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Riunita la commissione del turismo termale

  Acqui Terme. Siamo in grado di «cambiare pelle» al termalismo? Quali strategie, allora, a livello nazionale si intende applicare per la rigenerazione delle terme per metterle meglio in sintonia con l’evoluzione del turismo? Il problema, in sintesi, faceva parte delle finalità dell’incontro avvenuto al Grand Hotel Nuove Terme, nella mattinata di mercoledì 9 dicembre, ad Acqui Terme tra i componenti della Commissione nazionale per la promozione e il sostegno del turismo termale e di benessere. Commissione di cui fa parte il sindaco della città termale acquese, Danilo Rapetti. Logicamente le azioni conseguenti alle discussioni vanno concertate con il Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, creatrice della struttura.
Erano presenti: Massimo Giachetti (Associazione mondiale terme); Giuseppe Albertin (Confturismo-settore terme); Marco Gottardo (Terme Abano-Montegrotto); Maurizio Armanetti (progettista parchi termali); Gian Marco Rossi (Grand Hotel Roseo Terme); Sanoner (Adler Thermae e Dolomiti); Simioni (Terme Tartavalle); Paolo Gruppo (Ancot); Leandro Gualtieri (Società delle terme e del benessere); Giorgio Matto (Federterme); Danilo Rapetti (Comune di Acqui Terme). Quindi Giorgio Medail (Unità di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia presso la Presidenza del Consiglio-Dipatimento del Turismo); Adele Cavalleri (Unità di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia presso il Dipartimento del Turismo).
Ancora: Anna Maria Leprato (Comune di Acqui Terme, assessorato al Turismo e al Commercio) Nicola Angelo Fortunati (Società delle terme e del benessere); Anna Giulia Sacchi.
L’ordine del giorno prevedeva la discussione di vari argomenti, partendo dalla presentazione degli spunti che ciascun commissario aveva da proporre per lo sviluppo del settore, come ausilio al rilancio e alla destagionalizzazione del turismo termale e del benessere in Italia. Prevista anche l’assegnazione di incarichi specifici ad alcuni commissari per la responsabilità su selezionate sotto-aree dei settori delle terme e del benessere, oltre alla valutazione della possibilità di condivisione di progetti già in essere, che fanno parte dell’esperienza diretta dei commissari.
Lo scenario di riferimento delle terme e del turismo termale ha conosciuto negli ultimi anni una fase di trasformazione e si è allargato a nuove fasce di utenti, ma si è anche rinnovato nelle tipologie di fruizione delle risorse termali. La Commissione deve valutare queste nuove situazioni, prendere atto della riconversione tenendo conto della immagine tradizionale delle nostre terme, rafforzandola, cercando di acquisire clientela nuova, anche presentando un sistema variegato in cui salute e benessere, cultura e divertimento siano una mistura ben costruita.
Bisogna parlare del carattere preventivo delle cure termali, dell’ambito dell’utilizzazione del termine «terme», «termale», «acqua termale» che non possono essere usati solamente da chi ha una pozzanghera, ma, tra l’altro, essere in possesso di autorizzazione regionale, rispondere a requisiti strutturali, tecnologici e con profili professionali di operatori del settore. La Commissione ha formato due gruppi di lavoro: uno relativo alla normativa, il secondo, con Acqui Terme, per il marketing e la promozione. Il sindaco Rapetti e l’assessore Leprato hanno proposto di denominare «doc» le terme che meritano tale titolo. (red. acq.)

 

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