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Alla Rebba una discarica per i rifiuti delle ditte? |
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Ovada. Consorzio smaltimento rifiuti, Econet e Comune sono per l’adozione di una linea più severa sui rifiuti conferiti al centro di raccolta della Rebba dalle ditte della zona.
I tre enti effettivamente stanno lavorando, come conferma Jari Calderone del Consorzio smaltimento, ad un regolamento che ponga dei paletti più stretti al conferimento alla Rebba, da parte delle utenze non domestiche, dei rifiuti chiamati “non assimilabili”, come materiale edilizio inerte, scarti di lavorazione, materiale “verde” e pneumatici. Questo allo scopo di ridurre il costo di smaltimento dei rifiuti e di incrementare la percentuale di raccolta differenziata che, un mese fa, segnava un non ottimistico 38%. Sulla materia, c’è da registrare la novità dal prossimo gennaio, stabilita da un decreto legge: un registro specifico da compilare, dove trascrivere gli accessi alla Rebba ed i tipi di rifiuto conferiti in loco dalle ditte e le aziende private della zona. Insomma sembra prevalere il ragionamento generale, non locale, che debbano essere le imprese stesse a farsi carico dello smaltimento dei loro rifiuti “non assimilabili”, magari portandoli direttamente in discarica ed accollandosi quindi le relative spese. Ma si sta facendo strada, a livello locale anche l’ipotesi di collocare dei cassonetti all’interno delle aree aziendali, visto che le ditte possono conferire solo un certo quantitativo di indifferenziata nel giro pubblico. Un compromesso tra enti pubblici ed aziende private della zona di Ovada potrebbe essere invece trovato nell’individuazione di un’area, nelle vicinanze della Rebba, che diventerebbe discarica specifica del materiale “non assimilabile”. E su questa nuova ipotesi si stanno ora confrontando enti pubblici ed associazioni di categoria ovadesi (Confartigianato e C.N.A.). Per attivare quest’area attigua alla Rebba però si dovrà attendere il parere autorevole della Provincia, che ai primi di dicembre incontrerà tutte le parti in causa (Consorzio smaltimento rifiuti, Econet, assessorato comunale all’Igiene ambientale e associazioni di categoria). Anche l’assessore Roberto Briata comunque è sulla linea di Econet e Consorzio smaltimento sulla possibilità del reperire un’area apposta alla Rebba dove le imprese possano conferire i loro rifiuti “non assimilabili”, magari le ditte convenzionate ed autorizzate al trasporto di rifiuti. In ogni caso è evidente che l’alternativa della discarica di Novi (davvero scomoda perché costosa per tempo e denaro) non piace ovviamente alle ditte ed alle imprese private, in questi tempi di crisi. Ditte che auspicano naturalmente che da parte dei tre enti succitati si venga incontro alle loro richieste, ritenute ragionevoli e legittime. Anche perché nessuno vuole la piccola discarica “fai da te” abusiva... (E. S.) |
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