alzarsi esalazioni maleodoranti: la catena di produzione è concepita in maniera tale da decomporre quasi totalmente la materia prima; poiché la decomposizione avverrà all’interno di apposite vasche in cemento armato e a tenuta stagna, gli odori non dovranno fuoriuscire; allo stesso modo, la parte di sostanza organica all’uscita della filiera di digestione risulta priva della parte secca che può sviluppare odori e quindi di conseguenza nemmeno le vasche di stoccaggio emetteranno esalazioni. Non vi saranno quindi emissioni significative di odore dall’intero impianto.
Contemporaneamente, l’impianto in oggetto non provocherà immissioni nel o sul suolo di qualsiasi natura; i fanghi emessi dall’impianto saranno anzi utilizzabili in agricoltura come ammendanti o fertilizzanti; il contenuto di metalli pesanti nel digestato dovrebbe essere molto modesto e in ogni caso rispettare i limiti di legge previsti.
Il sindaco soddisfatto
Mauro Cunietti, sindaco di Castelnuovo Bormida, esprime grande soddisfazione per l’impianto: «È una struttura che permetterà di produrre energia pulita, oltre a fornire qualche vantaggio anche alle casse comunali, grazie a convenzioni. La cosa più importante, comunque sarà la possibilità di fare lavorare l’agricoltura, un settore che ha sicuramente bisogno di impulsi, specialmente in un momento difficile come questo. In Germania esistono già oltre 350 impianti di questo tipo; in Italia invece puntare sulle biomasse è ancora una scelta innovativa. È stato possibile riuscirci grazie anche ai contributi europei, che, visti gli accurati controlli che vengono compiuti prima dell’erogazione dei fondi, sono un’ulteriore garanzia sulla perfetta funzionalità della centrale. Aggiungo che i lavori sono iniziati e se le cose vanno come ci auguriamo tutti, l’impianto sarà attivo già entro il 2010». (M.Pr)

 

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