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Nuovo corso per la Tacchella macchine
si unisce ad un’azienda bolognese

 

Cassine. Nuovo corso in vista per Tacchella Macchine: lo stabilimento di Cassine ha infatti avviato la propria trasformazione in “NewCo”, ovvero in un nuovo raggruppamento aziendale (“NewCo” è la contrazione di “New company”, letteralmente “nuova azienda”), alla cui costituzione si arriverà attraverso un processo di ristrutturazione che sarà messo in moto già nelle prossime settimane.
Le linee guida dell’operazione sono state illustrate nel pomeriggio di venerdì 4 dicembre in un incontro organizzato presso la sede alessandrina di Confindustria, al quale hanno preso parte l’azienda e le organizzazioni sindacali.

Le due aziende

Tacchella Macchine è azienda storica nel panorama bassopiemontese: fondata nel 1921, ad Acqui Terme, da Andrea Tacchella, sotto forma di semplice officina meccanica, ha rapidamente scalato posizioni nel dopoguerra, compiendo un salto di qualità decisivo con l’apertura dello stabilimento cassinese, realizzato nel 1967 e dotato di tutte le più moderne infrastrutture per l’epoca. Lo stabilimento cassinese occupa un’area di 75.000 mq, di cui 20.000 coperti, e offre attualmente lavoro a circa 180 addetti, tutti altamente qualificati per il settore. Negli anni l’azienda ha saputo acquisire un profilo internazionale, comprovato anche dall’esistenza di oltre 50 agenzie commerciali nelle diverse aree del globo.
Attualmente la guida dell’azienda è affidata ai tre fratelli Tacchella: Alberto (già presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori di Macchine Utensili, l’Ucimu), Claudio e Maurizio, che hanno condotto il marchio a traguardi aziendali prestigiosi (negli ultimi anni la Tacchella Macchine ha prodotto componentistica anche per Ferrari e Ducati); da qualche tempo però, anche per effetto della crisi del settore, lo stabilimento accusava una certa difficoltà nelle vendite, acuita dalla recente congiuntura negativa.
Questo nonostante l’impegno dei vertici aziendali nella ricerca di nuovi mercati (significativi, in tal senso, i riscontri ottenuti sul mercato cinese).
Da questi presupposti nasce la scelta di dare vita a un nuovo raggruppamento, trasformando l’azienda da spa (società per azioni) a srl (società a responsabilità limitata). Il partner è stato individuato in una azienda bolognese, la Decima Morara, con sede a Casalecchio sul Reno. Si tratta di un’impresa operante nello stesso segmento di mercato e specializzata in particolare nella produzione di automatismi per ingranaggi, macchine dentatrici e rettificatrici. Decima Morara è a sua volta azienda derivante da una fusione, avvenuta nel 2006, fra Decima Spa e Morara spa, quest’ultima detentrice del marchio aziendale, e caratterizzata da un profilo di primo piano. Fondata nel 1919 da Luigi Morara, è rimasta sui binari di una conduzione familiare fino al 2003. Nel gennaio 2004, la maggioranza delle quote è però passata nelle mani del gruppo Paritel, che grazie alla propria partnership con Gleason spa, azienda leader mondiale nel settore delle macchine per ingranaggi, ha consentito a Morara di avviare un processo di internazionalizzazione. Il ritratto dell’azienda bolognese è quello di una ditta di medie dimensioni, articolata su due diversi stabilimenti, uno per le lavorazioni meccaniche e l’assemblaggio di gruppi, l’altro per l’assemblaggio finale e il collaudo delle macchine. In totale i due stabilimenti occupano 18.000 mq di superficie, 12.600 dei quali coperti. L’azienda offre lavoro direttamente a circa 200 dipendenti, cui si aggiunge una rete di agenti commerciali e una serie di uffici di rappresentanza, dediti sia alla vendita che all’assistenza e ubicati, oltre che in Italia, anche in Cina ed India.

Il progetto

L’accordo che dovrebbe portare alla costituzione di un’importante aggregazione nel settore delle macchine utensili è illustrato nei dettagli in un comunicato congiunto sottoscritto, oltre che da Tacchella e Morara, anche da Paritel e Imt. Questo perché all’atto pratico, Tacchella Macchine e Decima Morara saranno incorporate all’interno di una piccola sub-holding (ovvero di una società finalizzata al controllo delle azioni), denominata appunto Imt (acronimo per Italian Machine Tools); questa sub-holding sarà a sua volta controllata da Paritel, il gruppo che ha acquisito, come spiegato poc’anzi, il controllo di Decima Morara.
IMT è quindi una sorta di etichetta sotto cui opereranno congiuntamente i marchi Decima Morara e Tacchella Macchine, uniti nel nuovo raggruppamento: nasce così un nuovo attore (di dimensioni e potenzialità importanti) che si colloca nel segmento delle rettificatrici con l’obiettivo di competere per l’eccellenza sul mercato globale, visto anche il forte ruolo occupato da Morara nell’area delle macchine per interni, nelle rettificatrici pesanti (settori navale e ferroviario) e nelle rettifiche cosiddette speciali. A queste si affiancherà il ruolo-cardine di Tacchella Macchine in Europa, dove l’azienda cassinese è nome conosciuto nelle soluzioni per la grande produzione per auto e aeronautica, oltre che nella meccanica di precisione. Poiché Morara e Tacchella Macchine sono inoltre leader incontrastate nel panorama nazionale delle rettifiche, si punta ad un ulteriore rafforzamento delle posizioni sul mercato interno; non a caso, nel comunicato si afferma che “Per Paritel (…) IMT non è che il primo passo di una strategia di aggregazioni che già ne prevede di nuove”.
Sempre all’interno del comunicato, si rende noto che “Dal punto di vista organizzativo, obiettivi primari di IMT saranno: un unico centro decisionale per tutte le funzioni di staff, un’organizzazione divisionale basata su più siti produttivi specializzati per prodotto, fortemente variabilizzati; l’integrazione delle reti commerciali, favorendo il “cross selling” (ovvero le vendite combinate, ndr), l’incremento della profittabilità del business, sfruttando le sinergie industriali.
L’ingegner Luca Peli, chairman (dirigente capo, ndr) di Paritel, assumerà la carica di Presidente di IMT, mentre Alberto Tacchella, presidente della Tacchella Macchine e già presidente Ucimu, assumerà la guida commerciale di IMT con la carica di vicepresidente. Particolarmente rilevante, infine, la partecipazione al nuovo progetto della famiglia Tacchella, che investirà in IMT, acquisendo una quota significativa del nuovo gruppo”.
Al di fuori del contenuto dei comunicati, appare evidente il fatto che Tacchella Macchine metterà a disposizione della nuova aggregazione il proprio know-how commerciale e le proprie sedi di vendita, e otterrà in cambio l’opportunità di continuare l’attività, investendo e sgravandosi di alcuni costi.

Scenari futuri

Come avviene quasi sempre quando un’azienda a conduzione familiare passa nelle mani di una holding (sebbene in questo caso si parli di una holding di piccole dimensioni), la preoccupazione prioritaria per gli osservatori esterni riguarda il futuro delle maestranze. Al momento su questo aspetto non esistono comunicazioni ufficiali: sicuramente sarà portata avanti un’operazione di riorganizzazione interna che avrà ricadute importanti sulla suddivisione del lavoro e sulla distribuzione delle maestranze. Solo al termine di questa prima fase saranno valutati eventuali esuberi. Il processo che porterà alla nascita del nuovo raggruppamento, comunque, è già in atto e procede a buon ritmo: già negli scorsi giorni è stato portato a termine il passaggio da spa a srl e l’ingegner Luca Peli ha reso nota l’intenzione di presentare un piano aziendale entro la fine di marzo 2010. (C.R. - M-Pr.)

 

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