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A Rossiglione il cinema municipale compie 20 anni |
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Rossiglione. Di fronte all’importanza di certi anniversari bisogna fermarsi e cogliere l’occasione per riflettere. Compiere vent’anni non è cosa da poco, soprattutto se si parla di un cinema in un piccolo paese come Rossiglione. Una storia che ho condiviso dall’inizio, dal dicembre 1989, quando l’amministrazione comunale, dopo un’attenta ristrutturazione, decise di riaprire la Sala Municipale.
La gestione venne affidata all’Associazione Rossiglione ’90, un gruppo di volontari che si sono rivelati alquanto tenaci. In effetti, visti adesso, questi vent’anni sono stati connotati dalla costanza e da una forza di volontà non indifferente. Il periodo iniziale, quello che si colloca nel secolo scorso, per intenderci, è stato relativamente semplice. Sul versante cinematografico si affiancavano ogni settimana i titoli commerciali alle proposte d’essai, scelte mai banali programmate a cura di Giancarlo Giraud. Per altre iniziative, ad esempio rassegne teatrali, la Sala divenne un punto di riferimento e centro di aggregazione per tutta la Valle Stura. Ma, a cavallo del 2000, il progetto di una crescita culturale condivisa dovette fare i conti, nel senso stretto del termine, con la drastica riduzione di presenze dovuta alla crisi delle monosale, il cui ruolo andava ridefinito dopo l’avvento dei multiplex. E altri problemi erano all’orizzonte: la mancata disponibilità di titoli di repertorio per le rassegne, l’apertura di altre sale in Valle e i costi nel frattempo lievitati alle stelle. Per reagire alla crisi si scelse di ottimizzare la programmazione nel segno della qualità e di cercare l’equilibrio con le esigenze economiche. Dal 2000 la Sala è iscritta alla FICE e alterna fine settimana dedicati al cinema commerciale a proposte più mirate, organizza rassegne, promuove il Festival In mezzo scorre il fiume e aderisce a iniziative più ampie come Filmbusters e il Missing Film Festival. La battaglia in difesa del cinema si combatte quindi anche nelle retrovie, con una squadra di volontari, anzi di amici, consapevoli che il cinema non si può trattare come un bene di consumo qualunque. I film, divertendo, sono anche strumento di crescita culturale, ma educare alla visione è indispensabile. In tale direzione andranno gli sforzi futuri, per recuperare all’amore per il cinema soprattutto i giovani, assuefatti a visioni frammentate, solitarie e purtroppo inconsapevoli. A questo punto la celebrazione di un compleanno presuppone il bilancio, tutto sommato positivo. Mi basta fare un giro in archivio - fra locandine, programmi, schede ci sono centinaia di titoli e decine di serate speciali - e i problemi si dimenticano. Restano piccoli ricordi e sensazioni: la prima volta che si sono spente le luci (con Nuovo Cinema Paradiso, ovviamente); una sala troppo piena (Torni domani, alle 21 abbiamo aggiunto uno spettacolo); una sala troppo vuota (Se vuole mi fermo io, così almeno siamo in due); la stretta di mano di uno spettatore (Che bel film, non so come ringraziarla). La nostra storia sicuramente prosegue, mi auguro con qualche faccia nuova... Non so se ci saranno altri vent’anni, ma, i promotori culturali lo sanno, la speranza è obbligatoria. |
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