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Cassine, l'Opera pia Sticca verso il pareggio del bilancio

 
Cassine. L’Opera Pia Sticca viaggia finalmente verso il pareggio di bilancio. Il Natale in arrivo coincide, finalmente, con notizie positive per il soggiorno per anziani cassinese, da circa un decennio alle prese con grandi tribolazioni e con un pesante squilibrio.
A dare la lieta novella, nel corso di un incontro pubblico al quale, oltre alla stampa, sono stati invitate le autorità e anche i semplici cittadini cassinesi, è stato Franco Maestri, da qualche mese divenuto presidente della struttura, ma nel cda sin dall’inizio del nuovo secolo, quando il Comune, viste le gravi difficoltà dell’Ipab, incaricò un gruppo di volonterosi cittadini di farsi carico della situazione.
Assenti i due predecessori di Maestri nella carica di presidente (Luciano Buzzi Langhi e Mariangela Casaleggio), al fianco di Maestri hanno trovato posto gli altri componenti del cda dell’ente, Bruno Rizzola e Andrea Maccario (presenti sin dal 2000) e i nuovi arrivati Stefano Scarsi e Giandomenico Quadrone, unitamente alla direttrice dello Sticca, dottoressa Simona Bellini e al sindaco Roberto Gotta.
È toccato al presidente Maestri ripercorrere il difficile ultimo decennio vissuto dall’ente, ma il suo discorso è iniziato con una premessa: «Devo dare merito al sindaco Gotta: di solito i sindaci inseriscono nei cda solo persone aderenti alle loro idee e alle loro posizioni politiche. Qui questo non è avvenuto: il sindaco è stato lungimirante e ha messo insieme, alla guida dello Sticca, persone di idee politiche e di estrazione diversa fra loro e magari diverse dalla sua. Non era scontato, ma era la strada giusta, perché qui c’era da amministrare, non da fare politica». Ma in che stato era lo Sticca alla nomina del nuovo cda? «Abbiamo trovato un disavanzo notevole, e la prima cosa che abbiamo fatto è stato avviare un programma di rientro con le aziende creditrici. Fondamentale per la razionalizzazione dei costi è stato il contributo di Mariangela Casaleggio, che ha messo su computer tutti i dati relativi all’Ente: sembra incredibile, ma nel 2000 qui si faceva ancora tutto su carta».
Ma in che stato erano le cose? «La situazione era tutt’altro che buona, e in questi anni, oltre a riportare “in nero” il bilancio, abbiamo dovuto spendere diverse centinaia di migliaia di euro. Per esempio, appena arrivati abbiamo dovuto sostituire la cucina, con una spesa di 35.000 euro, e spenderne altri 90.000 per i macchinari della lavanderia e della stireria, non per megalomania, ma perché semplicemente non funzionavano più».
Non andava meglio alle strutture: «La cosa di cui mi stupisco è questa: lo Sticca esiste dall’Ottocento, e mi chiedo come sia stato possibile che in tutto il Novecento nessuno abbia mai pensato a ristrutturare o fare degli interventi… Comunque, per farvi capire, comincio col dirvi che il salone dove ci troviamo era completamente vuoto: siccome dovrebbe essere un salone di socializzazione, abbiamo dovuto arredarlo, mettere delle sedie, dell’arredamento, perché gli anziani non socializzano stando in piedi a lungo. Quando siamo arrivati, tutto sembrava essere fuori norma: letti, materassi, spondine… nessuno aveva fatto nulla per tenere lo Sticca al passo coi tempi e con le leggi. Abbiamo dovuto cambiare noi tutti gli arredi delle camere. Ma non è finita: le finestre erano vecchie, c’erano tantissimi spifferi: abbiamo dovuto sostituire 70 finestroni da 1,5metri per 2, per una spesa di oltre 2000 euro l’uno, per mettere i nostri ospiti al caldo». Poi è stato necessario metterli all’asciutto… «Nel 2000 ci fu una terribile siccità: sembrava che non piovesse mai, e certi problemi non furono subito visibili. Ma nel 2001 alla prima pioggia seria, l’acqua ha preso a gocciolare dalla volta nell’anticamera. Un esame ha rilevato che il 30% dei coppi erano da sostituire, e soprattutto che nessuno aveva mai messo le onduline…».
L’edificio dello Sticca, fra l’altro, è di pregio storico, e quindi vincolato, il che ha obbligato gli amministratori a rifare il tetto con coppi vecchi, con spese ingenti. Ma non è finita qui… «Nemmeno la fognatura funzionava. E sapete perché? Gli ultimi 30 metri erano o in piano o addirittura in lieve salita, costruiti in un modo che non credo sia concepibile nemmeno nel quarto o nel quinto mondo. Abbiamo ovviamente dovuto rifare le fognature e siamo riusciti, grazie all’interessamento del sindaco, a realizzarle in materiale carrabile a un prezzo accessibile. Abbiamo anche installato un cancello automatico e realizzato un piccolo parcheggio».
Qualche problema esisteva anche per il servizio mensa… «Fatta la cucina nuova abbiamo ottenuto le autorizzazioni. Peccato che ci abbiano chiesto di portare i dipendenti da 5 a 7. Il costo dei dipendenti era diventato pari al 40% del bilancio. Allora abbiamo sospeso il serviizo mensa e affidato il tutto a una cooperativa, risolvendo il porblema. Ora abbiamo un cuoco affidabile, già insegnante alla Scuola Alberghiera, e un aiuto cuoco, una persona fissa in lavanderia e crediamo di aver fatto qualcosa di buono per lo Sticca. Il bilancio finalmente sta andando bene, verso il pareggio e crediamo che chiunque verrà dopo di noi [il mandato di Maestri e dell’attuale cda scadrà nel 2012, ndr], potrà amministrare con più tranquillità. Noi quando siamo arrivati siamo andati avanti fra proiezioni trimestrali e rischi continui di commissariamento».
E per il futuro? «Lo Sticca è sempre stata una struttura per poveri. Il nostro scopo è stato quello di farla diventare una struttura per tutti: poveri, meno poveri, ricchi. Facendo questo, abbiamo dato dignità alla struttura, che ora è una casa di riposo per anziani, portata avanti col proposito di migliorare ancora. La nostra speranza sarebbe quella di poter realizzare in un prossimo futuro un ampliamento, per realizzare al piano superiore una palestra per la fisioterapia riservata non solo ai nostri ospiti, ma aperta anche ai cassinesi, e magari qualche camera un po’ più lussuosa che all’occorrenza potrebbe ospitare qualche cliente con maggiori disponibilità economiche. Ci tengo comunque a dire che attendiamo tuttora 180.000 euro di rimborsi dalla Regione: sono le rette che gli ospiti meno abbienti avrebbero dovuto pagare e che la Regione sarebbe tenuta a rimborsare tramite la ASL… è una lunga attesa, ma speriamo prima o poi che la pazienza venga premiata».
Al sindaco Gotta non resta che elogiare, con piacere, gli amministratori che hanno guidato lo Sticca fuori dalle secche. «Devo ringraziare questo cda, composto da persone che hanno accettato un incarico difficile, sapendo che si sarebbero dovuti accollare tantissime grane. C’è stato un lavoro di squadra che ha portato a una struttura finalmente ottimale ed efficiente. Devo ringraziare in questa sede anche gli Enti Provincia e Regione, che ogni qual volta il Comune ha proposto qualche nomina l’hanno avallata con piacere. Da parte mia ho sempre cercato di coinvolgere persone competenti, che hanno trovato in Franco Maestri una guida animata da grande passione, che ha dedicato allo Sticca 10 anni della sua vita: proseguendo su questa strada è possibile tenere in equilibrio la struttura: le recenti esperienze lo dimostrano».
Ultimi ringraziamenti per Maestri: «ringrazio la fondazione San Paolo e la CRAL che attraverso il compianto Gianfranco Pittatore e il suo successore Pierangelo Taverna ci hanno dato il giusto supporto. E ringrazio per la disponibilità dimostrata anche il maresciallo Miniello, che ci è sempre stato vicino. Oggi lo Sticca sta andando controcorrente, mentre tante altre strutture per anziani sono in difficoltà. Questo a mio avviso dimostra che anche il pubblico, se si attrezza, può essere competitivo sul mercato». Il che, in un mondo in cui l’anziano è sempre più visto come una potenziale fonte di profitto più che come un patrimonio sociale da salvaguardare, è un gran bel segnale. (M.Pr)

 

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