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Cortometraggio girato per le vie di Nizza Monferrato

 

Nizza Monferrato. La cittadinanza nicese è incappata in strani movimenti tra mercoledì 9 e lunedì 14 dicembre: protezione civile, strade chiuse temporaneamente al traffico, un regista che dava direttive con tanto di megafono e qualche volto noto del piccolo schermo. Si trattava delle riprese per il cortometraggio Diario di un disagiato, lavoro indipendente del giovane regista toscano Emiliano Cribari, protagonista l’attore Roberto Accornero (in tv nelle fiction Camera Cafe e Il maresciallo Rocca) e nel ruolo di aiuto regista l’attrice Barbara Enrichi (al cinema in molti film di Leonardo Pieraccioni, tra cui Il ciclone e Fuochi d’artificio).
Una piccola troupe di sette persone, con il supporto logistico dei nicesi Eugenio Carena, di Maurizio Martino di Nizza Turismo e dell’Assessore alla Cultura Fabrizio Berta, la partecipazione di alcuni volontari della protezione civile, nonché parecchi cittadini nicesi nelle vesti di comparse.
“Ho girato già alcuni cortometraggi in provincia di Asti” racconta il regista Emiliano Cribari. “Nizza mi era stata consigliata, e mi ha sorpreso favorevolmente aver trovato nello stesso luogo tutte le location che erano necessarie per la mia storia”. Gli scorci noti che compariranno nel cortometraggio finito sono parecchi: da interni di case cittadine allo studio di un noto dentista, dal distributore Agip di corso Asti a viale Umberto I, fino alla chiesa di S. Ippolito, dove pare sia stata girata la scena di un matrimonio.
Immancabile un passaggio per via Maestra, sede delle riprese di mercoledì mattina, con una popolazione sorpresa a sentirsi chiedere di fermarsi sotto i portici del palazzo comunale “per non intralciare le riprese del film”. Quanto alla storia, pochissimo si riesce a intuire fermandosi di tanto in tanto sui set: Accornero in una scena suona il campanello di un edificio, nella successiva attende all’ingresso del cortile interno dell’edificio di fronte all’ufficio postale, poi ascolta musica in macchina.
“I miei cortometraggi” racconta Cribari “seguono il metodo Le cose che so di me: un insieme di tredici regole ferree che mettono in evidenza il lato autobiografico del regista, che per esempio non deve avvalersi di sceneggiatori, e lavorare solo in digitale, con mezzi cinematografici ridotti. Un compendio severo e particolareggiato, nato dal bisogno di creare una sostanza cinematografica continua e di qualità al di fuori di ogni sistema tradizionale”. Viene in mente il regista Lars Von Trier, forse un’influenza? “Senz’altro. Ma in questo caso cerco di applicare le regole alla commedia, una sfida ancora più intrigante”. Sia Roberto Accornero che Barbara Enrichi, dal canto loro, hanno apprezzato molto Nizza e la dimensione ridotta dei piccoli centri di provincia, nonché la grande disponibilità ed entusiasmo di cittadini e amministrazione.
La durata prevista per il cortometraggio è di circa venti minuti: è destinato al circuito dei festival, ma non dubitiamo ci sarà occasione per una proiezione pubblica sul territorio, giusto per permettere ai nicesi coinvolti di gustare i propri proverbiali cinque minuti di celebrità.

 

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