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Valle Stura, Orba e Leira con Mele verso un destino incerto, ma segnato

 

Campo Ligure. Ci scrive Paolo Ottonello:
«Dal mese di luglio, in seguito al riordino delle Comunità Montane e conseguente legge regionale che indica nei sindaci, o loro delegati, i componenti la Giunta esecutiva, sono il presidente della nuova Comunità Montana Valli Stura, Orba e Leira, che ha ereditato il Comune di Mele dalla soppressa Comunità Montana Argentea, costituita coi Comuni di Arenzano e Cogoleto.
Un impegno gravoso in quanto tale, cui si sommavano le urgenze derivanti dall’avvio della nuova struttura, col delicato tema della sistemazione del personale ereditato dal citato ente soppresso.
In pochi mesi si sono affrontate, e risolte, questioni di scottante attualità, ad iniziare dalla complessa gestione della raccolta differenziata. Grazie all’impegno di tutto il personale, che ringrazio, e del nuovo segretario generale, dottor Bruno Piombo, si è stabilizzata la gestione generale dell’ente montano che, in seguito alle turbolenze dell’ultimo anno, era entrata in marcata sofferenza.
In pieno periodo estivo sono state poste le basi per giungere, a tempo di record nei primi giorni di gennaio, all’affidamento da parte della società genovese AMIU, incaricata pure del rifiuto solido urbano, della raccolta differenziata ad un nuovo soggetto traguardando già il suo prossimo sviluppo per raggiungere, nei tempi previsti, le quote imposte per legge.
Un impegno questo sul quale avevo impegnato il mio permanere alla presidenza della Comunità Montana.
Desidero perciò ringraziare per la preziosa collaborazione del vice presidente Lorenzo Sugo, rappresentante di Rossiglione, del consigliere Andrea Pastorino sindaco di Campo Ligure, che ha diretto l’apposito gruppo di lavoro, e dei consiglieri Clemente Traverso, per Tiglieto e Angelo Coltri, per Mele ed inoltre gli altri sindaci interessati ed i loro rappresentanti.
Grazie al solerte lavoro dell’ufficio tecnico, diretto dal geometra Valter Alismo, ed la lavoro del consulente agronomo Paolo Derchi, si è potuto avviare la centrale a biomassa di Masone, ma soprattutto sviluppare l’importante obiettivo, ottenuti i fondi necessari, della regolazione di due pericolosi guadi sul torrente Stura, in territorio masonese, località Prato Rosso e Rian Freddo.
Con l’agronomo Riccardo Favero, abbiamo potuto trasferire la sede della Guardia Forestale presso il Vivaio Regionale di Masone, in attesa di poter occupare la sede definitiva presso la stazione ferroviaria di Campo Ligure. Per l’area in questione sono stati pure approntati i progetti per il completamento del collegamento con la strada di San Pietro, con l’annesso ponte sul torrente Stura.
A Campo Ligure sta per essere avviata la fase preliminare della complessa operazione volta ad eliminare l’esondabilità dovuta alla platea adibita a parcheggio nei pressi dell’ex ospedale e dell’Oratorio.
Per Mele infine è a buon punto la progettazione relativa all’eliminazione dei due altri due guadi in località Galinea Bassa e Alta. Rossiglione e Tiglieto saranno al centro dei prossimi interventi. La costruenda sede dell’ex Comunità Argentea è un complesso problema all’ordine del giorno, che si spera di risolvere positivamente nei prossimi mesi.
Il corpo di Polizia Locale, ben diretto dal Comandante Lorenzo Cagnolo, integrato con l’ingresso di due addetti, uno di Tiglieto ed uno di Mele. Presto, presto avrà a disposizione la nuova ed idonea sede di Masone, in località Isolazza, nell’edificio comunale lasciato libero dalla Croce Rossa.
Purtroppo però la recente legge finanziaria ha decretato, almeno teoricamente, la fine della Comunità Montane che, dal primo gennaio 2010, rimarranno a completo carico delle Regioni che dovranno decidere in merito.
La Regione Liguria, per quanto ci concerne, ha finanziato la nostra per l’anno in corso, a fronte comunque di una pesante contrazione delle risorse economiche statali.
Perdurando l’incertezza normativa odierna chiunque può comprendere quanto sia difficile poter prevedere la sorte cui sono destinati sia l’ente montano, che i Comuni che la compongono: sarà la volta dell’ “Unione di Comuni”, in attesa dell’Area Metropolitana?
Certo le previsioni non sono rosee per nessuno.
Grazie per l’ospitalità sul vostro giornale, cordiali saluti».

Non si tolga la dignità ai piccoli comuni

Campo Ligure. Ci scrive Andrea Pastorino, Sindaco di Campo Ligure:
«In qualità di Sindaco di un comune con popolazione di poco superiore alle 3000 unità e quindi considerato un piccolo comune, inserito in una comunità montana che comprende i 3 comuni valligiani ed alle ali estreme Tiglieto e Mele, vorrei esprimere alcune considerazioni in merito alle novità legislative che si sono e si stanno compiendo nel nostro parlamento che segneranno nel profondo la storia di molte nostre comunità.
Nelle scorse settimane la Camera dei Deputati ha definitivamente varato la conversione del decreto legge denominato “decreto Ronchi” sulla riforma dei Servizi Pubblici Locali.
Per noi e per la nostra vallata che abbiamo la fortuna di avere un bene oggi prezioso che si chiama acqua è stata una bella doccia fredda.
Oggi, insieme ai comuni della nostra comunità montana e a quelli di Arenzano e Cogoleto abbiamo una piccola società “salvaguardata” che vede gli enti pubblici con il 51% di azioni ed un socio privato al 49%; con il decreto entrato in vigore, entro il 2015 le azioni degli enti locali dovranno scendere sotto il30% del capitale, questo significherà consegnare l’acqua in mano ai grandi gruppi con tutte le conseguenze del caso.
Sul versante del trasporto pubblico locale, non si è affrontato, o non si è voluto affrontare, il tema delle tratte economicamente non vantaggiose, creando così le condizioni per la fine dell’universalità del servizio pubblico nelle vallate e nelle aree interne.
Sempre nelle sorse settimane si è iniziato a discutere del “codice delle autonomie” poi approvato con la finanziaria.
Se nel capitolo precedente si sono gettate le basi per l’esproprio delle risorse montane e dei piccoli comuni, in questa si espropria la sovranità dei piccoli comuni.
Ecco alcuni significativi esempi:
il tema dello sviluppo economico e sociale viene riconosciuto come funzione fondamentale solo alle province e alle città metropolitane e negato agli altri comuni;
tutte le funzioni fondamentali dall’urbanistica, all’edilizia privata, dalle scuole alla polizia municipale non saranno più di competenza comunale per i comuni sotto i 3.000 abitanti ma gestiti da una nuova entità “l’unione dei comuni”;
gli organi democratici dei nostri municipi, sui quali, con l’aiuto dei mass-media, si presentano all’opinione pubblica come un “costo della politica” o come “poltrone da tagliare” vengono di fatto radicalmente ridimensionati, dimezzando i consiglieri comunali, dimezzando le giunte comunali, e per ultimo sopprimendo la giunta stessa nei comuni sotto i 1000 abitanti introducendo la figura del sindaco - padrone - podestà.
È giusto che l’opinione pubblica sappia che il costo annuale di un consiglio comunale, di una giunta e di un sindaco di un comune con popolazione di poco superiore ai 3.000 abitanti supera di poco il costo mensile di un parlamentare e sicuramente non ha, terminato il mandato, tutti i vantaggi di quest’ultimo, ma i costi alla fine, per chi ci governa sono sempre per i più deboli…..
Le comunità montane vengono di fatto abrogate, visto che vengono tagliati tutti i fondi ad esse destinati e tutto questo alla faccia del parere contrario espresso dalla Corte Costituzionale, ma oggi la politica viene fatta così!
Personalmente spero che i sindaci e le comunità locali che hanno fatto la storia del nostro Paese riescano a trovare un momento di unità e a contrapporre a questo disegno una forte iniziativa atta a salvaguardare il diritto - dovere di rappresentanza di tutte le popolazioni e di quelle piccole a maggior ragione».

 

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